Smaltimento olio idraulico: normativa e procedure

Lo smaltimento inappropriato degli oli esausti può comportare rischi significativi per l'ambiente e la salute umana. L'Italia ha adottato una serie di leggi e normative volte a regolare la gestione degli oli esausti per preservare l'ambiente e la salute pubblica.

Oli esausti: quali rifiuti rientrano in questa categoria?

Tra le tipologie più comuni troviamo gli oli motore (prodotti di scarto legati agli autoveicoli ma non solo), i residui di olio da cucina (ad esempio quelli derivanti dalla frittura degli alimenti) e gli oli industriali esausti (categoria più generica al cui interno rientrano tutti i rifiuti oleosi scarto di processi industriali). Si tratta di residui di origine industriale ma anche domestica. Tra questi figurano l’olio del motore o i residui di olio dopo fritture in cucina o altri tipi di cotture.

  • Olio motore esausto
  • Olio da cucina usato
  • Oli industriali esausti

Composizione degli oli esausti

Gli oli esausti contengono naturalmente l'olio base originale. L’olio di partenza può essere sintetico o minerale e la sua tipologia influenza in modo diretto le proprietà chimiche del composto esausto.

  • Idrocarburi alifatici e aromatici: Gli oli esausti contengono una vasta gamma di idrocarburi, sia alifatici che aromatici. Questi composti sono responsabili della viscosità degli oli e delle loro proprietà lubrificanti.
  • Additivi: I prodotti a base di oli, specie se a uso industriale, possono contenere una serie di additivi chimici che migliorano le prestazioni dell'olio nel suo utilizzo originale. Questi additivi possono includere agenti antiusura, detergenti, dispersanti, antiossidanti e numerosi altri agenti chimici.
  • Impurità: Gli oli possono contenere impurità provenienti dall'ambiente in cui sono stati utilizzati. Rientrano tra le impurità potenzialmente presenti negli oli di scarto polveri, sporco, acqua e metalli pesanti.

Azione inquinante degli oli esausti: perché gli oli rappresentano rifiuti speciali pericolosi?

L’olio esausto rientra tra i rifiuti speciali pericolosi e come tale va trattato e smaltito. Se gestito o bruciato impropriamente, l’olio esausto contribuisce all’inquinamento delle falde acquifere e ad emettere sostanze tossiche in atmosfera. In caso di combustione, possono produrre sostanze tossiche, se dispersi nel terreno potrebbero causare facilmente un danno di grandi proporzioni per la salute pubblica.

L'olio esausto è considerato un rifiuto pericoloso, perché se smaltito in modo sbagliato può trasformarsi in un potente inquinante: un solo litro d’olio sversato nell’ambiente può inquinare un milione di litri d’acqua. La pellicola impermeabile che si forma in superficie diventa una barriera per l’ossigeno necessario alla sopravvivenza della flora e della fauna marina, fluviale e lacustre.

La struttura degli oli alimentari viene modificata dopo la frittura, l’olio viene ossidato e assorbe le sostanze inquinanti dalla carbonizzazione dei residui alimentari. La densità degli oli ossidati fa sì che l’olio galleggia sull’acqua delle fognature. Questo comportamento degli oli esausti è causa di inquinamento ambientale. Anche questi oli sono soltanto in parte biodegradabili e versati nelle fognature causano un inquinamento, in quanto riducono l’ossigeno disponibile per pesci e alghe.

Gli oli scuri, come l’olio motore, sono particolarmente pericolosi in quanto pieni di metalli pesanti e altre sostanze inquinanti.

Normativa Italiana sullo smaltimento degli oli esausti

La principale normativa a cui si riferisce lo smaltimento di olii esausti è il Decreto legislativo 27 gennaio 1992 n. 95 “Norme relative alla eliminazione degli oli usati” e va a stabilire le modalità e gli strumenti utili. In Italia è nato un ente, il CONOU (Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati) che ha introdotto una normativa che tocca tutti gli aspetti della gestione degli oli esausti.

Ecco alcune delle principali normative di riferimento:

  • Decreto Legislativo 27 gennaio 1992, n. 95: All’interno del decreto venivano sanciti alcuni punti chiave relative alle procedure per lo stoccaggio e la rigenerazione degli oli.
  • Decreto Ministeriale 16 maggio 1996, n. 392: Nel 1996 viene introdotto il Decreto Ministeriale 16 maggio 1996, n.
  • Decreto Ministeriale 29 gennaio 2007: Il Decreto Ministeriale 29 gennaio 2007 entra in vigore sostituendo il precedente DM 392/1996.
  • Regolamento REACH: Questo regolamento europeo impone obblighi specifici per la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche.
  • Norme tecniche UNI: le norme tecniche UNI stabiliscono standard e linee guida per la gestione degli oli esausti in conformità con la legislazione italiana ed europea.

Il Decreto legislativo 27 gennaio 1992 n. 95 “Norme relative alla eliminazione degli oli usati” è la fonte normativa principale per la raccolta e lo smaltimento degli oli esausti sia di natura privata che industriale. Il decreto suggerisce anche le linee guida per procedere all'appropriato smaltimento degli oli esausti.

Obblighi e divieti

Il Decreto legislativo 27 gennaio 1992 n. 95 prevede alcuni obblighi e divieti:

  • Non miscelare gli oli usati con le sostanze tossiche o nocive di cui all’allegato al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915.
  • Gli oli usati debbono essere eliminati evitando danni alla salute e all'ambiente.
  • È vietato qualsiasi trattamento di oli usati che provochi un inquinamento dell'aria superiore al livello fissato dalle disposizioni vigenti.
  • Dove le alternative suddette non siano praticabili in ragione della natura dell'olio usato raccolto, tramite distruzione innocua o immagazzinamento o deposito permanente autorizzati ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915.

Procedure per lo smaltimento corretto degli oli esausti

Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti delle aziende che fanno attività di manutenzione, è importante seguire determinati passaggi per una corretta applicazione delle regole fondamentali di smaltimento. I rifiuti, come è noto, si generano quando l’attività di manutenzione produce scarti. Il trasporto del rifiuto deve essere effettuato con un mezzo autorizzato dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Per quanto riguarda la manutenzione interna, il manutentore in questo caso si configura sia come produttore che come detentore del rifiuto e deve farsi carico del conferimento del rifiuto.

È importante quindi smaltirli attraverso la raccolta differenziata. La maggior parte della quantità di olio lubrificante usato raccolto viene inviato al recupero tramite processo di Rigenerazione. La rigenerazione consiste nell’ottenere nuove basi lubrificanti con le stesse caratteristiche delle basi ricavate dalla raffinazione del petrolio. Da un chilo e mezzo di olio usato si ottiene un chilo di olio base. Nel caso in cui le caratteristiche dell’olio non consentano né la rigenerazione né la combustione né il trattamento, il prodotto viene inviato agli impianti di Termodistruzione, dotati di sistemi di abbattimento delle emissioni ancora più severi.

In Italia, il Dlgs 22 del 5 febbraio 1997, confluito poi nel Dlgs 3 Aprile 2006 n 152, prescrive l’obbligo della raccolta, del recupero e del riciclaggio degli oli e grassi vegetali e animali esausti (Codice rifiuti: codice cer 20.01.25).

Soluzioni per la raccolta e lo stoccaggio degli oli esausti

Tra gli articoli in catalogo, disponibili per la richiesta di preventivi per la fornitura, figurano contenitori, fusti e bidoni realizzati in vari materiali e studiati per massimizzarne la resistenza e la tenuta nel tempo. I serbatoi per raccolta dell'olio esausto generico sono versatili e adatti a un'ampia varietà di composti oleosi.

Kit pronti all’uso contenenti panni realizzati in materiale idrofobico, in grado di assorbire oli, idrocarburi e composti derivati e di contenerne la propagazione in caso di incidenti e fuoriuscite incontrollate, sia sul terreno che in acqua.

Kit componibile e personalizzabile composto da vasche di sicurezza con formati e capacità variabile e contenitori per lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti contaminati da oli esausti e altri composti inquinanti studiati per rispondere alle esigenze di officine, elettrauto, carrozzerie e centri di revisione.

Le vasche di sicurezza sono speciali contenitori progettati per stoccare fusti e bidoni destinati alla raccolta di sostanze inquinanti come gli oli esausti. Caratteristica comune a tutte le vasche di sicurezza è la scelta di formati e strutture progettate per massimizzare resistenza e tenuta.

Il ruolo di CONOU e l'importanza della sostenibilità

Secondo il CONOE, il mondo si sta incamminando verso modelli di sviluppo ispirati ai principi della sostenibilità ambientale. Il rispetto per l’ambiente, oggi, deve essere visto come un dovere da parte di tutti. Ecosole è l’azienda ideale per delegare tutte le pratiche relative allo smaltimento dell’olio vegetale. Ogni tipo di impresa, pubblica e privata operante nell’ambito della ristorazione, mense, industrie alimentari ed isole ecologiche.

Tuttavia, nel mondo industriale se l'olio idraulico usato è trattato nel modo adeguato, diventa un’importante risorsa economica perché può essere rigenerato con caratteristiche molto simili a quelle del lubrificante da cui deriva. È dovere specifico di tutte le imprese salvaguardare l’ambiente, soprattutto oggi che il pianeta ci sta dando degli avvertimenti importanti.

Misure e iniziative a Roma e nel Lazio

Roma e il Lazio portano avanti la complessa missione dell'attuazione di misure significative per affrontare il problema dello smaltimento degli oli esausti, in primis attraverso la promozione di vari progetti ed eventi per la diffusione della raccolta differenziata e il riciclo e per la sensibilizzazione dei cittadini circa l'importanza di questi temi.

La collaborazione tra le istituzioni, le autorità locali, le aziende, gli enti di formazione e la comunità rappresenta la chiave per garantire un ambiente sano, sostenibile e produttivo per le future generazioni.

tag: #Idraulico

Leggi anche: