Stimolo di Andare in Bagno ma Non Riesco: Cause e Rimedi

Soffrire di stitichezza può accadere a tutti. Per alcune persone può essere un problema passeggero per altri invece la difficoltà a liberare l’intestino può ripresentarsi di frequente. In ogni caso, si tratta sempre di una situazione poco piacevole che vorremmo risolvere il prima possibile.

Leggi questa pagina informativa per saperne di più sull’argomento e, nel caso ne avessi il bisogno, prendere importanti appunti per una visita medica di controllo. Non impressionarti, non spaventarti ma altresì non sottovalutare nessun sintomo: rivolgiti sempre ad un medico.

Il Dott. Attilio Nicastro opera come Responsabile nel Dipartimento di Colonproctologia dell’European Hospital di Roma, e riceve nei suoi studi di Roma, Milano, Lecce e Lamezia Terme.

Come Funziona l’Intestino

Per capire quali possano essere le cause della nostra stitichezza e i rimedi per affrontarla, occorre anzitutto conoscere come funziona il nostro intestino. L’intestino non è un semplice tubo, ma un organo che si muove assieme a tutte le parti del nostro corpo. Ogni volta che ci alimentiamo si mette in moto una danza armonica, in cui ogni passo prepara quello successivo.

Il cibo scende veloce nell’esofago, poi lentamente nello stomaco, dove è sminuzzato e rimescolato, e successivamente nell’intestino, dove i nutrienti sono digeriti e assorbiti. Infine nell’ultimo tratto, dai materiali di scarto della digestione e del metabolismo, si formano le feci che vengono “spinte fuori” per essere eliminate. Tutto avviene grazie a movimenti armonici in una progressione di eventi che coinvolgono tutte le parti del tratto gastrointestinale.

Perché Non Sento Più lo Stimolo ad Andare in Bagno?

Ci sono alcune situazioni in cui tutti questi i movimenti armonici collegati all’intestino possono rallentare. Per questo non sentiamo più lo stimolo ad andare in bagno e non riusciamo a liberarci. In questi casi si parla di stipsi da transito intestinale rallentato. Si tratta in sostanza di un’alterazione nella progressione delle feci nell’intestino.

Un movimento intestinale incompleto si verifica quando le feci rimangono nell'intestino dopo lo svuotamento intestinale, cioè in caso di un'evacuazione incompleta delle feci. Lo svuotamento incompleto o la sensazione di svuotamento incompleto è uno dei sintomi più fastidiosi e più comuni della stitichezza.

Cause dello Svuotamento Incompleto

Le cause dello svuotamento incompleto possono variare, ma una causa comune di evacuazione incompleta è la disfunzione del pavimento pelvico, che è un cambiamento nella funzione dei muscoli del pavimento pelvico. Il passaggio delle feci è un processo complesso in cui i muscoli del pavimento pelvico svolgono un ruolo importante. I cambiamenti nella funzione dei muscoli del pavimento pelvico possono quindi causare problemi durante lo svuotamento dell'intestino.

L'età, la gravidanza e/o il parto possono causare un indebolimento del pavimento pelvico e quindi un rigonfiamento, chiamato rettocele, può apparire e causare l'intrappolamento delle feci. Il rettocele è comune, soprattutto nelle donne che hanno partorito.

Un segno comune di disfunzioni del pavimento pelvico è la necessità di usare le dita, chiamata auto-digitazione, per aiutare nel passaggio delle feci. Purtroppo, l'autodigitalizzazione può causare danni a lungo termine.

Se si verifica uno svuotamento incompleto, un buon inizio è compilare un diario intestinale per facilitare la discussione con il proprio medico. Rivolgersi a un buon specialista, che inquadri la problematica e imposti fin da subito un percorso terapeutico, rappresenta l’approccio più corretto per affrontare questo tipo di disturbo.

Defecazione Ostruita

Nella defecazione ostruita, il problema è dovuto alla difficoltà della persona a espellere le feci che sono regolarmente arrivate. “La difficoltà espulsiva è di solito causata dalla presenza di un prolasso del retto all’interno del retto stesso. Si può paragonare a un cannocchiale: più lo si chiude, più il lume libero si riduce. Il paziente comincia a lamentare di non riuscire più a espellere le feci.

“Per una corretta diagnosi della defecazione ostruita, dopo una visita specialistica, si ricorre in primis a una colpocistodefecografia, esame radiologico molto semplice in cui viene praticato un piccolo clistere di mezzo di contrasto nel retto del paziente. Se al prolasso e/o rettocele è presente anche una dissinergia, si ricorrerà al binomio chirurgia-fisioterapia.

“La chirurgia per la cura dell’ostruzione per via rettale è di tipo routinario e di semplice decorso - afferma il medico -. Consiste nell’asportazione del rettocele e del prolasso attraverso delle suturatrici meccaniche. La ferita chirurgica è posta all’interno del canale anale, in una zona non innervata e quindi non dolorosa. Non vi sono ferite esterne e non vengono inseriti fastidiosi tamponi. La degenza in ospedale è al massimo di 2 giorni, dopodiché il paziente può tornare a casa senza dolore, solo con un leggero fastidio.

“Nonostante la chirurgia, tutte le regole che valgono nella stipsi, vanno poi sempre attuate per evitare le recidive e quindi a scopo preventivo - conclude Guttadauro -. “Bisogna sapere che noi occidentali, abbiamo l’abitudine di evacuare mantenendo tipicamente una posizione seduta a 90° - continua -. Questa è una posizione scorretta, perché non facilita la corretta fuoriuscita delle feci.

Secondo L’American College of Gastroenterology, la stitichezza è una defecazione non soddisfacente caratterizzata da evacuazioni non frequenti e/o dal passaggio difficoltoso delle feci per almeno 3 mesi. Vengono considerate fisiologiche 3 evacuazioni alla settimana con un peso medio del bolo fecale di circa 100 grammi.

  1. In almeno ¼ delle defecazioni degli ultimi 3 mesi, con sintomi insorti almeno 6 mesi prima.
  2. Feci molli sono presenti raramente, senza l’uso di lassativi
  3. Non è associato dolore o fastidio addominale ricorrente (sindrome da colon irritabile)
  4. Biofeedback therapy, ossia l’utilizzo corretto dei muscoli del diaframma della parete addominale e del pavimento pelvico.

Tenesmo: la Sensazione di Dover Defecare

La sensazione di dover defecare, o tenesmo, provoca uno stimolo frequente a defecare, anche senza riuscire ad evacuare nulla. Anche con la vescica o l’intestino svuotato, senti ancora il bisogno di defecazione continua. Il corpo, infatti, continua a darti sintomi di pressione, dolore, crampi e sforzi involontari.

Non è una condizione normale. Dopo aver fatto i propri bisogni, una persona deve sentirsi rilassata. Ma lo stimolo a defecare nasconde spesso qualche sindrome o problema pregresso.

Inoltre, il tenesmo anale può coinvolgere sia il retto che la vescica. Nel primo caso prende il nome di tenesmo rettale. Mentre il secondo caso invece si chiama tenesmo vescicale.

In ogni caso, si tratta di una condizione medica sempre curabile e risolvibile.

Le Cause della Sensazione di Dover Defecare

L’infiammazione intestinale è la causa più comune di tenesmo rettale notturno. Ad esempio, chi soffre di sindrome di Crohn o di colite ulcerosa ha uno stimolo di defecare spesso.

In particolare, l’irritazione coinvolge l’intestino basso, nella zona del retto e dell’ano. Perciò il tratto intestinale risulta più gonfio e sensibile, causando danni ai nervi, un impedimento maggiore nel passaggio delle feci e quindi un mal di pancia e continuo stimolo a defecare.

Ma non è tutto. Ci sono altre condizioni mediche che possono provocare la sensazione di dover defecare continuamente, come ad esempio:

  • Infezioni sessualmente trasmissibili, come la clamidia
  • Endometriosi, se si diffonde nell’intestino
  • Polipi e tumori nel colon-retto
  • Cancro anale
  • Colite
  • Diverticolite
  • Celiachia
  • Ascesso perianale
  • Emorroidi
  • Stipsi

Infine, lo stimolo di andare di corpo è un tipico sintomo di stitichezza. Soprattutto in questi casi, l’intestino è sempre in moto e tu hai una sensazione di incompleto svuotamento intestinale.

Tenesmo Vescicale: Cause

Al contrario, la sensazione di andare in bagno e non riuscire a fare la pipì ha altre cause specifiche. In questo caso, i muscoli della vescica rimangono sempre attivi. Tale contrazione dipende da due fattori: un residuo di pipì nella vescica e un‘irritazione dei nervi del tratto urinario.

Le gocce di urina possono rimanere all’interno della zona vescicale come conseguenza di:

  • Calcoli
  • Vescica neurogena
  • Prolasso vescicale
  • Cancro alla prostata

Al contrario, le patologie che irritano la zona della vescica sono:

  • Prostatite
  • Vaginite
  • Cancro alla prostata e alla vescica

Tenesmo Rettale: Terapia

Ma come si cura il tenesmo rettale? Come spesso accade per condizioni mediche di questo tipo, prima di procedere con un trattamento specifico, è importante isolarne la causa. Perciò vengono svolti una serie di esami approfonditi come l’esame digitale rettale, l’anoscopia e la colonscopia.

Dopo aver scoperto l’origine del problema, il Proctologo può procedere con il trattamento più indicato, che può essere mirato a:

  • Risolvere la causa e l’infiammazione
  • Curare i sintomi che coinvolgono il retto
  • Impedire i movimenti muscolari involontari
  • Gestire i sintomi dell’eventuale tumore

In conclusione, al termine della cura, non dovresti più andare spesso in bagno a defecare.

Solo Dopo una Visita Specialistica

Solo dopo una visita specialistica e gli obbligatori esami strumentali è possibile stabilire l’origine e la tipologia della stipsi, e provvedere così ad un piano di recupero e riabilitazione intestinale. Articoli generati da un'AI? Le informazioni in esso contenute sono state scritte da medici professionisti, ma non possono e non devono in alcun modo sostituire una visita medica specialistica. Se ritieni di sperimentare la sintomatologia della patologia descritta in quest'articolo, non iniziare autonomamente terapie, ma parlane subito con il tuo medico di fiducia.

Il primo passo per curare un’ostruita defecazione è quello di adottare una terapia fondata su una corretta alimentazione con adeguato apporto di liquidi e fibre ed eventualmente con l’aiuto di lassativi che peraltro devono essere sempre prescritti dal medico.

In generale, quando si sperimenta con una certa frequenza il sintomo della mancata defecazione anche in presenza di forte stimolo, si dovrebbe quanto prima prenotare una visita specialista presso un colonproctologo, ossia il medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento delle patologie intestinali e ano-rettali.

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