Sistemazioni Idraulico-Agrarie: Definizione e Tecniche

Le sistemazioni idraulico-agrarie rappresentano un insieme di interventi e opere finalizzati alla gestione e al controllo delle acque in ambito agricolo e forestale.

Questi interventi sono cruciali per la protezione del suolo, la prevenzione di danni causati da eventi meteorologici estremi e per garantire la sostenibilità delle attività agricole.

Definizione e Scopi

Le sistemazioni idraulico-agrarie comprendono una vasta gamma di opere, tra cui:

  • Regimazione dei corsi d'acqua
  • Consolidamento dei versanti
  • Realizzazione di opere di drenaggio
  • Sistemazione di aree instabili

Questi interventi mirano a:

  • Prevenire l'erosione del suolo
  • Ridurre il rischio di frane e smottamenti
  • Migliorare la gestione delle acque piovane
  • Garantire la stabilità dei terreni agricoli e forestali

Tipologie di Interventi

Le tipologie di interventi di sistemazione idraulica agraria sono diverse e variano in base alle caratteristiche del territorio e alle specifiche esigenze.

Alcuni esempi includono:

  • Opere di regimazione dei corsi d'acqua: canalizzazioni, briglie, argini.
  • Opere di consolidamento dei versanti: terrazzamenti, muri di sostegno, interventi di ingegneria naturalistica.
  • Opere di drenaggio: fossi, canali, sistemi di drenaggio sotterraneo.
  • Interventi di stabilizzazione del suolo: semina di specie vegetali adatte, utilizzo di geotessili.

Pratiche Colturali e Uso del Suolo

La “Direttiva sulle pratiche colturali e di uso del suolo per il territorio montano e collinare del bacino”, recepisce le destinazioni d’uso dei suoli previste dalla Carta del Sistema Rurale e Forestale definite sia sulla base dei limiti e delle attitudini dei suoli sia su base morfologica (destinazioni conservative per unità colturali con pendenze medie maggiore del 30%).

La direttiva definisce le pratiche colturali e le sistemazioni idrauliche agrarie da attuare nelle diverse zone, al fine di rendere compatibile l’attività agricola con le caratteristiche e le fragilità del territorio.

La direttiva, unitamente alla cartografia e alle norme, costituisce quindi il punto di riferimento per la pianificazione dei territori extraurbani, per l’attuazione di politiche territoriali rispettose delle potenzialità d’uso e delle vulnerabilità ambientali ovvero per una organica gestione del suolo.

Pertanto, per il raggiungimento di tali obiettivi, le azioni di politica agricola che prevedono incentivi a sostegno delle attività agro-silvo-pastorali dovranno essere coerenti con gli obiettivi, attitudini e limitazioni definiti nelle Norme e dovranno attenersi ai contenuti specifici previsti nella direttiva.

A corredo della direttiva sono state inoltre allegate le definizioni della terminologia usata e le specifiche tecnico- costruttive delle opere di regimazione idraulico-agrarie previste.

Di seguito vengono riportate le pratiche colturali e di uso del suolo cui attenersi per una corretta gestione del suolo finalizzata alla tutela dal dissesto idrogeologico e dall’erosione idrica del suolo nel territorio collinare e montano.

Unità Colturali con Pendenza Maggiore del 30%

Nelle unità colturali con pendenza media maggiore del 30 % sono consigliati i seguenti usi del suolo e pratiche colturali:

  • usi forestali;
  • messa a riposo dei terreni;
  • colture speciali che prevedano l’impiego di tecniche di coltivazione a minor impatto rispetto a quelle delle normali colture (ad esempio colture officinali, colture a perdere finalizzate all’alimentazione della fauna selvatica);
  • praticoltura estensiva, prato e seminativo in rotazione con ampia presenza di foraggere;
  • fascia di rispetto dalle sedi stradali della viabilità pubblica o di uso pubblico di larghezza non inferiore a 3 metri mantenuta a terreno saldo;
  • fascia di rispetto dalle incisioni fluviali, mantenuta a terreno saldo e di larghezza non inferiore a 1 metro;
  • rete di regimazione idraulico-agraria permanente:
    • fossi di guardia, da realizzarsi a monte dei terreni messi a coltura o comunque in prossimità del limite tra diversi usi del suolo, incolti, agricoli, forestali, collegati a fossi collettori naturali o artificiali, con profondità superiore di 20 cm a quella delle lavorazioni, lunghezza non superiore a 150 metri e pendenza compresa tra 1-3%; in alternativa i fossi di guardia possono essere sostituiti da strade-fosso;
    • fossi collettori artificiali, disposti lungo le linee di massima pendenza, opportunamente dimensionati in funzione della portata idrica.

In relazione al rischio di erosione idrica, si consiglia la messa in opera di idonei presidi antierosivi.

Unità Colturali con Pendenza Minore del 30%

Zona 1 - Ambito Forestale di Collina e Montagna Stabile

Destinazione d’uso dei suoli: U.I.E. da destinare ad usi di tipo conservativo per la salvaguardia e il raggiungimento delle condizioni di equilibrio biofisico.

U.I.E. in cui le limitazioni d’uso dei suoli sono dovute prevalentemente al rischio di erosione connesso alle caratteristiche intrinseche dei suoli e alla pendenza delle unità colturali.

In questa sotto-zona sono consigliati i seguenti usi del suolo e pratiche colturali:

  • usi forestali;
  • messa a riposo dei terreni;
  • colture speciali, che prevedono l’impiego di tecniche di coltivazione a minor impatto rispetto a quelle delle normali colture (ad esempio colture officinali, colture a perdere finalizzate all’alimentazione della fauna selvatica);
  • praticoltura estensiva, prato e seminativo in rotazione con ampia presenza di foraggere;
  • fascia di rispetto dalle sedi stradali della viabilità pubblica o di uso pubblico, mantenuta a terreno saldo e di larghezza non inferiore a 3 metri;
  • fascia di rispetto dalle incisioni fluviali, mantenuta a terreno saldo e di larghezza non inferiore a 1 metro;
  • rete di regimazione idraulico-agraria permanente:
    • fossi di guardia, da realizzarsi a monte dei terreni messi a coltura o comunque in prossimità del limite tra diversi usi del suolo, incolti, agricoli, forestali, collegati a fossi collettori naturali o artificiali, con profondità superiore di 20 cm a quella delle lavorazioni, lunghezza non superiore a 150 metri e pendenza compresa tra 1-3%; in alternativa i fossi di guardia possono essere sostituiti da strade-fosso;
    • fossi collettori artificiali, disposti lungo le linee di massima pendenza, opportunamente dimensionati in funzione della portata idrica.

In relazione al rischio di erosione idrica, si consiglia la messa in opera di idonei presidi antierosivi.

Zona 2 - Ambito Agricolo di Collina e Montagna Stabile

Destinazione d’uso dei suoli: U.I.E. nelle quali sono ammessi tutti i tipi di colture con l’adozione di adeguate opere di regimazione idraulica e pratiche colturali finalizzate al contenimento dell’erosione di suoli.

U.I.E. con limitazioni dovute a erosione idrica e a movimenti gravitativi superficiali imputabili alle caratteristiche intrinseche dei suoli, alla pendenza, alla inadeguatezza degli assetti colturali e delle regimazioni idraulico-agrarie.

In questa sotto-zona nelle unità colturali con pendenza media inferiore al 30% sono consigliate le seguenti sistemazioni e pratiche colturali:

  • profondità di lavorazione, massimo 30 cm;
  • lunghezza appezzamenti non superiore a 60 metri, da ottenere mediante sistemazioni a fosse livellari e/o con strade-fosso;
  • fascia di rispetto dalle sedi stradali della viabilità pubblica o di uso pubblico mantenuta a terreno saldo e di larghezza non inferiore a 3 metri;
  • fascia di rispetto dalle incisioni fluviali mantenuta a terreno saldo e di larghezza non inferiore a 1 metro;
  • rete di regimazione idraulico-agraria permanente:
    • fossi di guardia, da realizzarsi a monte dei terreni messi a coltura, o comunque in prossimità del limite tra diversi usi del suolo, incolti, agricoli, forestali, collegati a fossi collettori naturali o artificiali, con profondità superiore di 20 cm a quella delle lavorazioni, lunghezza non superiore a 150 metri e pendenza compresa tra 1-3%; in alternativa possono essere sostituiti da strade-fosso;
    • fosse livellari, disposte trasversalmente alle linee di massima pendenza e collegate ai fossi collettori naturali o artificiali, realizzate a profondità superiore di 20 cm a quella delle lavorazioni, con lunghezza non superiore a 150 metri e pendenza compresa tra 1-3%; in alternativa possono essere sostituite da strade-fosso;
    • fossi collettori artificiali, disposti lungo le linee di massima pendenza, opportunamente dimensionati in funzione della portata idrica.

In relazione al rischio di erosione idrica si consiglia la messa in opera di idonei presidi antierosivi.

Colture annuali
  • rete di regimazione idraulico-agraria temporanea:
    • lavorazioni in traverso;
    • solchi acquai, obliqui, profondità non superiore a quella di lavorazione, pendenza compresa tra 1-3%, opportunamente distanziati in ragione della pendenza dell’unità colturale e della loro lunghezza e comunque con interasse non superiori a 30 metri, collegati alle fosse livellari o ai fossi collettori naturali ed artificiali;
    • copertura del suolo su almeno il 50% della superficie nel periodo autunno-invernale con colture o cover crops.
Colture arboree
  • impianto e lavorazioni in traverso, in alternativa a rittochino con lavorazioni lungo la fila e inerbimento nell’interfila.

Zona 3 - Ambito del Margine Appenninico

Destinazioni d’uso dei suoli: U.I.E. nelle quali non sussistono limitazioni ad utilizzazioni agricole e forestali sono consentiti tutti i tipi di usi del suolo.

Nelle unità colturali con pendenza media inferiore al 30% non sono previste specifiche limitazioni agli usi agricoli e forestali.

Zona 4 - Ambito di Collina e Montagna Instabile

Destinazione d’uso dei suoli: U.I.E. nelle quali sono ammessi tutti i tipi di colture con l’ausilio di opere di regimazione delle acque superficiali e profonde e con interventi di sistemazione e consolidamento finalizzati alla stabilizzazione dei versanti.

U.I.E. con forti limitazioni agli usi agricoli e forestali dovute all’elevata presenza di movimenti massa attivi o quiescenti la cui origine è da ricollegare principalmente al decadimento delle proprietà geomeccaniche delle rocce.

U.I.E. con limitazioni dovute ad un elevato rischio di movimenti di massa superficiali e profondi.

In questa sotto-zona nelle unità colturali con pendenza media inferiore al 30% sono consigliate le seguenti sistemazioni e pratiche colturali:

  • profondità di lavorazione, massimo 30 cm;
  • lunghezza appezzamenti, non superiore a 60 metri, da ottenere mediante sistemazioni a fosse livellari; in sostituzione strade fosso;
  • fascia di rispetto dalle sedi stradali della viabilità pubblica o di uso pubblico, mantenuta a terreno saldo e di larghezza non inferiore a 3 metri;
  • fascia di rispetto dalle incisioni fluviali mantenuta a terreno saldo e di larghezza non inferiore a 1 metro;
  • rete di regimazione idraulico-agraria permanente:
    • fossi di guardia, da realizzarsi a monte dei terreni messi a coltura o comunque in prossimità del limite tra diversi usi del suolo, incolti, agricoli, forestali, collegati a fossi collettori naturali o artificiali, con profondità superiore di 20 cm a quella delle lavorazioni, lunghezza non superiore a 150 metri e pendenza compresa tra 1-3%; in alternativa possono essere sostituiti da strade-fosso;
    • fosse livellari, disposte trasversalmente alle linee di massima pendenza e collegate ai fossi collettori naturali o artificiali, realizzate a profondità superiore di 20 cm a quella delle lavorazioni, lunghezza non superiore a 150 metri e pendenza compresa tra 1-3%; in alternativa possono essere sostituite da strade-fosso;
    • fossi collettori artificiali, disposti lungo le linee di massima pendenza, opportunamente dimensionati in funzione della portata idrica.

In relazione al rischio di erosione idrica si consiglia la messa in opera di idonei presidi antierosivi.

Colture annuali
  • Lavorazioni a rittochino.
Colture arboree
  • Impianti e lavorazioni a rittochino, drenaggi sotterranei, collegati al reticolo di scolo naturale o artificiale (fossi collettori), messa a dimora delle piante mediante scavo puntuale (buche senza scasso su terreno sodo).

Zona 5 - Ambito del Calanco e del Degrado

Destinazione d’uso dei suoli: U.I.E. da destinare al mantenimento dell’ambiente naturale, a finalità di tipo naturalistico-ricreativo, alla naturale evoluzione.

U.I.E. fortemente degradate interessate da fenomeni erosivi in rapida e progressiva evoluzione geomorfologica che hanno raggiunto la massima espansione (formazioni calanchive) e U.I.E.

Normativa di Riferimento

I criteri minimi nazionali per le caratteristiche tecnico-costruttive, gli scopi e le tipologie delle opere idraulico-forestali sono stati definiti tramite il decreto del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali 28 ottobre 2021, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1° dicembre 2021, n.

Tale decreto fornisce un quadro di riferimento per la progettazione e la realizzazione di interventi di sistemazione idraulica agraria, al fine di garantire la loro efficacia e sostenibilità.

Il decreto tiene conto di diverse normative preesistenti, tra cui:

  • La legge 28 luglio 2016, n.
  • Il decreto legislativo 3 aprile 2018, n.
  • La legge 6 luglio 2002, n.
  • Il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

Inoltre, il decreto si pone in linea con le disposizioni in materia di tutela dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'art. 142, comma 1, lettera g), del decreto legislativo n. e dell'art. 136 del decreto legislativo n.

Le opere disciplinate dal presente decreto sono quelle previste dalla legge quadro 6 dicembre 1991, n.

Tabella riassuntiva dei riferimenti normativi

Normativa Descrizione
D.M. 28 ottobre 2021 Definisce i criteri minimi nazionali per le opere idraulico-forestali
Legge 28 luglio 2016, n. Riferimento legislativo generale
Decreto legislativo 3 aprile 2018, n. Riferimento legislativo specifico
Legge 6 luglio 2002, n. Riferimento legislativo ulteriore
Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. Riferimento legislativo

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