Bagni Monumento a Quarto: Storia e Architettura di un'Icona Genovese

L'iconica struttura balneare dei Bagni Monumento, situata a Quarto, Genova, ha una storia ricca e complessa, intrecciata con le trasformazioni urbanistiche della città. Aperti nel lontano 1915 come piccola oasi in stile liberty, i Bagni Monumento hanno subito un periodo di disuso a partire dal 2018. Tuttavia, la struttura è stata restaurata ed è tornata in auge, adeguandosi ai cambiamenti dei tempi, della società e delle esigenze degli ospiti.

I "Monumento", con la loro attività di bar, ristorante e pizzeria, sono stati inaugurati ufficialmente il 17 aprile scorso. All’interno dello stabilimento sono stati installati pedane di accesso e un moderno ascensore che collega la terrazza alla spiaggia. Sono inoltre stati realizzati collegamenti con le zone costiere limitrofe, compresa l’area del monumento dei Mille.

Il Contesto Storico e Urbanistico di Genova

La storia dei Bagni Monumento si inserisce in un contesto più ampio di trasformazioni urbanistiche che hanno interessato Genova nel corso del XX secolo. In particolare, l'idea della "Grande Genova", concretizzata nel 1926 con l'annessione dei comuni limitrofi, ha portato a una serie di interventi urbanistici volti a modernizzare e ampliare la città.

«Nel 1926 si attua definitivamente l’annessione dei Comuni contermini a Genova, con atto formale [R.D.L. n. 662 15 aprile] voluto da Mussolini per compensare la sproporzione esistente ormai tra i limiti demografici e territoriali della città e la ricchezza dei suoi traffici e delle sue attività. Opere “grandiose” seguono il provvedimento, come l’apertura di via di Francia e lo sbancamento del promontorio di San Benigno per un più diretto collegamento col Ponente e con la val Polcevera. … Con l’annessione e l’unificazione amministrativa dei diciannove comuni della “cintura”, si confermano certi indirizzi generali che sottolineano da tempo, ormai, la tendenza alla concentrazione industriale e operaia nel ponente e nella val Polcevera. Viene così configurandosi un disegno di polarizzazione delle funzioni a livello urbano che si è tentati di descrivere attraverso formule - quali “ponente industriale e operaio, levante residenziale e borghese” - certamente schematiche e assai lontane dal discoprire la complessa e articolata realtà storico-culturale dei singoli centri» (p.

Questo periodo è stato caratterizzato da una convergenza tra le esigenze di rappresentanza del regime fascista e gli interessi della grande borghesia genovese, che ha portato a interventi speculativi nelle aree centrali della città. Nel 1932 è stato varato il Piano Regolatore di massima delle zone centrali della città [RDL 8 settembre 1932] con le consuete motivazioni formali di ordine viabilistico.

Dopo l’approvazione, avvenuta nel 1932, del piano regolatore definitivo del centro di Genova, Piacentini viene nominato “consulente del comune per la formazione delle tre piazze” indicate dall’Amministrazione come punti nodali della nuova organizzazione dello spazio urbano: Piazza Dante, ottenuta dallo sventramento di vasta parte del tessuto storico cittadino e destinata ad accogliere nuove funzioni terziarie; Piazza della Vittoria, centro rappresentativo e monumentale della Genova nuova, anch’essa destinata all’insediamento di enti finanziari e assicurativi; piazza al Mare, destinata a diventare polo ricreativo e turistico alberghiero di Genova» (p. 166).

La Sistemazione della Spianata del Bisagno e Piazza della Vittoria

Un elemento chiave delle trasformazioni urbanistiche di Genova è stata la sistemazione della Spianata del Bisagno, che ha portato alla creazione di Piazza della Vittoria. La costruzione di un monumento ai Caduti in Guerra era parte integrante di questo progetto.

«L’Amministrazione attuale ritenne … di bandire … concorso per la sistemazione della vasta zona, nel centro della quale dovrà sorgere il Monumento che Genova intende dedicare ai suoi Caduti in Guerra. Maragliano. Verrà sistemata a giardino; nel quale dovranno trovar posto, a sud una arena, o stadium o teatro all’aperto, o altro edifizio pubblico; a nord, in prossimità della via XX Settembre, il monumento ai Caduti, in forma di arco monumentale (il progetto del quale è però escluso dal presente concorso)» (p.

«La sistemazione edilizia della Spianata del Bisagno e la questione della copertura di un tratto del torrente furono oggetto di studi da parte di amministrazioni comunali e di ingegneri, prima ancora che il Comune procedesse all’acquisto di Piazza d’Armi, avvenuto, per la Piazza Verdi fin dal 1883, e per la Piazza di Francia nel novembre 1910. Ma fu durante le trattative per quest’ultima convenzione fatta col Governo dall’Amministrazione Da Passano, che gli studi per lo scioglimento di questo grave problema di edilizia cittadina ebbero nuovo vigore. L’Amministrazione Da Passano, nell’intento di procedere a una rapida sistemazione della grande area, promuoveva infatti l’elaborazione di varii progetti, tra i quali si segnalava quello dell’architetto Benvenuto Pesce-Maineri. Questo piano contemplava una parziale fabbricazione di Piazza Verdi e di Piazza di Francia, mediante un aggregato di edifici a portici … Il progetto recava inoltre la rettificazione, canalizzazione e copertura del torrente Bisagno nel tratto fra il ponte della ferrovia e il mare, dando luogo così ad un viale sulla copertura del greto con una larghezza di 62 e una lunghezza di 1100 metri. … Alla seguente Amministrazione, che fu quella presieduta dal Generale Massone, l’architetto Pesce-Maineri presentava una terza volta il proprio progetto al quale aveva aggiunto tra il Cantiere della Foce, il Ponte Bezzecca, Corso Aurelio Saffi ed il mare, un vasto bacino porto per imbarcazioni sportive.

Tale progetto, dopo l’approvazione della Commissione Edilizia, del Genio Civile, e dopo alcune varianti in esso introdotte dall’Ufficio Tecnico Municipale, fu approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 24 marzo 1917, e ne veniva stabilito l’acquisto, restando però libero il Comune “di svolgere, se, come, e quando crederà meglio, la sistemazione della Spianata del Bisagno e dell sue adiacenze” senza che il progettista avesse diritto ad ulteriori incarichi o compensi» (p.

Oggi, quanti capitano a Genova, restano, come quelli giunti ieri, ammirati davanti alla ciclopica opera compiuta: la copertura del Bisagno. Ed essi non possono a meno di ammirare le nuove grandiose arterie che corrono sopra la copertura, i spaziosi giardini che fra l’una e l’altra via sono stati tracciati per rompere col verde la lunghezza e l’ampiezza delle nuove strade. Ed ancor più restano meravigliati, quando così notano dirò, lo innesto che i giardini sul Bisagno fanno con quelli di Piazza Verdi. Perché la sistemazione di Piazza Verdi non è un’opera a se stante, ma è parte principale di quella generale di tutta la spianata del Bisagno, a sua volta collegata con quella della viabilità del centro.

Tabella riassuntiva delle principali fasi di sviluppo urbano

Anno Evento Descrizione
1915 Apertura Bagni Monumento Inaugurazione come stabilimento balneare in stile liberty
1926 Annessione Comuni Creazione della "Grande Genova"
1932 Piano Regolatore Approvazione del piano regolatore delle zone centrali

Riferimenti Bibliografici

I due volumi raccolgono contributi di autorevoli studiosi italiani e stranieri nei quali, partendo dalla pluralità di orizzonti di interesse di Giovanni Carbonara, vengono affrontati inediti percorsi critici e storiografici. I saggi si articolano in quattro sezioni: teoria, metodi e temi generali di storia e restauro dell'architettura, storia e rappresentazione dell'architettura e della città, restauro e la tutela dei monumenti, la formazione per il restauro: riflessi internazionali ed esperienze di metodo in cui si indagano i molteplici aspetti della disciplina.

The present work is a collection of essays by authoritative Italian and foreign scholars that address the unpublished critical and historiographical path of the multiple interests of Giovanni Carbonara. The essays are divided into four sections: Theory, methods and general themes of History and Restoration of Architecture, collecting topics of theoretical reflection, but also method; History and representation of architecture and the city, with essays dealing with topics ranging from antiquity to the contemporary era; Restoration and the protection of monuments, a section in which develops together with themes of the history of restoration, more properly design aspects, alongside and beyond restoration, to extend the interest to the environmental context; training for restoration: international reflections and method experiences in which the multiple aspects of the discipline are investigated, with particular reference to teaching and operational practice.

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