La Storia delle Terme di Bagni di Tivoli: Un Viaggio nel Tempo
Tivoli Terme, un luogo dove il fascino delle piscine termali rimane inalterato nel tempo. Molta gente si recava presso questo stabilimento non solo per le salutari inalazioni ed i fanghi terapeutici, ma anche per godere delle piscine e delle cascatelle, famose in tutta la zona del centro Italia. Generazioni hanno apprezzato gli effluvi sulfurei benefici di queste acque.
Le Antiche Origini e i Personaggi Illustri
Scrittori come Plinio Secondo il Vecchio e Virgilio menzionavano le terme nelle loro opere. Imperatori come Nerone e Adriano ne esaltavano le qualità terapeutiche, tanto da impegnarsi per avere le benefiche acque sulfuree sempre a disposizione nelle loro dimore. Persino l’Imperatore Augusto ne beneficiò e fu così entusiasta da commissionare al suo architetto M. Le antiche Terme di Agrippa, oggi recuperate e conosciute come Terme di Roma, sono una delle principali attrazioni di Tivoli.
Le Terme erano organizzate in quattro blocchi tondeggianti a due piani, uniti da portici che avevano la funzione di raccogliere aria calda per riscaldare i bagnanti prima dell’immersione nelle acque.
Riconoscimenti Medici e Ristrutturazioni nel XIX Secolo
Nel XIX secolo, la medicina riconobbe ufficialmente le proprietà delle terme grazie al trattato “Ragionamento dei Bagni minerali presso Tivoli” del dottor A. Nello stesso periodo, per agevolare lo sfruttamento delle proprietà delle acque sulfuree, furono ristrutturati i Bagni Vecchi e messi a disposizione di quanti ne avessero bisogno.
Intorno al 1860, con il benestare della Chiesa e di Papa Pio IX, fu approvato il progetto di costruzione di un nuovo stabilimento termale nei pressi delle sorgenti solfuree.
Le Acque Albule: Caratteristiche e Benefici
Le acque di Tivoli si chiamano Acque Albule, proprio dal colore biancastro che assumono grazie alla presenza di due elementi: l’anidride carbonica e l’idrogeno solforato. Quest’oasi del benessere, a meno di 50 km da Roma e facilmente raggiungibile dalla stazione Termini o Tiburtina (fermata Bagni di Tivoli), è una perla del Lazio, tra storia, terapie, relax, cultura ed eventi. Le Acque Albule hanno una storia affascinante, secondo il mito raccolto da Virgilio.
I benefici terapeutici che si ottengono dalle terapie termali delle Acque Albule sono principalmente in ambito dermatologico ed otorinolaringoiatrico, e in ambito reumatologico grazie ai fanghi. Le cure presso lo stabilimento di Terme di Tivoli sono usufruibili in convenzione: qualora il medico identificasse la terapia termale utile al trattamento del paziente, gli verranno prescritte esattamente come fosse un farmaco da acquistare in farmacia. È quindi sufficiente rivolgersi alla struttura con l’impegnativa e procedere alla somministrazione della terapia.
Tornare alle cure “di una volta” grazie alle terme e alle Acque Albule ha una serie di vantaggi: non si corre il rischio di affrontare effetti collaterali, hanno una grande valenza di prevenzione e il fatto stesso di trovarsi immersi in un’oasi tra acque e natura regala relax e benefici psicofisici. L’utilizzo delle Acque Albule dà notevoli benefici anche nel trattamento della psoriasi, malattia cronica e incurabile. Uno stabilimento termale che ci allontana dal mondo esterno, fatto di caos, rumori, stress.
Ma la vera particolarità dei Bagni di Tivoli sta nelle 4 piscine esterne, che occupano una superficie di 6.000 mq, balneabili tutto l’anno, e di un’ampiezza che le rendono idonee al nuoto (caratteristica molto rara). L’acqua albula che arriva alle Terme di Tivoli ha una temperatura costante di 23 gradi durante tutto l’anno ed è ricchissima di zolfo, potente antibatterico e antinfiammatorio. L’acqua delle Terme di Tivoli si è rivelata molto utile anche per pazienti in riabilitazione a seguito di vari traumi. Le acque albule vengono menzionate addirittura nell’Eneide di Virgilio, e Plinio il Vecchio racconta che ai suoi tempi i soldati feriti in battaglia venivano trasportati ai Bagni di Tivoli per essere curati.
La Ferrovia Roma-Tivoli: Un Collegamento Storico
Il 20 ottobre 1871 fu sollecitato, presso il Comune di Tivoli, un progetto presentato dall’on. Ranzi per costruire la linea ferroviaria Roma-Pescara via Tivoli. La questione però fu discussa in consiglio comunale solo il 26 dicembre del 1876, avendo chiesto la Soc. Generale pour les Chemins de Fer Economiques con sede a Bruxelles, la concessione per una ferrovia economica tra Roma e Tivoli.
Tale costruzione della linea fu approvata e con essa fu autorizzata la concessione di esercizio per settanta anni; fu anche erogato un sussidio di 1500 lire annue per dieci anni. La trazione prevista era a cavalli. Fatto ciò fu costituita la Soc. Anonima delle Tramvie e Ferrovie Economiche di Roma, Milano e Bologna (STFE o TFE come poi si chiamò), la famosa “belga” (essendo il suo capitale belga).
Fu invece il sindaco tiburtino, Tomei, ad approvare la convenzione per il tram; era il 21 giugno 1877. Si stabilì di adottare la trazione a vapore; 150 operai furono occupati per la realizzazione del binario che fu costruito in Tivoli e sulla via Tiburtina. La prima corsa di prova sull'intera linea fu effettuata il 9 giugno 1879; l'inaugurazione si tenne il 1° luglio tra grandi festeggiamenti.
Il tram, che inizialmente avrebbe dovuto avere a Roma il suo capolinea in Piazza del Gesù, arrivò solo poco oltre l’arco di S.Bibiana (oggi Piazza “Dei caduti del 19 luglio 1943"), giacchè il Comune di Roma si oppose al terminal di Piazza del Gesù. Dal 1° novembre 1879 fu poi creato un servizio locale tramviario a cavalli prolungando il binario fino a giungere Via Marsala. A partire dal 1896 la direzione di esercizio fu assunta direttamente dai belgi con l'ing. G.F. Vandeperre, che avrebbe tenuto la carica fino al 1930, ossia quasi fino alla chiusura della linea.
Si ha notizia che nel 1895 quattro erano le coppie giornaliere di treni tra Roma e Tivoli a cui, nei giorni festivi, veniva aggiunta una coppia sul tratto Roma-Bagni.
Il progetto prevede il raddoppio tra Lunghezza e Guidonia della linea Roma - Pescara per un’estesa di circa 10 Km, di cui la maggior parte realizzati in affiancamento alla linea esistente. È previsto inoltre l'adeguamento della stazione di Bagni di Tivoli, la realizzazione di una nuova stazione in località Collefiorito in sostituzione dell’esistente stazione di Guidonia Montecelio, l'installazione delle barriere antirumore e l'eliminazione dei passaggi a livello presenti sulla tratta. Per il completamento dell’opera è stato nominato Commissario Straordinario di Governo Vincenzo Macello. L'opera è parzialmente finanziata, anche con fondi PNRR.
Incremento della capacità (da 4 a 10 treni/h) con prolungamento da Lunghezza a Guidonia del servizio metropolitano con cadenzamento a 15'. Miglioramento della regolarità della circolazione e ottimizzazione della gestione dei rotabili, grazie all’incremento del numero di binari per la sosta con la nuova località di Guidonia Collefiorito con eliminazione degli invii attualmente programmati. Miglioramento dell’accessibilità grazie ad interventi di viabilità, all’eliminazione dei PL e alla realizzazione di parcheggi di interscambio a Guidonia Collefiorito ed a Bagni di Tivoli. Riduzione dei tempi di percorrenza. Nuovi spazi di stazione nella nuova località di Guidonia Collefiorito.
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