Bagni La Capannina: Una Storia di Mare, Musica e Mondanità in Versilia
Estate: tempo di vacanze, divertimento e ovviamente di mare. Ma dove sono nati i primi stabilimenti balneari in Italia, e quando? Torniamo indietro nel tempo, all'Ottocento, e andiamo in Toscana, in Versilia per l'esattezza.
La storia di Forte dei Marmi comincia dal marmo perché il suo nome è un omaggio al fortino fatto costruire nel 1788 dal Granduca Pietro Leopoldo I di Lorena per proteggere le Alpi Apuane, che abbracciano la piccola città, dalle incursioni dei pirati barbareschi.
Un imprenditore toscano decide, nel lontano 1929, di ripulire un vecchio capanno sulla spiaggia di Forte dei Marmi e dotarlo di un banco bar per servire bevande e pasticcini, di un grammofono a manovella per allietare i clienti e tavolini sui quali giocare a carte. Per il nome da dare al locale sceglie quello di “La Capannina”.
Nacque nel 1929 dall’idea di Achille Franceschi di ripulire un vecchio capanno sulla spiaggia e dotarlo di un banco bar per servire bevande e pasticcini, un grammofono a manovella per allietare i clienti e tavolini sui quali giocare a carte. La nuova struttura ebbe un successo immediato riuscendo ad attirare clientela da tutta la Penisola, contribuendo in modo determinante all’esplosione di Forte dei Marmi come meta turistica d’elite.
Durante gli anni Trenta era di moda sedersi ad un tavolo de La Capannina al tramonto e sorseggiare un Negroni. Tra gli astanti si potevano scorgere nobili quali Della Gherardesca, Rucellai, Rospigliosi e Sforza; poeti ed intellettuali del calibro di Repaci, Ungaretti, Montale, Levi e Pea. Seduti ai suoi tavoli si potevano incontrare poeti e intellettuali.
A seguito di un incendio tristemente noto, il locale venne ricostruito nel 1939 e da allora la struttura non ha più subito significative modifiche.
I giorni di Ferragosto in Capannina a Forte dei Marmi furono un mito negli anni ‘30, una fantastica rinascita nel 1946, adesso è un’incandescente possibilità per migliaia di ragazzi che al richiamo della dj Skin col suo complesso di stralunati, ed incitati da Jerry Calà col suo popolarissimo “sapore di mare”, festeggiano, su uno dei palcoscenici più tradizionali dell’estate italiana, l’indimenticabile vacanza che vide, di volta in volta, passare generazioni dorate, vitelloni, ufficiali americani, aristocratici decaduti, imprenditori di assalto, principi e stars del pallone, richiamati dal fascino di questa Capannina che sorta nel 1929 non si consuma mai, è sempre rimasta com’era, s’incendiò, venne ricostruita, risplende anche adesso quando le ricche famiglie, lasciata la Sardegna degli anni ‘60, tornano in massa alle ville sontuose di Roma Imperiale e Poveromo.
Due uomini la fecero, Achille e Nevio Franceschi, un uomo la fa adesso, è il grandufficiale Gherardo Guidi, ex batterista, imprenditore di successo che possiede bagni, locali prestigiosi (anche La Bussola), aderenze televisive e cinematografiche di primissimo ordine.
L'Acquisizione da Parte di Gherardo Guidi e l'Era Moderna
Nel 1977 Gherardo Guidi e la moglie Carla ne acquisiscono la proprietà, consolidandone l’immagine fino ad oggi. Guidi comprò la moderna Capannina nel ‘77. Guid. i lo ingaggiò varie volte.
Guidi veniva da un’esperienza bolognese, aveva comprato e diretto lo Sporting Club. Si prese un anno sabbatico, studiò il pubblico, mise in pedana gli Easy Connection e mutò nulla, né nell’arredamento, né per lo stile. Aveva due direttori esemplari, prima Rigoli, viareggino, poi Bellandi (grande protagonista della Bussola) e un parterre de roi, ereditato dai Franceschi, nobili e commenda del nord, perché la Capannina è a sole due ore da Milano, smetti in fabbrica, salti in macchina, sali e scendi la Cisa e sei già nel mare caldo della riviera. Niente jet. Niente elicottero. Tutto è comodo, tant’è che già gli Agnelli e i Pirelli lasciavano al Forte famiglia e flirt.
In quegli anni molti artisti hanno legato il proprio nome a quello del mitico locale, trovandovi la consacrazione alla propria carriera: Gino Paoli con Sapore di Sale, Edoardo Vianello con Pinne fucile e occhiali e Bruno Lauzi con la sua Ritornerai hanno dipinto l’immaginario di un’epoca insieme a Ray Charles, Grace Jones, Gloria Gaynor, Billy Preston, Ornella Vanoni, Patty Pravo e così via. Molti artisti legheranno il loro nome a quello del mitico locale: Gino Paoli, Edoardo Vianello, Bruno Lauzi, Ornella Vanoni, Patty Pravo.
La Capannina e il Cinema
La Capannina interessò allora (nel 1981) il cinema. Ma fu il dott. Galleni di Pisa ad intercettare Guidi e convincerlo a far girare “Sapore di mare”, con un cast che comprendeva Jerry Calà, Cristian De Sica, Virna Lisi, la smagliante, maliziosa, ninfetta (allora) Isabella Ferrari. Il film fu campione di incassi. I fratelli Vanzina, debuttanti, si presero la soddisfazione di replicare con “Sapore di mare Il” con Eleonora Giorgi ed il marito Ciavarro. Grazie al cinema la Capannina entrò nell’immaginario. Ma non mutò pelle. «Perché - dice Guidi mantenersi fedeli non fa invecchiare».
La Formula Vincente e l'Evoluzione
La formula vincente del locale oggi lega indissolubilmente Disco music e Live show: in pista si ballano le hit contemporanee mixate dai più noti dj, passando attraverso pezzi evergreen del repertorio nazionale ed internazionale interpretati - rigorosamente live - dalle più gettonate band italiane.
Così tra le occasioni proposte in questi primi anni di vita del progetto troviamo alcune passeggiate nel parco: un modo per raccontare un processo di continua costruzione del paesaggio e quindi di continua relazione tra uomo e natura. Sono lo strumento offerto alle giovani generazioni per conoscere esperienze di vita vissute, esempi di scelte operate in momenti distanti nel tempo ma simili nei fatti a situazioni odierni. Sono per questo la possibilità di guardare alla storia con gli occhi di oggi per trarne spunto; il risultato è quello di risvegliare la “forza creatrice” (dunque propositiva) del presente per rispondere alle emergenze attuali.
La scelta dei Bagni La Capannina di realizzare la propria attività economica con l’attenzione a generare effetti positivi contrasta la tendenza all’assolutizzazione della ricerca dei profitti che si è imposta in questi anni nel mondo imprenditoriale in un modo così radicale da annullare qualsiasi altro obiettivo e da contribuire in maniera significativa allo svilimento del patrimonio sociale dei territori.
La Capannina Oggi
L'evoluzione della Versilia da semplice tratto di costa affacciata sul Tirreno a luogo mitico era ormai compiuta: oggi passato e presente si fondono, l’eleganza in stile liberty degli hotel si accompagna ai nuovi locali di tendenza, sempre all'insegna del relax. Forte dei Marmi, irresistibile, mantiene fermi i suoi riti.
Intanto cos’è la Capannina? Non è una discoteca da sballi. Adesso che nelle smargiasse discoteche di ognidove accadono fatti spiacevoli, questo locale versiliese pigia masse non indifferenti di giovani. Ma tutto resta a tono, la sicurezza è impeccabile (15 persone a fare filtro) perché in Capannina si va come, da sempre, a ballare a ristorarsi a giocare a bridge, padri e figli, nonni e nipotine, magari non è più di obbligo la giacca ma s’avverte un generale senso di rispetto.
Qui, dai Franceschi a Guidi, il limite è un pizzico di snobismo, la “caciara” la si fa con le regole dell’erremoscia dove lo spritz è perfino sospetto, giacché vi fu inventato il Negroni, cocktail di tanta letteratura. E questa patina resta appiccicata. Sicché nel piazzale si contano ancora Ferrari e Porsche. E non si è vip se non si ha un tavolo prenotato.
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