Bagni Marea Savona: Recensioni e Storia di un'Eccellenza Ligure
Nella Spiaggia di Zinola, situata all'estremo ponente della città di Savona, ti accoglie un paradiso di sabbia dorata che si estende per circa 1,2 chilometri. Questa spiaggia è un luogo perfetto per le famiglie con bambini. Puoi vedere i piccoli giocare spensierati, costruire castelli di sabbia e ridere felici mentre le onde lambiscono delicatamente la riva.
La Spiaggia di Zinola non è solo bellezza naturale, ma anche comodità. Puoi scegliere tra quattro spiagge libere, dove sentirti completamente libero e connesso alla natura, oppure tra gli stabilimenti balneari che offrono ogni comfort. Ogni stabilimento ha il suo fascino: dai Bagni Lido dei Pini con la loro atmosfera accogliente, ai Bagni Marea presso il Mare Hotel, dove il lusso si sposa con la vista sul mare.
Mare Hotel e i Bagni Marea: Un'Oasi di Relax
Mare Hotel (****) sorge su una spiaggia di sabbia fine a pochi minuti dal centro di Savona. Dotato di sessantasette camere, di diverse tipologie, Mare Hotel è l’ideale per una vacanza tra relax e buona tavola. La grande terrazza panoramica prospicente il mare è il luogo perfetto da cui ammirare l’azzurro del mare e del cielo, sorseggiando esotici cocktail a bordo piscina.
La spiaggia privata (di 60 metri circa) è una tranquilla isola di benessere con i migliori comfort, tra cui cabine, spogliatoi privati e ampilettini (centocinquanta ombrelloni e trecento lettini). Per uno spuntino, un drink o una pausa pranzo leggera e gustosa è a disposizione il Bistrot Marea; per i fan della cucina nipponica il Sushi Beach celebra il pescato freschissimo con sushi, sashimi, carpacci, nigiri e tartare preparati al momento dai sushimen giapponesi.
Ristorante A Spurcacciun-a: Storia e Tradizione
Il Ristorante A Spurcacciun-a è il regno dello chef Simone Perata, e il tempio del fine dining, con piatti che celebrano la tradizione ligure rivisitata con creatività. È passato più di un secolo da quando a spurcacciun-a, “la sporcacciona” eponima, la scignua Paola, puliva i fagiolini facendo il pediluvio in trattoria e da allora ne sono successe di cose sotto questa storica insegna ligure: negli anni ’60 il trasloco presso il Marehotel, orchestrato dalla figlia Giuliana, con tanto di spiaggia privata; poi l’avvento della terza, splendida generazione di Pervinca e Claudio Tiranini, forza concreta alla contabilità e irresistibile creativo; due stelle guadagnate e due volte perse, come è successo raramente nella storia Michelin, forse mai; di recente la quarta generazione che si profila, con Alberto, Alessandro e Valentina, appassionatamente sparsi fra sale e cucine. Infine la scomparsa di Claudio lo scorso anno: un uomo carismatico ed esuberante, non solo chef, ma sommelier, architetto e amante del bello senza remore. Il mare nelle vene non solo dietro il pass, ma cavalcando fino all’ultimo il suo amato kitesurf, virtuosisticamente in equilibrio fra onde e vento, mare e aria.
La storia del ristorante è stata celebrata con il libro “A Spurcacciun-a una storia d’amore”. “Questo libro nasce dal desiderio di raccontare la storia d’amore che da 135 anni lega la mia famiglia a questo angolo di Ponente Ligure” spiega Pervinca Tiranini. “La Spurcacciun-a non è solo un ristorante, ma un patrimonio per la città di Savona che merita di essere conosciuto, valorizzato e tramandato. “Credo profondamente che le imprese familiari capaci di resistere al tempo e alle sue burrasche siano tra le strutture portanti più autentiche del nostro Paese” commenta Roberta Schira. “Non si tratta solo di ristorazione, né di semplice memoria gastronomica: si tratta di legami, di responsabilità tramandate, di visioni che passano di mano in mano senza perdere calore.
Il libro è stato presentato al Mare Hotel di Savona dal giornalista “cronista della gastronomia” e conduttore televisivo Edoardo Raspelli, da anni conoscitore della Spurcacciun-a, che ha dialogato con l’autrice e la famiglia Tiranini.
Simone Perata: Lo Chef che Valorizza la Tradizione Ligure
Oggi trentaquattrenne, Perata aveva scoperto la cucina un po’ per caso, mentre studiava da geometra: allora un suo compagno di classe gli aveva proposto di fare qualche stagione nell’albergo dei suoi a Celle Ligure. Cosicché era stata grande la delusione, quando deciso a intraprendere la carriera militare in marina, era stato arruolato come cuoco alla guardia costiera di Savona. Poi subito la Spurcacciun-a nel 2008-2009, con Claudio all’apice della sua vigorosa espressione.
“E con lui ho imparato cosa significhi davvero ‘materia prima’: non ho più visto niente di simile, nemmeno nei tre stelle. Quindi sono andato da Canzian al Marchesino e anche un po’ all’Albereta nel 2009-2010. Poi è successo che Marchesi quelli ‘bravi’ li mandava in Francia e ho avuto l’opportunità di proseguire al Taillevent di Alain Solivérès, dov’ero in brigata con Edoardo Fumagalli. Per me la Francia è imparare a cucinare e prendere in mano una padella, capire come, quando, con quali gesti, fino a che punto di cottura. La vera tecnica, ben più ardua di quella spagnola, per cui basta un bilancino. Facevamo novanta coperti a servizio, tutti à la minute. Nel 2017 avevo già in animo di tornare in Italia per prendere in mano un posto mio, sono rientrato a Savona in vacanza e passando a salutare Claudio, questi mi ha mostrato il progetto della nuova cucina, bellissima. Non avrei accettato di fargli da secondo, ma lui voleva smettere. Così, dopo qualche mese di lavori, a metà 2018 ho intrapreso una transizione graduale. Entravo in un ristorante dalla storia secolare, la cui clientela era abituata a una cucina più semplice, da ‘trattoria di lusso’. Alcuni clienti, gli irriducibili della zuppa e della frittura, non sono più tornati. I coperti si sono quasi dimezzati, fino a un massimo di 45. D’estate magicamente vista mare, d’inverno nella sala con le luci pulsanti come stelle, davanti alla fiammante cucina aperta Marrone, bordata di pietra nera (senza fughe per volontà di Claudio, ossessionato dalla pulizia), dai cui materiali di sfrido sono state ricavate le piramidi per le alzatine. Sotto reca la sua impronta di architetto anche la cantina scenografica, con i tavoli che si sollevano dal pavimento e il mosaico di quasi 900 referenze, fra cui tante verticali di pregio, amministrate dal sommelier Mattia Valentino: Italia e Francia, Champagne ma anche bottiglie curiose per tutte le tasche.
L'Offerta Gastronomica: Menù e Specialità
I menù sono due: Bassa e Alta Marea, rispettivamente a 120 e 140 euro, più la carta che lo chef definisce “di mare e non di pesce, perché anche un porcino qui ha un altro sapore”. La Liguria è ben presente, nell’ingredientistica e talvolta nel repertorio, sottoposto a estrosi divertissement, su una base di cucina classica che però si apre al mondo. Perché Perata si è formato con i suoi maestri, ma anche con i suoi colleghi, al sushi bar della Spurcacciun-a, dove da sempre transitano cuochi del Sol Levante e abbondano prodotti esotici, come nelle brigate degli stellati, mosaico di nazionalità. “Qui devi capire che ti trovi in Liguria, per poi ripercorrere il mio background”.
L’abbrivio è una spuma di peperone rocoto, polposo, dolce e piccante, con le cozze condite come ceviche, un’insalatina di alghe brasiliane croccanti (portate a Savona da Claudio, che là praticava il suo amato kitesurf) e il gelato alle olive taggiasche per un match di sapidità, acidità e piccante. “I messicani insegnano che per tamponare il peperoncino, servono il pane o il latte. Fa attenzione a non pestare i piedi al prodotto, il gambero viola tango atteso: viene servito con la testa fritta, diversamente da Bartolini in posizione verticale nella friggitrice, e la polpa appena intiepidita sotto la salamandra. Materia e contrasti.
È ormai un signature il millefoglie omaggio a Berasategui, che non si compone di foie gras, anguilla affumicata e mela verde, ma di fegato di rana pescatrice, per lo iodio e la complessità, tonno marinato e alghe. Dove la frattaglia di mare è lavorata alla giapponese, spurgata, sbollentata, marinata in sakè, mirin e soia, poi elaborata in terrina. Più punti di sumiso (aceto di riso e pasta di miso), umeboshi alle albicocche di Valleggia e albicocca di Valleggia sotto spirito. Non c’è cuoco ligure che non senta l’esigenza di interpretare il cappon magro.
Perata sceglie di non presentarlo a terrina, pressato, ma di valorizzare ogni elemento, crudo o cotto ad hoc. Quindi il gambero e lo scampo crudo, le teste di dentice e il polpo a mo’ di cassetta, lo sgombro marinato e fiammeggiato, cozze e vongole al naturale, salsa verde, di barbabietola e di carota, almeno sei vegetali all’aceto, spuma di barbabietola e sorbettino all’acciuga. Il risotto viene preparato alla maniera di Marchesi, con il burro acido, e mantecato con un pesto di aglio orsino, raccolto nei boschi piemontesi dalla capopartita ai primi. Torna il riferimento marchesiano nelle linguine fredde, omaggio al celebre spaghetto al caviale. Poi un altro divertissement ligure: la cima di rana pescatrice alla Wellington. Dove per via di inversione fra interno ed esterno, il ripieno della classica tasca di vitello, una crema di animella, maggiorana e lattuga, si sposta fuori, simulando la duxelles sotto la pasta sfoglia.
La tensione si allevia nel predessert di Gintonic alla rosa di Tiglieto, il cui sciroppo è presidio Slow Food, su base di mela verde e finocchio in osmosi di gin che resetta. Un tripudio di profumo che prelude al Limone in giardino, falso frutto composto di mousse di lime e yuzu, gel di limone e glassa al cioccolato bianco, servito con crumble di cacao e nocciole, spuntoni di lemon curd, gel di lampone e gelato allo shiso, nelle veci del consueto basilico.
Dove il servizio è sulle cassette a suo tempo progettate da Claudio per servire le sue teste di pesce “in cassetta” per un’ennesima, schiva nostalgia mentre il vento prosegue la sua corsa.
Si narra che un giorno nonna Paola, intenta nella pulizia dei fagiolini, avesse preso posto su una sedia con i piedi a bagno, per riposarsi. Ma è proprio in quel momento che un amico di famiglia varcando l’ingresso e, vedendola in quella posa, la schernisce con simpatia dicendole che era una “spurcacciuna”. La sveglia nonna Paola, dotata di un ottimo senso dell’umorismo, fa notare che “le mani però sono pulite”.
Con l’ambizione molto chiara di voler diventare cuoco, Simone Perata inizia il suo percorso a fianco di giganti della cucina dai quali ha saputo attingere i migliori segreti. L’incontro con Claudio Tiranini avviene presto, a seguito di un periodo trascorso nelle suggestive cucine del Ristorante Del Cambio di Torino. Da lui Simone apprende le basi della cucina tradizionale ligure e l’importanza della materia prima. Il desiderio di migliorarsi e confrontarsi con i grandi che hanno scritto la storia della cucina italiana lo porta alle corti di Gualtiero Marchesi, a Milano. Fu proprio lui, in seguito, ad indirizzarlo verso la prima esperienza estera al Taillevent di Alain Solivéres a Parigi.
Approda poi in Spagna, nelle cucine del Lasarte di Martin Berasategui e Paolo Casagrande a Barcellona, dove contribuisce alla conquista della terza stella Michelin nel 2016. Dopo quattro anni, Simone Perata capisce di essere pronto per ricoprire il ruolo di Chef. E quale posto migliore se non la propria terra natìa per intraprendere questa nuova, grande sfida?
La materia prima è il caposaldo di sempre e il vero credo della famiglia Tiranini: in quella che si può definire una cucina sartoriale, ariosa, moderna, tecnologica, approdano pescatori, contadini e allevatori in pellegrinaggio per portare il meglio dei loro prodotti in quel di Savona. Ed è proprio la cucina il fiore all’occhiello dell’intero ristorante, totalmente aperta e a vista sulla sala, di recente costruzione: come una sorta di teatro sulle preparazioni espresse.
Menù Speciali
- Menù Solo Mani: il Menù dei 5 Sensi. 8 portate, al prezzo di 120 euro. Un’esperienza che vuole riportare indietro nel tempo, a quando, da bambini, si conosceva il mondo attraverso un utilizzo completo di tutti e cinque i sensi. Solo preparazioni realizzate ad hoc da consumare utilizzando le mani, privandosi di ogni tipo di posata. Per questo menù, gli ospiti verranno fatti accomodare a un tavolo del tutto particolare, composto da cristallo, al centro del quale scorrerà dell’acqua corrente.
- Menù Tradizione&Innovazione: In questo caso sarà possibile scegliere tale menù in due varianti: quella composta da 9 portate al prezzo di 120 euro e quella ridotta a 6 portate al prezzo di 90 euro. La proposta dello Chef andrà a sintetizzare quel binomio fra la tradizione della cucina locale e l’innovazione apportata dalla ricerca e dalle esperienze personali.
Il ristorante A Spurcacciun-a si divide in due sale, soggette a stagionalità: durante l’inverno il servizio viene effettuato nella sala interna, con arredamenti dai toni caldi moderni, eleganti; d’estate il ristorante si trasferisce nell’ampia terrazza affacciata sul mare e sulle piscine con ambiente esotico, per un’esperienza degustativa cullati dal rumore del mare proprio sulla spiaggia.
Il ristorante A Spurcacciuna è poco lontano dal centro di Savona, percorrendo la strada che porta verso Vado Ligure, si trova all’interno del complesso dell’Hotel Mare, con spiaggia privata e piscine. D’estate la terrazza accoglie i clienti, regalando un pasto fronte mare.
In cucina c’è Simone Perata, un curriculum blasonato che vede, al culmine, un grande ritorno. Dopo una breve permanenza al ristorante Del Cambio, infatti, qui a Savona ha proseguito il suo percorso formativo sotto l’egida dei patron, Pervinca e Claudio Tiranini, per poi veleggiare verso il Marchesino e, da qui, in Francia, al Taillevent e, quindi, al Lasarte di Martín Berasategui, dove trascorrerà tre anni prima di tornare a Savona nel 2018.
Lo Chef cellese ha così avuto modo di far tesoro di quanto appreso e applicarlo a quella che è la sua stilistica culinaria attuale, esaltando la materia prima locale.
Alcune Specialità nel Dettaglio:
- Aperitivo: Acciughe ripiene con gel al limone, crocchette al nero di seppia con maionese sesamo e wasabi, tartellette di bagna cauda con una brunoise di zucchine trombetta, cannolo siciliano con pistacchio, cono di paprika con formaggetta di capra di Stella.
- Tortelli di nocciola piemontese: accompagnata da zuppa di miso.
- Gambero viola: scottato al forno, carpaccio di fragole, pesto di mandorle, gocce di aglio nero fermentato e piccola tartare di gambero.
- Cappon magro: sgombro, polpo, acciuga, gambero crudo, verdurine, spuma di barbabietola e gelato alle acciughe.
- Rombo chiodato alla mugnaia: cotto nel burro e salvia e non infarinato, tanto che la salsa alla mugnaia, ottenuta con burro noisette, fondo di rombo e dashi.
- Ligurian breakfast: focaccia è più alta, cotta al forno e passata in padella, fiammeggiata con zucchero semolato e servita con gelato di caffè e latte, crema di mandorle e cioccolato amaro, puntine di basilico e limone.
- Spuma di jalapeño, gelato all’oliva taggiasca, alghe croccanti.
Passeggiando lungo questa spiaggia, ti senti avvolto dalla bellezza del paesaggio e dall'energia positiva che emana. Ogni angolo ha qualcosa di speciale da offrirti, che sia un luogo tranquillo dove leggere un libro, un punto panoramico per ammirare il tramonto o un'area dove divertirti con amici e familiari.
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