Umidità di risalita e impianti idraulici: cosa sono e come affrontarli

L’umidità di risalita è un fenomeno che riguarda il trasferimento di umidità dal terreno verso l’alto nelle murature degli edifici. La presenza di umidità nelle murature è senza dubbio una delle principali cause di deterioramento dei materiali da costruzione.

Umidità di risalita: cause e conseguenze

Nelle murature al di sopra del piano di campagna, l’ingresso e la diffusione di umidità sono dovuti essenzialmente al fenomeno fisico della capillarità, cioè a quel fenomeno che porta l’acqua, presente nei terreni a contatto con le fondazioni, a risalire lungo le murature in opposizione alla legge di gravità. L'umidità di risalita è causata dalla presenza di acqua nel terreno che, sfruttando il principio della capillarità, sale attraverso la parete. Tale processo può essere agevolato dalla presenza di sali.

Il fenomeno fisico della risalita capillare, o umidità di risalita, è regolato dalla dimensione dei capillari presenti nei materiali che costituiscono la muratura (più sono sottili e maggiore è la risalita) e dal tasso di evaporazione superficiale della stessa muratura.

Esistono due tipologie principali di risalita:

  • Primaria: L’umidità si trasferisce dal terreno alla muratura attraverso la superficie di contatto.
  • Secondaria: Proviene da altre fonti, come apporti laterali, impianti o condensa interstiziale.

Oltre a criticità di natura prettamente estetica (muffe, esfoliazione delle vernici, deterioramento e distacco di rasanti ed intonaci), l’umidità di risalita rappresenta un grave problema anche sotto il profilo della salubrità degli ambienti coinvolti.

Gli effetti del degrado

Il degrado fisico delle murature manifesta la sua presenza sugli intonaci o comunque sugli strati più esterni dei rivestimenti degli edifici; la comparsa di fratture, di deformazioni localizzate e l'aumento di porosità, sono fenomeni che provocano una forte diminuzione della tenuta meccanica dei materiali che costituiscono il pacchetto costruttivo.

Col passare del tempo, se questo fenomeno non viene interrotto, il processo risulta continuativo e cumulativo, portando i prodotti salini inglobati a riempire completamente i pori e a creare, un aumento delle pressioni interne.

Il livello di gelività dei materiali da costruzione, cioè la loro attitudine a disgregarsi per azione del gelo, dipende fortemente dalla porosità che li caratterizza. Infatti, l'acqua imprigionata all'interno della muratura, nel passaggio dallo stato liquido a quello solido, aumenta il suo volume del 9%; questo fenomeno espansivo causa l'incremento degli sforzi all'interno dei pori che, non resistendo allo stress meccanico, giungono a rottura.

Un'altra reazione chimica che può trasformare il solido materiale della pietra calcarea in nuovi composti meccanicamente deboli e molto solubili, come il gesso e il bicarbonato di sodio, è quella che avviene in presenza di acido carbonico. Queste reazioni, che richiedono, oltre all'acqua, anche un ambiente alcalino e la presenza di solfato di calcio CaSO4·2H2O (gesso), si possono verificare in qualsiasi parte della muratura che presenta le condizioni adatte.

Come riconoscere e diagnosticare l'umidità di risalita

Riconoscere l’umidità di risalita può essere complesso, poiché spesso viene confusa con altre forme di umidità. Un errore ricorrente è confondere l’umidità di risalita con quella causata dalla condensa, portando spesso a diagnosi errate. Questo abbaglio comporta la realizzazione di lavori inutili, e talvolta dannosi.

Generalmente è dovuta al trasferimento diffusivo di umidità insatura, e molto più raramente invece a capillarità ovvero al contatto con acqua liquida. La prima prende il nome di “risalita non capillare”, mentre la seconda è quella “capillare”.

La risalita può essere di natura primaria, se l’umidità proviene dal terreno ed attraversa le fondazioni e le murature secondo un percorso verticale, dal basso verso l’alto. Si tratta invece di risalita secondaria se l’umidità proviene da apporti laterali, come ad esempio da massetti e da pavimenti, o da perdite di impianti oppure da condensazione.

Ad ogni modo, l’umidità di risalita si nota prima di causare gravi danni. É visibile sul muro colpito e si propaga nei pavimenti, nei battiscopa, negli assi di legno dei solai. La vernice o l’intonaco delle pareti tendono a deteriorarsi, mentre la carta da parati si allenta.

Uno degli effetti più visibili del fenomeno di umidità di risalita è il rigonfiamento dell’intonaco; nei casi più gravi la risalita dell’acqua causa anche scrostamenti, distaccamenti e la proliferazione di muffe e condensa (causate dall’aumento dell’umidità relativa che andrà a generare degli squilibri igrometrici), con conseguente comparsa di cattivi odori.

Nella maggior parte dei casi, queste macchie di marea compaiono fino a un metro sopra il battiscopa. L'umidità in aumento spesso provoca segni di marea sulle pareti interne fino all'altezza in cui l'acqua ha raggiunto. In alcuni casi molto rari, l'acqua può viaggiare oltre questo punto. L'umidità di risalita può verificarsi fino a 1,5 metri e persino più in alto in alcuni casi molto rari.

Diagnosi accurata

Nel caso in cui, dopo una accurata diagnosi, si concluda che la presenza di acqua all'interno di una muratura sia da attribuire alla risalita capillare e non a perdite dovute alla rottura di tubazioni o ad infiltrazioni, si dovrebbe provvede normalmente ad effettuare delle analisi di laboratorio di alcuni campioni di materiale prelevati dal sito, al fine di determinare la quantità e la natura dei sali presenti.

Prima di chiamare qualcuno, se si vuole, è possibile circoscrivere con una matita il contorno della macchia cercando di essere il più fedeli possibile al confine.

Soluzioni per contrastare l'umidità di risalita

La nostra azienda utilizza diversi sistemi estremamente efficaci, risolutivi e con azione garantita nel tempo. All’occorrenza, su richiesta del progettista, eseguiamo delle speditive campagne d’indagine con rilievi termografici e valutazione dei livelli di umidità delle murature, utili a verificare le situazioni pre e post intervento.

Una volta interrotta la risalita capillare, la muratura lentamente comincerà il suo processo di asciugatura naturale, generando dei sali in superficie. All’occorrenza, su richiesta del progettista, eseguiamo delle speditive campagne d’indagine con rilievi termografici e valutazione dei livelli di umidità delle murature, utili a verificare le situazioni pre e post intervento.

L’opera continua con un processo di deumidificazione. Deumidificare una struttura muraria vuol dire eliminare, per evaporazione, l’acqua in eccesso ristabilendo un opportuno equilibrio igrometrico.

Scegliamo con cura i cicli di intonacatura da utilizzare, sempre certificati secondo la normativa europea CE EN 998/1, optando per i cicli capaci di assicurare i più alti livelli di traspirabilità ed ecocompatibilità.

Materiali e tecniche

Esistono differenti tipologie di soluzione, che possono essere usate singolarmente, oppure associate al fine di garantire risultati più efficaci e duraturi.

  • Malte deumidificanti: Le malte confezionate con PoroMap DEUMIDIFICANTE possiedono caratteristiche molto simili in termini di resistenza meccanica, modulo elastico, traspirabilità e porosità, a quelle delle malte a base di calce, calce-pozzolana o calce idraulica, impiegate originariamente nella costruzione degli edifici, anche di quelli di interesse storico. La macroporosità fornisce al PoroMap DEUMIDIFICANTE, anche una eccellente resistenza ai cicli gelo-disgelo, in quanto la dilatazione dell’acqua nel passaggio da liquido a solido viene contenuta all’interno dei macropori.
  • Barriera chimica: La barriera chimica è una delle strategie nate per combattere i problemi di umidità ascendente. La barriera chimica è il metodo più veloce e semplice per impermeabilizzare una parete e risolvere definitivamente il problema dell’umidità di risalita. Webersan evobarriera viene applicato con normale siringa a pressione manuale mediante iniezioni alla base del muro. Previa realizzazione di fori con un trapano nella strato di malta, il prodotto si diffonde nella muratura realizzando una barriera che consente di ridurre l’umidità di risalita.
  • Intonaci deumidificanti Weber:
    • Webersan evoluzione top è un intonaco deumidificante polivalente in polvere grigia, alleggerito e fibrato per prevenire le cavillature, idoneo per tutti i casi di salinità.
    • Webersan evoluzione start è un intonaco deumidificante fibrato che previene le cavillature.
    • Webersan evocalce è un intonaco deumidificante a base di calce idraulica naturale, ideale sui supporti teneri come il tufo.
    • Webersan evorestauro è un intonaco deumidificante alla calce idraulica naturale NHL in polvere beige, completamente esente da cemento, monocomponente e idoneo per tutti i tipi di muratura umida e salina.
    • L’intonaco deumidificante alleggerito bianco webersan evothermo è specifico per il risanamento delle murature affette da muffe e alghe, in quanto oltre ad essere resistente alla contaminazione di entrambe, migliora l’isolamento termico delle murature.
  • Cocciopesto: I romani risolsero il problema dell'umidità utilizzando l'intonaco "cocciopesto" che rappresenta tutt'ora una valida difesa contro tutti i tipi di umidità. L'intonaco di cocciopesto, è costituito da una base di calce alla quale si aggiunge polvere di laterizio. Il cocciopesto si può impiegare sia per ambienti interni che in esterni.

Impianti idraulici e umidità

Un impianto idraulico è l’insieme delle reti preposte alla distribuzione di acque, gas o fluidi vettori di un edificio. Possiamo vedere fin da subito quindi che all’interno della definizione di impianto idraulico è compreso un insieme molto ampio di elementi.

L’impianto idraulico sanitario viene intercettato all’ingresso dell’abitazione da una chiave d’arresto principale (detta anche saracinesca). Le chiavi d’arresto secondarie dell’impianto sono i rubinetti. Il collettore è la componente dedicata alla distribuzione dell’acqua in pressione nel circuito idrico in modo ordinato a tutte le utenze. Lungo il percorso tra questi due sono presenti delle “sotto-uscite”, chiamate derivazioni.

Il fine ultimo di un impianto idraulico è quello di garantire una corretta e sufficiente erogazione delle acque e un loro successivo smaltimento.

In un impianto idraulico correttamente progettato è importante rispettare giusto diametro delle tubazioni e loro pendenze per assicurare un efficace smaltimento.

Componenti dell'impianto idraulico

Di base, l’acqua fredda in entrata alimenta direttamente i vari erogatori (i rubinetti) e sanitari. Inoltre viene riscaldata da una caldaia, così da poter essere distribuita anche calda in base all’attivazione del miscelatore. Questo significa che ogni sanitario è collegato a un tubo per l’acqua calda e uno per l’acqua fredda.

Troviamo dispositivi per il trattamento dell’acqua, quindi per il filtraggio o la depurazione, o sistemi che possono compensare un afflusso insufficiente d’acqua.

Materiali utilizzati negli impianti idraulici

Fino agli inizi degli anni ’90 gli impianti idraulici venivano realizzati con tubi in ferro. L’idraulico li tagliava, dopo aver studiato le misure, e filettava, uno per uno, prima di metterli in opera, con logiche conseguenze in termini di tempo e di energia. L’evoluzione tecnologica ha introdotto nuove leghe termoplastiche, che vanno ad affiancare il rame nella cerchia dei materiali a disposizione.

Importanza della prevenzione

Quando si parla di edifici è fondamentale proteggere tutte quelle parti che sono, o che possono trovarsi a contatto di acqua in corrispondenza del terreno, sia diretta che indiretta.

Per evitare la formazione di umidità da risalita il condominio deve realizzare degli interventi di isolamento, come il rifacimento della guaina isolante rovinata o fessurata, oltre che provvedere alla tenuta delle condotte idriche, comprese quelle di scarico delle acque meteoriche, onde evitare la formazione di accumuli di acqua che potrebbero infiltrarsi nei muri.

Attenzione però: è fondamentale cercare di capire con esattezza la provenienza dell'umidità; questo per evitare dispendi inutili di tempo e denaro, andando ad agire sulla fonte primaria del problema.

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