Bagni di Nerone: Storia e Terme tra Pisa e i Campi Flegrei

I Bagni di Nerone rappresentano un importante sito storico e termale, con testimonianze sia a Pisa che nei Campi Flegrei. Questi luoghi, ricchi di storia e tradizioni, offrono un'esperienza unica tra resti archeologici e benefici delle acque termali.

Le Terme di Nerone a Pisa

Le Terme di Nerone a Pisa, situate in largo del Parlascio, rappresentano l’unico monumento di epoca romana conservato in città. Il termine "Parlascio" deriva dal germanico e significa "luogo di combattimento di orsi". Le terme si trovano in prossimità della Porta a Lucca, aperta nel 1546 e decorata da una doppia cornice in pietra arenaria.

Storia dei Bagni di Nerone a Pisa

Le terme romane del I secolo d.C., note come Bagni di Nerone, costituivano un vasto complesso dove la popolazione si recava quotidianamente per motivi igienici. L’impianto era alimentato dall’acquedotto romano di Caldaccoli, anch'esso del I secolo d.C., visibile in parte nei pressi di San Giuliano Terme, da dove iniziava il suo percorso. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Nerone non fu coinvolto nella costruzione delle terme, poiché il complesso è datato all’ultimo ventennio del I secolo d.C., successivo alla sua morte. L’origine del nome è quindi legata alla leggenda di San Torpé, martire pisano decapitato nel 68 d.C.

Struttura e Resti Archeologici

La struttura dei Bagni di Nerone è quadrata all’esterno e ottagonale all’interno. Essa mantiene i quattro muri perimetrali in laterizio ed è stata identificata come il laconicum, destinato ai bagni di aria calda. Sono visibili anche i resti delle mura della palestra, dell’apodyterium (lo spogliatoio) e due pareti del tepidarium.

Dall’accesso posto a sud, a seguire di uno stretto corridoio, era presente un ambiente, l’apodyterium, una piccola sala riscaldata avente la funzione di spogliatoio, che si affacciava, a nord, verso la palestra, mentre sul lato occidentale era presente una prima sala riscaldata, il tepidarium. Si riconoscono, a seguire, ulteriori ambienti, come ad esempio il destrictarium, pavimentato con lastre di calcare ammonitico proveniente dai Monti Pisani, e il laconicum, l’unico ambiente conservato nella sua interezza.

Il sistema di riscaldamento dell’impianto era, per la maggior parte del suo sviluppo, sotterraneo. Le terme di Porta a Lucca, tradizionalmente note come terme o bagni di Nerone, sorgono in quello che doveva essere il settore nord-occidentale dell’abitato in epoca romana, immediatamente all’interno delle mura medievali, fra l’abbazia di S. Zeno ed il Duomo. Oggi, la lettura delle tecniche edilizie, delle caratteristiche strutturali e dei dati materiali, permette di datare l’edificio agli ultimi due decenni del I secolo d.C. e di metterlo in relazione con la famiglia dei Venuleii, protagonisti nel territorio pisano tra il I ed il II secolo d.C. Attualmente, le terme sono scarsamente conservate in elevato e percepibili sono in parte in estensione.

Nel 2014 l’area è stata ristudiata per l’elaborazione di una ricostruzione tridimensionale del sito, in particolar modo degli ambienti noti, in grado di far aumentare la comunicazione e la valorizzazione del complesso. In primo luogo è stato fondamentale recuperare le vecchie planimetrie realizzate durante i primi scavi archeologici.

Il Bastione del Brunelleschi

Nei pressi delle terme si trova il Bastione del Brunelleschi. Durante la signoria di Cosimo il Vecchio de’Medici, furono avviati progetti di fortificazione, tra cui la costruzione del Bastione del Parlascio, che prende il nome dalla porta più antica risalente al 1157. Filippo Brunelleschi nel 1435 realizzò una controporta interna e ricostruì la torre trecentesca, oggi scomparsa. L’intero baluardo fu completato nel 1543 dall’architetto Nanni Unghero, sotto il governo di Cosimo I. La struttura fu poi convertita in ghiacciaia fino agli inizi del XX secolo e, durante la guerra, servì da rifugio antiaereo.

La Chiesa di San Torpé

Di fianco ai Bagni di Nerone si trova la chiesa di San Torpé. L'edificio religioso è attestato a partire dal XIII secolo e appartiene ai frati Carmelitani Scalzi. La chiesa, ampiamente restaurata nel XVIII secolo, conserva dal 1260 all’interno dell’altare maggiore, in un busto d’argento, la testa del santo, considerato uno dei patroni della città.

La Leggenda di San Torpé

Nel I secolo d.C., il pisano Caius Silvius Torpetius, noto anche come Torpé, Torpete e Tropez, fu un ufficiale della corte di Nerone. Convertitosi al cristianesimo e battezzato da un eremita del Monte Pisano, fu catturato e torturato. Morì decapitato il 29 aprile del 68 d.C. Il simbolo del suo martirio è la palma. La testa fu gettata in Arno e sepolta nel luogo dove poi nacque la chiesa. Il corpo fu abbandonato in mare con un gallo (protezione diurna) e un cane (protezione notturna). La leggenda narra che la barca giunse sulle coste francesi, dove nacque Saint-Tropez in suo onore.

Le Stufe di Nerone nei Campi Flegrei

Le Stufe di Nerone nei Campi Flegrei, diversamente da quanto si possa pensare, non devono il nome all’imperatore. Il nome deriva dall’assassinio di sua madre Agrippina in queste zone. Gli impianti termali erano già noti come Terme Silviane, in onore di Rea Silvia, madre di Romolo e Remo e dea della fecondità.

In epoca romana, erano chiamate Terme di Baia. Qui si incontravano le più grandi personalità del tempo: oltre a Nerone, già citato poc’anzi, spiccano nomi come quelli di Giulio Cesare, Cicerone, Seneca, Caligola, Domiziano e Adriano.

Le Stufe di Nerone, inserite nella splendida cornice dei Campi Flegrei, conservano a tutt’oggi il loro prestigio e la loro fama di fonti termali più antiche d’Italia. Ancora oggi, chi sceglie le le Stufe di Nerone o Terme di Pozzuoli lo fa in nome dell'armonia tra corpo e mente. Sono ideali per le cure termali e per ritrovare il benessere in un ambiente genuino e naturale.

Storia delle Terme Silviane e di Baia

In epoca romana erano note come le Terme Silvane dedicate a Rea Silvia (madre di Romolo e Remo). Il Sudatorio di Tritoli detto Stufe di Nerone aveva l'accesso dalla strada che conduce a Baia ed era costituito da stanze rettangolari con letti ricavati nel tufo. In questi ambienti veniva convogliato il vapore caldo tramite cunicoli generato da una sorgente termale molto attiva.

All'interno delle attuali stufe è visibile un pezzo di esedra in opera cementizia, con resti di intonaco databile intorno al II secolo, questo reperto, e ciò che rimane di un ninfeo, orientato verso il lago Lucrino e appartenente all’esteso complesso che occupava quasi tutta la collina e al medesimo edificio appartiene un lungo cunicolo semicircolare, a cui si accede dalla sauna posta in basso dell'esedra. Questa area fu utilizzata ancora nel Medioevo e fino al XVIII secolo grazie alla costante presenza di sorgenti termominerali. Queste Stufe sono citate da Vitruvio e Celso.

A poca distanza da queste, ai piedi della collina, sorgeva il Balneum Silvianae e coincide, benché ristrutturato con le Terme Stufe di Nerone. Sono riconoscibili strutture medievali rinvenute anni fa, ubicate inferiormente a quelle romane.

Proprietà Terapeutiche delle Acque Termali

Le acque termali, che sgorgano a 74°, sono ricche di elementi per la cura di malattie come reumatismi o artrosi. Ci sono due piscine termali, una interna (40°) e una esterna (35°), e due stufe termali riscaldate dalle acque termali sottostanti. In altre parole, si tratta di una sorta di sauna all'interno delle grotte. La temperatura (circa 53°) di questo ambiente, già ricco di sali minerali, crea le condizioni ideali per l'antroterapia.

Le acque delle Terme Stufe di Nerone sono classificate come salsobromoiodiche, caratterizzate da un’elevata concentrazione di cloruro di sodio, bromo e iodio. Queste acque sgorgano a temperature elevate, intorno agli 80°C e sono particolarmente apprezzate per le loro proprietà terapeutiche.

  • Proprietà antinfiammatorie: Ideali per il trattamento di patologie articolari come artriti, reumatismi e dolori muscolari. L’immersione nelle piscine termali favorisce la riduzione dell’infiammazione, migliorando la mobilità e riducendo il dolore.
  • Trattamenti respiratori: Grazie alle loro proprietà mucolitiche, sono utilizzate per trattamenti inalatori e aerosol, aiutando a liberare le vie respiratorie e alleviando i sintomi di bronchiti croniche, asma e sinusiti.

Trattamenti Termali e Benessere

Le Terme Stufe di Nerone offrono una vasta gamma di trattamenti termali e benessere, tutti basati sulle proprietà curative delle acque salsobromoiodiche.

  • Fangoterapia: Utilizzo di fanghi salsobromoiodici per trattare patologie osteoarticolari come reumatismi, artriti e dolori muscolari.
  • Cure inalatorie: Trattamenti con i vapori delle acque termali per chi soffre di patologie respiratorie come bronchiti, asma e sinusiti.
  • Balneoterapia: Immersione nelle piscine termali per sfruttare i benefici terapeutici delle acque.

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