Bagni Derivativi: Benefici, Modalità d'Uso, e Controindicazioni

I bagni derivativi sono una pratica piena di benefici, che consiste nel raffreddare la zona inguinale e genitale. I nostri antenati facevano lo stesso: praticavano bagni di questo tipo per trovare sollievo dal malessere. Lo stesso vale per le popolazioni orientali!

Origini e riscoperta dei bagni derivativi

I bagni derivativi hanno una storia antica. Con la medicina moderna, poi, i bagni derivativi sono caduti in disuso, per tornare alla ribalta sulla fine dell'Ottocento, quando il medico tedesco Louis Kuhne li ha riscoperti, constatando come questo genere di lavaggi sia in grado di disintossicare l'intero organismo.

Kuhne ha sottolineato come i cambiamenti avvenuti nella società per via dell'industrializzazione (dallo stress all'inquinamento) abbiano provocato un aumento generale della temperatura corporea, e in particolare della zona genitale. L'innalzamento della temperatura corporea porta a bloccare il processo di eliminazione di grassi e tossine, facendo in modo che le scorie corporali si accumulino, impedendo la libera e corretta funzionalità dell'organismo. Partendo da questo presupposto, Khune ideò il sistema dei bagni depurativi per favorire l'espulsione delle scorie.

Benefici dei Bagni Derivativi

I bagni derivativi portano tantissimi benefici al nostro organismo, per lo più in maniera immediata. I bagni depurativi mettono in movimento le tossine facendole fuoriuscire dal corpo grazie alla differenza di temperatura. Questo metodo è un vero toccasana per combattere e prevenire ogni tipo di infiammazioni e infezioni: dalle cisti alle emorroidi, dalle candide ai pruriti.

Inoltre i bagni derivativi aiutano a contrastare i disturbi ormonali, dall'acne ai problemi del ciclo e della menopausa, da problemi umorali a vampate di calore. Certo, non bisogna credere che si tratti di un sistema miracoloso, ma di sicuro può dare un grande aiuto per un nutritissimo numero di problematiche, provare per credere!

I bagni derivativi aiutano a dimagrire?

Favorendo in modo naturale l'accelerazione del metabolismo, i bagni derivativi sono consigliati anche per dimagrire! Non c'è bisogno di dirlo: i bagni derivativi possono aiutarti, ma non devi dimenticare di farli assieme a dell'attività fisica e a una dieta equilibrata!

Come fare i bagni derivativi

La teoria è chiara, ma come si fanno questi bagni derivativi? Il procedimento è semplice. Riempi il bidet di acqua fredda e sieditici sopra con i genitali verso il rubinetto. Prendi una spugna o un asciugamano, passali sotto l'acqua fredda e usali per bagnare con un movimento ripetuto dall'alto verso il basso la zona inguinale, sia il cavo destro che sinistro.

La procedura andrebbe compiuta due volte al giorno per un quarto d'ora circa, ma non sempre si ha il tempo per farlo... Esistono in commercio degli appositi cuscinetti da mettere prima in congelatore per poi applicarli nella zona indicata, in modo da poter continuare intanto a svolgere altre attività domestiche. Nel momento in cui la zona inguinale si raffredda, sentirai allontanarsi tutto lo stress che aveva invece portato al surriscaldamento delle parti intime, che sono risaputamente piene di nervi e sensibilissime, allontanarsi un po' per volta.

I bagni derivativi riusciranno a "sbloccare" la zona, aiutandoti a liberare tutti i blocchi relativi alla vita psichica, sessuale, mettendo anche in moto l'intestino, il nostro "secondo cervello". Gli effetti sulla circolazione saranno immediati e così anche quelli sul metabolismo e sul tuo umore!

Controindicazioni dei bagni derivativi

Dal momento che i bagni derivativi hanno un effetto sul metabolismo, possono risultare pericolosi per persone con problemi di peso, che si tratti di sottopeso o di obesità. Al di là di questo, non ci sono vere e proprie controindicazioni, piuttosto una precauzione: se decidi di fare un bagno derivativo fai-da-te, comincia in maniera graduale. 5 minuti la prima volta basteranno!

Ulteriori controindicazioni potrebbero presentarsi per chi ha subito da poco un intervento, ha messo impianto esterno (un pacemaker o un impianto dentale o una protesi o simili) o, ancora, è malato terminale.

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