Cartello Bagno Donna: Significato e Riflessioni sull'Inclusività di Genere

I cartelli o targhette per toilette possono avere moltissime configurazioni diverse, dalle targhette completamente neutre dei luoghi pubblici alle targhette decisamente più personalizzate e umoristiche che si trovano nelle case. In ambienti pubblici, è importante che la targhetta della toilette sia chiara e assolva la sua funzione, ovvero mostrare dov'è il bagno.

Quando si tratta di progettare cartelli e targhette per locali pubblici, è vantaggioso utilizzare immagini e la parola WC invece di scrivere TOILETTE sul cartello. Ciò facilita la ricerca del bagno anche per gli stranieri.

Oltre a utilizzare immagini e scegliere la parola WC invece di toilette, è bene marcare per chi sono i bagni. Le varianti più comuni sono uomini e donne, che spesso sono indicati da figure in pantaloni o gonna. È anche possibile sfidare la norma di genere e avere altre immagini o altre divisioni.

È importante mostrare chiaramente qual è il bagno per disabili, che spesso è segnalato con una sedia a rotelle.

L'Evoluzione dei Bagni e l'Inclusività di Genere

La divisione tra bagni maschili e bagni femminili è talmente radicata nella nostra cultura che neppure ci si sofferma a pensare il motivo per cui questa divisione realmente esista.

In questi ultimi anni alcuni licei e atenei hanno adottato l’uso dei bagni gender neutral per sostenere gli studenti che non si riconoscono in nessun genere. A tal proposito, una dirigente di una scuola toscana aveva affermato: “Ci sono sembrati maturi i tempi per dotare le sedi di ’bagni neutri’ senza indicare il genere degli utenti, perciò possono usufruirne sia maschi sia femmine. La porta di queste toilette si distingue dalle altre perché ha una targa con scritto solo ’bagno’ e sotto c’è un arcobaleno. Ha realizzato il logo un ragazzo della scuola”.

Ad aderire sono stati anche la Bocconi di Milano, il liceo artistico di Brera, il Vittorini, ma anche il Politecnico di Torino, il liceo artistico Cassinari di Piacenza e l’Accademia di Belle Arti di Catania. Ma come vengono indicati? Si passa dai cartelli con le sagome unite di uomo e donna, all’aggiunta di una terza figura, come nel caso della Bocconi che ha usato un unicorno. In una scuola superiore di Washington hanno creato simpaticamente la “all gender toilet”. Ecco, invece la cartellonistica di un liceo di Torino.

È il liceo artistico Brera di Milano uno dei primi luoghi dove è stato da poco introdotto “l’esperimento” dei bagni gender neutral. L’accesso è consentito a tutte le persone che studiano nel liceo, senza distinzioni di alcun genere.

Quello dei bagni inclusivi non è il primo provvedimento del liceo Brera a tutela della comunità LGBTQIA+: qualche mese fa era stata la volta della carriera alias, misura introdotta per permettere a tutte le persone in fase di transizione di genere di cambiare il nome sui documenti scolastici, utilizzando quello in cui si riconoscono.

L’esempio del liceo artistico Brera di Milano non è un unicum nel panorama scolastico italiano. Altri istituti hanno preso posizione sul tema dell’inclusione, adottando la carriera alias: secondo l’Associazione Genderlens e Agedo Nazionale in Lombardia, ad esempio, se ne contano quindici mentre in Lazio almeno venti in più.

Un esempio innovativo nel campo della pubblica amministrazione e con anticipo rispetto al dibattito recente è quello del comune di Reggio Emilia.

Altro esempio positivo viene dai Paesi del Nord Europa come Danimarca, Svezia e Norvegia. In queste nazioni i bagni genderless sono praticamente la normalità in tutte le strutture pubbliche, tra cui scuole, musei, ma anche esercizi commerciali. Nel Nord Europa si lavora molto fin dall’infanzia anche per eliminare gli stereotipi di genere a partire dalla scuola.

I bagni gender neutral sono una possibile soluzione per rendere anche i servizi igienici un luogo meno discriminante; tuttavia, in Italia sono ancora poco diffusi e spesso osteggiati. È il caso dei bagni gender neutral, in Italia ancora poco diffusi, ma che iniziano a essere utilizzati da alcune realtà che diventano così esempi virtuosi.

Le Implicazioni Sociali e Psicologiche

La domanda che sempre più persone si fanno è: non potremmo usare tutti e tutte gli stessi bagni, donne e uomini?

I simboli di un corpo femminile sulle porte dei bagni delle donne e quelli maschili ai bagni degli uomini, attraverso la loro ripetizione, confermano il binarismo sessuale e la corrispondenza sesso-genere, mentre la presenza di un corpo “differente” (proprio lì dove i corpi si dimostrano vulnerabili e “fluidi”) crea disordine e viene percepita come una trasgressione che mette in pericolo le norme che reggono la struttura eterosessuale stessa. È d’altra parte riconosciuto come le omo-lesbo-trans-fobie siano diverse dalle altre forme di paura: chi ha la fobia dei ragni distoglie lo sguardo dai ragni, chi ha paura di un corpo trans può reagire con l’evitamento, ma anche con comportamenti aggressivi.

Se una donna trans può usare il bagno delle signore il messaggio implicito è che sì, è accettata come donna. Se un uomo trans può usare il bagno degli uomini, vale la stessa cosa.

Il Dibattito e le Paure

«La vulnerabilità che la maggior parte delle persone prova in un bagno pubblico quando ha i pantaloni abbassati vicino ad altri è stata facilmente sfruttata e messa in relazione con la violenza sessuale», scrive Suk. La paura di quello che non è conforme alla norma ha portato a stabilire nel tempo un legame tutto pregiudiziale e irrealistico tra le persone transessuali e una loro innata propensione a molestare o a compiere violenza sessuale contro le persone nei bagni e negli spogliatoi.

A Houston, lo scorso anno, con un referendum è stato abolito a maggioranza un decreto che permetteva, tra le altre cose, alle persone transgender di utilizzare i bagni pubblici in linea con la loro identità di genere: gli oppositori della legge sostenevano che avrebbe «permesso a ogni uomo, in qualsiasi momento, di entrare in un bagno per donne semplicemente affermando di sentirsi donna quel giorno», nonostante il pericolo che corrono i o le transgender nei bagni sia visto esattamente al contrario come motivo per sostenere il libero accesso al bagno che ritengono più adeguato.

Nel 2006, per fare un esempio più vicino a noi, la deputata di Forza Italia Elisabetta Gardini aveva dichiarato di essere rimasta scioccata dall’incontro nei bagni della Camera con Vladimir Luxuria.

Visioni Paternalistiche e Stereotipi di Genere

Il secondo argomento contro i bagni unisex ha invece a che vedere con una visione vittoriana del rapporto tra i sessi: donne con la gonna, uomini con i pantaloni, come nei simboli sulle indicazioni dei bagni. La donna continua a essere percepita come una creatura fragile che deve essere protetta, come un “angelo del focolare”, visione alla quale corrisponde una condizione giuridica limitatissima. E questa impostazione ha infatti avuto conseguenze giuridiche molto rilevanti.

Nel 1873 Myra Bradwell sfidò uno statuto dell’Illinois che limitava solo agli uomini l’applicazione della legge sul lavoro libero, incluso il diritto di scegliere la propria occupazione. La Corte Suprema respinse la richiesta di Bradwell: i principi del lavoro libero non valevano per le donne, dal momento che la loro natura le aveva assegnate alla sfera domestica. La Corte, nella stessa sentenza, precisò anche come non fosse incostituzionale per uno stato negare alle donne l’ingresso al bar, sulla base del loro sesso, spiegando la decisione con una formula che è diventata emblematica dell’atteggiamento degli uomini nei confronti delle donne: «L’uomo è, o dovrebbe essere, protettore e difensore della donna.

Suk dice anche di non essere a conoscenza di statistiche affidabili che indichino che i bagni pubblici siano più pericolosi per quanto riguarda le aggressioni sessuali rispetto ad altri posti. E dunque: il bagno è l’ultimo baluardo della differenza sociale di genere? «Quando uomini, gay o etero possono stare tranquillamente fianco a fianco negli orinatoi, perché donne e uomini non possono condividere lo stesso bagno, soprattutto in luoghi chiusi che rispettino la loro privacy?», scrive il New Yorker.

L'Originalità nei Simboli delle Toilette

"Paese che vai usanze che trovi" si dice, ma in questo caso si può modificare il proverbio in "bagno che vai simbolo che trovi". Già quando si viaggia e si cambia paese le scritte sono diverse e spesso anche i comuni simboli femminili e maschili si differenziano.

Ma a volte ci sono certi bar, ristoranti o locali dove i simboli dei bagni sono dei veri e propri elementi creativi che vale la pena osservare. E così si trovano posti dove il bagno degli uomini è indicato con un semplice "Bla" e quello delle donne con infiniti "Bla" proprio per sottolineare che le donne nel bagno sono solite parlare tanto. Oppure il bagno maschile è indicato con una banana e quello femminile con una patata. Ma ce ne sono di ancora più originali come i simboli della birra tra le gambe maschili e del bicchiere da martini dry tra le gambe femminili per distinguere il bagno degli uomini da quello delle donne in un bar, oltre che la differenza di consumazioni generalmente esistente tra uomo e donna.

A volte certi simboli sono così originali e creativi che per chi ha bevuto un po' troppo può essere anche difficile comprenderli. Di certo in giro per il mondo ci sono tanti ed esilaranti simboli per le toilette che vale la pena dare farsi un giro.

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