Teoria Idraulica delle Famiglie: Un'Analisi Profonda

La vita, come la comprensione e la conoscenza, è intrinsecamente complessa, senza scorciatoie. Le dinamiche familiari sono spesso caratterizzate da discussioni, recriminazioni e incomprensioni, lasciando dietro di sé macerie emotive.

Quando ci si interroga sulle incognite e sulle soluzioni apparentemente infinite, è utile ricordare che il senso risiede nell'algebra delle relazioni. In matematica, equazioni come 0x=0, pur sembrando insoddisfacenti, rappresentano identità: instabili, decadenti e trasformative, proprio come le nostre famiglie.

La complessità può essere paragonata alla concentrazione di una specie in una soluzione chimica (M), una quantità all'interno di un volume, le moli di noi in un mondo in tempesta. In questo contesto, esistere in una forma semplice sarebbe forse più facile.

Le Macerie Necessarie alla Trasmutazione

Nel romanzo distopico "Ragazze elettriche", Naomi Alderman immagina una "matassa" all'interno delle donne, una centralina che permette loro di emettere elettricità dalle mani. Allo stesso modo, le macerie emotive, i litigi e le parole non dette sono necessari alla trasmutazione delle nostre ragioni.

Questi processi fisico-nucleari incomprensibili ci aiutano a trovare una stabilità nelle nostre indeterminazioni, una finestra attraverso la quale mostrare la nostra identità in tutte le sue sfaccettature. Ogni serratura rotta, ogni calcinaccio, ogni cenere è parte integrante di questo processo.

Il Filo Rosso della Compassione

La compassione è una funzione a più variabili, con ferite, morsi e piume di gallina. Le storie d'amore sono fatte di un "io" e di un "tu", e le narrazioni dovrebbero rivelare qualcosa di profondo sui personaggi. Quando si scrive, a volte può servire una terza persona che si autonarra distaccandosi da se stessa come se le parole «non le appartenessero, ma la attraversassero».

La scrittura può partire da un sentimento formale e affinarsi in un tempo stretto. Il sentimento formale serve da innesco, mentre il tempo stretto distilla e dà forma, creando condizioni al contorno all'interno delle quali muoversi più liberamente.

Fluidodinamica dell'Acqua che Bolle

Le isole di Norman sono sia la pelle che rimane che quella che è andata via, sono la discontinuità callosa fra il cheloide e la carne morbida, che sfiorando con la mano ti ricordano che qualcosa è accaduto, anche se non ricordi cosa. Quanti ricordi abbiamo deformato, o ci sfuggono, in un dominio dai contorni variabili?

La scienza e la scrittura possono fondersi in modo poetico, come nell'espressione "a pelo libero" o nel concetto di "stramazzo", dove l'acqua scivola via da una superficie senza perdersi, assumendo una forma sinuosa e compatta.

La Poetica della Scienza Applicata

La commistione di scienze applicate e scrittura può dare vita a risultati sorprendenti. Si pensi all'espressione "a pelo libero", che descrive la superficie libera di un liquido, o al fenomeno dello "stramazzo", dove l'acqua scivola via da una superficie assumendo una forma sinuosa e compatta.

Le mappe possono essere solo fatte, guardate, usate, ripiegate male. C’è sempre qualcosa di divertente dove non c’è niente di divertente perché la scrittura riesce a essere seria solo quando non si prende sul serio, per questo è bello concedersi tutte le voci possibili.

La scrittura è quel sentimento formale che dice la Dickinson ma anche quel tempo stretto che dice la Ramondino? Possiamo fare una fluidodinamica dell’acqua che bolle nella pentola?

"Il fuoco in una stanza" degli Zen Circus

Il fuoco in una stanza, ultimo lavoro degli Zen Circus, racconta questo: sveste i panni di un semplice disco per diventare una ruota dentata che aggancia pacchetti di mondo e li mostra nella loro natura quotidiana, di banale e peculiare incandescenza. Mi fa pensare a questo il Circo Zen, a una struttura che negli anni ha mantenuto la sua ragion d’essere, esistendo e resistendo come se fosse stata galvanizzata dallo zinco per non corrodersi.

Così tante botte che non serve il ghiaccio. Per capire chi è il nemico, devo vederlo dritto in viso. Tu verrai a bere il tuo tempo. Nemmeno un panino triste o una birra a metà. Perdenti per sempre, perfetti per oggi. Due passi da gigante, una giravolta col casqué. Il tempo non si ferma, non si è mai fermato.

Il fuoco in una stanza è un disco che parla del nostro io eppure lo fa utilizzando il noi, il tu, il loro, il voi, il lei: in questo modo crea già nella forma il senso che poi esprime nella sua sostanza. Esiste un limite di distanza oltre il quale il riverbero di tutte quelle stanze e di quei fuochi smette di avere un effetto su di me?

Circeo, il massacro

Raccontare il massacro del Circeo per cercare di capire cos’è la violenza, ma senza mettere in scena quella specifica violenza né i suoi protagonisti: è stata questa la premessa che ha portato alla scrittura di un testo che, nonostante abbia le sue radici negli atti di uno dei processi giudiziari più famosi di questo Paese, drammaturgicamente si muove intorno a un altro tipo di processo, quello di negazione.

Colasanti ha provato a lasciarsi alle spalle quel dramma: ha cambiato nome e ha richiesto il diritto all’oblio, che però le è stato negato proprio perché il dovere alla memoria era più importante. Ma la storicizzazione giustifica che la vita delle vittime diventi simile a un martirio?

Elisa Casseri è una scrittrice, drammaturga e autrice. Ha pubblicato i romanzi Teoria idraulica delle famiglie (Elliot, 2014) e La botanica delle bugie (Fandango, 2019) e ha partecipato a diverse antologie con i suoi racconti.

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