Villa Borghese: Storia, Arte e Natura nel Cuore di Roma

Villa Borghese, più che una villa, è un parco immenso di 80 ettari che racchiude giardini all'italiana, aree in stile inglese, fontane, laghetti, musei e spazi culturali. È tra le ville romane una delle più ricche di testimonianze artistiche e paesaggistiche. Al suo interno racchiude edifici, sculture, monumenti e fontane, opera di illustri artisti dell'arte barocca, neoclassica ed eclettica, contornati da alberi secolari, laghetti, giardini all'italiana e grandi spazi liberi.

Origini e Sviluppo della Villa

Originariamente proprietà della potente famiglia Borghese fin dal tardo Cinquecento, fu ampliata nell'Ottocento da Camillo Borghese e successivamente acquistata dallo stato italiano nel 1901, per essere aperta al pubblico nel 1903.

La realizzazione della Villa Pinciana fu avviata nel 1606 dal cardinale Scipione Caffarelli Borghese (1576-1633), nipote prediletto di Paolo V (1605-21), con l’acquisto di numerose vigne limitrofe a quella che era, già dal 1580, una proprietà della famiglia, nell’attuale area di piazza di Siena. Gli acquisti si susseguirono a ritmo incalzante fino al 1609, occupando una vasta area lungo la via Pinciana e, parallelamente, iniziarono i lavori di costruzione del Casino Nobile e di armonizzazione e unificazione dei vari appezzamenti mediante la creazione di viali, la recinzione della proprietà e lo spianamento delle irregolarità del terreno.

La direzione di questa impresa fu affidata all’architetto Flaminio Ponzio (1560-1613) e, alla sua morte, quando gli successe Giovanni Vasanzio, l’opera era a buon punto. L’incarico a Vasanzio coincise con un’ulteriore estensione della villa che incluse le aree oggi corrispondenti alla Valle dei Platani e al Bioparco, permettendo la creazione di un vasto “barco” per la caccia. Con la morte dello zio pontefice avvenuta nel 1621 il ruolo del cardinal Scipione si ridimensionò, continuando tuttavia a occuparsi della sua villa, accrescendo le sue collezioni, anche se in modo più discreto, e assicurando una continua e accurata manutenzione del parco, dei preziosi giardini e degli arredi.

Alla morte di Scipione nel 1633 la villa era ormai completata da diversi anni e aveva assunto l’aspetto che avrebbe conservato in gran parte fino alla fine del secolo successivo. Accanto ad esso vi erano gli edifici minori, le numerose fontane, e un parco raffinatissimo diviso in “pars urbana” e “pars rustica”, caratterizzato dall’accostamento di giardini raffinati e organizzati secondo schemi formali e geometrici alle vaste estensioni della campagna destinate alla caccia dall’assetto rustico e naturale.

La vasta area, che raggiunse gli ottanta ettari, era infatti divisa in tre parti distinte, delimitate da recinzioni in muratura e accessibili mediante portali o cancelli, denominate, nelle descrizioni dell’epoca, “recinti”. La villa fu mantenuta e curata senza subire sostanziali modifiche fino al 1766, quando il principe Marcantonio IV (1730-1800) intraprese consistenti lavori di trasformazione che interessarono i principali edifici, in particolare il Casino nobile ed il Casino dei Giuochi d'acqua (attuale Aranciera), ed in modo sostanziale il parco. L'intervento di maggiore rilievo fu la realizzazione del Giardino del Lago, nella zona denominata "piano dei licini"(lecci) e di piazza di Siena nell'area occupata dalla grande ragnaia seicentesca.

Alla morte di Marcantonio IV gli successe il figlio Camillo (1775-1832), controverso personaggio noto per il suo sfortunato matrimonio con Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone. Avviò infatti l'ampliamento della proprietà, impegno continuato alla sua morte dal fratello Francesco (1776-1839), che si concretizzò con nuove importanti acquisizioni, Villa Giustiniani verso Porta del Popolo e le Ville già Pamphili e Manfroni verso Porta Pinciana.

A partire dagli anni venti Camillo affidò i lavori di armonizzazione delle nuove proprietà all'architetto Luigi Canina che diede alla Villa un nuovo assetto formale, con numerose piccole fabbriche di ispirazione eclettica e neoclassica. Nel corso dell'Ottocento la Villa fu teatro di spettacolari manifestazioni, quali l'ascensione aerostatica a piazza di Siena, e di feste popolari, con canti e balli, immortalate da numerosi quadri ed incisioni. L'accoglienza dei principi Borghese era ben nota al popolo romano, la villa veniva infatti aperta al passeggio festivo, nel rispetto di una tradizione che si è mantenuta fino ai nostri giorni.

Dopo l'Unità d'Italia si aprì il contenzioso tra la famiglia Borghese e lo Stato italiano sul possesso della Villa e al termine di una lunga controversia legale, lo Stato italiano acquistò nel 1901 l'intero complesso monumentale. Nel 1903 il Parco fu ceduto al Comune di Roma e aperto al pubblico.

Nel 1908 venne realizzato il cavalcavia di collegamento con il Pincio e nel 1911 nella zona del terzo recinto venne inaugurato il nuovo Giardino. Nel 1911 fu aperto il nuovo ingresso verso Valle Giulia, che collegava la villa alla nuova viabilità realizzata per i nascenti quartieri Parioli e Flaminio, e fu realizzata la grande scalinata di accesso a piazzale Firdousi.

Altri ingressi furono aperti al fronte dell'attuale via Rossini, e sull'attuale via Raimondi. Fin dal 1904, nei viali della villa vennero collocati monumenti celebrativi dedicati ad illustri letterati o eroi stranieri, dono delle proprie nazioni alla città di Roma, come ad esempio quelli dedicati a Goethe, Victor Hugo, Byron, Umberto I e Firdousi che inaugurarono una tradizione ancor oggi viva.

I Bagni Decorativi e le Fontane

All'interno del parco, si trovano diverse fontane e ninfei che possono essere considerati dei veri e propri "bagni" decorativi. In particolare, nel giardino segreto di Palazzo Borghese, si possono ammirare le statue di Venere, Flora e Diana, inserite in nicchie all'interno di maestose edicole.Nel 1672, il principe Giovan Battista Borghese commissionò il "giardino segreto", un teatro semicircolare con tre sentieri che conducono alle fontane, fiancheggiati da statue antiche. Queste fontane, con le loro sculture e giochi d'acqua, offrono un'oasi di frescura e bellezza all'interno del parco.

La Galleria Borghese e Paolina Bonaparte

La statua di Paolina Borghese come Venere Vincitrice, realizzata da Antonio Canova, è uno dei capolavori conservati alla Galleria Borghese. Commissionata dal principe Camillo Borghese, la statua raffigura Paolina come la dea Venere, stringendo una mela nella mano sinistra, simbolo della sua vittoria nel concorso di bellezza tra le dee.

La posa sensuale e l'abilità di Canova nel rendere la carne e i tessuti nel marmo hanno reso questa statua una delle più ammirate e discusse del periodo neoclassico. La statua è esposta nella Sala I del museo, che conserva gli arredi originali del 1889.

Villa Borghese Oggi

Oggi, Villa Borghese è un parco pubblico aperto a tutti, con nove ingressi che permettono di esplorare le sue meraviglie. Tra le attrazioni principali si trovano la Terrazza del Pincio, il Tempio di Esculapio, la Galleria Borghese, il Bioparco, il Museo civico di zoologia, Villa Giulia, la Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea, la Casa del cinema, il Cinema dei piccoli, il Gigi Proietti Globe Theatre, il Museo Carlo Bilotti e la Casina di Raffaello.

Villa Borghese ospita numerosi edifici storici coevi, quali il Casino del Graziano, il Casino Giustiniani, l’Uccelliera e la Meridiana con i meravigliosi giardini segreti, ripristinati secondo l’originario assetto seicentesco; accoglie numerosi edifici neoclassici e ottocenteschi quali il Casino dell’Orologio, la Fortezzuola, l’ampio Giardino del Lago, ridisegnato e realizzato nel 1786 da Antonio Asprucci, caratterizzato da un romantico isolotto artificiale su cui domina il Tempietto di Esculapio, raggiungibile anche con brevi escursioni in barca.

La Villa è dotata di strutture per il tempo libero, il gioco, e la diffusione culturale: il Museo Canonica, casa-studio dall’artista Pietro Canonica, il Casino di Raffaello con una ludoteca per bimbi, la Casina delle Rose con la Casa del Cinema, l’eclettico giardino zoologico recentemente convertito in Bioparco, l’Aranciera trasformata nel nuovo Museo Carlo Bilotti con opere di arte contemporanea.

Comprende una gran quantità di specie sempreverdi, tra cui lecci e platani (alcuni risalenti al primitivo impianto), pini domestici con esemplari bicentenari, abeti, cedri.

Informazioni Utili per la Visita

Villa Borghese è aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì, dalla mattina fino al tramonto, con ingresso gratuito. Si consiglia di indossare scarpe comode e di portare acqua a sufficienza, in quanto all'interno del parco non ci sono molti servizi di ristorazione. È consentito fare picnic sotto gli alberi.

Come Arrivare

Gli ingressi principali sono Porta Pinciana, le Rampe del Pincio e Piazzale Flaminio. La fermata della metropolitana più vicina è Flaminio, che si trova nei pressi delle Rampe del Pincio.

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