Civiltà Idrauliche: Definizione e Caratteristiche
Le prime civiltà si sono sviluppate lungo i fiumi, in zone geografiche molto distanti tra loro, e i popoli che le abitavano presentavano notevoli differenze culturali e sociali. Tra queste, le civiltà dei fiumi (o civiltà fluviali) includono le civiltà mesopotamiche, localizzate nel Vicino Oriente, e la civiltà egizia, sviluppatasi poco più a ovest.
Le Prime Civiltà Fluviali
Le prime civiltà dei fiumi furono le civiltà mesopotamiche: Sumeri, Babilonesi, Hittiti e Assiri, che si svilupparono a partire dal 4000 a.C. circa. La civiltà degli antichi Egizi si sviluppò intorno al 3900 a.C. Invece, la civiltà dell’Indo si sviluppò lungo il corso del fiume Indo, dal 3000 al 1500 a.C. La civiltà cinese si sviluppò dapprima lungo il corso del Fiume Giallo poi anche quello del Fiume Azzurro.
Le prime civiltà idrauliche fiorirono a partire dal 3000 a.C. circa lungo i bacini di alcuni grandi fiumi come il Nilo (in Egitto), il Tigri, l’Eufrate e l’Indo (in Asia Minore), e il Fiume Giallo (in Cina).
Definizione di Civiltà Idraulica
Civiltà idrauliche furono denominate le antiche formazioni sociali sviluppatesi a margine dei grandi fiumi. Definizione coniata dallo storico anglo-tedesco K. Wittfogel, che in Oriental despotism (1957) ha avanzato la cd. teoria idraulica, sulla genesi dei tratti fondamentali delle società asiatiche: le forme di governo e la struttura della proprietà, nello spazio storico che abbraccia la «mezzaluna fertile», l’India e l’Estremo Oriente, sarebbero determinate dalla necessità di realizzare opere gigantesche per l’irrigazione e lo sfruttamento del suolo.
Egli pensava che in questo tipo di società, dove la gestione delle infrastrutture richiedeva un potere centralizzato, tendessero ad affermarsi imponenti burocrazie autoritarie. In partic. nel caso cinese, Wittfogel utilizzò il concetto di c.i. per analizzare il sistema comunista.
Caratteristiche e Sviluppo
Dal IV millennio avanti Cristo le civiltà mediorientali furono capaci di costruire grandi città, ricche di monumenti. Nei territori compresi tra il nord-est africano e il Medio Oriente, nel IV Millennio a. C. si svilupparono le prime grandi civiltà della storia. Sfruttando le terre alluvionali, molto fertili e ricche di acqua, durante la fase protostorica (tra il VI e il IV millennio a. C.) i villaggi neolitici si sono via via aggregati, attraverso un succedersi di guerre e alleanze, fino a formare le prime città.
Rispetto ai villaggi, le città erano molto più complesse e strutturate come città-stato: seguivano una forma gerarchica, con a capo un sovrano, un apparato amministrativo di cui faceva parte la classe aristocratica e una potente casta sacerdotale. Anche l'organizzazione sociale ed economica erano profondamente cambiate rispetto all'epoca neolitica.
La divisione dei compiti che dapprima era soltanto suddivisa in cacciatori e agricoltori, ora era articolata in diverse specializzazioni: artigianato, commercio, edilizia, amministrazione, e diverse attività professionali. Le città rispecchiavano la struttura e l'organizzazione sociale, si arricchirono di edifici pubblici: il tempio, il palazzo, gli stabilimenti produttivi, le mura di difesa, canali di irrigazione e porti fluviali. Presso il tempio e il palazzo si trovavano anche le prime scuole, gli archivi e le biblioteche dove si conservavano i primi documenti scritti.
L'invenzione della scrittura, insieme alla geometria, alla matematica, all'astronomia, all'idraulica, determinarono un'importante accelerazione allo sviluppo culturale. Le popolazioni che si insediarono presso i grandi fiumi, attraverso i secoli idearono sistemi di canali e dighe, per regolare le piene e trasformare la grande quantità di fango depositata presso le rive in concime per il terreno. Le acque di scolo vennero incanalate e custodite in bacini e cisterne, in modo da utilizzarla per irrigare i campi anche nei periodi di siccità. Per questo questi popoli vengono chiamati anche civiltà idrauliche.
Di conseguenza il primo settore economico che trasse vantaggio dai sistemi idraulici furono quelli dell'agricoltura e della pastorizia-allevamento. Le coltivazioni praticate in queste zone, rispetto ad altre realtà, garantiva una produzione superiore, con più raccolti durante l'anno e abbondanza di prodotti. Le genti della Mesopotamia raggiunsero quindi un notevole benessere materiale rispetto ai tempi, una alto livello di civiltà, cultura e complessità sociale.
Tra il 3500 e il 3000 avanti Cristo nella Terra tra i fiumi sorsero le prime città-stato. La nascita delle città-stato è dovuta non soltanto per far fronte all'aumento della popolazione e trovare un nuovo ordine sociale, ma anche per regolamentare e organizzare il lavoro e amministrare i prodotti del territorio.
Un evento di eccezionale importanza è la scoperta del rame. Più avanti, nel 2500 a. C. venne scoperto il bronzo e in seguito, nel 1200 a. C. il ferro. Anche la scoperta dei metalli ebbe una ripercussione economica di fondamentale importanza. Alle già presenti attività artigianali: della tessitura, della ceramica, del legno, della pietra e della pelle, si aggiunse la metallurgia, che si divise a sua volta in diverse produzioni specializzate.
Lo sviluppo dell'artigianato incrementò la ricchezza e fu di stimolo alla creatività e alla progressione culturale e tecnologica e si inserì nella rete commerciale. L'aumento dei commerci, agevolato dalle strade e dai porti fluviali, portò alla definizione di un nuovo mestiere: il mercante.
Il binomio insediamento-fiume fu caratterizzato da un duplice problema: trattenere e utilizzare le acque delle piene, evitandone nel contempo il carattere distruttivo. Lo scavo di canali e la costruzione di argini furono, per esempio, tra le attività più frequenti dei governatori delle città-stato sumeriche.
Struttura delle Città Mesopotamiche
Le città mesopotamiche erano città-stato e nelle loro forme urbanistiche rispecchiavano l'organizzazione sociale. Le città più importanti come ad esempio quelle sumere di Ur e Uruk, quelle assire di Ninive o Nur-Sarrukin, oppure Babilonia o Persepoli, pur nelle loro rispettive differenze avevano alcune caratteristiche comuni.
Si trovavano presso le sponde dei grandi fiumi: il Tigri o l'Eufrate, circondate da ampie zone di terreni coltivati o adibiti a pascolo, molto importanti perché rappresentavano il principale sostentamento di tutta la città. Le città dell'antica Mesopotamia erano grandi complessi urbani densamente abitati, estesi in aree di decine di ettari. La forma complessiva era piuttosto regolare, generalmente quadrangolare. Al suo interno le costruzioni, le strade e le piazze erano ordinate seguendo i lati del perimetro, secondo una griglia ortogonale.
Erano circondate da poderose mura difensive, arricchite di numerose torri. L'accesso alle città era garantito da imponenti porte di ingresso, spesso ad arco ed affiancate da torri. All'interno del perimetro delle mura si distribuivano in modo funzionale le diverse zone della città: i quartieri residenziali con le abitazioni, le botteghe e le attività commerciali, le strade, le piazze, i quartieri produttivi con i laboratori artigianali e i magazzini.
Nella parte centrale, il cuore della città, si trovava il centro governativo e religioso: la cittadella. All'interno della cittadella si trovavano il palazzo con la reggia del sovrano, gli spazi amministrativi, il tempio, gli ambienti riservati ai sacerdoti e ai funzionari dello stato. Presso il tempio e presso il palazzo alcune costruzioni ospitavano gli archivi e le biblioteche che custodivano i documenti e i testi scritti. Altri spazi erano adibiti alla cultura e alla formazione dei giovani aristocratici.
Ogni città possedeva una ziggurat e almeno un tempio, poiché era sempre dedicata ad una divinità: la città stessa era considerata proprietà di un dio, il quale garantiva protezione e prosperità. Le ziggurat erano imponenti costruzioni composte da enormi piattaforme sovrapposte, dalle dimensioni sempre più piccole andando verso l'alto. Vi si accedeva per mezzo di scalinate monumentali. Le piattaforme contenevano grandi terrazzi in cui si svolgevano riti e cerimonie.
Sulla sommità della ziggurat sorgeva il tempio, considerato la casa del dio e in cui poteva recarsi solo il re o i più alti gradi dei sacerdoti. L'esempio più famoso è quello della Ziggurat di Ur, a Tell-el-Mukayyar.
Il tempio era una costruzione a pianta rettangolare o quadrata con copertura piana e le pareti esterne solcate verticalmente da nicchie e contrafforti alternati che creavano suggestivi giochi di luci e ombre. All'interno lo schema più diffuso è quello tripartito con una grande sala longitudinale, rettangolare o a "T", detta navata, rispetto alla quale si distribuivano simmetricamente altre sale più piccole. L'altare si trovava in uno dei lati corti della sala principale.
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