Bagni Derivativi: Cosa Sono, Come Farli, Benefici e Controindicazioni
Siamo un popolo civilizzato che da millenni, continua ad allontanarci dallo stato animale, umanizzandoci ogni giorno più profondamente. Per la maggior parte di noi non serve più il sapersi arrampicare sugli alberi per sfuggire ai leoni, né riconoscere le erbe purganti come sanno fare i gatti.
Un rimedio semplice e gratuito per la salute (psico-fisica) del nostro corpo è l’acqua. Noi uomini abbiamo perso il contatto con la tradizione e con tutto ciò che è naturale ed istintivo.
Come gli animali che ci circondano, dovevamo sapere un tempo, molto tempo fa, come recare sollievo al nostro corpo bagnando il sesso con l’acqua fredda… intelligentemente. Il bagno derivativo - che consiste nel raffreddare esclusivamente il sesso in condizioni precise - è conosciuto da migliaia di anni. La ricerca scientifica e medica è talmente avanzata oggi che ci è difficile comprendere, accettare un’affermazione così pacifica. È diventato difficilissimo capire che non bisogna “pagare” nulla per ottenere un buon risultato.
Il nome bagni derivativi è stato usato per la prima volta da Henri-Charles Geoffrey, in Francia, negli anni Settanta. Riprese il termine dalla pratica naturale promossa dal tedesco Louis Kuhne che li definiva “semicupi con frizioni”, che aveva notato che si tratta di un’igiene di vita, una tecnica naturale che consente di ritrovare la naturale frescura in una zona del corpo che negli animali si trova al fresco, favorendo in questo modo una migliore circolazione e l’espulsione dei grassi, che diventano nocivi quando si accumulano.
Cosa Sono i Bagni Derivativi?
I bagni derivativi, che consistono nel raffreddare la zona inguinale e genitale in modi diversi e specifici che vedremo in seguito, hanno una storia antica. I nostri antenati facevano lo stesso: praticavano bagni di questo tipo per trovare sollievo dal malessere. Lo stesso vale per le popolazioni orientali!
Con la medicina moderna, poi, i bagni derivativi sono caduti in disuso, per tornare alla ribalta sulla fine dell'Ottocento, quando il medico tedesco Louis Kuhne li ha riscoperti, constatando come questo genere di lavaggi sia in grado di disintossicare l'intero organismo. Kuhne ha sottolineato come i cambiamenti avvenuti nella società per via dell'industrializzazione (dallo stress all'inquinamento) abbiano provocato un aumento generale della temperatura corporea, e in particolare della zona genitale. L'innalzamento della temperatura corporea porta a bloccare il processo di eliminazione di grassi e tossine, facendo in modo che le scorie corporali si accumulino, impedendo la libera e corretta funzionalità dell'organismo.
Partendo da questo presupposto, Khune ideò il sistema dei bagni depurativi per favorire l'espulsione delle scorie. Secondo Kuhne il nostro organismo tende a immagazzinare dei sovraccarichi, quelle che noi oggi definiamo tossine, che si spostano dentro al corpo raggiungendo le estremità (mani, piedi, testa e pelle), sotto l’eccessivo calore eccessivo del ventre.Questi accumuli sono la causa delle malattie: ecco quindi che rinfrescando il basso ventre con i semicupi con frizioni, la temperatura interna scende di qualche grado e fa tornare verso l’intestino le scorie che possono essere eliminate attraverso le feci.
La zona che viene trattata attraverso i bagni derivativi è quella del perineo, la parte che si estende fra l’ano e i genitali, che è un complesso sistema formato dall’insieme di fasce, cioè delle membrane che sono costituite da tantissimi piccoli canali che circondano i muscoli, gli organi e le ossa e sostengono i muscoli e gli organi, avvolgendoli come una calza. Queste fasce hanno una funzione connettiva: fanno da sostegno e allo stesso tempo hanno una competenza immunitaria.
Fra le funzioni delle fasce c’è anche quella di trasporto dei grassi, ma per poterlo fare deve essere mobile, dotata di microvibrazioni che spingono i grassi e li spostano da una parte all’altra. Altra caratteristica indispensabile è la fluidità di questi grassi, al fine di poter essere meglio spostati: quando infatti si ispessiscono, è più facile che compaiano cuscinetti e rigonfiamenti nei punti sbagliati, come la pancetta o i glutei voluminosi.
Il trasporto operato dalle fasce può essere ostacolato e bloccato ad esempio da abiti troppo attillati, calze troppo strette, reggiseno che segna, oppure anche da ferite e interventi chirurgici. Anche la paura, l’ansia e lo stress contribuiscono a un blocco di questo sistema. Ed è qui che vengono in aiuto i bagni derivativi, che aiutano a mantenere l’equilibrio di questa parte del corpo.
Dal 1800 a oggi, la naturopatia ne ha fatta di strada. Se però il nome di Sebastian Kneipp con il suo omonimo percorso per l'attivazione della circolazione sanguigna, ottenuta camminando in acqua sui sassi con getti alternati di acqua calda e fredda, si è diffuso sino ad oggi nelle Spa e nei centri benessere di tutto il mondo, quello del suo coevo Louis Kuhne e dei suoi bagni derivativi è davvero meno noto. Non per questo è meno importante nell'ambito dell'idroterapia, ossia delle cure di salute che prevedono l'utilizzo di acqua.
Egli spiegava come la digestione procuri ogni giorno al nostro corpo dei «sovraccarichi». Questi si trasformano ad esempio sotto forma di calore (ma non solo) e hanno la tendenza a spostarsi alle nostre estremità (mani, piedi e testa, come anche sottopelle) procurando vari fastidi. In questo senso, frizionare in acqua fresca le aree attigue alle vie di eliminazione, può aiutare l'intestino a espellere scorie e grassi in eccesso per via naturale, ossia tramite urina e feci.
Osservando semplicemente a ciò che accadeva in chi praticava con costanza questi bagni derivativi, Kuhne ne ricavò l'evidenza che grazie a questi: le evacuazioni si fanno più abbondanti, la traspirazione si regolarizza, si perdono chili in eccesso e cellulite. La ricerca ha messo in evidenza come, in un liquido bollente, le particelle pesanti siano attratte verso il fondo del recipiente dai cubetti di ghiaccio.
Come si Praticano i Bagni Derivativi?
Il bagno derivativo ideato da Kuhne consiste nel rinfrescare il perineo con delle frizioni con acqua fresca: si riempie il bidet con acqua fresca, non gelida, e ci si siede in maniera confortevole al di sopra dell’acqua, in modo che i glutei non vengano bagnati. Con l’aiuto di un guanto da bagno o di una spugna naturale, da immergere nell’acqua fredda, si fanno delle frizioni sul perineo: lo si fa scorrere ad esempio sul lato destro nella piega inguinale, fino all’altezza dell’osso pubico (o della radice del pene per gli uomini) e poi si scende seguendo lo stesso percorso, per poi passare sul lato sinistro.
Si ripete più volte, immergendo ogni volta la spugna o il guanto nell’acqua così che rimanga sempre fresco, senza strizzarlo. Queste operazioni andrebbero fatte per un minimo di 10 minuti a un massimo di 40 minuti, senza interruzioni. Per chi ha problemi di tempi, un metodo molto più veloce è quello di utilizzare l'apposita poche - o fondello - fatta in materiale gelatinoso non tossico che si rinfresca in freezer e si indossa fino a che non perdono la freschezza.
La poche va avvolta nell’apposito rivestimento, non va mai messa a contatto con la pelle nuda, e si indossa in modo che rinfreschi la zona. La comodità di usare il fondello è data dal fatto che non c’è bisogno di interrompere le proprie attività per poter fare i bagni derivativi, ma si possono continuare a fare le proprie mansioni. L’unica accortezza da adottare è che la sensazione di freddo non deve essere sgradevole e la pelle non si deve arrossare, l’effetto deve sempre essere dolce e gradevole.
Innanzitutto, la procedura è valida sia per la donna che per l'uomo. La pratica consiste nel rinfrescare con acqua fredda le parti basse, tra le due pieghe dell'inguine. Dal pube all'ano, si fa scorrere un panno di fibra naturale immergendolo continuamente in acqua. Ci si muove delicatamente, avanti e indietro, tra l'acqua e la parte da rinfrescare. Praticando insieme al rinfrescamento, anche una piccola frizione. Si può usare un pezzo di stoffa in fibra naturale, oppure un guanto da bagno o una spugna naturale.
La naturopata francese France Guillan per rendere più agevole il metodo ha addirittura inventato una piccola sacca di gel refrigerante, che si indossa come un'assorbente esterno, la cosiddetta poche Yookol. Ma buste di gel simili a queste, anche senza la medesima forma anatomica, sono facilmente reperibili in ogni farmacia o su Amazon. Stanza e corpo vanno mantenuti al caldo. La posizione ideale potrebbe essere quella di sedersi in un bidet, contenente un catino di acqua fresca (ma non gelida!).
Si consiglia di iniziare gradualmente. La durata ottimale può arrivare a stabilizzarsi su una media che va dai 10 ai 30 minuti, ma a seconda di come ci si sente. Anche la frequenza è piuttosto soggettiva, ma si consigliano periodi di tre settimane almeno, con una seduta al giorno. Mai dopo i pasti, preferibilmente la mattina a digiuno. Terminata la seduta, è buona norma riscaldarsi.
Bisogna effettuare con l’acqua fredda delle spugnature nella zona genitale esercitando una leggera frizione. A tale scopo si può usare un guanto di spugna in cotone, senza infilarlo nella mano perché altrimenti si riscalda. Dal libro di F. Guillain (I bagni derivativi - Un mezzo facile e gratuito per mantenersi in forma traggo le seguenti indicazioni: “È qualcosa che si avvicina all’effetto prodotto dalla lingua ruvida di un gatto; soprattutto, non deve fare male né irritare, dovete sentire solo un leggero sfregamento. Bisogna fare attenzione a fare i bagni in una stanza ben calca tenendo coperto ed al caldo tutto il resto del corpo.
“Immergete il guanto nell’acqua e fatelo scivolare facendo una leggerissima pressione dall’alto verso il basso. A tale scopo, si prende un pezzo di stoffa di fibra naturale e assorbente(un guanto da bagno, un piccolo asciugamano di spugna, o una spugna naturale) e lo si fa SCORRERE DELICATAMENTE dopo averlo immerso in acqua fresca, con un gesto continuo avanti e indietro fra l’acqua fresca e la zona da rinfrescare, che parte da ciascun lato del pube e scende fino al livello dell’ano. Tutto il resto del corpo dev’essere coperto e rimanere ben al caldo. Per quanto riguarda la durata essi dovrebbero essere secondo le indicazioni di F. Guillain di 10 minuti per una persona adulta con un peso di 70 kg, di 15 minuti se il peso supera i 70 kg.
Per chi vuole fare i bagni derivativi in versione più moderna sono stati creati dei cuscinetti in gel (BIKUN e B-BIKUN) che vanno raffreddati almeno 2 ore (la prima volta) in congelatore, applicarlo successivamente sulle zone inguinali ed intime non direttamente sulla pelle, ma inserendolo nell’apposita custodia di tessuto, ottenendo così il sollievo ed il beneficio del bagno derivativo. Con i cuscinetti gel di Bikun si possono effettuare profondi bagni derivativi per ottenere sollievo e beneficio secondo il sistema Louis Khune. Con il raffreddamento della zona perineale si alleviano i fastidi sia pelvici che dell’intero organismo.
I cuscinetti Bikun si tengono nel congelatore per almeno un’ora, poi si inseriscono nell’apposita busta di protezione per andare infine a poggiarli nella parte per la quale sono stati creati: Bikun per la zona perineale; Eye life per gli occhi; Anklet per sgonfiare le gambe e i piedi e infine il braccialetto Mykun contro tendiniti e infiammazioni. Si tiene il cuscinetto sulla parte fino a quando l’attività è tollerabile.
I bagni derivativi consistono nel lavaggio quotidiano degli organi genitali: l’estremità del pene maschile e le grandi labbra femminili sono zone molto reattive del nostro corpo, poiché ricche di derivazioni nervose. Kuhne si rese conto che bagnando ogni giorno con acqua fresca e un pezzo di stoffa naturale e assorbente (un guanto di spugna o un asciugamano sono ideali) le parti intime, in modo particolare il perineo, si avevano grandissimi benefici in tutto il corpo. Le donne dovranno passare la pezza bagnata con acqua fredda dalle grandi labbra fino all’ano, gli uomini dai testicoli fino all’ano. È inoltre molto importante che, per evitare un’infreddatura, il resto del corpo sia al caldo: copritevi con maglioni di lana e accendete stufette!
I bagni derivativi regolano la temperatura interna: essa infatti si abbassa, agevolando il corretto funzionamento del corpo umano. Con i bagni derivativi il sonno migliora: riportando il giusto equilibrio tra sonno e veglia, sonni più profondi e di migliore qualità. Il sistema ormonale torna in equilibrio: i bagni derivativi permettono di assorbire meglio eventuali squilibri ormonali.
Benefici dei Bagni Derivativi
I benefici che si possono trarre dall’abituale pratica sono diversi, perché permettono in primo luogo di eliminare le tossine che si accumulano dentro all’organismo. In questo si previene anche la formazione di quegli accumuli che rischiano di creare una condizione cronica, difficile da riequilibrare. I bagni derivativi portano tantissimi benefici al nostro organismo, per lo più in maniera immediata. I bagni depurativi mettono in movimento le tossine facendole fuoriuscire dal corpo grazie alla differenza di temperatura.
I bagni derivativi possono essere indicati per migliorare:
- le affezioni cutanee
- le emorroidi
- l’insonnia
- il ciclo mestruale
- i disturbi della menopausa
- la stitichezza
- il sovrappeso
- la ritenzione idrica
Aiutano anche ad alleviare i dolori generali che si possono manifestare in seguito ad accumulo di tossine, e risultano benefici anche nel caso di fibromialgia, artrosi e artrite. Questo metodo è un vero toccasana per combattere e prevenire ogni tipo di infiammazioni e infezioni: dalle cisti alle emorroidi, dalle candide ai pruriti. Inoltre i bagni derivativi aiutano a contrastare i disturbi ormonali, dall'acne ai problemi del ciclo e della menopausa, da problemi umorali a vampate di calore.
Favorendo in modo naturale l'accelerazione del metabolismo, i bagni derivativi sono consigliati anche per dimagrire! Non c'è bisogno di dirlo: i bagni derivativi possono aiutarti, ma non devi dimenticare di farli assieme a dell'attività fisica e a una dieta equilibrata!
Controindicazioni dei Bagni Derivativi
Premesso che anche una cultrice sfegatata di questa pratica, come la sua formulatrice France Guillan, scrive ovviamente di rivolgersi al medico per malanni e possibili reazioni avverse, «il bagno derivativo non è in alcun modo un trattamento medico, non cura e non guarisce» e ci sono alcuni campanelli d'allarme a cui è particolarmente opportuno prestare attenzione. Senso di spossatezza e sfinimento sono un chiaro ostacolo alla pratica: tradotto, se non vi sentite, non fatelo. Così come lo è una recente operazione chirurgica.
Soprattutto all'inizio, è facile che compaiano dei piccoli foruncoli sottopelle, da tenere d'occhio. Fa parte del suo essere un metodo decongestionante. Dal momento che i bagni derivativi hanno un effetto sul metabolismo, possono risultare pericolosi per persone con problemi di peso, che si tratti di sottopeso o di obesità. Al di là di questo, non ci sono vere e proprie controindicazioni, piuttosto una precauzione: se decidi di fare un bagno derivativo fai-da-te, comincia in maniera graduale. 5 minuti la prima volta basteranno!
Ulteriori controindicazioni potrebbero presentarsi per chi ha subito da poco un intervento, ha messo impianto esterno (un pacemaker o un impianto dentale o una protesi o simili) o, ancora, è malato terminale.
I bagni derivativi non presentano particolari difficoltà. assicurarsi di avere il resto del corpo caldo, in particolare i piedi. prestare attenzione a riscaldarsi bene una volta terminato il bagno derivativo, indossando un maglione o stando sotto una coperta per qualche minuto. I risultati dei bagni derivativi, infatti, sono riscontrabili in tempi brevissimi. L’importante, come detto in precedenza, è quello di iniziare in modo graduale magari eseguendo il trattamento per soli cinque minuti e aumentandone la durata col passare delle settimane.
Per approfondire l’argomento dei bagni derivativi, vi consigliamo il libro di France Guillan “Il Nuovo libro dei bagni derivativi”, Età dell’Aquario Edizioni; France Guillan “Il metodo France Guillan.
tag: #Bagni
