Bagni di Vicarello: Storia e Terme

La storia dell’architettura italiana è fatta di stratificazioni: tanto denso è il passato del Belpaese, tanto ogni edificio, casa, tenuta è ricca di vicende nascoste tra le sue pietre. Non fa eccezione Vicarello, piccola frazione situata sul lato nord del Lago di Bracciano, gioiello del Lazio semi-sconosciuto a causa di beghe burocratiche che per anni ne hanno oscurato il valore dietro passaggi di proprietà e progetti (più o meno reprensibili) mai realizzati.

Questa è un’area archeologica di grandissima importanza eppure semisconosciuta e trascurata perché vittima di beghe infinite tra le pubbliche autorità e la Società proprietaria dei terreni (non ancora espropriati) cui è stata negata la possibilità di realizzare un progetto di sviluppo della zona, forse non totalmente compatibile con gli obiettivii di salvaguardia del patrimonio naturalistico.

Ambiente e Storia

Siamo al bordo Nord del Lago di Bracciano; nell’area di questo lago il sito di VICARELLO, la CALDARA DI MANZIANA ed i BAGNI DI STIGLIANO sono luoghi sorgivi di acque termali in quanto RESIDUATI DEL VULCANO SABATINO (il cui cratere è oggi occupato dal bacino lacustre). Tutto il territorio del Lago di Bracciano e di Martignano è protetta da un PARCO REGIONALE NATURALE.

L’importanza archeologica di VICARELLO SI INCENTRA SU DUE AREE DISTINTE: il BORGO DI VICARELLO (che si trova sulla via costiera Bracciano-Trevignano) e L’AREA DELLE OMONIME TERME (che si trova immersa nel verde sulla collina retrostante).

Il Borgo di Vicarello

L’antico BORGO DI VICARELLO, FRAZIONE DI BRACCIANO, sorge sul bordo Nord del Lago e deriva il suo nome da una TENUTA DELL' IMPERATORE MARCO AURELIO (Vicus Aurelii). Ora IL BORGO E' SEMIABBANDONATO E MALRIDOTTO e vi sorge anche una piccola residenza cinquecentesca (in posizione panoramica sul lago) già casino di caccia degli Orsini, detta anche CASA VALADIER (dall’architetto che la possedette per un certo periodo e che la ristrutturò).

La frazione di Vicarello racchiude in pochi edifici una storia antichissima. Innanzitutto, occorre distinguere il Borgo di Vicarello dallo stabilimento termale poco più a monte, perché entrambi degni di un capitolo dedicato. Il borgo è oggi per la maggior parte in stato di abbandono, ad eccezione di un edificio che ospita una pittoresca trattoria e un’area dedicata all’azienda agricola omonima che si occupa di produzione biologica di olive, allevamento bestiame e di attività inerenti alle risorse boschive.

Il borgo di Vicarello si trova lungo la strada provinciale che circumnaviga il lago, e risale circa al 1700, quando una piantagione di olivi piantati nell’area rese necessaria la presenza di una tenuta agricola. Ad esso si affiancano una chiesa (dell’Annunziata, costruita sulle rovine di una chiesa precedente) e dall’altro lato della strada sorge un palazzo in stato di abbandono che gode di una vista panoramica sul lago, la Casina Valadier (dal nome dell’architetto che l’acquistò nel 1789) poi divenuta Casino di Caccia degli Orsini, la famiglia nobiliare di Bracciano. Il Casino tuttavia sembra risalire al 1500, costruito a sua volta sui resti di quella che fu un’antica villa romana.

Il Borgo di Vicarello fu realizzato su una Villa del I secolo attribuita all’Imperatore Domiziano (ma forse era di un suo parente, LucioIunio Cesennio Peto); nei suoi pressi è visibile - dalla strada - un tratto dell’ACQUEDOTTO DI TRAIANO (ci sono voluti DUE DOCUMENTARISTI INGLESI per scoprire, nel 2010, il suo 'CAPUT AQUAE' con un bel Ninfeo). Nella zona di Lago prospiciente la Casina Valadier si trovano i resti sommersi (a dieci metri di profondità) di un VILLAGGIO PALAFITTICOLO DELL’ETA’ DEL BRONZO.

Ad aggiungere un ulteriore strato di storia, nei pressi del borgo è possibile vedere un tratto dell’acquedotto di Traiano, risalente al V secolo, che serviva ad approvvigionare di acqua l’area che oggi corrisponde al quartiere romano di Trastevere e al cui caput è stato rinvenuto un magnifico ninfeo. Andando a ritroso nel tempo, in quest’area sono state rinvenute tombe etrusche e, tuffandoci centinaia di anni addietro, reperti che testimoniano la presenza di un insediamento dell’Età del Bronzo costruito su palafitte.

Le Terme Apollinari

L’AREA ARCHEOLOGICA DELLE TERME APOLLINARI Questo sito si trova in alto rispetto al Borgo di Vicarello, nel pieno del rigoglioso territorio del Parco; nonostante questa appartenenza non si vedono segni di molta cura per questo luogo.

Il Lago di Bracciano corrisponde alla bocca dell’antico vulcano Sabatino, e difatti nella zona non sono rari i luoghi sorgivi (oltre alle terme di Vicarello sono noti i Bagni di Stigliano e la Caldara di Manziana). Frequentate sin dall’antichità dagli etruschi, dai greci e naturalmente dai romani, le antiche terme sembrano risalire al VII secolo a.C. ma sono state rinvenute solo nel 1852. In epoca romana le terme venivano chiamate Aquae Apollinares, e, dopo svariati secoli di vicissitudini in cui vennero semi-distrutte e poi abbandonate, passarono di mano in mano fino a diventare territorio del Collegio Romano Ungarico sul finire del 1600, che qui costruì i Bagni di Vicarello.

DOPO L’EPOCA ROMANA in cui il sito fu molto valorizzato, esso restò abbandonato finchè, nel Medioevo, fortunatamente finì in proprietà di Istituzioni Ecclesiastiche che molto lo curarono fino a dotarlo (nel 1737, da parte del COLLEGIO GERMANICO-UNGARICO) di una casa di ospitalità attrezzata con uno stabilimento termale (BAGNI DI VICARELLO) che fu gestita fino al 1970. Nel 1983 la tenuta e la casa furono ceduti ad una Società privata che ne avrebbe dovuto fare un grande complesso termale e residenziale, ma (per quest’ultimo aspetto) il progetto trovò l’ opposizione di Associazioni ed Istituzioni varie, col risultato che ORA SU QUESTA AREA TRONEGGIA UN ENORME INCOMPIUTO E MALCONCIO FABBRICATO, talmente sinistro da costituire set per film del genere “HORROR”.

Diversi interventi nei secoli ampliarono e modificarono lo stabilimento termale, che nella Seconda Guerra Mondiale servì anche da ospedale militare. Nel 1962 si effettuarono gli ultimi lavori di ammodernamento, fino alla vendita alla Società Agricola di Vicarello che non vi effettuò più alcun intervento. Dal 1983 l’enorme edificio che ospitava l’albergo termale giace in stato di abbandono immerso in un bosco fitto fitto, che dipinge l’area di una sorta di fascino spettrale. Scavi effettuati nella zona hanno rinvenuto monete, statue, una meravigliosa stipe, bicchieri, utensili etruschi e romani.

Qui, nel 1852 (durante i lavori di ristrutturazione del complesso da parte del Collegio Germanico-Ungarico), FU RINVENUTA UNA STIPE contenente MIGLIAIA DI MONETE (greche, etrusche, romane) e altri oggetti fra cui QUATTRO FAMOSE COPPE D’ARGENTO del I sec. d.C. recanti inciso l’ITINERARIO DA GADES (CADICE) A ROMA - con i nomi di cento ‘mansiones’ toccate dal tragitto - preziose per lo studio della topografia antica; il tutto è ora conservato a Roma, nel Museo di Palazzo Massimo. Gli scavi effettuati tra il 1974 ed il 1977 dal Prof. Colini hanno messo in luce una grande area termale comprendente un MONUMENTALE NINFEO, spazio intorno al quale le acque scendevano a cascata, con numerosi ambienti di svago e di riposo.

Non lontano dal fabbricato principale si trova la c.d. CASA DI LEDO (un edificio medioevale - che, ora restaurato, sarà adibito a fini museali e centro visite - costruito su una serie di ruderi romani ancora in corso di scavo e studio). Dalle prospezioni effettuate è stato rilevato che quanto portato alla luce è solo una parte del grande complesso delle THERMAE AURELIANAE o APOLLINARES (che era collegato alla Villa di Domiziano) che sicuramente comprendeva anche una grande palestra ed un’area sistemata a giardino.

Qui, durante gli scavi del 1977, fu rinvenuto il grande torso marmoreo del c.d. APOLLO DIVICARELLO, ora al Museo di Civitavecchia (pare che sia in attesa di confluire, insieme alle preziose coppe di Palazzo Massimo, nella raccolta civica di Bracciano).

Il Tesoro di Vicarello

Il tesoro di Vicarello era composto da 32 vasi, 12 tra statuine e piatti di metallo, 5.200 monete oltre a frammenti in bronzo; i vasi erano tutti di metallo prezioso, soprattutto d'argento ma anche d'oro e di bronzo stessi materiali dei piatti,e di statuine che erano tutti ex voto. La grande quantità di monete rimanda poi ai riti arcaici di offerta nelle acque di cui Plinio fornisce una descrizione riguardo alle Fonti del Clitunno dove si trovava il santuario del Dio Clitumnus, a cui era annesso un oracolo, l'acqua era talmente limpida e pura che si potevano contare le stipes (monete) sul fondo.

Fu lo stesso archeologo Marchi ad ipotizzare che si doveva trattare delle Aquae Apollinares di cui raccontavano le fonti antiche e che erano uno dei luoghi di sosta di coloro che intraprendevano il viaggio dalla Betica fino a Roma sin dal tempo di Traiano, imperatore originario di quella provincia; la certezza del riconoscimento veniva dalle incisioni di dediche ad Apollo che furono decifrate in alcuni degli oggetti votivi.

Nella Tabula Peutingeriana a nord di Roma tra Centucellae e Pyrgos era riportata la località Aquae Apollinaris; denominazione che rimandava ad un sito dove sgorgavano acque cui veniva riconosciuta la capacità curativa come suggeriva il nome riferito ad Apollo nella sua prerogativa di Medicus. Ancora all'inizio del XIX secolo i geografi indicavano le Aquae Apollinares come “... antico e famoso luogo d'Italia nell'Etruria, fra Tarquinii al nord-ovest e Cosa al sud-est” credendo che quella denominazione fosse riferita unicamente alle acque curative più note come Thermae Stygyane, che aveva descritto anche Plinio Seniore, come l'unica e più frequentata mansio di aquae salvae a nord di Roma.

La frequentazione continua di questi bagni, che nel Medioevo erano già conosciuti come ”bagni di Stigliano”, è la ragione dell'oblio in cui cadde l'altro sito termale distante appena 15 miglia romane e sede di un santuario pagano posto su un pendio che degrada verso la riva del bacino del lago formatesi in uno dei crateri del vulcano Sabatino. L'antico santuario romano era stato completamente dimenticato anche perché a meno di trenta miglia c'erano le Thermae Stygyane (oggi Bagni di Stigliano) la cui frequentazione è stata continua nei secoli così che qualcuno le ritenne le Acquae Apollinares indicate dagli antichi.

La Storia Recente e il Futuro

I progetti di Vicarello Spa, che ha inglobato la Società Agricola Vicarello (ossia costruire resort di lusso e campi da golf), sono stati bloccati dall’istituzione del Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano.

Iniziate le attività di cantierizzazione, entro Settembre dovrebbe essere messo a disposizione di turisti e comunità locale il centro visite Casa di Ledo presso l’area archeologico-termale di Vicarello (Bracciano, Roma). Il recupero rientra negli obiettivi strategici dell’ente di gestione del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano come avanzamento e completamento degli interventi progettuali programmati per la valorizzazione degli immobili nelle disponibilità dell’Ente lacustre.

Oltre al manufatto denominato Casa di Ledo, l’area delle Terme di Vicarello è infatti formata dal complesso delle cosiddette terme Apollinari, da altre aree su cui ricadono i resti di una villa romana, tratti di una strada basolata e da un uliveto con circa 170 piante, il tutto dal 1939 dichiarati per legge come area di interesse particolarmente importante, a testimonianza dell’opera di edificazione monumentale e di urbanizzazione d’età romana tra il primo e secondo secolo d.C.

“Con il recupero del sito e la messa a disposizione della Casa di Ledo”, dichiarano Vittorio Lorenzetti e Daniele Badaloni, rispettivamente presidente e direttore dell’ente Parco, “puntiamo ad offrire un servizio di accoglienza e una struttura dedicata ai visitatori dell’area naturale protetta, ma usufruibile anche alle scuole del territorio, alle associazioni ed escursionisti. La finalità è di promuovere l’attività escursionistica nel Parco come occasione di ricreazione e di conoscenza dell’ambiente e delle sue risorse, della storia e della cultura locale per favorire e promuovere anche attività di educazione ecologico-ambientale, turistico-ricreativa oltre che di studio e ricerca sui temi della conservazione e sugli aspetti naturalistici, ma pure storici e archeologici dell’area protetta”.

Oltre alla apertura del centro visite Casa di Ledo, nell’area archeologica si provvederà al consolidamento di strutture esistenti, così come al restauro musealizzato del pavimento del Ninfeo di Apollo e all’installazione di una passerella di visita pedonale, idonea anche per visitatori diversamente abili.

Come Arrivare

A 7 km da Bracciano la strada che porta a Trevignano Romano (S.P. 4/a Settevene-Palo) attraversa il Borgo di Vicarello; dopo altri 600 m. (sulla sinistra) si trova la Via vicinale dei Bagni o dell’Acquarella che conduce (dopo una lieve salita di ottocento metri) ai ruderi delle Terme Apollinari. Il cancello è permanentemente chiuso alle auto ed è comunque consigliabile la salita a piedi.

Luoghi di Interesse Vicini

TRA GLI ALTRI LUOGHI DI INTERESSE, non lontani da Vicarello si segnalano: i resti di Forum Clodii, nella tenuta di San Liberato (sulla strada lungo il Lago), il borgo di Bracciano con il grande Castello Orsini, la Necropoli Etrusca ed il Museo Archeologico di Trevignano (v. Trevignano), la Villa dell’Acqua Claudia (v. Anguillara) e, verso la costa tirrenica, la Necropoli Etrusca della Banditaccia (v.Cerveteri).

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