Bagni Matuzia Sanremo: Una Storia Intrecciata con la Città
Lo stabilimento balneare Bagni Matuzia, situato a Sanremo, nella splendida Riviera dei Fiori, vanta una storia di accoglienza che dura da oltre sessant'anni. Con il passare del tempo, la struttura si è modernizzata e riqualificata, offrendo oggi servizi d'eccellenza. Bagni Matuzia non è solo una spiaggia attrezzata per famiglie, ma anche un rinomato ristorante-pizzeria dotato di una terrazza sul mare. La spiaggia si estende per 150 metri e offre ampi spazi tra gli ombrelloni, lettini confortevoli, cabine spogliatoio e servizi come docce calde e fredde.
Lo stabilimento Bagni Matuzia è ubicato nella rinomata località di Sanremo, presso Via San Rocco 25. Sanremo è conosciuta per le sue bellezze naturali e il clima mite, ideale per soggiorni estivi all'insegna del relax. Il modo più pratico per raggiungere Bagni Matuzia è in auto, grazie alla disponibilità di parcheggi riservati ai clienti. Lo stabilimento dista poco più di 5 km dal casello autostradale di Sanremo.
Sanremo nel Dopoguerra: Ricostruzione e Rinascita
Nel 1945, la città di Sanremo contava circa 30.000 abitanti. Le sue principali fonti di ricchezza versavano in condizioni critiche: il Casinò era chiuso, l'esportazione dei fiori era bloccata a causa dell'interruzione delle strade e della ferrovia, e il turismo era inesistente. Molti alberghi erano stati danneggiati sia dalle bombe che dai diversi eserciti che li avevano requisiti. In particolare, la zona del Porto, a valle della Via Roma, il centro della Pigna e l'area di Piazza Colombo presentavano estese demolizioni, quest'ultima distrutta il 20 Ottobre del 1944 dalla grande esplosione dell'edificio che comprendeva il Tribunale, la Casa del Fascio e il Mercato dei Fiori, nel quale erano ricoverati 48 barchini esplosivi tedeschi "Linsen".
La Ripresa Economica e Politica
Nell’ottobre 1945 la Giunta Siffredi, nominata dal CLN Sanremese, decise di riportare l’esercizio del gioco nella sua sede naturale, il Casinò, chiuso dal giugno 1940. Provvisoriamente, il gioco fu ospitato nei saloni dell'Hotel Vittoria Roma. Per risolvere la questione sulla forma di conduzione del Casinò, la giunta nominò una commissione incaricata di pronunciarsi in merito, che si insediò nel novembre 1945. Intanto, in vista della riapertura del Casinò, prevista per il 31 dicembre 1945, venne indetta l’asta d’appalto, che vide la partecipazione di nove società, tra cui quella del ragioniere Placido Gandini.
Non avendo però potuto il ragionier Gandini rispettare gli impegni contrattuali, la sera del 28 dicembre il sindaco dichiarò decaduta la società Gandini e affidò la gestione dei giochi alla Società CIRT (Compagnia Italiana di Ricostruzione Turismo). Il 24 marzo 1946 si tennero le prime libere elezioni amministrative del dopoguerra, in seguito alle quali venne eletto sindaco l’ingegnere Eugenio Bottini.
Le Prime Opere Pubbliche
L’Amministrazione Bottini si occupò soprattutto di far rimuovere le macerie della recente guerra, demolendo le costruzioni pericolanti e riparando le strade danneggiate dai bombardamenti. Si rese anche necessario liberare il bacino portuale da numerose imbarcazioni affondate, insieme ad una grossa nave carica di pietre che ostruiva l'imboccatura del porto. I primi interventi furono lo sgombero delle macerie e le riparazioni dei danni di guerra.
Le prime opere pubbliche, che non fossero di mera ricostruzione, furono la demolizione della cortina di case che ancora chiudeva a nord la Piazza del Mercato, precludendo l'accesso veicolare alla Via Martiri della Libertà. I lavori venivano eseguiti a mano, il cemento era quello sottratto ai tedeschi della TODT durante la costruzione del Muro Antisbarco che ancor oggi costeggia il Corso Trento e Trieste; per il ferro , a volte, si usavano i tondini dei reticolati raddrizzati, la sabbia era scavata in mare da un barcone con pompa aspirante e lavata sommariamente sul molo. I ponteggi erano fatti con vecchie tavole di legno e triestini inchiodati e legati fra loro con funi.
Oltre che a risanare il centro cittadino, si pensò anche a far si che il porto riprendesse la sua attività, oltre a liberare lo specchio d'acqua dai relitti, anche a porre rimedio ai danni a terra, sui moli e nelle costruzioni annesse. In previsione poi, di un maggiore impegno da parte delle Autorità marittime, venne decisa la costruzione di una nuova e più ampia Capitaneria di Porto, che vide la luce nel 1949 e la sua inaugurazione nel marzo del 1950.
A lavori terminati avrebbe dovuto inoltre essere demolita la vecchia Capitaneria di Porto, costruita nel 1880 nella quale c'era anche l'abitazione del Comandante, in quanto di intralcio al traffico tra via Nazario Sauro e la via Arenella, ma, nonostante le richieste in tal senso avanzate a suo tempo, dal sindaco Siffredi, alle Opere Portuali, alla Prefettura e al Genio Civile, la Capitaneria non fu più abbattuta ed è tuttora esistente. Si diede mano alla riparazione degli Alberghi, fra cui il Royal che fu riattato ed ingrandito dal proprietario Ing. Mario Bertolini.
Il Nuovo Mercato dei Fiori
Nel corso del 1947 venne inaugurata la nuova sede del mercato dei fiori, situata in corso Garibaldi a fianco della chiesa degli Angeli. Il nuovo mercato floricolo occupava una superficie di 7.200 metri quadrati di cui 6.000 destinati all'area di contrattazione e 1.200 agli uffici e servizi vari. Al mercato si poteva accedere attraverso tre ingressi: corso Garibaldi, via Marsaglia e via Volta.
Nelle giornate di maggiore attività; è stato infatti calcolato che i veicoli che si recavano al mercato di corso Garibaldi nelle ore di punta fossero circa 2.000 a fronte di non più di 300 posti disponibili nei parcheggi situati nelle immediate vicinanze della sala contrattazioni.
Fluttuazioni Politiche e Nuovi Eventi
Nell'aprile 1947 Bottini fu quindi costretto a rassegnare le dimissioni e al suo posto venne eletto nel successivo mese di maggio l'avvocato democristiano Paolo Manuel Gismondi. Nel frattempo la CIRT aveva chiesto e ottenuto un sequestro conservativo dei beni del Comune per 400 milioni, dopoché il ministero dell'Interno aveva imposto all'Amministrazione Comunale di estromettere dalla direzione della Casa da Gioco, per "delicati motivi'', due azionisti della CIRT, Leoni e Soldaini, il secondo dei quali si sarebbe suicidato poco tempo dopo in un albergo di Montecarlo.
Nel dicembre successivo anche tutti gli altri azionisti della CIRT furono liquidati dall'ingegner Giovanni Luca, che diventato socio per ultimo venne anch'egli estromesso dalla gestione del Casino "per motivi di ordine pubblico" con provvedimento governativo. L'ingegner Luca fu così costretto a pagare di tasca sua i costi di due anni di gestione della sua società ormai fallita sborsando l'astronomica cifra di 350 milioni. Il 29 dicembre 1947 il Comune rinnovò quindi il contratto d'appalto della Casa da Gioco con la CIT (Compagnia Italiana Turismo), la nuova concessionaria subentrata alla fallita CIRT.
Il 25 febbraio 1948 venne nominato commissario straordinario del Casinò il prefetto Amedeo Salé, che avrebbe retto con grande competenza e professionalità la Casa da Gioco sanremese permettendole un notevole aumento delle entrate; in seguito la vecchia concessionaria CIRT, esclusa dalla gestione del Casinò, chiese all'Amministrazione Comunale un miliardo di danni, che non le sarebbero stati però corrisposti.
Le Elezioni del 1948 e Progetti Innovativi
Le elezioni politiche del 18 aprile del 1948 videro la netta vittoria della Democrazia cristiana, che anche a Sanremo ottenne una buona affermazione con l'elezione a deputato del sindaco democristiano della città Paolo Manuel Gismondi.
Sempre nel settembre del 1948 l'ingegner Corradi presentò all'Amministrazione Comunale un innovativo progetto di porto turistico, che prevedeva la realizzazione di un bacino di carenaggio nell'area dove sorgeva la Società Canottieri e un pennello antistante la stessa Società dotato di una testa di martello orientata verso l'interno del porto, il prolungamento della diga foranea per circa 50 metri in direzione della riva di San Martino, la costruzione di una banchina riservata alle barche da pesca lungo l'ultimo tratto del molo di ponente, il banchinamento di tutta la zona di Pian di Nave e la costruzione di una diga foranea lunga 225 metri, posta a riparo dell'imboccatura del porto, per proteggere il bacino dai venti di levante, e in particolare dal grecale.
Anni '50: Sviluppo Edilizio e il Festival di Sanremo
Nel maggio 1951 si tennero le elezioni amministrative che sancirono ancora una volta la vittoria della lista democristiana, il cui esponente di spicco Giovanni Asquasciati, già vice sindaco nell'Amministrazione Gismondi, ottenne il maggior numero di voti preferenziali con 1.403 preferenze su 21.841 votanti. Alla tornata elettorale si erano anche presentati i floricoltori con una loro lista chiamata "Sole e Fiori", che ottenne una buona affermazione con 1.859 voti. Il nuovo Consiglio elesse allora sindaco Asquasciati, che costituì una Giunta formata da cinque assessori effettivi e due assessori supplenti.
Alla fine del 1951 l'Amministrazione Comunale nominò inoltre una Commissione per la redazione di un regolamento edilizio aggiornato secondo le ultime tendenze urbanistiche, il quale potesse costituire un argine alle numerose costruzioni che stavano sorgendo un po' ovunque in modo disordinato per la mancanza di un piano. Intanto si consumò un'altra tragedia legata al Casinò. Infatti, alcuni giorni dopo la seconda edizione del Festival, il gestore della Casa da Gioco sanremese Pier Busseti fu colto da un improvviso attacco cardiaco nel pomeriggio del 17 febbraio 1952 nella sua abitazione di via Lima a Roma.
Nel 1953 Aristide Vacchino, stipulò il contratto per la realizzazione del nuovissimo "Centro Ariston". Il progetto, prese vita a seguito dei bombardamenti che distrussero il teatro "Principe Amedeo", situato all'epoca in piazza Borea D'Olmo. Aristide manifestò quindi l'esigenza di ricostruire un teatro degno di questo nome per la sua Sanremo.
Il 9 novembre 1954 si tenne a Palazzo Comunale l'asta pubblica per l'aggiudicazione della gestione del Casinò, che venne vinta dall'industriale milanese Masseroni, che dopo aver rilevato la direzione della Casa da Gioco dopo la tragica scomparsa di Busseti, aveva fatto valere il suo diritto di prelazione offrendo ben il 73,01% degli incassi lordi al Comune.
Il "Piano Azzurro" e il Turismo
Nei primi anni Cinquanta il governo aveva inoltre varato il cosiddetto "piano azzurro", che prevedeva ingenti stanziamenti pubblici per i porti italiani, tra i quali anche quello di Sanremo. Nel successivo mese di maggio 1956 si tenne una nuova tornata elettorale, che vide nuovamente l'affermazione della DC, e in particolare del sindaco Asquasciati, che ottenne ben 3.826 preferenze, seguito subito dopo dall'avvocato Nino Bobba, capolista di una lista indipendente chiamata "Campanile".
Sanremo prima del turismo
Fino agli inizi dell’Ottocento Sanremo era un grosso paesone poco più di un grosso borgo, a carattere agricolo e marittimo. Nel 1802 San Remo aveva superato i 14.000 abitanti e nel 1804 diventava sede di Sottoprefettura. Dopo i disastri provocati dalla cosiddetta “rivoluzione contro Genova” del 1753 e la successiva repressione, la città si era lentamente e faticosamente ripresa; ed in special modo la sua marineria tanto che nel 1797 Napoleone poteva requisire nelle acque di San Remo ottanta bastimenti di grande cabotaggio per utilizzarli nella disastrosa campagna d'Egitto dove vennero affondati tutti. In campo agricolo le maggiori attività erano costituite in principal modo dalla coltivazione degli agrumi ed olio, in misura minore granaglie e palmizi. La commercializzazione avveniva per via mare. Solo dopo l’apertura della nuova strada della Cornice, iniziata nel 1810 per volontà di Napoleone ma conclusa solo nel 1826, si ebbero notevoli benefici permettendo al commercio ed ai trasporti in generale, di svilupparsi anche via terra.
A partire dal 1828 con la sua elezione a sindaco, Siro Andrea Carli, iniziò un processo di sviluppo quando di turismo ancora non si parlava, e quindi la vita cittadina registrò nuovi impulsi. Intanto, vista la cronica carenza di acqua che per secoli aveva afflitto la cittadinanza, tra il 1828 e il 1830, il Carli fece costruire un acquedotto che portò in città l'acqua del lago Nero e che permise, nel 1831, la costruzione del primo lavatoio pubblico, e diverse fontane.
I Prodromi del Turismo
Un ruolo particolarmente importante nell'attrarre turisti vecchi e nuovi nella Riviera di Ponente fu senza dubbio il celebre romanzo “Il Dottor Antonio”, di Giovanni Ruffini, scritto in inglese e pubblicato ad Edimburgo nel 1855. Il merito principale di questo romanzo, ambientato nella zona di Sanremo, fu di avere, fatto conoscere al pubblico inglese le cittadine della Riviera italiana e le proprietà terapeutiche del loro clima, adatto in modo particolare a curare i malati di tubercolosi.
Un contributo forse ancora più rilevante di quello di Ruffini alla realizzazione di una colonia turistica a Sanremo fu dato dalla contessa Adele Bianchi dei conti Roverizio di Roccasterone, che nel 1855 fece costruire la prima villa sull'altura del Berigo, ad ovest della città, per affittarla a scopi turistici durante la stagione invernale. Nel 1874 veniva aperto al pubblico il primo stabilimento balneare, capace di 200 cabine, che aveva lo scopo di cominciare ad attirare ospiti anche durante la stagione estiva.
Nel 1874 fu aperta la Passeggiata Imperatrice, nominata proprio in onore della Zarina che regalò alla Comunità le palme che ancora oggi la decorano, e che diventò la passeggiata più elegante ed esclusiva della città, con la vista sul mare ed i suoi giardini che fornivano ombra ai villeggianti che ivi passavano.
Servizi offerti dai Bagni Matuzia
- Spiaggia attrezzata con ampi spazi tra gli ombrelloni
- Noleggio lettini e cabine spogliatoio
- Docce calde e fredde
- Area giochi per bambini
- Bar con TV e WiFi gratuito
- Accesso per animali domestici
- Bagnini qualificati per la sicurezza in mare
- Braccialetto elettronico per pagamenti
- Ristorante-pizzeria con terrazza sul mare
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