Storia di Bagno a Ripoli: Un Viaggio Attraverso il Tempo

Le vicende storiche della comunità di Bagno a Ripoli sono molto antiche, addirittura antecedenti alla mitica fondazione di Florentia nel 59 d.C. e risalgono al periodo etrusco - romano come testimoniato dai numerosi ritrovamenti archeologici.

E’ sotto la dominazione di Roma in effetti, che il nostro paese acquisisce maggior importanza quale crocevia di scambi commerciali. L’antica Ripulae, nome derivante dagli argini eretti per impedire all’Arno di inondare con le sue ricorrenti piene le coltivazioni della piana, diviene un attivo borgo tra Firenze, Fiesole e Arezzo.

Tracce evidenti di questa floridezza sono gli scavi di via della Nave e quelli - non visitabili - della Villa romana di Antella, sulla sinistra della strada che porta all’ospedale di Ponte a Niccheri. Il complesso rinvenuto faceva probabilmente parte di una villa rustica di età imperiale, di proprietà del mercante di legname Publio Alfio Erasto, del quale è stata rinvenuta l’epigrafe funeraria dedicatagli dalla moglie Versinia.

Castelli, Pievi e Ville: Un Patrimonio Architettonico

Agricoltura e pregevolezza del paesaggio sono la più antica e vera ricchezza di questo territorio, soprattutto a partire dal Medioevo quando le fertili campagne di Bagno a Ripoli cominciano a essere “colonizzate” dalle nobili famiglie fiorentine.

Il clima salubre, la disponibilità di energia rinnovabile rappresentata dalle acque dell’Arno, la fecondità della terra ripolesi che valsero al nostro Comune la definizione di “giardino più delizioso” nel contado fiorentino, esercitano una continua attrattiva anche per tutto il Rinascimento, così che il passaggio dei secoli ha lasciato un segno tangibile ed unico: chiese, conventi, castelli e ville costellano tutt’oggi le nostre colline.

Edifici di Rilevanza Storica e Artistica

Tra gli edifici più importanti ricordiamo il Castello di Quarate, antico fortilizio di origine longobarda (IX sec. d. C.) la cui torre oggi è sormontata da piante di ulivi. Legato alla tradizione dei pellegrinaggi è invece lo Spedale del Bigallo, edificato all’inizio del 1200 per dare ricovero a poveri e pellegrini, ed oggi ostello della gioventù, nonché sede di prestigiosi eventi (cene, degustazioni, mostre) presso le sale monumentali e il suggestivo hortus conclusus.

Altra perla del territorio d Bagno a Ripoli è l’Oratorio di Santa Caterina, tesoro dell’arte gotica, fatto costruire nel XIV secolo dalla famiglia Alberti e pregevolmente affrescato da tre grandi maestri della pittura italiana, Maestro di Barberino, Pietro Nelli e Spinello Aretino, con il ciclo pittorico dedicato alla vita e ai miracoli di Santa Caterina d’Alessandria. Oggi l’Oratorio è sede suggestiva per importanti mostre di arte contemporanea.

Lo stretto legame tra arte, fede e storia è ribadito da altri numerosi edifici sacri ricchi di testimonianze artistiche: la Pieve di Villamagna (XI sec.), con il tipico impianto basilicale a tre navate e una ricca teoria di affreschi opera del Buggiano, di Mariotto di Nardo, Maestro di Signa e di Francesco Granacci, amico di Michelangelo.

Di notevole interesse anche la Pieve di Santa Maria a Quarto (XIII sec.) al cui interno è conservata una Madonna in trono di Bicci di Lorenzo, la Pieve di Santa Maria all’Antella, e quella di San Piero a Ripoli. Suggestivi sono, infine, l’ Oratorio di San Tommaso a Baroncelli (XII sec.), geloso custode del famoso Crocifisso Miracoloso che ai tempi del granduca Cosimo salvò tanti ripolesi dalla pestilenza, e il silenzioso eremo del Convento dell’Incontro, antico fortilizio longobardo utilizzato, convertito a romitorio per eremiti dal VIII sec. e quindi ampliato in convento a partire dal 1716 grazie all’opera di San Leonardo da Porto Maurizio, ideatore della Via Crucis.

Le Gualchiere di Remole e l'Archeologia Industriale

La storia di Bagno a Ripoli è inoltre strettamente connessa con lo sviluppo e l’affermazione di nuove tecniche sia nella lavorazione artigiana che in quella agricola. Sulle sponde dell’Arno, documento vivo del rapporto tra l’ uomo e il fiume fiorentino per eccellenza, sorge il trecentesco complesso delle Gualchiere di Remole, prima castello e poi, nel XIV sec., riconvertito dalla potente casata degli Alessandri e degli Albizi a opificio per la lavorazione della lana, la cui produzione rappresentava una grande fonte di ricchezza per molte nobili famiglie fiorentine.

Le Gualchiere di Remole sono una delle pochissime testimonianze europee di archeologia industriale, ancora integre, sull’utilizzo della ruota idraulica e su un sistema di produzione interamente incentrato sull’acqua.

Ville Medicee e Architetture da Giardino

Numerosi sono infine anche i complessi rurali che costellano le dolci colline di Bagno a Ripoli assieme alle splendide ville medicee, immerse nella tipica campagna toscana: Villa La Tana, dimora di Bianca Cappello amante di Francesco I de’ Medici, Villa Mondeggi, con le sue sale affrescate e il lussureggiante parco ricco di giochi d’acqua, la vicina Villa Lappeggi, trasformata in reggia dall’architetto Alessandro Ferri per volontà del gaudente cardinale Francesco Maria de’ Medici che ne fece rifugio per poeti, artisti e maestri cucinieri e, non per ultima, Villa Il Riposo.

All’interno del parco di questa dimora si trova la Fonte di Fata Morgana, esempio di architettura da giardino opera dell’artista fiammingo Giambologna (fine XVI sec.), unica del suo genere poiché a metà tra i tradizionali ninfei e grotti.

Dal Pian di Ripoli all'Età Cristiana

Dall’età più antica al Cristianesimo - Nel Pian di Ripoli le memorie dell’età etrusca si trovano in reperti e nel ricordo di quel “Ponte dei Fiesolani” che stando alla leggenda riferita da Giovanni Villani attraversava l’Arno tra Candeli e il Girone. Secondo le più diffuse ricostruzioni storiche, la prima strada romana che entrò nel territorio fu un ramo della via consolare “Cassia” che dopo la fondazione di “Florentia” si distaccò dall’itinerario antico alla destra del fiume e raggiunse la nuova città percorrendo le colline a sud dell’Arno.

Nacque un piccolo insediamento a Bagno a Ripoli con un impianto termale, al “quarto miglio” da “Florentia”. La funzione del Pian di Ripoli come territorio di accesso a “Florentia” si accentuò nel II sec. d. C.

Medioevo e Rinascita: Eventi Chiave

Anche il Pian di Ripoli tra il V e il VII secolo fu sconvolto dalle alluvioni in un tempo di catastrofi in tutta l’Italia provocate da forti perturbazioni atmosferiche. Dopo un periodo di drammatica anarchia arrivò nel Pian di Ripoli un nuovo popolo, i Longobardi.

  • La fondazione di Badia a Ripoli (720 circa): Secondo una tradizione riferita da Scipione Ammirato, intorno al 718 il nobile Adonald duca di Liguria, governatore della Toscana, ed il figlio Atropald fondarono un monastero con una chiesa dedicata a San Bartolomeo in un luogo detto “Recavata”. Si ritiene che sia la nostra Badia a Ripoli. Il nome “Recavata” indicava il terreno recuperato alle paludi con le bonifiche.
  • Notizie sulla chiesa di San Pietro in Palco (1003): Nel gennaio 1003 un atto sottoscritto da Adelaisa degli Uberti è datato “…in populo S. Petri loco Bisarno”. In questo documento è citata per la prima volta la chiesetta che oggi viene popolarmente chiamata ” San Pierino in Palco” in via di Badia a Ripoli.
  • San Giovanni Gualberto fonda la Congregazione di Vallombrosa (secolo XI): Secondo la tradizione nell’anno 1028 il giovane nobile Giovanni Gualberto si batté alla spada con l’uccisore del proprio fratello e ottenuta vittoria perdonò l’omicida. Giovanni Gualberto si fece monaco benedettino e desideroso di una vita rigorosa e fortemente impegnata per la Fede fondò a Vallombrosa una nuova congregazione religiosa.
  • Badia a Ripoli ricostruita dai Vallombrosani (secolo XII): Nel 1178 una grande piena sommerse il Mugello e la valle dell’Arno. Dopo il disastro ci fu in Toscana un fervore di nuove opere e si può datare a questa età la ricostruzione in forme romaniche di Badia a Ripoli per volontà dei Vallombrosani.
  • Sconfitta di Montaperti e rovine in Pian di Ripoli (1260): La Lega di Ripoli dette il suo generoso contributo di uomini e vettovaglie nel 1260 per la spedizione che si scontrò con l’esercito senese nel tragico sabato 4 settembre a Montaperti. All’alba del giorno seguente in Pian di Ripoli arrivarono i ghibellini vincitori e dettero l’assalto al castello del Bisarno.
  • Gregorio X a Badia Ripoli (1273 e 1275): Il 18 giugno 1273 il papa Gregorio X scese dal colle di San Donato nel Pian di Ripoli ed entrato in Firenze impose la tregua tra Guelfi e Ghibellini.
  • La battaglia di Campaldino (1289): Per l’ultimo e decisivo confronto con i Ghibellini sostenitori dell’autorità dell’Impero il comune di Firenze radunò un grande esercito che il 2 giugno 1289 innalzò le insegne di guerra sulla Badia a Ripoli. Lo scontro avvenne nel Casentino l’11 giugno, festa di San Barnaba, a Campaldino.
  • L’imperatore Arrigo VII in Pian di Ripoli (1312): Per punire Firenze ribelle il 19 settembre 1312 il nuovo sacro romano imperatore Arrigo VII di Lussemburgo entrò in Pian di Ripoli, attraversò il guado di Varlungo e pose l’accampamento intorno alla Badia di San Salvi per assediare Firenze.
  • L’isola del Bisarno è sommersa (1333): Nel pomeriggio di giovedì 4 novembre 1333 l’Arno sommerse l’intera pianura tra le colline di Settignano e quelle di Sorgane. L’isola del Bisarno divenne un renaio coperto di ghiaia.
  • Gli affreschi in San Pierino in Palco (secolo XIV): All’inizio dell secolo XIV la chiesetta di san Pierino in Palco fu affrescata dai pittori della bottega di Giotto.
  • Leonardo da Vinci disegna la mappa del Pian di Ripoli (1505): A tale scopo nel 1505 disegnò una mappa accurata del Pian di Ripoli nella quale appare l’isola fluviale delimitata dal Bisarno.
  • L’esercito imperiale in Pian di Ripoli (1529): Il 14 ottobre 1529 l’esercito imperiale varcò il passo di San Donato in Collina e soggiornò nel Pian di Ripoli. Il 12 agosto 1530 l’accordo di pace fu firmato a Santa Margherita a Montici. L’imperatore Carlo V nominò Alessandro dei Medici primo duca di Firenze.
  • Grandi lavori a Badia a Ripoli (1585): Per dare maggiore decoro a Badia a Ripoli i Vallombrosani fecero decorare nel 1585 la sacrestia da un giovane pittore che la tradizione ha sempre indicato in Bernardino Barbatelli detto il Poccetti.
  • Compagnia del Santissimo Rosario a Badia a Ripoli (1612): Tra il XV e il XVI secolo nacquero o tornarono a fiorire in tutta la Toscana le confraternite religiose, unica forma nelle quale nella quale anche i popolani si potevano riunire.
  • La peste a Firenze e nel Pian di Ripoli (1630): Nel Pian di Ripoli fu allestito un ospedale per i convalescenti accanto alla Pieve a Ripoli.
  • Costruzione della loggetta davanti alla chiesa (1663): Alla metà del secolo la chiesa ebbe nuovi interventi di modifica. La facciata romanica ebbe un’architettura nello stile del tardo rinascimento con annunci di neoclassico.
  • San Leonardo da Porto Maurizio fonda il convento dell’Incontro (1715): Conosciuto il luogo San Leonardo desiderò fondare all’Incontro un convento.
  • Truppe spagnole in Pian di Ripoli (1735): Per marciare verso Napoli il principe ordinò alle sue truppe di riunirsi nel Pian di Ripoli.
  • Montenero affidato ai Vallombrosani di Badia a Ripoli (1792): Il 29 aprile 1792 il nuovo granduca Ferdinando III affidò ai Vallombrosani la custodia del santuario di Montenero.
  • Napoleone confisca il Monastero di Badia a Ripoli ai Vallombrosani (1808): Nel 1808 il monastero vallombrosano di Badia a Ripoli fu confiscato secondo le direttive imposte dall’imperatore Napoleone Buonaparte.
  • Il “cholera morbus” in Pian di Ripoli (1855): Nella terribile estate del 1855 ci furono nella Toscana 22 la casi di colera con 11 mila vittime.
  • Restauro della facciata di Badia a Ripoli (1892): Secondo un uso che si diffuse alla fine dell’Ottocento nel 1892 fu deciso di restituire alla facciata di Badia a Ripoli l’aspetto originario in stile romanico.
  • Unione professionale degli agricoltori e Società femminile di solidarietà (1902): Il 6 giugno 1902 fu fondata l”Unione professionale degli agricoltori nel Pian di Ripoli” che ebbe sede a Badia a Ripoli.

Villa Lappeggi e Villa Mondeggi: Tesori del Territorio

Dell’abitato ne abbiamo notizie fin dal 1340 e al catasto del 1427 Villa Lappeggi è intestata ai Bardi del ramo detto Dalla Peggio o Da Lappeggio. Si è anche detto che il nome derivava da La Peggio , intesa come peggior villa posseduta dai Medici. Poi ci furono diversi proprietari dai Gualtierotti ai Bartolini-Salimbeni che la cedettero nel 1560 ai Ricasoli. Dai Ricasoli ai Medici dove il terzo granduca di Toscana, Ferdinando I , innamorato della splendida posizione l’acquistò nel 1569. La Villa subì trasformazioni importanti fino al 1585 sotto la direzione del Buontalenti. Ma lo splendore della Villa fu nel 1667 quando divenne possesso di Francesco Maria de’ Medici, fratello del granduca Cosimo III .

Nel 1646 Villa Mondeggi fu acquistata da Ferdinando II de’ Medici per unirla come dipendence alla Villa Medicea. In questa Villa nel 1709 soggiornò il Re di Danimarca, Federico IV, ospite di Gian Gastone de’ Medici.

I primi possessi di Mondeggi si trovano nelle carte della Badia Montescalari dove i monaci vallombrosani nell’XI secolo acquistarono poderi, case e ville a Lappeggi , all’Antella e a Casciano. L’attuale Villa apparteneva nel 1427 a Rodolfo de’ Bardi. Poi i proprietari furono i Portinari che donarono la proprietà allo Spedale Santa Maria Nuova. Nel 1538 passò al Conte Simone di Ugo della Gherardesca.

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