Andare in bagno frequentemente durante la gravidanza: cause e soluzioni

La gravidanza è un momento delicato ed emozionante, durante il quale il corpo va incontro a notevoli modifiche fisiche, psicologiche e anche ormonali, e non è infrequente che insorgano disturbi intestinali. Ma potrebbe verificarsi anche la situazione opposta, caratterizzata dalla necessità di defecare spesso, e in grado di suscitare preoccupazione.

Frequenza dell'evacuazione: cosa è considerato normale?

L’evacuazione è la parte finale del processo di digestione e metabolizzazione degli alimenti. Si tratta quindi di una fisiologica necessità dell’organismo, per la quale non è possibile stabilire una frequenza ideale. Il bisogno di defecare è soggettivo e viene considerata “normale” una frequenza variabile tra tre volte al giorno e tre volte alla settimana.

Stipsi in gravidanza

La comparsa della stitichezza in gravidanza durante il primo e secondo trimestre è associata agli effetti ormonali, in particolare legati all’azione del progesterone. Questo ormone aumenta rapidamente già dopo il 5° giorno dal concepimento e si mantiene alto fino al parto, ha come funzione principale quella di rilassare la muscolatura dell’utero per evitare l’insorgenza di contrazioni uterine pretermine. Ovviamente, l’azione del progesterone, si manifesta su tutta la muscolatura quindi anche su quella liscia gastrointestinale e su quella del pavimento pelvico.

Per quanto riguarda le cause ormonali, ritroviamo l’aumento dei livelli di un altro ormone, chiamato “aldosterone”, che agisce anche a livello intestinale, determinando un aumento del riassorbimento di acqua nel colon.

La stipsi è un disturbo estremamente diffuso in persone di entrambi i sessi e di ogni età, soprattutto a causa della dieta povera di alimenti ricchi di fibre e liquidi e della sedentarietà.

Sebbene la stipsi e la pancia gonfia siano sintomi fastidiosi durante la gravidanza, non creano problemi al feto. Le uniche complicanze che si possono manifestare sono le emorroidi, che compaiono per gli sforzi eccessivi durante l’evacuazione, e le ragadi anali. Queste ultime sono una complicanza della stipsi: le feci dure possono provocare lesioni sanguinanti (rosso vivo) e dolore.

Come combattere la stipsi in gravidanza

Per cercare di porre rimedio a questo disturbo, è importantissimo intervenire sull’idratazione, sulla dieta e sull’attività fisica quotidiana (anche se risulta difficoltoso, soprattutto negli ultimi mesi della gravidanza, è utile fare brevi e ripetute passeggiate). La scarsa idratazione può provocare anche cistite. Al contrario, dovrebbero essere consumati con moderazione il tè, il caffè e le altre bevande contenenti caffeina, soprattutto se zuccherate o addizionate con dolcificanti artificiali.

Il secondo alleato contro la stitichezza in gravidanza e in tutti gli altri momenti della vita è il movimento, che ha il duplice effetto favorevole di promuovere la peristalsi e il transito intestinale e allentare tensione e stress, che costituiscono una frequente concausa della stipsi. È sufficiente passeggiare ogni giorno per almeno 30-45 minuti, abbastanza di buon passo.

Inoltre, integratori a base di Fibre come ad esempio lo Psyllium, dotati di effetto emolliente, protettivo, antiflogistico e lassativo, possono essere utili in caso di stipsi cronica e di rieducazione intestinale.

A quest’ultima categoria appartiene lo Psyllium, fibra idrosolubile, la cui attività lassativa è legata proprio al rivestimento mucillaginoso che la ricopre che, a contatto con l’acqua, si espande fino ad aumentare di 25 volte il proprio peso. Inoltre, lo Psyllium vanta anche proprietà prebiotiche, grazie alla loro capacità di favorire la crescita di una flora batterica acidofila a discapito di specie batteriche ad azione putrefattiva.

Una deficienza combinata di Niacina e Triptofano può causare alterazioni del tratto digestivo tra cui la costipazione. Il Triptofano è un amminoacido essenziale, cioè che non può essere sintetizzato dall’organismo e che quindi deve essere necessariamente assunto attraverso la dieta.

  • Dieta ricca di fibre e di fermenti lattici: attraverso il consumo di frutta, verdura e cereali integrali. I più adatti alla gravidanza sono quelli arricchiti con ferro e calcio. Si consiglia l’assunzione di verdure e frutta cotta (mele, prugne) piuttosto che crude (come le carote crude) che hanno un effetto astringente.
  • Fermenti lattici o yogurt: le bevande contenenti fermenti lattici, spesso considerate astringenti, sono utili in questo caso.
  • Frazionare i pasti in piccoli appuntamenti durante il giorno. Inoltre, si consiglia di mangiare con calma, masticando ogni boccone lentamente e a lungo.
  • L’alimentazione quotidiana deve essere ricca d’acqua (almeno 2 litri al giorno) e di alimenti che apportano notevoli quantità di fibre. Le fibre aiutano a riattivare la motilità intestinale e rendono le feci più morbide. Ogni giorno vanno consumate almeno 2-3 porzioni abbondanti di verdura e 2 di frutta, preferibilmente di stagione. La verdura da prediligere è quella a foglia larga e verde ma anche zucca, fagiolini, zucchine, broccoli. Anche i cereali sono ricchi di fibre, è consigliabile però passarli prima di assumerli, in modo da evitare meteorismo e flatulenza.
  • Importantissima è l’attività fisica, leggera ma costante, che riesca a tonificare la muscolatura e a stimolare la motilità intestinale, favorendo la regolarità dell’alvo.

Meteorismo

Uno dei fastidi direttamente correlati alla stitichezza in gravidanza è il meteorismo, ovvero la formazione di gas intestinale che può provocare fastidio e flatulenza. mangiare lentamente e fare piccoli pasti, per dare all’intestino il tempo di digerire. evitare cibi come legumi e alcuni carboidrati, che aumentano la produzione di gas.

Consigli per l'evacuazione

Un altro aspetto da considerare per migliorare la funzionalità intestinale è l’atteggiamento che si adotta al momento di andare in bagno. Inutile stressarsi prevedendo già la necessità di sforzarsi con scarso esito: per riuscire ad andare di corpo più facilmente bisogna essere rilassati, prendersi il tempo necessario e non avere fretta di arrivare allo scopo tra un impegno e l’altro, né rimandare lo stimolo ad andare in bagno. Se nonostante una situazione psicologica e ambientale ideale non si riesce a defecare in tempi ragionevoli, non si deve insistere.

Minzione frequente

Nell’ultimo periodo della gravidanza, la vescica riesce a trattenere meno urina del solito poiché è limitata dalla presenza del bambino. Come regola generale, dovresti fare pipì tra le 4 e le 8 volte al giorno o ogni 4-6 ore. La capacità media della vescica è di circa 300-500 ml, quindi, se ti accorgi che fai molta meno pipì rispetto a questi valori, cerca di aspettare di più prima di andare in bagno.

Anche se hai difficoltà a controllare la vescica, non limitare mai la quantità di acqua che bevi, specialmente se stai allattando. Bere meno acqua porta a disidratazione, che a sua volta fa sì che l’urina sia più concentrata. Questo può irritare la vescica provocando uno stimolo frequente di urinare anche quando la vescica non è piena.

Quando siamo stressate, tendiamo a essere molto frettolose quando avvertiamo lo stimolo di andare in bagno. Questa non è mai una buona abitudine, perché lasciare anche solo una piccola quantità di urina nella vescica può aumentare il rischio di sviluppare infezioni.

Diarrea in gravidanza

La diarrea è definita come emissione di feci acquose, semiformate o liquide più volte nel corso della giornata o comunque con frequenza maggiore rispetto a quella abituale. Più nel dettaglio, si tratta di un disturbo della defecazione con un aumento della quantità giornaliera di feci superiore ai 200 g. La diarrea in gravidanza può essere considerata come un disturbo relativamente comune, poiché si stima possa interessare circa il 35% delle gestanti.

Come detto, in linea generale possiamo affermare che solitamente la dissenteria in gravidanza non è un fenomeno pericoloso. Sappiamo come la gravidanza si accompagni a uno stravolgimento ormonale già dal suo inizio. Questi cambiamenti possono farsi sentire a livello intestinale anche sotto forma di dissenteria.

Tendenzialmente, quando il sintomo è fisiologico tende a scomparire col proseguire della gravidanza e può apparire nuovamente poco prima dell’insorgenza del travaglio, come a predire il cambiamento ormonale e l’innalzamento dei livelli di ossitocina necessario per far iniziare le contrazioni uterine. In questo caso la diarrea è un “avvertimento”: cambiano gli equilibri ormonali, aumentano i livelli di ossitocina e di progesterone necessari per il travaglio.

Cause della diarrea in gravidanza

Escluse quindi le cause fisiologiche della gestazione, le cause della diarrea, anche in gravidanza, sono spesso dovute a virus o batteri: l’infezione intestinale (gastroenterite) è causata da virus come il norovirus e il rotavirus, batteri come il campylobacter e l’escherichia coli, spesso contenuti in cibo contaminato, o parassiti come la giardia, trasmessa all’uomo attraverso acqua contaminata. Le infezioni intestinali possono essere contratte anche durante viaggi all’estero, in particolare in zone con scarsa igiene (questo tipo di diarrea è nota come “diarrea del viaggiatore”). La maggior parte dei casi guarisce dopo un paio di giorni anche senza cure e, generalmente, non è necessario consultare il medico di famiglia.

Come accennato, i fattori che portano alla comparsa di diarrea in gravidanza possono essere molteplici, di natura fisiologica o comportamentale (ma comunque non connessi a malattie), oppure di natura patologica. Il cambiamento ormonale che naturalmente avviene all'interno del corpo della donna durante la gestazione potrebbe favorire la comparsa di diversi sintomi gastrointestinali. In verità - oltre a nausea e vomito - l'alterazione dei livelli di ormoni, solitamente, porta più comunemente alla comparsa di stitichezza.

Durante la gestazione, soprattutto nei primi periodi, non è raro che le future mamme apportino diversi cambiamenti nella loro dieta, sia su consiglio del ginecologo (vedi: Dieta in Gravidanza), sia per assecondare le cosiddette voglie. Inoltre, non è raro che, durante questo particolare periodo della vita, le future mamme possano diventare ipersensibili ad alimenti che, invece, prima della gestazione non causavano alcun tipo di disturbo.

Purtroppo, la contrazione d'infezioni e le intossicazioni alimentari possono rivelarsi molto più pericolose durante la gestazione, a causa dei possibili effetti negativi sul feto o sulla stessa gravida.

Se la futura mamma soffre di patologie che interessano l'intestino già prima dell'inizio della gravidanza, la stessa gestazione può contribuire ad accentuarne la sintomatologia, favorendo anche la comparsa di diarrea.

La diarrea in gravidanza potrebbe anche essere un effetto collaterale derivante da un'eventuale integrazione di ferro.

Oltre ai potenziali danni derivanti dall'eventuale contrazione di infezioni, una delle complicazioni che preoccupa maggiormente in caso di diarrea in gravidanza è la disidratazione. A causa delle continue scariche, infatti, vengono perse grandi quantità di liquidi e di sali minerali con conseguenze negative.

Diagnosi della diarrea in gravidanza

Vista la grande variabilità di cause che possono dare origine alla diarrea in gravidanza, la diagnosi riveste un ruolo fondamentale al fine di individuare in maniera tempestiva la presenza di eventuali malattie che potrebbero complicare la gravidanza stessa. Al fine di effettuare una corretta diagnosi, anche l'identificazione del tipo di diarrea che affligge la paziente può essere utile.

  • Una diarrea in gravidanza caratterizzata da scariche frequenti e feci acquose, ma in assenza di dolore addominale, potrebbe essere indice di un'influenza intestinale sostenuta da rotavirus.
  • Una diarrea sanguinolenta, quindi caratterizzata dalla presenza di sangue nelle feci, può essere indice della presenza d'infezioni sostenute da Entamoeba histolytica, stafilococchi o Escherichia coli sierotipo enteroemorragica.
  • Una diarrea in gravidanza particolarmente intensa e associata a febbre e dolori addominali più o meno intensi, invece, potrebbe essere segno della presenza di infezioni sostenute da Salmonella spp, Shigella spp.

Cosa fare in caso di diarrea

In caso di dissenteria in gravidanza associata a disturbi gastrointesinali, è consigliabile l’utilizzo di probiotici, microrganismi vivi (nella maggior parte dei casi batteri) simili a quelli che si trovano naturalmente nell’intestino umano. Sono disponibili principalmente sotto forma di integratori alimentari e alimenti e “se somministrati in quantità adeguate conferiscono un beneficio per la salute all’ospite”. Sono disponibili da soli o in combinazione come compresse, gocce, liquidi e capsule orali o vaginali; sono anche contenuti in vari alimenti fermentati, più comunemente gli yogurt.

I probiotici sono stati usati per il trattamento della diarrea acuta, diarrea associata agli antibiotici, Clostridium difficile, lievito e vaginosi batterica. Se ingeriti per via orale o usati per via vaginale, i probiotici sono generalmente considerati sicuri e sono ben tollerati. I dati attuali suggeriscono che l’integrazione di probiotici è raramente assorbita a livello sistemico quando viene utilizzata da individui sani.

È possibile ridurre il rischio di diarrea mantenendo elevate condizioni di igiene. In alcuni casi, tuttavia, la comparsa di tale sintomo potrebbe essere indice di una condizione patologica di base non ancora diagnosticata.

In presenza di malattie infettive di natura batterica, potrebbe essere necessario il ricorso all'uso di specifici farmaci antibiotici che, tuttavia, possono essere prescritti solo ed esclusivamente dal medico. Ad ogni modo, se la diarrea in gravidanza persiste, il medico può prescrivere la somministrazione di farmaci specifici il cui utilizzo è considerato sicuro anche in questa fase della vita della donna.

Inoltre, vista la grande quantità di liquidi che si possono perdere, in caso di diarrea in gravidanza è fondamentale mantenersi ben idratati bevendo molta acqua o, eventualmente, succhi di frutta.

Si tratta di batteri vivi e vitali, ad azione benefica, in grado di ripristinare la microflora intestinale alterata. L’assunzione di probiotici e fermenti lattici è particolarmente indicata sia in caso di diarrea sia in caso di stipsi, poiché l’azione riequilibrante dei probiotici e fermenti lattici promuoverà la regolarizzazione della flora intestinale. È bene ricordare che sulla mucosa intestinale convivono grandi quantità di differenti specie batteriche, in perfetta interrelazione con il nostro organismo.

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