Bagni della Regina Giovanna: Storia e Informazioni
Nascosti tra le scogliere mozzafiato della costiera Sorrentina, si trova una delle gemme più affascinanti e meno conosciute d’Italia: i Bagni Regina Giovanna. I Bagni della Regina Giovanna si trovano sul promontorio di Punta Capo, a Sorrento, porzione di costa dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Uno dei siti archeologici più importanti della penisola Sorrentina; intriso di storia, natura e leggenda. Un posto incantevole, dove natura, mare e passato si fondono.
Storia e Leggenda
I Bagni Regina Giovanna non sono solo una delle perle più affascinanti della costiera sorrentina, ma custodiscono anche secoli di storia, avvolti tra leggenda e realtà. Il nome di questo luogo magico deriva da Giovanna I d’Angiò, sovrana di Napoli nel XIV secolo. Di lei si narra che tra il 1371 e il 1435, venisse in villeggiatura al mare accompagnata dai suoi giovani amanti con cui era solita intrattenersi durante il bagno in queste acque. Pare che Tra il 1371 ed il 1435, spesso la Regina si recava in villeggiatura in questo luogo. La Sovrana, nota per i suoi atteggiamenti scandalosi, si racconta che amasse intrattenersi a lungo in queste acque in compagnia dei suoi giovani amanti. Si narra, che durante il periodo dal 1371 al 1435, la Regina Giovanna trascorse l’estate in questa zona, frequentando le acque di questa piscina naturale con i suoi amanti. La leggenda vuole che la regina amasse intrattenersi e trascorrere giornate intere con i suoi vari amanti, sopratutto in queste acque, che per la conformazione rocciosa che la circonda, sembra assumere la forma di una piscina.
La regina Giovanna II D’Angiò-Durazzo, sovrana di Napoli, ha la sua statua nella Chiesa di San Giovanni Carbonara, a Napoli, dove regnò dal 1414 al 1435. Fin qui la storia, ma la leggenda aggiunge particolari piccanti.
Il Sito Archeologico di Villa Pollio Felice
La storia di questa località ha radici molto più antiche, che si estendono fino all’epoca romana, testimoniata dai resti archeologici di una villa marittima di straordinaria importanza, situata proprio a ridosso del mare. Una delle ville edificate qui dai romani è la domus risalente al primo secolo a.C. del nobile romano Pollio Felice. Una delle ville edificate qui dai romani è la domus risalente al primo secolo a.C. del nobile romano Pollio Felice. La zona è infatti anche un sito archeologico e sul percorso verso i Bagni della Regina Giovanna si incontrano vari reperti. I Bagni della Regina Giovanna sono uno scrigno di storia ed ospitano i resti di un’antica villa romana, il cui nome era “Villa Pollio Felice”, che sorgeva proprio sul promontorio del capo di Sorrento. I Bagni della Regina Giovanna sono un piccolo tesoro di storia, difatti ospitano anche i resti di una antica villa romana. Villa Pollio Felice è una splendida testimonianza dell’architettura romana risalente al I secolo a.C., situata nella suggestiva cornice del promontorio di Capo di Sorrento, tra la costa ed il verde lussureggiante della penisola sorrentina.
Oggi possiamo vederne soltanto i ruderi, proprio sulla cima del promontorio di Capo Sorrento. Risalente al I° sec a.C., la villa aveva una superfice di circa trentamila metri quadri ed era divisa in due parti: la domus marittima e la villa immersa nei campi. La villa conosciuta con il nome di "Villa Pollio Felice" risale al I° sec. a.C. ed è divisa in due parti: la villa, immersa nei campi e il domus marittima. La villa marittima di Pollio Felice era un possedimento immenso di almeno 30.000 metri quadrati, con un’ulteriore dimora collegata alla principale da cunicoli e sottopassaggi.
Un viaggiatore che si fosse recato su queste coste tra il I sec a.C. e il I sec. d.C. avrebbe assistito ad uno scenario incredibile di abitazioni private e piantagioni disposte sulla costa senza soluzioni di continuità. Un'immagine eloquente di tale panorama residenziale è ben espressa dal geografo Strabone che, nel descrivere le città del Golfo di Napoli, si sofferma su quella fascia costiera del Cratere, appellativo allora utilizzato per definire il Golfo, delimitata dal Capo Miseno e dal Capo Ateneo, l'attuale Punta Campanella. Ai quartieri di abitazione della pars maritima si giungeva sia dall'alto del promontorio che via mare. La domus marittima si caratterizzava per la presenta di sontuosi ambienti panoramici, con terrazze che affacciavano direttamente sul mare, offrendo una vista mozzafiato sul Golfo di Napoli.
I resti archeologici oggi visibili della villa del Capo di Sorrento riguardano soprattutto gli ambienti costruiti sulla piattaforma rocciosa sul mare, ma anche i muri di terrazzamento e tre gruppi di cisternoni per l'approvviggionamento idrico della villa pertinenti al fondo agricolo coltivato. La loro costruzione riuscì nell'intento di modificare le asperità del terreno per consentire di costruire vani che potessero rispettare secondo le diverse angolazioni lo stesso orientamento. La forma irregolare del promontorio è stata livellata attraverso queste stesse sostruzioni in opera cementizia che, in tal modo definivano l'articolata base per l'impianto di vani polifunzionali rispondenti a diverse finalità a seconda anche della diversa esposizione. Al di sopra degli ambienti cisterne si ergeva il cosiddetto "quadriportico", rispondente alla tipologia del peristilio ellenistico con ambienti disposti intorno ad una costruzione colonnata. Al di sotto del quadriportico e delle cisterne-sostruzioni si sviluppavano lungo tutti i lati del promontorio blocchi separati di ambienti costruiti su livelli diversi che seguivano l'andamento capriccioso della scogliera. L'interno del bacino è stato realizzato attraverso impostazioni di murature in materiale locale e in tufo giallo napoletano con magnifiche opere come due nicchie costruite anche sott'acqua. Il bacino doveva presentare sulla sua sommità ulteriori stanze decorate come le nicchie sottostanti, il che è testimoniato dalla presenza di resti di murature in opus reticulatum lungo l'attuale discesa moderna.
L'entrata da mare va intesa come un accesso privilegiato alla villa, garantito anche da un percorso via terra che non corrisponde a quello moderno. Oggi, la struttura può essere raggiunta sia via terra, attraverso numerosi sentieri paesaggistici che costeggiano la scogliera, sia via mare, per chi desidera ammirare la bellezza dell’antica villa dalle meravigliose acque limpide della costiera sorrentina.
La Piscina Naturale
È una laguna incorniciata da rocce calcaree erose dal vento e collegata al mare da uno stretto passaggio, una sorta di porta sovrastata da uno spettacolare arco formato dalle scogliere. La particolarità dei Bagni Regina Giovanna risiede nella loro struttura geologica: un arco naturale di roccia che si apre su una vasca di acqua salata, circondata da un anfiteatro di scogliere che sembrano proteggerla e nasconderla agli occhi dei più. Ma indiscussa protagonista del posto è la baia circondata dalla scogliera e collegata al mare solo da un’apertura nella roccia, un arco naturale da cui passano i raggi solari. Una vera propria piscina naturale con acqua color smeraldo e non molto profonda.
Come Raggiungere i Bagni della Regina Giovanna
I Bagni della Regina Giovanna sono raggiungibili percorrendo una stradina a piedi che parte dal capo di Sorrento. I Bagni della Regina Giovanna sono raggiungibili in auto da Sorrento. Il sito è raggiungibile in autobus dalla stazione della circumvesuviana di Sorrento e in auto partendo da Sorrento. Raggiungere i Bagni Regina Giovanna è un’esperienza che inizia ben prima di immergersi nelle sue acque cristalline. Situati a breve distanza dal vivace centro di Sorrento, questi gioielli nascosti della natura sono accessibili sia in auto che con i mezzi pubblici, offrendo un’avventura accessibile a tutti coloro che desiderano esplorare una delle meraviglie più incantevoli della regione. Dopo aver lasciato l’auto o sceso dal mezzo pubblico, vi attende un breve ma affascinante cammino a piedi. Questo sentiero, immerso nel verde lussureggiante della macchia mediterranea, non è solo un percorso fisico ma un’invitazione a rallentare, a respirare profondamente e a prepararsi all’incanto dei Bagni Regina Giovanna.
Munitevi quindi di scarpe da ginnastica e siate pronti a camminare: i Bagni della Regina Giovanna sono raggiungibili soltanto a piedi. È fondamentale indossare scarpe comode per godersi al meglio questa passeggiata, che pur breve, può rivelarsi impegnativa per chi non è abituato ai sentieri naturalistici. Si impiegano circa 15/20 minuti, partendo da Capo Sorrento e seguendo le indicazioni dei Ruderi Romani. Dopo un sentiero di circa 10/15 minuti è possibile accedere liberamente a una scogliera a picco sul mare. Una passeggiata piacevole, durante la quale si alternano i profumi del mare e della vegetazione. Una passeggiata piacevolissima. Il percorso verso i Bagni Regina Giovanna si rivela quindi non solo una transizione da un luogo all’altro ma un’esperienza in sé, un momento per assaporare la bellezza del paesaggio, l’aria pulita e la tranquillità di un ambiente naturale ancora preservato. È consigliabile però non fermarsi solo alla conca, ma proseguire fino al capo, dove si gode di uno splendido panorama che spazia dalla penisola sorrentina, al golfo di Napoli alle isole di Ischia e Procida. Sullo sfondo, il Golfo di Napoli che abbraccia la Penisola Sorrentina fino alle isole di Ischia e Procida, il Vesuvio e Capri. Da qui si può ammirare un panorama mozzafiato che cattura tutto il golfo di Napoli, uno spettacolo di colori al tramonto.
Informazioni Utili per la Visita
Tuffatevi, ma attenzione ad affrontare il mare aperto, dove il fondale si fa profondo e le correnti diventano forti. La scogliera d’estate si riempie di bagnanti pur non essendo certamente agevole per tutti, considerando anche che il mare aldilà di essa è molto profondo. È necessario procurarsi delle scarpette dato che il fondale è costituito prevalentemente da ciottoli. È consigliabile però non fermarsi solo alla conca, ma proseguire fino al capo, dove si gode di uno splendido panorama che spazia dalla penisola sorrentina, al golfo di Napoli alle isole di Ischia e Procida. L’incomparabile bellezza del luogo si deve anche al fatto che non c’è nulla a disturbare la natura, né bar né ristoranti, nessun servizio ombrelloni, nessuna struttura. E neppure la spiaggia. Si sta sulle piccole terrazze rocciose. Organizzatevi perciò con acqua e viveri, se volete trascorrerci varie ore, oltre che con le indispensabili scarpette da scoglio. Nessun mezzo arriva fin qui.
Visitarli, quindi, significa abbracciare un’esperienza a 360 gradi, che arricchisce non solo il corpo ma anche l’anima.
Bagni della Regina Giovanna nel Cinema
L’affascinante conca è stata inoltre, nel 1955, protagonista dell’incontro clandestino tra Sophia Loren e Vittoria De Sica nel film “Pane Amore e..”.
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