Bagni di Petriolo: Storia e Proprietà delle Terme Fortificate della Toscana
Sembra quasi di vedere Papa Pio II, l'umanista, circondato da dotti letterati, duchi, arcivescovi ed esponenti dei Medici e dei Gonzaga, mentre si immergeva nelle acque benefiche di Petriolo. Le vasche si trovavano nel portico sotto la chiesetta romanica, situata lungo il fiume Farma, confine naturale tra le province di Siena e Grosseto.
Esempio unico di connubio tra liturgia e benessere, l'edificio fu eretto dove le acque gelide del fiume incontrano quelle termali calde, a circa 43°C. Già nel Medioevo, queste acque attiravano signorotti e benestanti, ed erano ben conosciute da Pio II, originario della vicina Pienza (Siena) e di salute cagionevole, che scelse questo luogo per la cura del corpo e dello spirito.
Tutt'intorno si estendeva quella che nel XIV secolo raggiunse il suo massimo splendore, diventando una vera e propria cittadella del piacere, racchiusa tra mura quattrocentesche fortificate e torrette di avvistamento.
Anche perché questo luogo, dove l'acqua termale ha sempre avuto una grande attrattiva, era a tutti gli effetti uno snodo importante: «Qui si veniva a prendere l’acqua, a controllare il territorio e a lavorare, grazie ai mulini, il grano proveniente dalla maremma, le ginestre e il ferro» spiega Adriano Paolella, architetto consulente di Italia Nostra.
Una tradizione quella dei battitori del ferro testimoniata nella zona anche dalla spada nella roccia infissa da San Galgano sull’Eremo di Montesiepi a Chiusdino.
Storia delle Terme di Petriolo
Quasi certamente nota ad Etruschi e Romani, Petriolo è ricordata nei documenti a partire dal 1130. Le prime notizie sui "Bagni di Petriolo" risalgono al 1230. Nel mese di giugno di quell'anno il Comune di Siena inviò il notaio Bonfilio a fare l'elenco delle persone "qui iverant ad balneum".
Nel 1250 si ha menzione delle cabine affittate ai bagnanti (“stationes”). Il sistema delle "stationes" affittate da Siena ai clienti risale al 1250. Nel 1266, per volontà della Signoria di Siena, vi si costruì un nuovo bagno. A partire dal 1292, i bagni erano disciplinati da un rettore nominato dal Podestà di Siena, secondo precisi ordinamenti economici e di polizia. Inoltre il Comune, nel corso del secolo, si occupò più volte di cercare nuove vene termali, costruire nuove vasche e restaurare le vecchie, nonché di mantenere efficiente la viabilità e regolamentare lo svolgimento del mercato che si teneva presso le terme.
Nel 1300, il famoso medico Gentile da Foligno, nel suo “Tractatus de Balneis”, parlava delle Terme di Petriolo consigliando bagni sulfurei a chi fosse affetto da malattie respiratorie o oppresso da dolori articolari.
Nel 1404 fu realizzata la fortificazione delle Terme di Petriolo - unico esempio rimasto delle terme fortificate di cui si possono ancora oggi ammirare le mura e la Torre della Repubblica Senese. La cinta muraria fu edificata tra il 1404 e il 1419 per salvaguardare il luogo da invasioni e per tutelare i bagnanti indifesi.
Nel XIV e XV secolo, i bagni di Petriolo erano molto rinomati, furono luogo di soggiorno di personaggi illustri (tra i quali il pontefice Enea Silvio Piccolomini) e sono menzionati nei principali trattati medici tardomedievali.
Uno dei più importanti centri termali del Rinascimento Nel Medioevo Petriolo era già una località molto nota e ben frequentata, tanto che la sua fama si estese anche all’estero, divenendo meta privilegiata di soggiorno per molti personaggi illustri. Petriolo era ottimamente attrezzata con ospizi, ospedali, locande e ricche abitazioni di famiglie senesi e fiorentine. Tra i suoi più abituali frequentatori c’erano alcuni esponenti dei Medici, dei Gonzaga nonché duchi e cardinali. Lo stesso Papa Pio II era solito recarsi a Petriolo per rigenerarsi nelle acque curative di questa località, come testimonia una lapide in marmo apposta su un lato dell’antico fabbricato termale.
La decadenza ha inizio con il secolo XVI a tutto vantaggio dei bagni di Pignoni e di quelli di San Filippo.
Nel 1907 Petriolo già figurava nell'elenco ufficiale delle acque minerali d'Italia, pubblicato dal Ministero dell'Interno. Nel 1916 fu costruito un piccolo impianto termale, più volte ristrutturato nel corso degli anni. Nel 1980 cominciarono i lavori per costruire un nuovo impianto termale, le “Nuove Terme”, entrato in funzione nel 2000.
Le Terme Libere di Petriolo
Le Terme Libere di Petriolo, situate tra le province di Siena e Grosseto, rappresentano una delle mete termali più affascinanti della Toscana. Queste sorgenti naturali offrono un’esperienza unica, combinando relax, benefici terapeutici e uno scenario naturale mozzafiato.
Le acque sulfuree sgorgano a una temperatura costante di circa 43°C, alimentando una serie di vasche naturali calcaree che si trovano lungo il corso del fiume Farma. L’accesso alle terme libere è completamente gratuito, ma non vi sono strutture organizzate. Questo aspetto, tuttavia, aggiunge autenticità al luogo, rendendolo perfetto per chi cerca un contatto diretto con la natura.
Il sito è circondato da vestigia storiche, tra cui le rovine delle antiche terme medievali, che aggiungono un ulteriore fascino al paesaggio. Grazie alla loro posizione strategica, vicino alla superstrada Siena-Grosseto, le Terme di Petriolo sono facilmente accessibili e rappresentano una tappa ideale per chi desidera godere dei benefici delle acque termali in un contesto incontaminato.
Proprietà delle Acque Termali di Petriolo
Le acque delle Terme di Petriolo sgorgano a una temperatura costante di 43°C e sono classificate come sulfuree-salse-bicarbonato-alcaline. L’ambiente naturale circostante amplifica gli effetti benefici, offrendo una sensazione di relax totale.
L’acqua emana logicamente un forte odore di zolfo, indice della presenza di grandi quantità di idrogeno solforato, ed è ricca di carbonato di calcio e di magnesio, tanto che lascia abbondanti depositi. Fra i microelementi si trovano ioni di bromo e iodio, che insieme all’idrogeno solforato è particolarmente indicato in ambito dermatologico e dermocosmetologico.
Grazie alla loro composizione, le acque di Petriolo sono ideali sia per trattamenti terapeutici che per semplici momenti di rigenerazione. Si consiglia di alternare i bagni termali con immersioni nel fiume Farma per ottenere un effetto tonificante grazie al contrasto tra acqua calda e fredda.
Le proprietà curative sono notevoli. Tra le varie indicazioni terapeutiche troviamo le malattie della pelle (acne, psoriasi, eczemi), dell’apparato locomotore (artropatie croniche e malattie osteoarticolari) e delle vie respiratorie (faringiti, sinusiti, riniti).
Trattamenti Naturali alle Terme di Petriolo
Le Terme di Petriolo, pur essendo libere e prive di strutture organizzate, offrono opportunità per diversi trattamenti naturali grazie alle proprietà delle acque sulfuree:
- Balneoterapia naturale: L’immersione nelle vasche naturali contribuisce al rilassamento muscolare, allevia dolori e tensioni articolari e favorisce la rigenerazione cutanea.
- Fangoterapia fai-da-te: I depositi di fango naturale, presenti nelle vicinanze delle sorgenti, possono essere applicati sulla pelle per un trattamento purificante e tonificante.
Progetto di Recupero e Valorizzazione
Uno splendore ormai difficile da percepire di fronte al degrado in cui versano questi luoghi, violentati da un viadotto per costruire il quale è stato abbattuto anche un tratto di circa 20 metri della cinta muraria, costruito una strada di cantiere. Le mura stesse sono ormai tenute insieme dalla vegetazione mentre parte dei boschi di sughero circostanti è stata tagliata e anche la locanda fuori dalle mura, che con la sua attività ricettiva svolgeva una funzione di sorveglianza e controllo, è stato l’ultimo baluardo e vedetta del territorio, abbandonata ormai già da vent’anni.
Un luogo che Unipol, proprietaria dell’area, ha deciso di recuperare con un investimento di 4 milioni di euro e un progetto approvato dalla Soprintendenza di Siena e coordinato da Italia Nostra. Un modo per ridare pregio a un sito ricco di storia, per rinnovarne la memoria rendendola nuovamente percepibile e riconoscibile.
Il progetto di recupero, della durata di tre anni, andrà a restaurare le tre torri, la porta, la cinta muraria del Quattrocento, la locanda, le vasche termali, la chiesetta romanica con il porticato e vasche, frequentata da Pio II, la locanda e l’area disboscata, ma prevede anche scavi archeologici per portare quanto più possibile alla luce i resti delle antiche costruzioni della cittadella fortificata.
«I Bagni di Petriolo tra i comuni di Civitella Marittima e Monticiano costituiscono uno dei punti di riferimento del termalismo della Toscana sia sul piano turistico che identitario - sottolinea il presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani -. Sono zone preservate dal punto di vista naturalistico in cui al termalismo si uniscono la storia, la natura e la cultura: insomma l’identità della Toscana».
Il tutto mantenendo, garantisce Unipol, l’accesso gratuito alle vasche termali pubbliche.
Un primo lotto di lavori di 14 mesi, la cui partenza è prevista a settembre 2018, riguarderà la locanda, la torre nord, le mura orientali e parte di quelle settentrionali.
«L’ipotesi di riuso, una volta ristrutturata la torre nord attualmente in stile neogotico piuttosto che rinascimentale, sarà nell’immediato quella di aprire una mostra di cantiere - spiega Paolella -. L’ambizione è però anche quella di rendere accessibile al più presto anche l’ultimo piano della costruzione permettendo così ai visitatori di osservare tutta la Val di Merse».
L’idea è quella di garantire l’accessibilità all’ultimo piano anche durante i lavori, con un’impalcatura multidirezionale che consentirà di salire e capire cosa ci sarà a restauro finito.
«Questo rapporto con l’ambiente che educa lo sguardo è molto importante. Si fa il restauro non solo delle pietre ma dei luoghi e quindi delle anime dei luoghi - sottolinea Bottini -.
«La locanda sarà il luogo in cui sperimentare la nuova ospitalità - spiega ancora Bottini - la strada e la sosta, come elementi portanti di un parco della viandanza, dove anche l’asse stradale, che resta evidente, diventa parte integrante di una dimensione che è quella presente».
L’invito è però quello di utilizzare la ferrovia, assecondando quella mobilità dolce che permette di rimettersi in contatto con luoghi e ambiente nel rispetto della natura.
«Sarà necessario in ogni caso ridare dignità al percorso stradale, chiudere la strada cantiere e ripiantumare il tratto di bosco abbattuto - sottolinea il presidente di Italia Nostra Rutigliano - senza dimenticare la realizzazione di un parcheggio adeguato».
Accorgimenti di cui si dovranno occupare in parte anche Anas e Enti locali, mentre a completare il progetto sarà anche un impianto di illuminazione che renderà fruibili le terme anche per un bagno al chiaro di luna.
Come Arrivare alle Terme di Petriolo
In auto: Le Terme di Petriolo sono facilmente raggiungibili dalla superstrada Siena-Grosseto. Per chi arriva da Siena, seguire la SS223 in direzione Grosseto e uscire al cartello “Bagni di Petriolo”. Dopo aver attraversato il ponte sul fiume Farma, una strada secondaria conduce direttamente all’area termale.
In treno: La stazione ferroviaria più vicina è quella di Siena, ben collegata con le principali città toscane. Dalla stazione, è possibile proseguire in autobus fino alla fermata più vicina a Petriolo, oppure utilizzare un taxi per un tragitto più diretto.
La posizione strategica delle terme consente di combinare la visita con escursioni nelle vicine località toscane, come Monticiano, con il suo centro storico, o le colline della Val di Merse, ideali per attività all’aperto.
Tabella Riassuntiva delle Caratteristiche delle Terme di Petriolo
| Caratteristica | Dettagli |
|---|---|
| Temperatura dell'acqua | 43°C |
| Tipo di acqua | Sulfuree-salse-bicarbonato-alcaline |
| Accesso alle terme libere | Gratuito |
| Localizzazione | Tra le province di Siena e Grosseto (Toscana) |
| Indicazioni terapeutiche | Malattie della pelle, apparato locomotore e vie respiratorie |
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