Bagno La Pace: Storia e Fascino di Forte dei Marmi

Forte dei Marmi è una cittadina che risplende sotto al sole e sorprende i suoi visitatori. Ricca di storia e cultura, offre monumenti e luoghi di interesse che meritano di essere visitati.

Le Origini e il Forte Lorense

La storia di Forte dei Marmi comincia dal marmo, e il suo nome è un omaggio al fortino fatto costruire nel 1788 dal Granduca Pietro Leopoldo I di Lorena per proteggere le Alpi Apuane dalle incursioni dei pirati barbareschi. Sicuramente merita d’attenzione il Forte Lorense, conosciuto colloquialmente come il Fortino, simbolo d’eccellenza della città.

I Primi Turisti e l'Età d'Oro

I primi turisti arrivarono verso la fine dell'Ottocento, epoca in cui Gabriele D'Annunzio a cavallo si lanciava al galoppo lungo la spiaggia tra le grida dei bagnanti. Era un turismo insolito quello di allora, vissuto da ricchi e ricchissimi in un'Italia molto povera. Se negli anni Sessanta-Settanta ha vissuto il suo periodo d'oro, oggi Forte dei Marmi si gode gli echi di quella fama senza sollevare troppo clamore, attirando abitué e un turismo non troppo esuberante per non rovinare la pace che si coltiva tra i pini marittimi e le larghe spiagge.

Il Quartiere Roma Imperiale e le Ville Storiche

Nel primo Novecento arrivarono aristocratici e industriali tedeschi e britannici che si innamorarono di questo tratto di costa, fondando il leggendario quartiere Roma Imperiale del Forte, nella zona sud, al confine con Marina di Pietrasanta. Un quartiere dove ancora oggi le antiche ville sono chiuse da alte siepi di pitosforo e i giardini sconfinati mostrano pini imponenti e magnolie potate a forma conica. Nel tempo le ville furono poi acquistate dai milanesi benestanti. Tra tutte si erge Villa Siemens, la grande residenza estiva della dinastia industriale tedesca con i suoi soffitti affrescati da Adolf von Hildebrand, discepolo di Arnold Böcklin.

L'Arrivo degli Agnelli e degli Intellettuali

Successivamente arrivò la famiglia Agnelli, che iniziò a trascorrere qui le sue estati già dagli anni '20. Soggiornarono a Villa Costanza, ora Hotel Augustus, arrivando e partendo in idrovolante, mentre il premio Nobel Thomas Mann portava qui la sua famiglia per le vacanze estive. Poi una serie di pensatori e artisti italiani - tra cui Carlo Carrà, Enrico Pea, Ardengo Soffici, Giovanni Papini e Lorenzo Viani - vennero a discutere di arte al “Quarto Platano” del Caffè Roma, cuore stesso del Forte.

Il Mito della Capannina e la Vita Balneare

Intorno all'inizio degli anni Sessanta la storia del Forte comincia a cambiare corso, la costa Tirrenica diventa meta privilegiata della neonata borghesia italiana e la Versilia è il simbolo di quel periodo prospero e spensierato. Tutto quello che chiedono le nuove classi di lavoratori è trascorrere le quattro settimane di agosto su queste spiagge. È in quello stesso periodo che nasce il mito della Capannina, il leggendario locale notturno sul lungomare fondato all'epoca della famiglia Agnelli che pensò di realizzare un club in omaggio e a somiglianza delle ville della Roma Imperiale.

A Forte non esistono spiagge nascoste e segrete, perché c'è una sola spiaggia, lunghissima, di sabbia finissima e chiarissima, che ogni sera viene rastrellata dagli addetti agli stabilimenti balneari che sistemano minuziosamente sdraio e lettini in legno e tela e sedie da regista sotto i tendoni. E ombrelloni da spiaggia, perfettamente posizionati.

Le Delizie Culinaria di Forte dei Marmi

Non rimarranno delusi nemmeno gli amanti della buona cucina, la tradizione culinaria locale è infatti una vera delizia per il palato offrendo una vasta scelta di piatti di pesce fresco e specialità toscane e custodisce tra le sue vie innumerevoli locali, dai ristoranti gourmet alle più tipiche trattorie locali.

Ristorante Gilda: Un Esempio di Successo

Quando per un locale di 300 coperti occorre la prenotazione anche a pranzo, per sperare di mangiare, significa che ha raggiunto un successo conclamato e affermato. L’inizio è casuale: Luigi lavora nel settore della distribuzione dei prodotti petroliferi e la moglie Adua, emiliana di origine, ha voglia di mettersi in gioco. La passione di Adua è quella della cucina, e decide così di iniziare a preparare le specialità di mare più classiche, riscontrando un grande successo di pubblico.

Il Segreto del Successo del Ristorante Gilda

Lo sviluppo del ristorante ce lo racconta Riccardo Di Giovanni, marito di Ilda e attuale proprietario insieme a lei e al figlio: «Il segreto del successo? Le persone al Gilda si sentono a casa, grazie al personale preparato e attento che mette a proprio agio i nostri ospiti. Materia prima davvero eccellente, piatti comprensibili, e una carta dei vini che invita a stappare con fiducia, grazie a ricarichi corretti». Prima di andare via le persone spesso prenotano per la volta successiva, hanno già voglia di tornare. Molti clienti preferiscono un luogo che dia sicurezza sia nella costanza nel tempo sia nella qualità della proposta.

Personale Stabile: Un Valore Aggiunto

La carenza del personale non tocca il Gilda, tra i primi locali a garantire un posto di lavoro fisso tutto l’anno, quando la maggior parte dei ristoranti poteva solo proporre contratti stagionali. «Il personale è con noi da molti anni e questo è un elemento vincente. La cosa importante è che noi di famiglia siamo tutto il giorno qui a lavorare, questo dà l’esempio e stimola tutti i nostri collaboratori», è il pensiero espresso da Di Giovanni. «Mia moglie è la vera anima del posto, colei che conosce tutti i reparti, parla con i cuochi, cura l’allestimento della sala, dirige il servizio.

La Terza Generazione

Gli studi portano Niccolò Di Giovanni a Montreux, in Svizzera, in una delle principali scuole alberghiere dove si formano i futuri manager dell’accoglienza, un’esperienza che gli permette anche di approfondire le lingue e intrattenere rapporti con altri coetanei provenienti da tutto il mondo. Poi inizia a viaggiare tra Londra, l’Australia e altri paesi orientali, per poi tornare a casa e mettere a frutto la grande esperienza accumulata.

Un Menu Classico e Goloso

Parlando del menu, ci sono piatti che riscuotono un successo duraturo, a cominciare dal crudo di pesce, al quale viene dedicata l’apertura della carta, con ostriche, tartare, crostacei e selezione del pescato del giorno. Gli antipasti prevedono cotture al vapore per scampi e sogliole, ma anche combinazioni più golose come il polpo piastrato con patate schiacciate ed erbe aromatiche o i calamari saltati in padella accompagnati da ricotta, crema di spinacino e limone. Tra i primi si trovano dei classici imperdibili come le bavette aglio, olio e peperoncino con carpaccio di gambero rosso crudo e gli spaghetti con le arselle sgusciate. Hanno un posto fisso anche i tagliolini con scampi e tartufo nero di San Miniato. Le cotture sono semplici per i secondi: al vapore, fritti, all’isolana ma non manca un piatto iconico come la sogliola alla mugnaia con purè di patate al limone. Tra i dolci di Adua tutti eccellenti, sono da segnalare la torta di mele, la torta della nonna ed il tiramisu. In cantina largo spazio alla Francia con ottima selezione di champagne e vini della Borgogna, oltre alle principali etichette italiane, anche con bottiglie meno conosciute.

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