Come Insegnare ai Bambini ad Andare in Bagno: Guida Completa

Incontriamo con una certa frequenza genitori e professionisti in difficoltà con bambini e bambine (principalmente nella fascia 2-4 anni) che si rifiutano di fare la cacca nel vasino o nel water. Questo comportamento può causare stress e preoccupazione nei genitori per ovvi motivi igienici e di salute. In questo articolo ragioniamo insieme sui possibili motivi alla base di tale blocco e vediamo come supportare bambini e bambine a superarlo.

I Possibili Motivi del Rifiuto

Possono essere innumerevoli le ragioni per cui un bambino/a potrebbe rifiutarsi di fare la cacca nel vasino o la cacca nel water, come paura, ansia o dolore fisico. È importante esplorare queste cause e creare un ambiente rassicurante che consenta al bambino/a di sentirsi al sicuro in un momento per lui/lei delicato.

Nella nostra esperienza riscontriamo sei possibili motivazioni per cui il bambino/a non fa la cacca nel vasino o nel water:

  • Paura di crescere, diventare grande e abbandonare del tutto il pannolino.
  • Difficoltà nel lasciar andare, nel separarsi da una parte di sé.
  • Ansia da prestazione, può accadere che bambini e bambine si sentano pressati dall’entourage familiare rispetto a questo tema. L’insistenza spesso genera resistenza, per cui, più insistiamo e sottolineiamo la questione, più rischiamo che tutto si complichi.
  • Autoaffermazione: collegandoci al punto precedente, consideriamo che bambini e bambine piccoli/e hanno poco controllo sulla loro quotidianità. Il corpo è però il loro territorio, il luogo su cui hanno piena giurisdizione. Talvolta, bambini e bambine faticano con alcuni passaggi e abitudini legate alla fisiologia (compresi quindi pipì e cacca) come modalità inconsapevole di affermare la propria volontà laddove si sentono spinti e manipolati dagli adulti.
  • Dolore fisico: in taluni casi, la difficoltà a fare la cacca nel vasino/water si instaura dopo un episodio in cui il bambino/a ha avuto feci dure che hanno causato dolore durante l’evacuazione. Il bambino o la bambina, temendo di provare nuovamente quella sensazione, inizia a trattenere le feci e a rifiutarsi di farle nel vasino o nel water. Purtroppo, in queste situazioni rischiamo di entrare in un circolo vizioso: più il bambino trattiene, più le feci si induriscono, più diventa difficile evacuare. Più a lungo le feci si accumulano, più allungano il retto causando ulteriori problemi.

Questo è uno scenario fin troppo comune il quale porta a quella che viene chiamata costipazione da “trabocco”, ovvero il passaggio di feci acquose sciolte attorno alle feci dure che possono sembrare diarrea al genitore. È molto difficile per un bambino controllare la fuoriuscita di feci liquide poiché i muscoli che controllano le viscere si allungano eccessivamente. Per questo motivo si sporcano le mutandine. I genitori, giustamente, si preoccupano per la salute del bambino/a, temendo anche il blocco intestinale e possono aumentare il pressing, con ulteriore esacerbazione di tutta la dinamica.

Cosa Fare per Aiutare il Tuo Bambino

Sulla base di queste motivazioni, vediamo come aiutare i bambini e le bambine a fare la cacca nel vasino o nel water: condividiamo alcuni primi utili spunti.

  • Evitiamo di connotare, fin dai primi mesi di vita, le feci come qualcosa di sgradevole e disgustoso.
  • Evitiamo di fare pressione sul bambino/a affinché usi il vasino o il water per fare la cacca: l’insistenza può infatti generare resistenza.
  • Prendiamo in considerazione la possibilità di mettere il pannolino solo per fare la cacca. Non si tratta di fare un passio indietro, ma di accogliere la fatica del bambino/a e di agevolare la sua serenità in questo delicato momento. Potremmo dire qualcosa come: “Giovanni/Lucia, ho capito che per te fare la cacca nel vasino/water è proprio difficile in questo momento. Non c’è problema. Possiamo usare il pannolino quando ti scappa. Basta che mi dici che la devi fare e io ti metto il pannolino. Appena finisci, lo togliamo, ci laviamo e torniamo a giocare. Ok?”.

Nella nostra esperienza, di solito questa proposta scioglie la tensione del bambino/a e, nel giro di qualche giorno o settimana, la situazione rientra e il bambino/a chiede espressamente o manifesta di voler usare il vasino o il water per defecare.

Rispetto a quest’ultimo punto, oltre all’offerta del pannolino per fare la cacca, è molto importante che i genitori rilascino a loro volta la tensione emotiva sulla questione. Se il pannolino per fare la cacca viene offerto in accompagnamento a messaggi non verbali di ostilità, delusione, frustrazione da parte dell’adulto, la contraddittorietà della comunicazione tra verbale e non verbale potrebbe mettere in bambino in difficoltà e creare confusione. Avere fiducia, invece, che la fatica può essere attraversata e risolta con un po’ di tempo e pazienza, può rasserenare gli animi di tutti.

10 Suggerimenti Pratici per Aiutare il Tuo Bambino

Vediamo insieme alcuni suggerimenti pratici per aiutare bambini e bambine in questo momento delicato.

  1. Evitiamo di fare confronti con altri bambini e/o fratelli-sorelle
    Il paragone con altri bambini/e rischia di generare senso di vergogna e umiliazione; di intaccare l’autostima del bambino/a; di indebolire la qualità della relazione educativa.
  2. Confrontiamoci con educatrici, educatori, insegnanti per riflettere sulle eventuali differenze tra nido/scuola e casa
    Il confronto con i/le professionisti/e può aiutare a comprendere più a fondo il bambino/a e a costruire strategie di aiuto condivise, seppur differenti quando necessario, per supportare il bambino/a.
  3. Evitiamo di sgridare bambini e bambine
    Quando il bambino/a si sporca le mutandine o la fa sul pavimento, evitiamo di sgridarlo, di fargli pesare l’accaduto, di arrabbiarci. Possiamo coinvolgerlo nel pulire il pavimento oppure responsabilizzarlo nel cambiarsi e lavarsi con il nostro aiuto.
  4. Creiamo un ambiente favorevole
    Quando il bambino o la bambina ha bisogno di andare in bagno, creiamo un ambiente favorevole, per esempio con un’atmosfera rilassante grazie a profumi come un olio essenziale di lavanda e/o alla lettura di un albo illustrato.
  5. Incentiviamo il rilassamento
    Aiutiamo il bambino/a a rilassarsi con delle profonde respirazioni e/o inventiamo insieme una storia, canzone o gioco mentre fa la cacca, anche con la cacca stessa protagonista; per esempio, immaginando il suo viaggio dal vasino o dal water verso… e costruiamo un racconto.
  6. Definiamo le buone abitudini
    Incentiviamo il bambino/a a sedersi sul water in modo regolare, ad esempio dopo un pasto. In questa maniera, si abituerà al fatto che il water fa parte della routine quotidiana.
  7. Lodiamo, ma con moderazione
    Evitiamo lodi enfatiche per l’uso del vasino o del water. Può essere utile dare riconoscimento e incoraggiare, evitando però grandi festeggiamenti. Se ci fa piacere lodare il bambino/a, possiamo usare le lodi descrittive.
  8. Rispettiamo la privacy del bambino, della bambina
    Evitiamo di parlare con altre persone, in presenza del bambino/a, di questa situazione, per non creare in lui/lei imbarazzo, vergogna, senso di fallimento, di colpa, di inadeguatezza. Il bambino/a non fa la cacca nel vasino/water per farci dispetto, non è una sfida o una provocazione. È in difficoltà e sta a noi supportarlo.
  9. Mostriamo un atteggiamento positivo
    Manteniamo un atteggiamento positivo e rassicurante per aiutare il bambino/a a sentire che è al sicuro, con empatia, senza giudizio, né prediche, sgridate, umiliazioni o punizioni.
  10. Rivolgiamoci al pediatra
    Se il bambino/a continua a rifiutarsi di fare la cacca nel vasino/water è opportuno parlarne con il pediatra. Ed è senz’altro da coinvolgere il pediatra senza indugi appena ci rendiamo conto che il bambino inizia a trattenere le feci per paura di rilasciarle. Evitare che si instauri una dinamica di costipazione cronica è basilare.

Studi Scientifici sul Rifiuto di Defecare nel Vasino/Water

Il rifiuto di fare la cacca nel vasino/water (Stool Toileting Refusal o STR) ha un certo grado di diffusione in età prescolare.

In particolare, in uno studio americano che ha coinvolto 255 bambini e 227 bambine (tot. 482 soggetti), si è riscontrato che:

“Il rifiuto di defecare nel water si è verificato in un bambino su cinque in questa popolazione di studio. Due comportamenti associati al rifiuto dell’evacuazione delle feci possono richiedere l’intervento del pediatra. Il primo è il trattenimento delle feci che causa stitichezza il quale può provocare occlusione rettale ed encopresi primaria. Il secondo è la mancanza di successo nel passaggio al water/vasino entro i 42 mesi di età. Un bambino ancora poco allenato a questa tarda età può essere fonte di conflitti familiari e di stress che richiedono la consulenza e il supporto del pediatra.”

Lo studio citato ha rilevato quanto segue:

“106 bambini (54 maschi) (22%) che hanno sperimentato almeno 1 mese di rifiuto nel defecare nel vasino o water. Si è riscontrata un’associazione tra la presenza di fratelli più piccoli (P = .023) e l’incapacità dei genitori di fissare limiti per il bambino (P = .017) e il rifiuto di defecare nel vasino o water. Chi rifiutava di defecare in bagno ha dismesso il pannolino in età più avanzata rispetto al resto del gruppo (P < 0,0001). Il 50% (22/44) dei bambini che si sono allenati tra i 42 e i 48 mesi e il 73% (8/11) dei bambini che si sono allenati dopo i 48 mesi hanno sperimentato il rifiuto di usare il water/vasino per le feci. Sessantuno dei bambini dello studio hanno sviluppato il trattenimento delle feci durante il potty training (passaggio dal pannolino al vasino o water). Quarantanove (80%) di questi bambini rifiutavano di defecare in bagno (P <.00001). In 77 (73%) dei bambini non è stato intrapreso alcun intervento. Di questi, il comportamento è durato più di 6 mesi in 20 bambini. L’interruzione dell’addestramento al water e il ritorno al pannolino per le feci ha portato il bambino a usare spontaneamente il water per le feci entro 3 mesi, in 24 su 27 casi.”

Riportiamo, a supporto, i risultati di un altro studio:

“Molti bambini si nascondono mentre defecano nel loro pannolino durante il passaggio alla toilette. Alcuni bambini mostrano questo comportamento prima che inizi il potty training. Inoltre, Schonwald et al. hanno scoperto che questo comportamento era comune nei bambini con problemi di dismissione del pannolino. Questo comportamento ci ha portato a una teoria alternativa riguardante la causa del rifiuto di defecare in bagno. Abbiamo ipotizzato che i bambini diventino consapevoli della connotazione negativa che le feci hanno nella nostra cultura attraverso segnali verbali e non verbali dei genitori. Questo, a sua volta, fa sì che i bambini provino vergogna e imbarazzo quando defecano, portandoli a nascondersi quando defecano nel pannolino. Ciò rende anche i bambini riluttanti a defecare nel vasino o nel gabinetto, perché è sempre presente almeno un adulto. Per testare questa teoria, abbiamo esaminato l’efficacia del consiglio ai genitori di non usare termini negativi per le feci e, prima di iniziare il potty training, di elogiare i bambini quando defecano nel pannolino.”

Tale studio ha evidenziato che il differente approccio genitoriale non ha ridotto l’incidenza statistica dell’STR ma ne ha diminuito la durata nel tempo rispetto al gruppo di controllo.

Da questo studio possiamo trarre il sempre utile spunto di evitare, fin dai primi mesi di vita del bambino/a di connotarne le feci con linguaggio verbale e non verbale sfavorevole, in cui esibiamo disgusto e/o ridicolizziamo/mettiamo in imbarazzo il bambino/a per la sua produzione corporea.

È importante evitare di usare frasi enfatiche come “non toccare, è cacca!” ogni qual volta il bambino/a si avvicini a qualcosa di sporco, inadatto, che non vogliamo tocchi.

Offriamo Aiuto al Bambino

Un bambino/a che rifiuta di fare la cacca nel vasino o nel water può causare preoccupazione e frustrazione negli adulti coinvolti, è comprensibile. Tuttavia, con un po’ di pazienza, empatia e supporto, è possibile aiutare il bambino/a a superare questa difficoltà. Fondamentale rivolgersi al proprio pediatra di fiducia per qualsiasi dubbio e per ricevere indicazioni su misura per il proprio figlio/a.

Riconoscere lo Stimolo della Pipì

L’educazione al vasino spesso comincia quando i genitori si accorgono che il bambino riconosce lo stimolo dei propri bisogni. Spesso i genitori se ne accorgono molto prima che il bambino ne sia consapevole. Sta a te insegnare al piccolo che il contorcersi, l'incrociare le gambe o l'afferrarsi l'inguine è in realtà il segnale del suo corpo che ha bisogno di usare il bagno o il vasino.

Segnali Comuni

  • Saltellare da un piede all'altro
  • Ballare o dimenarsi sul posto
  • Espressioni facciali
  • Afferrarsi i genitali (specialmente i maschietti)
  • Fare le puzzette prima di dover fare la pupù

Insegnare al bambino a riconoscere lo stimolo di andare in bagno e sapere quando iniziare l’educazione al vasino può essere difficile. Ecco alcune idee da utilizzare:

  • I bambini amano copiare i genitori, quindi la prossima volta esagera quando riconosci il tuo stimolo di andare al bagno.
  • Dimentica le inibizioni e lascia che il piccolo ti accompagni alla toilette.
  • Parla di quando si potrebbe riconoscere lo stimolo come dopo aver mangiato o aver bevuto molto.
  • Fai sembrare divertente andare al bagno.
  • Informati su alcuni stereotipi comuni sull’educazione al vasino.
  • Incoraggia il bambino a dirti cosa dovresti fare se devi fare la pipì.
  • Inizia a parlare nella sua lingua, usate pupù e pipì o altre parole con cui ti senti a tuo agio.
  • Fagli i complimenti quando ti dice di essere bagnato, è il primo passo per riconoscere i propri bisogni.
  • Se mostra di aver bisogno di andare in bagno, digli "c'è una pipì/pupù in arrivo, andiamo al vasino".
  • Se fa una puzzetta, fai in modo che ne riconosca l'odore come un segnale che potrebbe arrivare la pupù.

Se il bambino riconosce la voglia di fare la pipì, è probabile che sia pronto per iniziare l'educazione al vasino. Assicurati di essere preparata con i prodotti e gli strumenti necessari per l'educazione alla toilette.

Igiene Intima: Insegnare ai Bambini a Prendesi Cura di Sè

Crescendo però i bimbi diventano sempre più autonomi e fin dall’età della scuola materna iniziano a conquistare la loro indipendenza. È proprio quello il momento in cui diventa importante insegnare loro come occuparsi di sé stessi nel modo giusto, anche per quanto riguarda l’igiene intima: a piccoli passi, ma con incredibile rapidità, si trasformano infatti in piccoli adulti ed è essenziale farli trovare pronti ad affrontare ogni situazione con consapevolezza.

Un buon apprendimento in tal senso va ovviamente avviato tra le mura domestiche: già nell’età dell’asilo si può iniziare a spiegare loro l’importanza della cura di sé, l’uso del bidet, l’esigenza di una corretta detersione e di un’asciugatura puntuale della pelle. L’igiene intima di una bambina a 2, 3 o 4 anni o di un maschietto della stessa età è ancora certo in gran parte compito dei genitori ma diventa essenziale coinvolgerli in ogni fase e illustrare loro il perché di ogni azione che si compie.

Si può partire insegnando ai bambini come comportarsi sulla toilette: ad esempio spiegando loro come usare la carta igienica nelle giuste quantità, senza sprecarla, ma pulendo a fondo le parti intime. Ai maschietti è invece opportuno insegnare a evitare le manovre troppo brusche e far presente loro che non è necessario stirare la pelle del prepuzio che ricopre il glande.

Utile invece l’uso di detergenti estremamente delicati per la pulizia dei genitali dei bambini, preferibilmente a pH neutro, ipoallergenici e formulati appositamente per le esigenze di questa particolare fascia d’età.

Educazione alla Toeletta per Bambini con Autismo

Per i bambini con autismo, l'educazione alla toilette (chiamata in inglese toilet training) può richiedere una serie di strategie. Quando un bambino è pronto per l'educazione alla toilette? I bambini con autismo si sviluppano a ritmi diversi e quindi la loro preparazione all'uso della toilette dipende dal singolo bambino.

Potrebbe essere utile passare direttamente all'uso del water piuttosto che far usare al bambino prima il vasino e poi il water. Nell'ambito del processo di addestramento alla toilette, può essere utile insegnare al bambino un modo per fargli capire che deve andare in bagno. Questo può essere verbale o gestuale. Inoltre, può essere utile chiedere gentilmente al bambino, in momenti diversi della giornata, se ha bisogno di andare in bagno (senza esagerare, perché potrebbe sentirsi sotto pressione).

Quando si insegna al bambino ad andare in bagno, è utile che le istruzioni siano dettagliate ed esplicite. Questo perché i bambini con autismo possono prendere le richieste o le istruzioni molto alla lettera. Pertanto, dire "Vai in bagno e fai la pipì" può essere più utile che dire semplicemente "Vai in bagno". Cercate di usare sempre la stessa terminologia per il bagno, perché può essere più difficile per un bambino nello spettro imparare ad andare in bagno autonomamente se si usano parole diverse per lo stesso posto.

È anche utile che la parola usata durante l'addestramento alla toilette sia la stessa usata dal resto della famiglia, ad esempio se la vostra famiglia lo chiama abitualmente "il cesso" o "il bagno", allora è utile chiamarlo anche così.

I genitori e gli assistenti dovrebbero assicurarsi che i vestiti indossati dal bambino facilitino il più possibile l'uso del bagno in modo autonomo, ad esempio pantaloni con l'elastico in vita anziché con i bottoni.

I bambini con autismo possono spesso avere difficoltà a mangiare regolarmente o ad avere una dieta equilibrata per una serie di motivi. Questo può significare che non assumono abbastanza liquidi e fibre, il che può portare alla stitichezza. È necessario tenere conto delle differenze sensoriali e apportare modifiche durante l'addestramento alla toilette per i bambini dello spettro.

Se il bambino è stato seduto sul water per circa cinque minuti ma non è riuscito ad andarci (nonostante i segnali che indicano la necessità di farlo), non lasciatelo lì per troppo tempo. Durante l'addestramento alla toilette, può essere utile usare lodi, incoraggiamenti e ricompense lungo il percorso. Anche un sistema di premi (utilizzando un metodo simile a quello descritto nell'articolo sulla token economy) può essere utilizzato come incentivo durante il toilet training.

Questi premi possono essere, per esempio, del tempo dedicato alle attività preferite o altre tipologie ricompense. Le ricompense potrebbero cambiare man mano che si procede con le diverse fasi necessarie per andare in bagno in modo indipendente, ma è bene assicurarsi che non vengano utilizzate in modo eccessivo.

Un supporto visivo, sotto forma di grafici o diagrammi, può essere utile durante l'addestramento alla toilette.

I bambini con autismo si sviluppano in tempi diversi e quindi anche la capacità di usare il bagno avverrà in tempi diversi per ognuno. Allo stesso tempo, non abbiate paura di fermarvi e ricominciare. L'educazione alla toilette può essere difficile per i bambini con autismo e non tutti i tentativi avranno successo subito.

Per i bambini dello spettro autistico può essere necessario del tempo per completare l'addestramento alla toilette e ci possono essere delle battute d'arresto lungo il percorso. È sempre utile mantenere un atteggiamento positivo, in modo da rassicurare il bambino sul fatto che gli incidenti possono capitare a tutti e non è colpa loro.

Passaggio dal Vasino al Water

Il ruolo del genitore prevede prima o poi un importante compito: insegnargli ad utilizzare il water abbandonando l’uso del pannolino. Una soluzione? Di solito è lo stesso bambino a mandare chiari segnali della sua necessità di utilizzare il wc come gli adulti. La soluzione più semplice? La routine giornaliera porterà il bambino ad abituarsi gradualmente all’utilizzo del water.

Il sedile wc per bambini permette di ridurre l’apertura del wc, rendendolo quindi adatto alle dimensioni del bambino e ottenendo il massimo della sicurezza e del comfort. In particolar modo è molto consigliato il Sedile wc BABY'N FAMILY, con copriasse in Durolite, cerniere in resine termoplastiche e superficie liscia e non porosa ideale da pulire.

Per aiutare i vostri bimbi ad imparare come usare il bagno potete affidarvi tranquillamente ai copriwater per l'infazia disponibili su questo sito.

È arrivato il momento di togliere il pannolino ma non sapete come fare per insegnare ai bambini l’uso del vasino? Pazienza e rispetto dei tempi del bambino sono le parole chiave per affrontare con serenità questa importante tappa nella crescita dei propri figli.

La domanda che qualsiasi genitore si pone è: quando iniziare ad usare il vasino? Tra i due e tre anni il bambino inizia a capire il significato delle parole pipì e cacca e, oltre ad iniziare ad avere il controllo, riesce anche a comunicare quando ne ha bisogno.

Strategie Utili

  • Prima di tutto ricordatevi che ai bimbi piace imitare quello che fanno gli adulti: per loro l’imitazione è la prima forma di apprendimento, per cui potete mostrare ai vostri figli come fare andando insieme al bagno.
  • Come abbiamo detto l’imitazione è il processo d’apprendimento fondamentale per i bimbi: per abituarli a fare la pipì nel vasino la mattina dopo il risveglio, dopo pranzo o prima della nanna potete fargli compagnia con un libro.
  • Quando capiamo che il piccolo è abbastanza pronto e siamo a casa tranquilli, togliamogli il pannolino e lasciamo il vasino in bella vista in modo che sia libero di prenderlo e usarlo all’occorrenza.

In questo caso la pazienza è d’obbligo, non sgridiamolo se gli capiterà di bagnarsi ma sproniamolo con un piccolo “premio” in caso di successo.

Prima di tutto è importante chiarire che non esistono regole uguali per tutti i bambini: sarà il genitore a provare e capire cosa il proprio figlio preferisce tra il vasino o il riduttore per wc. In linea generale teniamo però presente che per sentirsi a suo agio dovrà trovarsi in un ambiente alla sua portata, privo di ostacoli per poter così essere libero di fare in autonomia (link articolo bagno per bambino).

Per far questo basta organizzarsi con alcuni facili accorgimenti. Nei primi tempi in cui inizia la fase di “spannolinamento” il consiglio è quello di utilizzare il vasino: esso, infatti, è un accessorio appropriato finché i bambini sono piccoli di statura, l’altezza e il diametro consentono loro di stare comodamente seduti con i piedi appoggiati al pavimento e le gambe piegate “a squadra”.

Inoltre, può essere portato anche in altri ambienti della casa perché il piccolo potrebbe impiegare diverso tempo per andare in bagno e potrebbe desiderare allo stesso tempo di stare in una stanza insieme al genitore o ai suoi giochi.

Ricordatevi però di conservarlo in un luogo dove i vostri figli possano prenderlo autonomamente: durante la fase di “spannolinamento”, infatti, capita che, esattamente come il bicchiere in cucina, rivesta un ruolo di intermediazione comunicativa e che i nostri bimbi ce lo mostrino proprio per informarci che hanno bisogno di usarlo.

Ad un certo punto, quando la fase di “spannolinamento” è ben avviata, il bimbo inizierà a mostrare segni di voler imitare mamma e papà, volendo quindi utilizzare il normale wc. Nei primi tempi quando i nostri figli sono ancora piccoli consigliamo l’uso di un riduttore per wc morbido per ridimensionare la seduta, facendo sì che il bimbo non avverta la sensazione di cadere con il sederino nel water, potendosi così rilassare e concentrare.

In altezza, invece, è necessario facilitare l’uso del water adoperando un rialzo o una pedana, con la quale il piccolo riesce ad arrivare al bordo senza doversi arrampicare e sui cui può appoggiare bene i piedi mentre è seduto sul water. Il passaggio dal vasino al water dei grandi consente inoltre di facilitare i viaggi e gli spostamenti abituando già il bambino a quello che troverà in giro.

tag: #Bagno

Leggi anche: