Bagni Alaide e Angelo a Forte dei Marmi: Storia e Servizi di Stabilimenti Balneari Storici
Lo stabilimento balneare è un elemento ben radicato nelle memorie degli italiani, oltre che essere un luogo consueto per le vacanze marine. Sulle coste della Penisola se ne contano, secondo uno studio ufficiale del 2023, ben 7.132. Coprono ogni esigenza turistica, con prezzi che vanno dai più abbordabili alle tariffe stratosferiche dei bagni di lusso. Affittare cabina, lettino, ombrellone non è cosa di oggi. I primi stabilimenti attrezzati accoglievano ospiti già a inizio Ottocento, a Viareggio.
Le Origini dei Bagni Alaide e Angelo: Una Storia di Famiglia
La storia dei bagni Alaide e Angelo affonda le sue radici nel XIX secolo. Nel 1873, la Regia Capitaneria di Livorno rilasciò una concessione demaniale per un tratto di spiaggia al signor Angiolo Polacci. Questi, padre di Giovanni, detto "Baffi", era il nonno di Alaide Polacci a cui passò la concessione (che attualmente si estende lungo Bagno Alaide, Bagno Vasco, Bagno Angelo, Bagno Carlo, Bagno Annetta). Clementina Ulivi e Angiolo Polacci vissuti nella seconda metà dell'Ottocento ottengono nel 1874 una concessione per installare “baracche balneari” sull'arenile di Forte dei Marmi. Allo stabilimento, costruito (come consuetudine di allora) da capanne di frasche e stuoie, viene dato il nome della piccola nipote Alaide.
Alaide era la nipote di Clementina Ulivi e Angiolo Polacci, che nel 1874 ottennero una concessione per installare "baracche balneari" sull’arenile di Forte dei Marmi, intitolandolo alla nipote. Nel 1903, Alaide Polacci, ad appena 30 anni, fu una delle prime donne in Italia a prendere il brevetto da bagnina.
La concessione di Angiolo, ereditata da Giovanni Polacci "detto Baffi", passò a Angelo Polacci, fratello di Alaide Polacci, e a suo marito Angelo Mattugini. La signora Alaide Polacci (sposata con Angelo Mattugini) fu tra le prime donna nel 1903 all'età di 30 anni ad avere il brevetto di salvataggio. Negli anni ‘20 la Capitaneria di porto divise la concessione e la frazionò in parti più piccole con i nomi di Angelo, Alaide, Carlo, Annetta e una porzione di 27 metri all'Associazione Bagni di Forte dei Marmi.
Sempre ad Angiolo Polacci risale la concessione che, tramite Angelo Polacci, fratello di Alaide, e il marito di lei Angelo Mattugini, avrebbe dato vita ai primi del Novecento al bagno Angelo. La parte terminale verso sud fu ceduta alla figlia Annetta Mattugini (Bagno Annetta) e, verso nord, Carlo Mattugini che da abile falegname vi costruì le prime cabine.
L'Evoluzione degli Stabilimenti nel Tempo
Tra la fine dell'Ottocento e primi del Novecento gli stabilimenti balneari di Forte dei Marmi erano divisi in stabilimenti per uomini posti a ponente del pontile caricatore, e quelli per donne posti a levante del pontile caricatore. Questo è il motivo per cui il Bagno Alaide di fine Ottocento e per molto tempo anche nel Novecento era "Bagno per sole femmine”.
Alaide Polacci in Mattugini, che gestì il bagno per moltissimi anni subentrando ai nonni che glielo avevano dedicato, morì nell’ottobre del 1943. Ereditò la concessione la nipote Argentina Mattugini che, insieme al marito Giuseppe Maremmani, membro di una storica famiglia di Forte dei Marmi di calafati e costruttori di navicelli, condusse lo stabilimento balneare fino a epoche più recenti.
Dopo Carlo Mattugini, subentrò il figlio Angelo che ha gestito l'attività fino al 2000 circa per poi passarla al figlio Alberto, che insieme alla famiglia porta avanti oggi lo stabilimento. All’inizio del Novecento, il bagno Alaide era uno "stabilimento per sole femmine"; oggi lo stabilimento è condotto da Giovanni Maremmani, nipote di Argentina Mattugini, a sua volta nipote di Alaide.
Il Bagno Marechiaro: Un'Icona Cinematografica e Culturale
Il Bagno “Marechiaro” fu costruito all’inizio del Novecento dalla famiglia Polacci a pochi passi dalla Capannina di Franceschi, nella zona di Roma Imperiale a Forte dei Marmi (LU). La concessione balneare sul litorale versiliese risale al 1913, quando fu rilasciata ad Alaide Polacci per uno spazio acqueo di mq. 50 utilizzato a pontile e mq. 18 per baracche sull’arenile.
Già denominato bagno “Marechiaro” fra gli anni ‘10 e gli anni ‘20, tale Fontana (nonno della signora Vittoria Polacci, ultima proprietaria dello stabilimento prima della vendita all’attuale società) ottenne una concessione demaniale marittima insieme ad altri bagni versiliesi, parte dei quali - come il “Marechiaro” - arrivati fino ai giorni nostri. Negli archivi demaniali delle Capitanerie di Porto si trovano anche tracce relative ad ampliamenti e aggiustamenti delle strutture avvenuti alla fine degli anni ‘40 e conclusisi in un arco di tre-quattro anni.
Il bagno fu frequentato da personaggi dello spettacolo, intellettuali italiani ed europei e personalità di spicco della storia contemporanea. Tra loro Eugenio Montale, Thomas Mann, la famiglia Marconi e tanti altri. “Marechiaro” è stato poi reso indimenticabile dal film degli anni ’80 dei fratelli Vanzina “Sapore di Mare”.
Lo stabilimento è stato gestito dalla famiglia Polacci, eredi dello storico fondatore Ubaldo, dai primi del Novecento fino al 2020 quando fu venduto all’attuale società con la promessa di valorizzare e promuovere il locale.
A partire dalla prima richiesta di utilizzazione d'arenile a fini pubblici, cui seguì regolare concessione, i componenti di queste famiglie occupati in tale attività furono: Clementina (1876-1886), Alaide (1886), Angelo (1886), Lorenzo (1887), Eugenio (1893), Adele (1895), Isola (1895), Cesare figlio di Lorenzo (1898), Giuseppe (1899), Virginia (1899), Marietta figlia di Eugenio (1902), Giovanni (1906), Fausta (1907). Negli anni successivi, fino al 1940, si riscontrano anche Sante, Lorenzo, Angela, Vittorio, Fortunato, Bruno, Oreste, Mario, Emeclio, tutti nella parte di levante. Di generazione in generazione sino ai giorni nostri.
Il “Marechiaro” oggi, insieme solo ad altri quattro bagni, può contare su un bar-ristorante a carattere permanente.
L'Arrivo di Giacomo Milano
Forte dei Marmi si conferma sempre più una meta ambita dai grandi nomi della ristorazione di alta fascia. Il brand di ristorazione fondato nel 1958 da Giacomo Bulleri, aprirà a Forte dei Marmi nello storico stabilimento balneare Bagno Marechiaro. Un luogo reso celebre dalla cinematografia italiana, perché negli anni Ottanta, fece da scenografia per le riprese di "Sapore di Mare”. Con questa apertura il brand aumenta la presenza in Toscana, dopo Pietrasanta e Firenze.
La nuova apertura di Giacomo Milano a Forte dei Marmi segna l’incontro tra due storie di grande prestigio. Il Bagno Marechiaro, fondato nel 1913 dalla famiglia Polacci, è una delle strutture balneari più storiche e affascinanti della Versilia, che proprio nel 2024 è stato inserito nel Registro Imprese Storiche Italiane. Situato nella zona di Roma Imperiale, a pochi passi dalla Capannina di Franceschi, ha ospitato nel tempo artisti, scrittori e intellettuali, tra cui Eugenio Montale e Thomas Mann, che qui ambientò il racconto Mario e il mago. Negli anni ’80, lo stabilimento ha raggiunto persino la fama cinematografica grazie al film ‘Sapore di mare’ dei fratelli Vanzina, che ha immortalato le sue iconiche cabine verdi e l’atmosfera senza tempo.
L’arrivo di Giacomo Milano a Forte dei Marmi non è solo l’apertura di un ristorante, ma la creazione di una specie di leisure club all’interno del Bagno Marechiaro. Un nuovo modello di business per il gruppo, che prevede un’integrazione tra la proposta gastronomica e l’esperienza in spiaggia, offrendo un servizio esclusivo sia per gli ospiti del ristorante che per i frequentatori dello stabilimento.
Ristorazione a Forte dei Marmi: Un Panorama di Eccellenza
Oltre all'imminente apertura di Giacomo Milano, Forte dei Marmi offre una varietà di opzioni culinarie di alto livello. Ecco alcuni dei ristoranti più rinomati:
- Maitò: Tipico locale versiliese, sulla cresta dell’onda dagli anni Sessanta. Dai tavoli si ha una vista privilegiata sulla spiaggia più esclusiva del Forte. (Viale Achille Franceschi, 29).
- Bagno Alpemare: Uno dei bagni più gettonati, forse anche per il fatto di appartenere alla Famiglia Bocelli. (Via Arenile, 69).
- Bagno Silvio: La storia di Forte dei Marmi passa anche dal bagno Silvio, con oltre 100 anni di attività alle spalle. (Viale Italico).
- Gilda: Un indirizzo di charme: si mangia in veranda e la sera i tavoli sono illuminati dalle candele. (viale Italico, 85).
- Bagno Dalmazia: Al ristorante Dalmazia (Via Arenile, 18) si assaggiano i sapori più autentici della Versilia con i piedi a mollo nel Tirreno.
- Pesce Baracca: Offre pesce fresco di qualità rifornito giornalmente dai pescherecci di Viareggio e ben visibile nel grande bancone-pescheria dell’attività (Viale Franceschi, 2).
Imprese Storiche: Riconoscimenti dalla Camera di Commercio
Quattro stabilimenti balneari (l’Alaide e l’Angelo di Forte dei Marmi, l’Alfea e il Bertuccelli di Viareggio) e l’agenzia marittima Vannucci. Quattro attività più che secolari hanno ricevuto ieri mattina, nel corso di una cerimonia tenutasi alla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, l’attestato di "Impresa storica". Si tratta di quattro stabilimenti balneari - l’Alaide e l’Angelo di Forte dei Marmi; l’Alfea e il Bertuccelli di Viareggio - e l’agenzia marittima Vannucci. Cinque imprese le cui radici affondano negli ultimi decenni dell’Ottocento, quando i primi imprenditori iniziarono a costruire quella che sarebbe stata la storia economica di Viareggio e Forte dei Marmi.
I due stabilimenti balneari di Forte dei Marmi hanno un’antenata in comune: Alaide Polacci, che nel 1903, ad appena 30 anni, fu una delle prime donne in Italia a prendere il brevetto da bagnina. All’inizio del Novecento, il bagno Alaide era uno "stabilimento per sole femmine". Sempre ad Angiolo Polacci risale la concessione che, tramite Angelo Polacci, fratello di Alaide, e il marito di lei Angelo Mattugini, avrebbe dato vita ai primi del Novecento al bagno Angelo. Dopo Carlo Mattugini, subentrò Angelo che ha gestito l’attività circa per poi passarla al figlio Alberto.
Quattro stabilimenti balneari (l’Alaide e l’Angelo di Forte dei Marmi, l’Alfea e il Bertuccelli di Viareggio) e l’agenzia marittima Vannucci .Erano gli albori del nostro tempo. L’Italia era stata appena riunita in un sol regno; i ruggenti anni Venti che avrebbero fatto grande la Versilia a livello internazionale non erano neppure un miraggio lontano. Eppure, loro c’erano già.
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