Bagno Umberto a Forte dei Marmi: Una Storia Centenaria tra Dune e Tende
La storia del Bagno Umberto a Forte dei Marmi è un racconto affascinante che si intreccia con l'evoluzione del turismo e della società italiana. Per celebrare questo importante traguardo, è stato pubblicato il libro "Dalle dune alla tenda", scritto da Umberto Cecchi, una delle firme più importanti della Toscana.
Le Origini: Dal 1919 alle Tende Iconiche
La storia ebbe inizio nel 1919 tra le dune di Forte dei Marmi. Inizialmente, Pietro Dazzi, guardiano del cavalier Susini, si occupava di questi trenta metri di spiaggia e della villa antistante. Successivamente, furono sperimentate le tende che poi hanno spopolato in tutti gli stabilimenti della Versilia.
Oggi, a gestire lo stabilimento sono Gianluca Frediani e sua moglie Laura, con le loro 35 tipiche cabine in legno e le 38 tende, diventate un cult di Forte dei Marmi dopo la ‘rivoluzione della tenda’, di cui il Bagno Silvio fu uno dei precursori.
Testimonianze e Aneddoti di un'Epoca
Il libro, edito da Gruppo Editoriale, raccoglie le testimonianze di personaggi noti che hanno frequentato il Bagno Umberto nel corso degli anni. Tra questi, Ugo Tognazzi, Tony Renis, Andrea Bocelli e Gianni Mercatali. Quest'ultimo, figura storica della comunicazione, ha trasformato la sua tenda al Bagno Silvio nel suo ufficio estivo, accogliendo amici illustri come Fernando Botero.
Umberto Cecchi descrive la cucina del Bagno come "senza fronzoli, autentica e appetitosa", elogiando gli Spaghetti alle Arselle e la torta di mele 'alla Lide', madre di Vanna e Luca.
Trasformazioni e Sfide Attuali
Come molti stabilimenti balneari, il Bagno Umberto ha dovuto adattarsi ai cambiamenti economici e sociali. Il ceto medio è in crisi, e si preferisce il panino con la frittata portato da casa al piatto alle vongole da 30 euro servito in spiaggia. Tuttavia, Forte dei Marmi rimane un luogo esclusivo, dove un ombrellone, due sdrai e un lettino al giorno possono costare 60 euro.
Oggi a gestire lo stabilimento sono Gianluca Frediani e sua moglie Laura, con le loro 35 tipiche cabine in legno e le 38 tende, diventate un cult di Forte dei Marmi dopo la ‘rivoluzione della tenda’, di cui il Bagno Silvio fu uno dei precursori.
Il Futuro del Bagno Umberto
Dopo 106 anni di attività, la famiglia Dazzi starebbe per cedere la proprietà a un imprenditore milanese della ristorazione. Questo passaggio segna un momento epocale per Forte dei Marmi, un luogo che ha ospitato personaggi indimenticabili e che continua a evolversi nel tempo.
Il Bagno Silvio è uno dei 225 migliori beach club d’Italia, inserito in guida con un rating di due ombrelloni. Dispone di 38 cabine e altrettante tende, con sei metri di distanziamento garantito agli ospiti. La clientela è perlopiù consolidata, grazie al senso di famiglia che non viene assicurato soltanto dalla gestione, ma anche dalla presenza degli stessi dipendenti delle precedenti stagioni e che sanno come il cliente ama il caffè del mattino o quali sono i suoi piatti preferiti per il pranzo.
Forte dei Marmi: Tra Passato e Presente
Forte dei Marmi ha subito trasformazioni significative nel corso degli anni. Se un tempo era frequentata da figure come i Moratti, i Rizzoli e Versace, oggi vede l'arrivo di magnati russi che acquistano ville a prezzi vertiginosi. Questo ha portato a un aumento del costo della vita e alla diminuzione dei residenti.
Il sindaco Umberto Buratti ha cercato di arginare questa tendenza con un piano casa che riserva la maggior parte delle abitazioni ai cittadini del luogo. Tuttavia, la presenza dei russi rimane significativa, con affitti di ville che superano i 100 mila euro per la stagione.
Il Palio dei Bagni: Una Tradizione Che Continua
Un evento storico che continua a celebrare l'identità di Forte dei Marmi è il Palio dei Bagni. Questa gara di patini, inventata nel 1952, vede la partecipazione degli stabilimenti balneari locali e rappresenta un momento di festa e competizione.
Martedì 9 agosto, dopo due anni di fermo causa Covid, ritorna a Forte dei Marmi lo storico Palio dei Bagni, festeggiando il suo trentennale. Correva infatti l’anno 1952, quando il giornalista e scrittore Giorgio Giannelli inventò la storica gara dei patini.
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