Bagni Moderni: Piastrelle Bagno ad Altezza 120 cm

Nel momento in cui si studia come ristrutturare il bagno vecchio per renderlo un ambiente più accogliente ed esteticamente più vicino al gusto contemporaneo, c’è una questione importante da considerare: l’altezza del rivestimento del bagno. Consultando qualsiasi blog o rivista d’arredamento, risulterà evidente che la presenza delle piastrelle sulle pareti di queste stanze è comune - anche se non universale -, ma non c’è un’unica soluzione disponibile.

L'importanza delle piastrelle in bagno

Oggi non esiste più una normativa che impone alle costruzioni private di avere le piastrelle in bagno. Di conseguenza, non ci sono neanche indicazioni legislative riguardanti l’altezza minima di queste mattonelle come esistono, ad esempio, per decretare quanto debba essere alto uno specifico ambiente domestico. La presenza delle mattonelle, però, non è da considerare un retaggio estetico degli anni passati. In realtà, il motivo per cui venivano e sono adoperate ancora oggi nei progetti d’arredamento è la loro azione di contrasto all’umidità. Il bagno è un ambiente in cui l’acqua è assoluta protagonista, tanto che molte persone usano le varie sfumature di blu per decorare lo spazio.

La predominanza dell’acqua rende più facile la formazione di muffe o di macchie sui muri che a lungo andare possono compromettere l’aspetto del bagno e renderlo poco igienico e salutare. Per contrastare questo fenomeno, il mondo edile ha usato come scudo le piastrelle anti-umidità.

Considerazioni economiche e alternative

Ricoprire l’intera parete di un bagno con delle piastrelle ha i suoi costi. Oltre ai materiali impiegati, bisogna considerare nella spesa totale anche la manodopera che si occuperà del montaggio e la tariffa di permessi e documenti utili come la CILA per la ristrutturazione del bagno. Per cercare di ottimizzare l’impegno economico, si può ricorrere alle detrazioni edilizie oppure scegliere delle alternative al momento della progettazione. Non sono poche le persone che decidono di seguire una tendenza più contemporanea optando per un bagno senza piastrelle. Se, però, le piastrelle piacciono, non bisogna rinunciarci a priori solo per i costi.

Altezze del rivestimento del bagno: cosa considerare

In mancanza di una normativa di riferimento, quali sono le altezze del rivestimento del bagno possibili? Affidando il progetto di ristrutturazione a un architetto e a un interior designer, si possono seguire i loro consigli professionali che si baseranno sicuramente sulla grandezza dell’ambiente e sul tipo di stile che si vuole creare. Negli spazi più piccoli, infatti, le piastrelle diffuse su tutta la parete possono rendere l’ambiente opprimente e poco luminoso. Chi ha a disposizione un bagno grande e molto luminoso potrebbe scegliere di rivestire completamente il muro con le piastrelle. L’altezza del rivestimento sarebbe, quindi, pari all’altezza della stanza che, nella maggior parte dei casi, è di 2,40 m (valore minimo previsto dalla normativa). Questa soluzione, anche se più dispendiosa, è molto elegante dal punto di vista estetico e permette di caratterizzare in maniera originale il bagno. La fantasia o i colori delle piastrelle possono essere di diversa natura. La scelta del rivestimento ad altezza totale è impegnativa anche per quanto riguarda la pulizia.

Le fughe tra le piastrelle vanno igienizzate di tanto in tanto per evitare l’accumulo di sporco. Queste operazioni, oltre a richiedere tempo, possono essere anche scomode con un rivestimento così ampio. Per rendere più semplici le pulizie - e contenere i costi dell’installazione - si potrebbe far arrivare l’altezza del rivestimento fino all’estremità superiore della porta del bagno. Questa soluzione è la più diffusa tra le tante, anche perché si adatta bene sia agli ambienti grandi che a quelli di medie e piccole dimensioni. La parte superiore, priva di rivestimento, può essere lasciata in bianco oppure colorata riprendendo i toni dei complementi d’arredo.

Rivestimento ad altezza sguardo

Negli ultimi tempi, per contenere i costi e per rendere ancora più semplice la pulizia delle piastrelle, si sta optando per un rivestimento del bagno ad altezza sguardo. Questo significa che le mattonelle ricoprono fino a 140/150 cm del muro a partire dal pavimento. Alcuni progettisti arrivano anche a 170 o 180 cm. Tale opzione viene spesso indicata per i bagni più piccoli o ciechi che potrebbero apparire cupi o soffocanti.

L'opzione dei 120/130 cm

Alcuni architetti e interior designer potrebbero proporre anche l’altezza minima del rivestimento del bagno, ovvero i 120/130 cm. L’opzione dei 120/130 cm si è diffusa solo di recente, ma è stata particolarmente apprezzata per le possibilità che offre a livello di design. Piastrelle e vernici hanno entrambe lo stesso spazio e lavorano in maniera complementare per assicurare al bagno la migliore resa estetica. Si possono usare tonalità contrastanti che diano un carattere più originale all’ambiente. L’unico aspetto da tenere sotto controllo è la posizione della placca dalla quale si aziona lo scarico del wc. Per ragioni tecniche, questo elemento deve essere completamente rivestito dalle mattonelle, quindi l’altezza del rivestimento non potrà essere inferiore. In fase di progettazione è bene tener conto di questo fattore e agire di conseguenza.

Rivestimento nella doccia

Il box doccia è probabilmente il luogo più soggetto all’umidità dell’intero bagno. Qui la parete deve necessariamente essere protetta dagli schizzi d’acqua, altrimenti si rischia di danneggiarla dopo pochissime settimane dalla sua costruzione o ristrutturazione. Il rivestimento della parete della doccia è, quindi, d’obbligo. L’altezza delle mattonelle dovrebbe essere affine a quella dei pannelli del box, quindi arrivare almeno a 2 metri. Non bisogna dimenticare che il piatto della doccia potrebbe essere sopraelevato rispetto al pavimento.

Libertà nella progettazione

L’assenza di regole precise a cui fare riferimento rende la progettazione dei rivestimenti del bagno molto più libera e incondizionata. Oltre a poter decidere l’altezza, si può anche scegliere un luogo specifico della parete da ricoprire di mattonelle, lasciando il resto della stanza libero dalle stesse. C’è chi, ad esempio, preferisce rivestire a tutt’altezza la doccia o la parete in cui ci sono i sanitari lasciando “vuote” le altre. In questo modo, si può giocare con i colori oppure si può intraprendere un’altra strada decorativa, molto moderna e particolarmente in voga nel 2023: l’uso della carta da parati. Dal punto di vista decorativo, questa soluzione offre moltissimi spunti creativi.

È l’ambiente della casa che solitamente prevede più rivestimento ceramico. Negli anni ’60 e ’70 arrivava addirittura al soffitto. Oggi sembrano piacere di più soluzioni meno pesanti, dove per esempio il rivestimento si ferma poco sopra l’altezza del lavabo. Doccia esclusa, ovviamente.

Tendenze attuali: rivestimenti bassi

Proprio così: negli ultimi anni la tendenza che va per la maggiore prevede che il rivestimento bagno si fermi a 120 cm di altezza, per salire fino a circa due metri all’interno del box doccia. Questa soluzione è senz’altro preferibile nel caso di bagni lunghi e stretti perché ne attenua l’effetto corridoio. Lo vediamo sempre più spesso sulle riviste di interior design e di arredamento: è il rivestimento basso per il bagno. Oltre il metro e venti, quadri, mensole e foto: piccoli, freschi tocchi di creatività od oggetti a cui sono legate memorie anche intime, in un ambiente che è intimo per definizione.

Lasciare la maggior parte della parete non posata consente di dare più personalità all’ambiente bagno. Ad esempio con l’uso del colore, o con una moderna carta da parati (di quelle lavabili, in grado di resistere all’umidità), riservandosi peraltro la possibilità di rinnovare periodicamente le pareti senza troppa fatica né troppa spesa.

Il formato ideale è il 120×60: piastrelle di grande formato che, accostate le une alle altre, salgono dal pavimento fino al limite del rivestimento con poche fughe verticali. Fughe che, peraltro, sono molto sottili visto che questo formato (che sia pietra, cemento o marmo poco importa) presenta sempre bordi rettificati. Ma il lato di 120 cm è ormai lo standard anche per le doghe di legno ceramico scelto sempre più spesso per pavimentare il bagno; in questo modo si avrà assoluta continuità estetica tra pavimento e rivestimento.

Suggerisce eleganza e naturalità, perfino signorilità. È un look che piace ancora tantissimo, tanto più che la tecnologia ceramica consente oggi riproduzioni di assoluto realismo che spaziano dall’intramontabile CARRARA al TRAVERTINO, passando per lo scenografico MARMO BERNINI.

Tipologie di piastrelle e il loro impatto

Piastrelle effetto pietra

Riproducono, anche nelle sensazioni tattili, vere pietre naturali. Ne fissano il fascino intensamente naturale nel più resistente gres porcellanato. Texture grafiche e strutture superficiali si combinano per dare vita a superfici più o meno stonalizzate percorse da sfumature, venature e puntinature minerali.

Hanno un deciso carattere contemporaneo ma non immaginatele adatte soltanto a loft in stile industrial ma a qualunque ambiente moderno e minimalista. La decorazione digitale permette di riprodurre in molte varianti cromatiche la trama delle malte cementizie, ora più uniformi e compatte ora più materiche, con effetti di ossidazione o invecchiamento.

Come scegliere l'altezza giusta

Se state per ristrutturare il vostro vecchio bagno e vi state chiedendo quale sia l’altezza giusta per la posa del rivestimento ceramico sappiate che la verità è che non esiste un’altezza giusta. Essa dipenderà dal vostro gusto ma anche dalle dimensioni e dalla forma della stanza. La funzionalità, i costi e l’estetica sono tre cose importanti da tenere sempre a mente.

La prima fonte di ispirazione è sempre la casa stessa. In che stile è? Quando è stata costruita? Che tipo, forma, colore di rivestimento era originariamente presente nella casa? Qual è l’atmosfera che si respira? Queste sono tutte domande da porsi quando si progetta il bagno di una vecchia casa. Naturalmente a volte una casa non ha molta personalità, il che ci dà più libertà di progettazione, oppure c’è un’idea dietro a ogni partenza, un’ispirazione.

La qualità è la parola chiave di un progetto destinato a durare nel tempo. Le piastrelle di buona fattura dureranno più a lungo e sembreranno di fascia alta. È importante mantenere la stessa sensazione in tutta la casa, nei bagni e in tutti gli altri spazi.

Classifica dei migliori brand

I migliori brand in commercio sono molti, e possono essere: Marazzi, Ceramiche Sant’Agostino, Ceramica Bardelli, Giovanni De Maio, Mutina, Fondovalle, Marca Corona, 41zero42, Vogue, Ceramiche Rondine, Panaria, FAP, Iris e molte altre.

  1. Maxilastre tridimensionali: Creano un effetto-infinito e si adattano maggiormente ad ambienti moderni, non per forza minimali.
  2. Effetto marmo: Classica ed elegante allo stesso tempo, la piastrella maxi-formato è perfetta per uno stile classico-contemporaneo .Consiglio sempre di coordinare le piastrelle in marmo con i colori che sono contenuti all’interno della lastra, senza usare mai un bianco assoluto che strida con la pietra, che non è mai un bianco “puro”.
  3. Carta da parati: Perfetta per la progettazione dei bagni. Il mio consiglio è di scegliere in base al proprio sentire, svincolati da tendenze e opinioni di persone che non vivono in prima persona questo spazio.
  4. Sigarette: Assomigliano molto alle piastrelle rettangolari, dando l’illusione di un rivestimento su carta, creando un decoro graffiato molto raffinato e mai banale.
  5. Mosaico: Aggiungono colore e consistenza alle pareti su cui si posano, fuoriuscendo dallo stile anni ’80-’90 se contestualizzate in uno spazio moderno.
  6. Resina (o effetto resina): Si addice bene agli spazi iper moderni che classici, dando un tocco elegante che non stanca mai.
  7. Rettangolari piccole: Sono le più amate, e si addicono a ogni casa sia per la classica eleganza che emanano che per la semplicità di utilizzo, visto il piccolo formato.
  8. Quadrate 120×120: Sono le preferite delle persone che cercano continuità, che non amano particolarmente le piastrelle, preferendo le resine e quindi le superfici colorate lisce, le fughe e le complanarità.
  9. Quadrate 10×10: Chiamate anche Zellige, sono solitamente rivestite in smalto e riportano allo stile marocchino.
  10. Custom: Alcune aziende sartoriali producono le piastrelle customizzabili.

Evoluzione storica delle altezze dei rivestimenti

  • Anni '70: I rivestimenti arrivavano fino a circa 30 centimetri dal soffitto, realizzati con piastrelle di piccole dimensioni arricchite da greche e decori geometrici.
  • Anni 2000: La "moda del momento" erano rivestimenti che arrivavano a circa 110/120 centimetri, realizzati con piastrelle "rustiche" che imitavano pietre o marmi.
  • Anni 2020: Con l'affermarsi delle grandi lastre ceramiche, i rivestimenti arrivano fino al soffitto.

Rivestimento "boiserie"

Il nome deriva dalle boiserie inglesi, realizzate generalmente in legno, che arrivavano fino a poco sopra il lavandino e poi prevedevano una carta da parati nella parte alta della parete. Questa tipologia di rivestimento ha visto poi l'utilizzo sia di marmo che di ceramica che prevedevano, come per l'equivalente in legno, uno zoccolo di partenza, delle doghe verticali ed, infine, delle bordure di coronamento e completamento nella parte alta.

L'altezza corretta a cui deve essere tenuta una boiserie è circa di 110 centimetri per consentire allo specchio di appoggiare completamente nella parete e non finire "a cavallo" della bordura di completamento.

Rivestimenti bassi in piastrelle: quando farli e quando no

Un rivestimento in piastrelle realizzato fermandosi ad altezza ridotta può risultare raffinato ed elegante se rispetta alcune caratteristiche mentre sembra "sbagliato" se viene improvvisato o se si "costringe" ad uno spazio ridotto un materiale da rivestimento nato per essere usato a tutta altezza.

Le caratteristiche che rendono piacevole un rivestimento basso sono: il rispetto dello stile inglese nella proporzione, nei colori, nei decori e nei formati del rivestimento scelto; la presenza di un elemento di finitura che completa il rivestimento da posizionare a 110 cm; l'utilizzo di una finitura abbinata nella parte alta del bagno.

Le caratteristiche che rendono poco piacevole un rivestimento basso sono: mancanza di un elemento di finitura superiore; utilizzo di un profilo metallico in mancanza di un elemento di finitura; pittura delle pareti con una tempera bianca; utilizzo di lastre pensate per andare a tutta altezza che vengono tagliate a 110 centimetri o disposte in orizzontale; presenza di elementi che verrebbero "tagliati" da un rivestimento parziale.

Considerazioni sui costi e l'igiene

Quando acquisti dei materiali per la casa dovresti valutare sia il risparmio nel breve termine ma anche la durabilità del materiale. Nel caso di un bagno rivestito fino all'altezza del lavello dovrai considerare il costo del rinnovo periodico della tinteggiatura nella parte superiore, mentre le piastrelle non necessitano essere rinnovate. La tinteggiatura necessita di essere, di tanto in tanto, rinnovata, soprattutto in bagno dove si rovina più facilmente che in altri ambienti.

Per una ottimale igiene del bagno occorre che le pareti siano facilmente pulibili. Se hai intenzione di fare un rivestimento in ceramica fino a 110 centimetri sicuramente avrai già previsto di utilizzare una "tinta lavabile" per la parte alta delle pareti.

Normative e regolamenti

La normativa sull’altezza dei rivestimenti nei bagni privati, è principalmente disciplinata dai Regolamenti Edilizi dei Comuni: le regole possono cambiare da città a città. Un aspetto comune a moltissimi regolamenti, è che spesso manca un richiamo esplicito alle piastrelle in ceramica. Nella maggior parte dei casi si parla di superfici impermeabili e lavabili. Ciò significa che potresti rinunciare alle piastrelle, in favore di soluzioni altrettanto resistenti all’acqua, come resine, microcemento, carte da parati impermeabili o pitture lavabili.

Errori comuni e come evitarli

Quando scegli dei rivestimenti “bassi”, devi considerare che alcuni elementi potrebbero trovarsi a ridosso tra le ultime file di mattonelle e il muro non rivestito. L’altezza giusta varia in base all’arredo, l’importante è che l’elemento non sia posizionato in corrispondenza della linea di giunzione tra le mattonelle e la parete.

Nel caso della placca del wc, devi fare i conti con la scheda tecnica della cassetta di risciacquo - che definisce anche l’altezza della placca - e con le misure della placca stessa. Lo scaldasalviette, al pari degli altri elementi, dovrebbe essere posizionato interamente su una superficie piastrellata o su una parete completamente intonacata e dipinta.

In teoria, non esiste una quota minima di riferimento per il rivestimento in doccia. Tuttavia, a mio parere, l’interno doccia doccia andrebbe sempre rivestito fino ad almeno 220 centimetri.

Le 4 possibilità per rivestire il bagno

  1. A metà altezza: Quote che vanno da circa 120 cm. Il vantaggio principale è che le pareti saranno piuttosto libere, quindi l’ambiente dovrebbe sembrare più ampio e luminoso.
  2. Tutta altezza: Grazie alle piastrelle a tutta altezza puoi giocare facilmente con colori e geometrie dei rivestimenti: creare un punto focale sarà molto più semplice.

Questione di misure

La maggior parte dei prodotti ceramici viene prodotta in formati multipli di 15 o 30 centimetri (es. 30×60, 60×60, 60×120…etc.), dimensioni che che collimano alla perfezione con le “classiche” quote dei rivestimenti. In questo modo, si facilita posa e si riducono gli scarti.

Alternative alle piastrelle

  1. Resine e microcementi: La soluzione ideale per chi odia le fughe.
  2. Carta da parati: Una soluzione “di nicchia”, con un altissimo potere di arredo, quindi perfetta per personalizzare l’ambiente e definire lo stile della stanza.
  3. Rivestimenti resilienti: Pannelli murali in Spc o Lvt, da incollare sulla parete intonacata - al grezzo o imbiancata - o sui vecchi rivestimenti in ceramica.

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