Stereotipi Italiani: Casalinghe, Idraulici e Altri Lavoratori nell'Immaginario Collettivo
Italiano, popolo di lavoratori, di chi ha sempre fretta e di chi passa più ore al lavoro che non a casa con la propria famiglia. Ma quanti stereotipi si celano dietro le professioni più comuni? Esploriamo insieme alcuni dei più diffusi stereotipi di lavoratori italiani nell’immaginario collettivo, percorrendo l’Italia da nord a sud.
La Casalinga Frustrata: Un Pregiudizio da Sfatare
“Passa le giornate a casa… ci credo che è triste e frustrata!”. Ah sì? Ne siamo sicuri? Questo è uno degli stereotipi più radicati e meno accurati. Spesso si ignora la complessità e la varietà di compiti e responsabilità che una casalinga affronta quotidianamente.
L'Idraulico: Più di un Semplice Riparatore
Settimana scorsa ho chiamato l’idraulico: la lavastoviglie perdeva acqua. Ha smontato alcuni pezzi, ne ha cambiato uno. Poi ha aspettato di verificare che tutto funzionasse.
Ogni tanto si sente ancora la battuta “Oh ma sei figlio del postino?” (domanda adattabile anche a idraulico ed elettricista).
Altri Stereotipi Lavorativi Italiani
E allora ecco l’elenco dei 10 stereotipi di lavoratori italiani nell’immaginario collettivo: quanti ne indovini?
- Muratore bergamasco: parte la mattina alle 4 per andare in cantiere a Milano, torna a casa la sera alle 20, trasporta pesi, prende in giro i giovani muratori (“bocia”, in dialetto bergamasco), dice parolacce. Ma ogni tanto canta, fischia e fa qualche battuta per allietare la giornata sua e degli altri.
- Tecnico informatico nerd: passa le notti al computer, la mattina si sveglia a mezzogiorno, mangia quando capita e ha solo amici maschi. Le ragazze?
- Postino piacione: ogni tanto si sente ancora la battuta “Oh ma sei figlio del postino?”.
- Parrucchiera pettegola: se vuoi avere news su questa o quella persona, vai dalla parrucchiera e sicuramente sarai accontentato.
- Manager milanese: ha l’abbonamento dei mezzi pubblici, quando si trova in metropolitana deve fare il contorsionista per restare in equilibrio e preservare la sua valigetta, ha perennemente lo smartphone collegato con il padiglione auricolare via cavo o via bluetooth.
- Camionista single: su e giù per il Bel Paese e oltre, facendo la doccia negli autogrill e dormendo in una stanza di latta. Ma come può avere famiglia, il camionista?
- Impiegato pubblico lazzarone: “Ma cosa fa quando è chiuso lo sportello? Che lazzarone! Apre al pubblico 1 ora al giorno e si lamenta!“. Sarebbe bello organizzare gite turistiche per conoscere i sistemi informativi in impasse e vedere le scrivanie degli impiegati pubblici pieni di scartoffie e certificati che attendono mesi prima di essere firmati dai responsabili.
- Ingegnere chiuso di mente: “Quel tipo è proprio un ingegnere!“. Un ingegnere si diverte a creare problemi e a trovare soluzioni: fa tutto da solo. Ma spesso un ingegnere ha passioni non comuni a un ingegnere standard: musica, fotografia, teatro.
- Centralinista stressato: il lavoro che nessuno vorrebbe fare, ma che per circostanze varie in molti fanno. Arrivando al punto di non sopportare più la gente, nemmeno viso a viso. E se chiedi loro una cosa, anche la più banale, ti fulminano.
Riconoscere il Valore del Lavoro
Vado al cinema e il biglietto costa 7 euro: e perchè non posso dare lo stesso valore a chi mi intrattiene con capacità e preparazione per 3 ore? Perchè non chiedere a chi viene ad una serata, di contribuire con 3/5 euro? “Sa dottoressa, se facciamo pagare il biglietto, non viene nessuno”. Oppure si richiede a chi magari già si prodiga in mille attività di volontariato, di “fare un piccolo sacrifico” e di andare dalla tale associazione gratis.
Le istituzioni comunali provinciali regionali ribadiscono spesso di non avere denaro: capisco. Peccato che una città che non poteva permettersi di retribuire una bravissima scrittrice mia conoscente, avesse appena investito 150 milioni di euro in una opera architettonica sicuramente glamour ma di cui non si sentiva il bisogno. Trattasi spesso di atteggiamento mentale.
E destiniamo gli interventi gratuiti solo a chi ne ha realmente bisogno.
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