Storia dei Bagni di Viareggio Darsena: Un Viaggio tra Cultura e Tradizioni

Passare alcune ore di un pomeriggio d’estate lontano dal sole che infiamma la spiaggia e, senza cedere alla tentazione di un tuffo nel verde delle pinete, percorrere le strade e le piazze di Viareggio alla ricerca e alla scoperta di tracce della sua storia, rappresenta un’occasione da non perdere. Per questo abbiamo pensato ad alcuni ideali "tour" storico-culturali che permettano di visitare Viareggio andando oltre l’apparenza del visibile, percependo quindi la realtà non solo con gli occhi, ma anche con gli sguardi lontani di chi ci ha preceduto.

Il primo percorso si snoda lungo il canale Burlamacca, che scorre dalla Torre Matilde al mare, che rappresenta la linea d’acqua lungo la quale è nato e si è sviluppato, a partire dalla fine del XV secolo, il borgo di Viareggio. Il canale Burlamacca, dalla Torre Matilde al mare, rappresenta quindi un ideale spazio dove si concentrano e si fondono storia e cultura di Viareggio.

Il Canale Burlamacca e la Nascita di Viareggio

Il nostro viaggio inizia dal tratto del canale Burlamacca immediatamente a monte del ponte di Pisa, subito dopo le cateratte che, secondo il progetto dell’ingegner Bernardino Zendrini, regolano il deflusso delle acque del lago di Massaciuccoli. Questo progetto ha permesso la bonifica dei terreni paludosi e malarici che circondavano il nucleo urbano di Viareggio fino alla prima metà del Settecento, creando le premesse per un rapido sviluppo demografico e territoriale della città.

Un "segno" del tempo, testimone di un frammento della storia e della cultura cittadina è rappresentato dal tabernacolo dedicato alla Madonna Bambina che si trova al lato, prima del ponte di Pisa, fatto erigere nel 1837 da Zaverio Cardinali, membro di un’antica famiglia marinara di Viareggio, per onorare il voto fatto alla Vergine per avergli salvato la vita nel naufragio della tartana "Madonna di Montenero", e ben presto diventato luogo di venerazione e di culto.

Dopo il ponte di Pisa, intitolato nel 1915 a Vittorio Emanuele III, si incontra la massiccia Torre Matilde, fatta edificare dal Governo lucchese con deliberazione del 5 giugno 1534, a difesa dei magazzini e del nascente borgo. Originariamente la Torre si presentava come la vediamo. Nei primi anni del XVI secolo fu rialzata di un piano, sopraelevazione che fu demolita nel 1947, durante un primo restauro eseguito dalla Soprintendenza ai Monumenti di Pisa.

La Darsena Vecchia e l'Influenza di Maria Luisa di Borbone

Nel canale, davanti alla Torre, si apre la prima darsena di Viareggio, la "darsena Vecchia" o darsena Lucca, voluta da Maria Luisa di Borbone, Duchessa di Lucca con decreto del 2 ottobre 1819, per sostituire la modesta calanca preesistente a fianco della Torre, considerando «le molteplici istanze presentateci per costruzione dei bastimenti nel porto di Viareggio e per la facilità di vararli» e poiché in quel porto mancavano assolutamente le attrezzature per «una mano d’opera così rispettabile e di tutto interesse per quella numerosa popolazione».

Poco oltre, seguendo lo scorrere del canale Burlamacca verso il mare, si incontra il palazzo Fanucci-Bernardini-Mansi, costruito nei primi anni del Settecento. Davanti al palazzo si trova il moderno ponte girante, posizionato all’altezza del prolungamento del viale dei Tigli, quasi a stabilire un ideale collegamento con la Villa Borbone. In origine era un rustico ponte di legno, che veniva alzato per permettere alle imbarcazioni di entrare od uscire dalla darsena Vecchia, nel 1914 fu sostituito con un ponte girante di ferro, l’anno dopo intitolato alla Regina Elena moglie di Vittorio Emanuele III, posizionato, come quello attuale, alcune decine di metri più avanti verso il mare.

L'Espansione Portuale: Darsena Toscana e Darsena Italia

Poco oltre il ponte si apre l’imboccatura delle darsene, la darsena Toscana, realizzata nel 1871 e la darsena Italia, nel 1903. La costruzione delle due darsene, a pochi anni una dall’altra, testimonia la grande attività dei cantieri navali viareggini, dai quali venivano varati eleganti velieri dalle linee sinuose degli scafi "gallettati" e dalle maestose velature, pronti a prendere il largo solcando tutte le rotte del mare e scrivendo pagine gloriose di una marineria che ha saputo meritarsi un posto d’onore nell’albo d’oro della navigazione a vela.

Il canale poi prosegue affiancando la via Rosolino Pilo. La strada ricorda un episodio che testimonia il contributo di Viareggio alla storia del Risorgimento. Infatti nel marzo 1860 la paranza viareggina "Madonna del soccorso, di proprietà di Silvestro Palmerini e pilotata da Raffaello Motto, con a bordo i marinai Francesco Palmerini, Giuseppe Rosani ed il mozzo Antonio Barsella, salpò da Cornigliano Ligure alla volta della Sicilia per sbarcarvi Rosolino Pilo e Antonio Corrao che dovevano preparare il terreno alla "spedizione dei Mille" del generale Giuseppe Garibaldi.

Il Lungomolo e l'Arte di Lorenzo Viani

Dopo, il canale ed i lungo moli che lo affiancano, assumono l’aspetto di un salotto a cielo aperto, un magico scenario ricco di fascino e di poesia. All’inizio del molo, troviamo il busto marmoreo di Lorenzo Viani che Arturo Martini, uno dei più grandi interpreti della scultura del nostro tempo, ha scolpito come segno di devozione verso l’artista viareggino. La pregevole scultura, "Ritratto di Lorenzo Viani", che Martini donò al Comune di Viareggio, dopo essere stata esposta alla Biennale di Venezia del 1938, nel 1939 giunse a Viareggio per essere collocata in una "degna sede", come da impegni presi all’atto della donazione.

Il monumento, il 10 agosto 1953, giorno dedicato a San Lorenzo, fu collocato nella piazzetta sul lungo molo, «in perenne contemplazione del suo mare, della sua darsena», poi, nel 1976, per salvaguardarlo dall’incuria e dai vandalismi dell’uomo, fu trasferito prima a Palazzo Paolina, successivamente nell’atrio del Municipio, ed infine a Palazzo delle Muse, dove attualmente si trova, mentre al suo posto, sul lungomolo, fu collocata una copia fedele in marmo, realizzata a Pietrasanta nel laboratorio di Franco Cervietti.

Cenni Storici: Dalle Origini al Turismo

Le prime notizie certe che ci rimangono di Viareggio risalgono al 1171, quando i Lucchesi acquistarono le terre e i boschi che si estendevano da Montramito al mare. Dopo l’abbandono forzato del porto di Motrone da parte di Lucca, si manifestò l’importanza di questa località, che costituiva ormai il solo approdo marittimo rimasto alla repubblica. Nel 1606 venne scavata la darsena vecchia, e nel 1617, fu dichiarata quella terra capoluogo di vicaria. Malgrado ciò la popolazione vi si mantenne sempre scarsissima, causa le micidiali febbri malariche, e nel XVIII Viareggio poteva considerarsi quasi abbandonata, non contando che 200 abitanti.

Fu solo dopo i lavori idraulici che si affievolì il flagello della malaria e prese dimora stabile, intorno al primitivo villaggio, un nucleo importante di popolazione. Sulla metà del Settecento, la gratuita concessione degli arenili da parte della repubblica, emulata più tardi dalla generosità della duchessa Maria Luisa di Borbone, diede un imprevedibile impulso allo sviluppo di Viareggio. Un disegno panoramico dell’architetto Valentini permette di rivedere la piccola Viareggio della metà del sec. XVIII chiusa tra i ruderi dell’antico “mastio” o torre del mare, e la cosiddetta “torre nuova”, congiunta da un cavalcavia alla residenza del commissario.

L’area libera della spiaggia era riservata invece alle future ville dei Fanucci; quest’ultima rimase la costruzione più avanzata verso il mare finchè Paolina Bonaparte non fece edificare nel 1822 la villa che tutt’oggi porta il suo nome. L’occupazione francese della Lucchesia non mancò d’influire sulle sorti di Viareggio, dove la rivolta contro il nuovo regime imposto dagli stranieri si rivelò più violenta che altrove.

Cenni Artistici: La Passeggiata e i Bagni Storici

Quando alle ville gentilizie del sec. XVIII si aggiunsero gli agglomerati urbani dell’Ottocento, Viareggio assunse in breve l’aspetto di una moderna città. Della famosa “passeggiata”, che alterna su di un lato modernissimi palazzi a edifici di gusto liberty, e sull’altro originali negozi e ritrovi ad eleganti stabilimenti balneari, riportiamo la descrizione di un viareggino puro sangue, Mario Tobino.

“I bagni storici, quelli che poi hanno preso nella fantasia degli anziani il colore della favola, vivevano nel tratto che dal molo va a piazza Mazzini. Il Colombo era il bagno dei preti; aveva una rotonda breve, cauta, modesta... Il Balena era come questo cetaceo. Possentemente molle e trionfante era la sua rotonda, la più alta sul mare... Il Nettuno era tabù. Una rete difendeva la sua spiaggia dalla plebe... L’ingresso del Felice era il più bello di tutti, il più simile ad un bosco...".

Questi furono a Viareggio i bagni celebri e tali rimasero dall’inizio del secolo fino a dopo la guerra mondiale. Sulla piazza del vecchio mercato si leva ancora la torre del sec.XVI e il palazzo del Commissario; tra via Garibaldi e il molo grandeggia il monumento ai caduti, in piazza Shelley rimane il busto del poeta inglese, e all’inizio della passeggiata sul molo s’impone allo sguardo un busto di Lorenzo Viani, di alte qualità espressive.

Il Bagno Mergellina: Storia e Tradizione

Il Bagno Mergellina a Viareggio rappresenta una parte importante della storia della città e della tradizione balneare italiana. La sua storia è indissolubilmente legata a figure come Giovanna Borrelli, una viareggina doc con origini napoletane, scomparsa dopo una lunga malattia. Con lei, se n'è andata anche una parte di storia del mitico Bagno Mergellina in Darsena a Viareggio.

Il padre di Giovanna era uno dei tre fratelli che fondarono il Marechiaro, uno stabilimento balneare con ristorante situato nell'area un tempo occupata dalla Sec. Successivamente, quando si decise di dare maggiore spazio ai cantieri navali, il padre si spostò sul viale Europa, dando vita agli attuali bagni Marechiaro e Mergellina, in omaggio alle sue origini partenopee.

Giovanna Borrelli: Anima del Ristorante

Famoso negli anni, il ristorante del Bagno Mergellina, di cui Giovanna Borrelli ha raccolto il testimone molti anni dopo insieme alla cugina, ha ospitato centinaia e centinaia di bagnanti stagionali, del fine settimana (pistoiesi, fiorentini, lucchesi in massa) o di breve periodo.

Per anni ha preparato il “panino” dei pranzi fuori orario, rifocillando tanti ragazzi e giovani che finito il lavoro o lo studio mattutino capitavano al mare per godersi la spiaggia fino a sera. Ha osservato (e coperto) adolescenti - e non solo - cominciare i primi filarini, oppure ha visto formarsi famiglie che poi sono rimaste clienti negli anni, per generazioni, di padri in figli.

I Bei Tempi della Darsena

Erano i bei tempi degli stabilimenti in Darsena, con i Giochi senza Frontiere in spiaggia, i tornei di calcio, pallavolo, biglie lungo tutto il Vialone. Gli anni dei tornei di carte, delle feste in spiaggia, dei gavettoni e delle Feste di Ferragosto con le mascherate estive, i quiz e le miss del bagno con ballo, orchestra.

Sempre briosa, dall’umanità e dall'allegria contagiose, anche nella malattia pur grave ha trovato il modo di affrontare le difficoltà con la cifra dell’ironia e dell’allegria: amica di chiunque frequentasse, e intratteneva con ciascuno di essi rapporti personali al di fuori dei momenti più specificamente legati al lavoro, alla malattia, alla contingenza.

La Tradizione della Villeggiatura Italiana

La villeggiatura è il sinonimo che, per noi italiani, rappresenta l’estate. Da allora, la villeggiatura è diventata sempre più parte della tradizione estiva degli italiani, insieme a quella per gli Autogrill, fino a quando, nel 1823 a Viareggio apre il primo stabilimento balneare, il Bagno Dori esclusivamente riservato alle donne.

A partire dai primi anni del 1900, divenne d’uso comune poter andare in villeggiatura. Durante il periodo fascista ad esempio, il regime mise a disposizione treni che permettevano alle persone di potersi spostare e raggiungere località balneari.

I Primi Stabilimenti Balneari e l'Evoluzione dei Costumi

Dove sono nati i primi stabilimenti balneari di Italia? In Toscana naturalmente. Sorge il sole sul litorale viareggino, è l’alba di una nuova epoca. Salgono sulla palafitta che si inoltra in mare, soltanto dai confortevoli camerini sostenuti dalla struttura oseranno scendere la scaletta di legno ed avventurarsi tra le onde.

Fu così che il gonfaloniere di Viareggio ottenne dal Ducato di Lucca il permesso di costruire il Bagno Dori e il Bagno Nereo, offrendo ai toscani ma non solo, l’ultima tendenza in fatto di divertimento e salute, discesa dall’atlantico dell’Impero Britannico, direttamente sulle sponde della Versilia.

Presto ci si incamminò per le prime passeggiate in spiaggia, si riuscì ad intrattenere un rapporto più rilassato con l’acqua o addirittura sportivo. Con il Novecento, le vacanze corsero sempre più velocemente dalla cura verso lo svago. Gli uomini passarono ad indossare maglietta e pantaloncini corti. Ancora pochi anni e con il nuovo decennio, gli uomini iniziarono a togliersi completamente la maglietta, i pantaloncini femminili si staccarono dal corpetto e comparvero le prime scollature.

Nel 1928 il fascismo permise a tre sole palafitte di continuare la propria attività. Il nuovo regime si adoperò infatti per accentuare l’aspetto sportivo e vitalistico delle vacanze al mare, con particolare riguardo per le colonie marine dedicate all’infanzia.

La nuova tendenza in fatto di costumi esplose letteralmente nel 1946, poiché prese nome dall’atollo dei test nucleari statunitensi: il bikini. Del resto il modello versiliano delle vacanze di eccellenza si è sempre proposto di prendersi cura dei suoi ospiti a 360 gradi, dai caffè, ai ristoranti, alle ottocentesche sale da scherma del Nettuno, alle galoppate dannunziane.

Il Bagno Ester: Una Storia di Famiglia

Quella del Bagno Ester è storia che coinvolge e vede come protagoniste da generazioni, ovvero fin dagli inizi del secolo scorso, le donne. Perciò il Bagno Ester è da sempre un bagno in rosa: non a caso la fondatrice dello stabilimento si chiamava proprio Rosa. La famiglia racconta che la bisnonna Rosa Defons diede vita all'attività nel 1901; a quell'epoca gli stabilimenti della zona potevano contarsi sulle dita di una mano, e Rosa aveva creato una struttura spaziosa e accogliente: il Bagno, il più vecchio della darsena, aveva infatti 100 cabine, un bar-ristorante e persino una sala da ballo.

Nel secondo dopoguerra, a partire dal 1947 e a seguito dello sminamento della spiaggia, furono di nuovo date le concessioni per gli stabilimenti ed Ester Volpe, figlia di Rosa, costruì il Bagno Ester in darsena, a poca distanza del precedente, dove adesso ci sono i cantieri navali; lì il "secondo" bagno costruito dalla famiglia rimase fino al 1968. Ester continuò ad essere presente al bagno con l'assiduità che contraddistingue anche oggi le donne della famiglia, fino al 1978.

Il bagno Ester è parte della stessa famiglia da 112 anni ed è facile comprenderne l'importanza; anche se gli anni passano e i tempi cambiano, ci sono tradizioni che sono ormai così radicate da essere diventate dei veri classici, come la cena "polenta e seppie" del 7 settembre (giorno in cui Viareggio festeggia la Madonna), festa con cui da anni si chiude la stagione estiva.

La Nascita dei Bagni Comunali e il Turismo Estivo

Il 28 giugno 1827 il Duca Carlo Lodovico autorizzò il Gonfaloniere di Viareggio a “far costruire lo stabilimento de’Bagni secondo il disegno esibito, a spese della Comunità”, ordinando al Cassiere del Ducato di anticipare la somma di duecento scudi, da restituire in seguito da parte della Cassa comunale di Viareggio e concesse anche il permesso di tagliare cento piante della pineta per ricavare il legname necessario alla costruzione.

Era previsto che i bagni, in funzione da luglio a settembre, aprissero alle 8 di mattina e chiudessero alle 13 per riaprire poi alle “tre pomeridiane e fino ad un quarto d’ora prima dell’Ave Maria”. Per ogni bagnatura era stabilita una tassa di soldi dieci con la possibilità di abbonamenti, per un minimo di quindici bagni, con la riduzione di un terzo dell’importo previsto.

Prima fu realizzato il bagno per gli uomini, il “Nereo”, e poi nel corso del mese di luglio anche quello per le donne, il “Dori”. Erano modeste costruzioni di legno su palafitte in mare, raggiungibili dalla spiaggia per mezzo di un lungo pontile. Giuseppe Giannelli nel "Manuale per i bagni di mare", pubblicato nel 1833 dalla tipografia Bertini di Lucca, li descrive come "due comode ed eleganti fabbriche di legno, distanti fra loto 65 braccia, l’una per le donne e l’altra per gli uomini.

Comunque dovevano esservi altre costruzioni, infatti, in un documento del 1828 si legge che fu concessa a Domenico Maffei, detto “Ampolletta”, l’autorizzazione a costruire lungo la spiaggia dei “capannelli per l’uso dei bagnanti come negli anni decorsi”.

Alla fine della stagione estiva del 1827 furono 1029 i biglietti d’ingresso staccati dai due bagni comunali, per un importo di lire 359, nel 1828 furono incassate 510 lire, 521 lire nel 1829, sempre aumentando negli anni che seguirono. Il turismo estivo fu presto uno dei poli trainanti dell'economia cittadina, determinando consistenti cambiamenti nel tessuto urbanistico del piccolo borgo: furono allargate le strade ed abbellite le piazze, aumentarono le locande e gli alberghi e sorsero nuovi ed eleganti negozi.

Dopo alcuni decenni, anche l'attrezzatura di spiaggia fu migliorata esteticamente e le prime capanne di paglia, il Nereo ed il Dori furono sostituiti dai grandi stabilimenti su palafitte in mare, il "Felice Barsella", il "Nettuno", I"'Oceano", il "Balena", il "Quilghini" e tutti gli altri, che subito caratterizzarono Viareggio come uno dei principali centri estivi alla moda.

Lo Sviluppo Portuale di Viareggio sotto Maria Luisa di Borbone

Nel 1817 il borgo di Viareggio è dotato di un assai modesto porto, costituito unicamente dalla foce del Canale Burlamacca, direttamente aperto sul mare, facile all’insabbiamento e soggetto alle mareggiate, in ogni caso capace di ospitare soltanto un numero ridotto di barche di ben scarsa portata, sia per la pesca che per un ristretto commercio legato ad una navigazione lungo la costa, rivierasca e non d’altura.

Maria Luisa dedica i mesi successivi alla sua presa di possesso del Ducato alla conoscenza dello stesso, cioè tutto il 1818, dopodiché, e siamo nel 1819, si “scatena” in una impressionante serie di decisioni che sono documentate nel ricchissimo fondo intitolato Reale Intima Segreteria conservato nell’Archivio di Stato di Lucca. Nell’anno successivo, il 1820, si registrano gli interventi più decisivi per quanto riguarda l’aspetto portuale di Viareggio.

Innanzi tutto la nomina di Ippolito Zibibbi a Comandante della Marina. Sempre in questo 1820 la Duchessa prende una decisione fondamentale: la costruzione di una darsena, la prima del sistema portuale viareggino, quella che verrà poi chiamata Darsena Lucca. Affida il progetto in prima battuta all’esperto architetto genovese Pellegrini e poi agli architetti lucchesi Nottolini e Santini. La scelta del luogo non è casuale: è fatta in funzione del riparo dai venti e della sicurezza di stazionamento del naviglio e la profondità è studiata in modo tale da consentire l’attracco di barche di stazza e pescaggio ben superiori a quelle assai modeste e piccole fino a quel momento presenti.

Nell’Archivio del Centro Storico Documentario di Viareggio si conservano, infatti, fra altri documenti, i ricevutari dei pagamenti relativi allo scavo della Darsena. Da questi si apprende che ai lavori sono addetti anche alcuni galeotti custoditi nella Torre Matilde, regolarmente pagati per la pesante opera prestata, ma le cui spettanze vengono versate nelle mani del direttore del bagno penale e non direttamente agli interessati.

Tabella Riepilogativa Eventi Storici

Anno Evento
1171 I Lucchesi acquistano le terre e i boschi da Montramito al mare.
1534 Costruzione della Torre Matilde.
1606 Scavo della darsena vecchia.
1819 Maria Luisa di Borbone ordina la costruzione della darsena Lucca.
1823 Apertura del primo stabilimento balneare, il Bagno Dori.
1871 Realizzazione della darsena Toscana.
1903 Realizzazione della darsena Italia.

tag: #Bagni

Leggi anche: