Bagni Arabi di Granada: Storia e Architettura di un'Eredità Moresca

La monumentale città di Granada, fondata dai Romani con il nome di Illibris tra i fiumi Darro e Geni, sorge ai piedi della Sierra Nevada, tra le sponde del Mediterraneo e l’entroterra andaluso, ed è famosa per il suo fascino ispano-mediorientale. Nel centro della città si trovano numerosi edifici in stile nazari, i bagni arabi e il tortuoso quartiere moresco di Albaicín, ma la meraviglia di Granada, e il suo monumento più famoso, è senza dubbio l’Alhambra, la suggestiva fortezza araba, ricca di palazzi decorati e circondata dal verde. Insieme ai giardini del Generalife e all’Albayzin, l’Alhambra è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Inoltre Granada vanta una cattedrale rinascimentale risalente al 16° secolo intorno alla quale si trovano numerose testimonianze del passato moresco, ebraico e cattolico della città. Oltre alle sue bellezze storico-architetturali che narrano più di mille anni di storia, Granada vanta una vivace movida universitaria e numerose e partecipate manifestazioni, sia religiose che laiche.

Il Bañuelo: Un Tesoro Nascosto

Restaurato un secolo fa, dal 1918 il Bañuelo di Granada è stato dichiarato monumento nazionale. Vista la storia granadina, non c’è da stupirsi che qui, come a Ronda, Cordoba e nel resto dell’Andalusia, si trovino residui storico-cultuali dell’epoca moresca. Fra questi, i bagni arabi sono arrivati fino a noi nella versione di luoghi del relax, dove fra calde piscine e nuvole di vapore si tenta di scacciare lo stress della vita moderna.

Con una breve sosta durante il tuo giro dell’Albayzin, invece, potrai visitare i bagni arabi più importanti e ben conservati della Spagna. Il motivo per cui la gran parte dei bagni arabi sono stati distrutti dai Re Cattolici, è che questi luoghi avevano una reputazione comparabile a quella dei bordelli.

Conosciuto dalla fine del XIX secolo come Bañuelo, il suo vero appellativo sarebbe Hammam al-Yawza o Baño del Nogal e deve il diminutivo al paragone con i bagni reali dell’Alhambra, in origine più grandi e sontuosi.

Architettura e Funzioni dei Bagni Arabi

L’Hammam è il complesso termale dove i musulmani effettuano il Ghusl e il Wudu - rispettivamente lavacro maggiore e minore - per conseguire la Tahara, la purità spirituale. Tutto questo nella tradizione islamica è necessario per poter adempiere alla preghiera giornaliera, che ogni musulmano deve compiere cinque volte al giorno. Come già accadeva per gli antichi Romani, i bagni acquisirono una sempre crescente funzione sociale. Curare il proprio corpo e rilassarsi diventava così il contesto per incontrarsi, parlare e concludere affari.

Quando si parla di bagno arabo non dobbiamo pensare a terme naturali di acqua calda sulfurea, non presente nei paesi arabi né in questa zona della Spagna. L’acqua, pertanto, doveva essere riscaldata e le caldaie erano il centro dell’hammam, dove l’acqua veniva immessa bollente in tubature che la portavano alle diverse sale.

Una sala era solitamente dedicata al massaggio dei corpi, una alla depilazione - ebbene sì, era una pratica molto diffusa, sia fra le donne che fra gli uomini, ed avveniva utilizzando una pasta speciale detta nura - ed una al relax e al rinfresco degli ospiti. L’accesso ai locali termali è sempre stato separato fra uomini e donne.

Entrando nell’edificio, troviamo subito la Stanza fredda, seguita dalla Stanza tiepida, più ampia e decorata con archi, fino a raggiungere la Stanza calda: quest’ultima in tutti i bagni arabi è il locale principale. Archi e pilastri, decorazioni marmoree e fori a forma di stella sul soffitto conciliano bellezza ed eleganza con le funzionalità del locale termale.

I fori del soffitto, così caratteristici, avevano due funzioni importantissime: illuminare la stanza ed arieggiarla, permettendo ai vapori bollenti di fuoriuscire.

Il Bañuelo si trova in Carrera del Darro 31, ed è facilmente raggiungibile a piedi da Plaza Nueva, una delle piazze principali della città. L’ingresso al Bañuelo costa 5 euro dal lunedì al sabato, mentre è gratuito per tutti la domenica. Con lo stesso biglietto è possibile visitare anche la Casa Horno de Oro e il Palacio Dar al-Horra (vedi qui).

L'Hammam Al Andalus: Un'Esperienza Moderna in un Contesto Moresco

Se il Bañuelo è ormai un reperto del passato, la tradizione dell’hammam a Granada e altrove in Spagna è proseguita fino ai giorni nostri, ovviamente evolvendosi nella struttura oltre che nelle funzioni, che sono oggi esclusivamente di relax e benessere. Dunque ancora oggi è possibile provare l’esperienza del bagno arabo: ti consiglio di vivere questa esperienza all’Hammam Al Andalus, il principale centro termale ancora attivo in città, una sorta di spa a Granada, ma ospitata in uno splendido contesto moresco!

L’hammam moderno permette di usufruire di servizi ed esperienze differenti, con prezzi accessibili a portafogli più o meno ricchi.

  • Accesso agli Hammam: comprende l’accesso ai bagni bollenti e freddi e al bagno turco. La durata è di 90 minuti e nel prezzo è incluso tutto l’occorrente (asciugamani, shampoo, gel per capelli, asciugacapelli e crema idratante).
  • Accesso agli Hammam con massaggio: comprende l’accesso ai bagni bollenti e freddi e al bagno turco per 90 minuti e un massaggio di 15 minuti praticato con oli essenziali sulla schiena e/sulle gambe.

El Bañuelo, o le terme arabe di Granada

Si tratta dello stabilimento balneare arabo (hammam) più antico e meglio conservato dell'Andalusia. Le terme risalgono all'XI secolo durante la dominazione moresca. All'epoca rappresentava un luogo importante per lavarsi, ma anche per mantenere i contatti sociali. Gran parte dello stabilimento fu demolito dai cristiani dopo la conquista, rendendolo un edificio unico nel suo genere.

Le terme arabe sono costituite da tre stanze. All'ingresso troviamo la "stanza fredda", vicino invece la stanza leggermente più ampia e decorata con archi chiamata la "stanza tiepida". La stanza principale è la "stanza calda" con bagni veri e propri, splendidamente decorata con archi, pilastri e marmo.

Granada: Eredità Culturale e Architettonica

P.A. Città della Spagna meridionale in Andalusia, capoluogo della prov. omonima e capitale dell'omonimo regno - ultima roccaforte della dominazione musulmana in Spagna - che si estendeva da Algeciras a O fino ad Almería a E. La città di G. si sviluppò su di un antico municipio romano, il Municipium Florentinum Iliberritanum - portato alla luce dagli scavi nell'od. quartiere dell'Albaicín -, il cui nome fa riferimento al nucleo dei colonizzatori autoctoni iberici: Iliberis (Tolomeo, Geographia, II, 3) o Iliberri (Plinio, Nat. Hist., 3, 10).

Situato strategicamente ai piedi della Sierra Nevada su una serie di colline che dominano la fertile pianura irrigata dai fiumi Darro e Genil, l'insediamento assunse importanza politica nel sec. 11°, dopo la caduta del califfato di Córdova, quando i discendenti di Zāwī b. Zīrī, di origine berbera, impadronitisi del territorio orientale dell'Andalusia, l'antica kūra ('distretto rurale') di Elvira, vi stabilirono la capitale.

Al momento della conquista ziride G. era abitata prevalentemente da cristiani ed ebrei, tanto da essere nota all'epoca come G. degli ebrei; con i nuovi monarchi essi giunsero infatti a ricoprire alti incarichi, come nel caso del visir Yūsuf b. Nagralla. Dopo la dominazione degli Almoravidi e degli Almohadi (1090-1238), quando l'Andalus fu teatro di lotte, Ibn al-Aḥmar, originario di Arjona, si impadronì di G., dando origine alla dinastia nasride, che dominò durante l'ultimo regno islamico fino alla definitiva conquista della penisola iberica nel 1492 da parte dei Re Cattolici. Quest'ultima fase fu quella decisiva per le grandi opere architettoniche ancora conservate, realizzate per gran parte nel sec. 14° a opera dei sultani Yūsuf I (1333-1354) e Muḥammad V (1354-1359; 1362-1391).

L'Albaicín e l'Urbanistica di Granada

La G. musulmana è in una posizione particolare, su due alture separate dalla valle del fiume Darro. A destra del corso d'acqua è il quartiere dell'Albaicín, a sinistra il monte della Sabīka, dove sorge l'Alhambra e, ancora oltre, separato da un'altra depressione, il Mauror con la fortezza di Torres Bermejas, alle cui pendici si estendeva il quartiere ebraico. Quasi a collegare le colline, nella parte pianeggiante, si sviluppava la città propriamente detta, Madīna Gharnāṭa, con sobborghi all'esterno delle mura e, per un ampio raggio, poderi con abitazioni.

L'Albaicín, così chiamato a partire dalla fine del periodo nasride, comprende diversi quartieri che erano i sobborghi extra muros formatisi in seguito a successive espansioni del nucleo fortificato iniziale, noto come Alcazaba Cadima (al-Qaṣabat qadīma), che inglobava la Iliberis romana e cristiana e aveva il proprio centro nell'od. piazza di San Nicolás. La cinta fu forse iniziata già prima dell'arrivo degli Ziridi; tra le parti più antiche, risalenti al sec. 11° e poste sul lato settentrionale, si trovano quattro torrioni semicircolari e otto rettangolari. La Puerta Monaita a O, costituita da due archi in pietra a ferro di cavallo in successione, sormontati da un architrave in laterizio, e la Puerta del Ensanche o Puerta Nueva a E sono entrambe da annoverare tra le più antiche porte con passaggio a gomito note in Spagna.

All'interno dell'Alcazaba ziride si trovano due spazi principali, la già citata piazza di San Nicolás e quella di San Miguel Bajo a O, dove si trovava l'ormai scomparsa residenza del sultano Bādīs (1038-1073); questi fu, insieme al padre Ḥabūs il Grande, l'artefice di tale sistemazione urbanistica, di cui fanno parte inoltre una strada che unisce le due piazze e un'altra che lungo il lato occidentale scende verso S, la Calle Real o Calle de la Mezquita de los Morabitos, che deriva il proprio nome dalla moschea degli Almoravidi, della quale si conserva il minareto.

Attraverso la Puerta del Ensanche si accedeva al sobborgo dell'Albaicín propriamente detto (Rabaḍ al-bayyāzīn), o quartiere dei falconieri, creato in epoca almoravide o almohade a N insieme ad altri sobborghi a formare un'ampia demarcazione che sarebbe stata circondata da una nuova cinta in muratura nel 14° secolo. In questa zona, notevole è la Grande moschea, di cui si conserva il patio (ṣaḥn), insieme a resti di alcune terme situate nei pressi. Sul lato opposto, a S dell'Alcazaba, si trova il quartiere di Axaris, la cui arteria principale era la Calle Real de Axaris. Qui erano collocati la moschea dei Conversi, di cui resta il minareto, e più in basso, vicino al fiume, i bagni del Nogal, comunemente detti Bañuelo.

Architetture Religiose e Civili: Testimonianze del Passato

Il monumento più antico di G. è probabilmente il minareto della moschea degli Almoravidi nell'Albaicín, noto oggi come Torre de San José, perché adattato a campanile di questa chiesa. Di forma prismatica, la sua caratteristica è l'archetto a ferro di cavallo analogo a quelli di epoca califfale, così come l'apparecchio dei suoi muri, costituito da pietre poste alternatamente di taglio e di testa, che caratterizzava anche il minareto ormai scomparso della Grande moschea, databile, per confronti con altri edifici della città, a epoca non anteriore all'11° secolo.

Al contrario, il minareto della moschea dei Conversi, o San Juan de los Reyes, riflette i modelli almohadi dell'Africa settentrionale e della Giralda di Siviglia, sia nella decorazione esterna, con pannelli di arabeschi in laterizio e fregio a traforo, sia all'interno, dove la scala, voltata a botte, è formata da rampe che girano intorno a un nucleo quadrato.

Nell'Albaicín l'edificio religioso più significativo era la Grande moschea, sulla quale venne costruita la collegiata dedicata al Salvatore, di cui si conserva il patio, costituito da una galleria di archi a ferro di cavallo a sesto acuto in laterizio, incorniciati da alfiz e appoggiati su pilastri anch'essi di laterizio; sono stati però rinvenuti anche frammenti di colonne. La moschea aveva nove navate, di cui la centrale più ampia, separate da archi in laterizio su colonne; tale schema, insieme al tipo di membrature e di materiali, rivela affinità con l'architettura degli Almoravidi e degli Almohadi, benché la costruzione risalga all'epoca della dinastia nasride.

Al centro della città si trovava la madrasa fondata da Yūsuf I nel 1349 e trasformata in epoca cristiana, quando l'edificio venne adibito a sede municipale. Della costruzione originaria è rimasto soltanto l'oratorio, una sala quadrata in asse con l'entrata che dà sul patio e sul cui muro di fondo si trovava il miḥrāb. Della copertura, un'armatura lignea ottagonale con lanterna, scomparsa in un incendio, sono ancora visibili muqarnas, elemento ricorrente nell'arte nasride, realizzati in stucco nei pennacchi d'angolo.

Nonostante i restauri, la madrasa di G. indica chiaramente la propria origine merinide, rivelando l'africanizzazione del regno nasride. Tra gli edifici civili, numerosi sono i bagni pubblici legati alle moschee, tra i quali l'esempio più antico e importante è quello del Nogal o Bañuelo (Ḥammām al-jawza).

Il Funduq: Un Esempio di Architettura Commerciale

Specifici caratteri architettonici contraddistinguevano il funduq, destinato a ospitare sia persone sia merci, di cui il Corral del Carbón, restaurato nel 1933, è l'esemplare più integro conservato in Spagna. A pianta quadrangolare, su tre piani, esso si articola intorno a un patio porticato che presenta su ogni lato una serie di ambienti affacciantisi verso l'esterno, ciascuno con la propria porta e con una finestra in alto. L'elemento di maggiore interesse è la facciata con il corpo d'ingresso sporgente in cui si apre un grande arco a ferro di cavallo, con la ghiera decorata ad archetti e gli spazi di risulta ornati da motivi fitomorfi, un fregio con iscrizione cufica e, al piano superiore, una finestra geminata con pannelli laterali di arabeschi in laterizio.

Conclusioni

Granada, con i suoi bagni arabi e la sua ricca storia, offre un'esperienza unica che combina relax, benessere e immersione culturale. Visitare il Bañuelo, l'Hammam Al Andalus e gli altri siti storici della città permette di apprezzare appieno l'eredità moresca e la bellezza architettonica che caratterizzano Granada.

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