Fattura Idraulico e Detrazione del 50%: Cosa Sapere
Se stai leggendo questo articolo, probabilmente sei alle prese con una ristrutturazione o devi realizzare un intervento edile e vuoi sfruttare gli incentivi e le detrazioni messi in campo dall'Agenzia delle Entrate. Immagina di ristrutturare casa e di spendere 10.000 €. Oggi, l'Agenzia delle Entrate restituisce (in alcuni casi) il 50 % in detrazioni Irpef. Si ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’Irpef dovuta per l’anno in questione.
Bonus Ristrutturazione: In Cosa Consiste?
Il Bonus Ristrutturazione è un’agevolazione fiscale destinata a tutti coloro che intendono effettuare interventi di ristrutturazione edilizia. Prevede una detrazione dall’Irpef pari al 50% delle spese sostenute per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.
L’importo massimo della detrazione per le spese sostenute è pertanto pari a 48.000 euro; la detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.
Aliquota di Detrazione e Periodi di Validità
È importante notare che l'aliquota della detrazione non è sempre del 50%.
Le aliquote di detrazione fiscale non sono fisse per tutti gli anni:
- 2025: 50% per la prima casa, 36% per la seconda casa.
- 2026-2027: 36% per abitazioni principali, 30% per seconde case.
- Dal 2028 al 2033: 30% per tutte le abitazioni.
Dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, il Bonus Ristrutturazione prevede una detrazione del 50% solo per il 2025 e solo per gli interventi sulle abitazioni principali, mentre per le seconde e terze case spetta una detrazione dall’imposta lorda pari al 36% delle spese sostenute, in entrambi i casi fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione delle spese sostenute negli anni 2026 e 2027 scende anche per le abitazioni principali al 36% e per le altre al 30%.
La detrazione a regime è pari al 36% delle spese sostenute nell’anno 2025 e al 30% delle spese sostenute negli anni 2026 e 2027, ma viene prevista una maggiorazione delle aliquote per le abitazioni principali per cui la detrazione è innalzata al 50% delle spese sostenute nell’anno 2025 e al 36% delle spese sostenute negli anni 2026 e 2027.
Tale maggiorazione è prevista solo nel caso in cui le spese siano sostenute dai titolari di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
Vengono esclusi dalla suddetta detrazione, prevista per le spese sostenute negli anni 2025, 2026 e 2027, gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.
In particolare, l’Agenzia delle Entrate ritiene che, per quanto riguarda il Bonus Ristrutturazione, gli interventi esclusi dagli incentivi fiscali riguardino le caldaie a condensazione e i generatori d’aria calda a condensazione, alimentati a combustibili fossili.
L’esclusione non si applica, invece, a:
- microcogeneratori, quand’anche siano alimentati da combustibili fossili;
- generatori a biomassa;
- pompe di calore ad assorbimento a gas, il cui bruciatore assolve a una diversa funzione, considerato, altresì, l’elevato grado di rinnovabilità dell’energia fornita per la copertura degli usi finali.
Possano continuare a beneficiare dell’agevolazione i sistemi ibridi costituiti da una pompa di calore integrata con una caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro, così come disciplinati dal D.M. 6/08/2020.
Nonostante il comma 55 della legge di bilancio 2025 si riferisca solo agli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, si ritiene che, con riferimento al Bonus Ristrutturazione, siano esclusi dalla detrazione anche gli interventi di nuova installazione delle caldaie a condensazione.
Le spese non più ammesse a detrazione ai sensi dell’Ecobonus e del Bonus Ristrutturazione sono quelle sostenute negli anni 2025, 2026 e 2027 per gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili come sopra declinati.
Resta fermo che sono ammesse alle agevolazioni le spese sostenute fino al 31 dicembre 2024, in relazione ai predetti interventi, anche se gli stessi sono realizzati o completati dal 1° gennaio 2025.
Chi Può Richiedere il Bonus Ristrutturazione?
Il Bonus Ristrutturazione può essere richiesto da tutti i contribuenti, residenti o non, in Italia. Il bonus in esame può essere richiesto non solo dai proprietari o dai titolari di diritti reali sugli immobili per i quali si effettuano i lavori, ma si estendono anche a chi detiene diritti reali o personali sugli immobili interessati dai lavori e ne copre le spese. Questi includono:
- proprietari o nudi proprietari;
- titolari di diritti di godimento come usufrutto, uso, abitazione o superficie;
- locatari o comodatari;
- soci di cooperative (divise e indivise);
- imprenditori individuali (per immobili non classificati come beni strumentali o merce);
- soggetti definiti nell’articolo 5 del Tuir che generano reddito in forma associata. Questi possono essere società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti equiparati, oltre alle imprese familiari. L’accesso alle agevolazioni segue le stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.
La detrazione è concessa anche a chi, pur sostenendo le spese e risultando beneficiario di bonifici e fatture, rientra in una delle seguenti categorie:
- familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado);
- coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
- componente dell’unione civile (la legge 76/2016, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone dello stesso sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili);
- convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.
Nella casistica appena descritta, a patto che siano soddisfatte tutte le altre condizioni, la detrazione è valida anche se le autorizzazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile.
Se due persone sono comproprietarie di un immobile e la fattura e il bonifico sono intestati a una sola di loro, ma entrambe sostengono le spese di ristrutturazione, la detrazione spetta anche all’altro individuo, a condizione che la fattura riporti la percentuale di spesa sostenuta da quest’ultimo.
Nel caso di un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente dell’immobile ha diritto alle agevolazioni se:
- è stato immesso nel possesso dell’immobile;
- esegue i lavori a sue spese;
- il compromesso è stato registrato entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi in cui si richiede la detrazione.
Anche coloro che eseguono personalmente i lavori sull’immobile, possono richiedere la detrazione, ma solo per le spese sostenute per l’acquisto dei materiali utilizzati.
La detrazione spetta anche nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che provvedano entro diciotto mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.
La legge di Bilancio 2025 lega la maggiorazione del 50% a un doppio requisito: detenere un diritto di proprietà o un diritto reale di godimento sull’immobile ristrutturato e avere designato quell’immobile come abitazione principale, collocando lì la propria residenza.
Bonus Ristrutturazione per le Parti Condominiali
Le detrazioni previste dal Bonus Ristrutturazione spettano anche per la ristrutturazione delle parti comuni di edifici condominiali.
Per parti comuni si intendono quelle riferibili a più unità immobiliari funzionalmente autonome, a prescindere dall’esistenza di più proprietari.
Le parti comuni interessate sono quelle indicate dall’articolo 1117, numeri 1, 2 e 3 del codice civile:
- il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, i portici, i cortili, tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune
- i locali per la portineria e per l’alloggio del portiere, per la lavanderia, per il riscaldamento centrale, per gli stenditoi o per altri simili servizi in comune
- le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all’uso e al godimento comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, le fognature, eccetera.
Per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici residenziali le detrazioni spettano a ogni singolo condomino in base alla quota millesimale di proprietà o dei diversi criteri applicabili ai sensi degli articoli 1123 e seguenti del codice civile.
Il beneficio compete con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del condominio. In tale ipotesi, la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a.
Quali Interventi Sono Ammessi dal Bonus Ristrutturazione?
Vediamo ora quali sono gli interventi sugli immobili per i quali spetta la detrazione del 50% sulle ristrutturazioni:
- Interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali per tutte le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Nel caso di parti comuni di condomini vale anche la manutenzione ordinaria mentre in tutti gli altri casi occorre essere in presenza di manutenzione straordinaria.
- interventi sulle singole unità immobiliari residenziali e relative pertinenze solo per le opere di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. In questo caso è espressamente esclusa la manutenzione ordinaria.
- l’acquisto o realizzazione di box o posti auto pertinenziali: la detrazione compete con riferimento alle spese sostenute per la realizzazione o acquisto;
- Interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’Immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, sempre ché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
- interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi e realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap;
- interventi relativi all'adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (rafforzamento, sostituzione o istallazione di cancellate, recinzioni murarie, grate alle finestre, porte blindate o rinforzate, casseforti, vetri antisfondamento, ecc.);
- interventi relativi alla realizzazione di opere finalizzate alla cablatura degli edifici ed al contenimento dell’inquinamento acustico;
- interventi relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’Installazione di Impianti basati sull'impiego delle fonti rinnovabili di energia.
- Interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli Infortuni domestici (ad esempio: sostituzione dei tubi del gas, riparazione dell’Impianto elettrico, istallazione del corrimano, installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas, ecc.).
Insomma, gli interventi agevolati consistono tipicamente in quelli di manutenzione straordinaria per le singole unità immobiliari e di manutenzione ordinaria e straordinaria, se effettuati sulle parti comuni dei condomini.
Se stai pensando di rinnovare l'impianto idraulico di casa, migliorare l'efficienza energetica o affrontare interventi di manutenzione straordinaria, le detrazioni fiscali del 50% e del 65% possono fare al caso tuo:
- Detrazione al 50%: valida per interventi di ristrutturazione edilizia, compresi lavori di manutenzione straordinaria sugli impianti idraulici.
- Detrazione al 65%: riservata a interventi di riqualificazione energetica, come l'installazione di caldaie a condensazione, sistemi ibridi o pompe di calore.
Bonus Bagno 2025
Il Bonus Bagno 2025 rientra nel più ampio pacchetto del Bonus Ristrutturazioni e permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria sull’ambiente bagno della propria abitazione. Il tetto massimo di spesa ammissibile è di 96.000 euro per unità immobiliare, con un rimborso massimo di 48.000 euro, erogato in 10 rate annuali di pari importo tramite la dichiarazione dei redditi.
Per ottenere il Bonus Ristrutturazione Bagno 2025, è necessario che gli interventi rientrino nella manutenzione straordinaria, come definita dalla normativa edilizia. Ecco nel dettaglio cosa si può ristrutturare:
- Rifacimento impianto idrico-sanitario: sostituzione tubature, adeguamento impianti di scarico e adduzione.
- Rinnovamento delle superfici: piastrelle, pavimenti e rivestimenti, se parte di un intervento più ampio.
- Creazione o modifica del bagno: spostamento sanitari, creazione ex novo di ambienti igienici.
- Adeguamento per l’accessibilità: interventi per disabili, installazione maniglioni, sanitari dedicati.
- Ristrutturazioni per calamità naturali.
- Manutenzione ordinaria solo su parti comuni condominiali.
È possibile includere anche:
- Consulenze tecniche e progettazione
- Costi per la presentazione della CILA
- Acquisto materiali e attrezzature
- Manodopera e posa in opera
Requisiti per accedere alla detrazione:
- L’immobile sia ad uso residenziale.
- Gli interventi siano classificati come manutenzione straordinaria.
- I pagamenti siano effettuati tramite bonifico parlante.
- Sono esclusi immobili commerciali, strutture ricettive o a uso diverso dal residenziale.
Documenti da conservare:
- Fatture e ricevute di pagamento
- Bonifico parlante con causale corretta, CF beneficiario e P.IVA dell’impresa
- Permessi edilizi come la CILA
- Dati catastali dell’immobile
- Documentazione tecnica che certifichi la natura straordinaria dei lavori
L’agevolazione viene richiesta nella Dichiarazione dei Redditi, utilizzando:
- Modello 730 (per lavoratori dipendenti e pensionati)
- Modello Redditi PF (per lavoratori autonomi e altri soggetti)
L’Agenzia delle Entrate consiglia di allegare tutta la documentazione e conservarla per eventuali controlli.
Bonus Ristrutturazione: Come Pagare i Lavori?
Quando ti appresterai a pagare l'idraulico, il muratore, l'elettricista, caldaista, ingegnere, architetto o geometra non pagare in contanti! Occorre pagare il tutto tramite bonifico indicando precise causali. Fortunatamente molte banche hanno predisposto dei bonifici pre-compilati. Sicuramente attraverso la home-banking troverai questo servizio.
Esempio di causale:
Lavori edilizi (articolo 16-bis del Dpr 917/1986) - Pagamento fattura n. ___ del___ a favore di ___ partita Iva ___, C.f.
IVA Agevolata al 10%
L'iva al 10%, se acquisti direttamente tu, puoi ottenerla solo se i tuoi lavori ricadono in restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia. Non in manutenzione straordinaria.
L’Iva al 10% si applica sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo dei beni significativi: 10.000 - 6.000 = 4.000. Sul valore residuo degli stessi beni (pari a 2.000 euro) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 22%.
La flat tax è fissata in misura pari al 5% per i primi cinque anni di attività e successivamente sale al 15%. Il regime è definito “forfettario” perché le imposte si pagano sul reddito conseguito ridotto di una percentuale forfettaria a titolo di costi, che varia in funzione dell’attività svolta, il cosiddetto coefficiente di redditività. Dallo scorso anno il regime forfettario è ammesso per chi ha ricavi o compensi fino a 85 mila euro senza alcun limite di durata. Si fuoriesce dal regime, e torna l’obbligo di addebitare l’IVA al cliente, solo se si supera il tetto di reddito prefissato.
Ebbene no: il mancato addebito dell’IVA in fattura quando questa è messa da un soggetto forfettario non è rilavante in alcun modo per il diritto alla detrazione.
Sconto in Fattura
Su tutte le spese sostenute per la ristrutturazione, in alternativa alla detrazione, potresti richiedere all'impresa lo sconto in fattura. Cosa significa? L'impresa ti anticiperà i soldi che recupererà come creditore d'imposta. Tuttavia, non puoi sfruttare tali alternative per i nuovi cantieri.
Tramite il Decreto Antifrodi del 12 novembre 2021, nel solo caso di cessione del credito o sconto in fattura, il governo ha reso obbligatoria la congruità dei prezzi e il visto di conformità per il bonus ristrutturazione. Questo significa che, prima di iniziare i lavori, un tecnico da te incaricato dovrà, sulla base dei prezzari in uso, valutare qual è la cifra esatta che potrai detrarre o cedere.
Comunicazione ENEA
A partire dal 30 giugno 2025 è operativo il portale bonusfiscali.enea.it per trasmettere all’Enea i dati relativi agli interventi agevolati con Ecobonus e Bonus Ristrutturazione con data di fine lavori nel 2024 e 2025.
Dopo i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 8/2025 e l’aggiornamento dei sistemi alle novità della legge di Bilancio 2025, è finalmente possibile adempiere alla comunicazione.
Il conteggio dei 90 giorni per la trasmissione delle schede descrittive decorre dal 30 giugno 2025 per gli interventi conclusi tra il 1° gennaio 2025 e la data di messa online del portale; in questi casi la scadenza è fissata al 29 settembre. Gli stessi termini valgono per i lavori conclusi nel 2024 ma con parte delle spese da detrarre sostenute nel 2025.
Per effettuare l’invio, bisogna accedere al servizio online di comunicazione autenticandosi tramite Spid o Carta di identità elettronica.
Cosa Indicare nella Fattura per la Detrazione Fiscale?
Le fatture per le detrazioni fiscali di base non sono diverse da una fattura normale. In questo caso, a differenza delle fatture ordinarie, il soggetto a cui è intestata la fattura deve essere lo stesso che la paga (per intenderci: i soldi devono uscire dal suo conto corrente). L’indirizzo riportato deve essere quello di residenza e non quello dell’immobile oggetto di intervento. Perché il tuo domicilio fiscale è quello dove risiedi. L’imponibile è l’importo che pagherai all’impresa, al netto dell’iva. Sulle somme dei lavori devono essere determinate come prevede la norma. Va valutato l’importo del contratto con il singolo appaltatore.
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