Fiume Enza: Un'Oasi Balneabile tra Storia e Natura nell'Appennino Emiliano

È giunto il momento di esplorare i percorsi d’acqua che bagnano l’Appennino parmense, con un focus sul fiume Enza, che segna il confine tra le province di Parma e Reggio Emilia. La valle dentro la quale scorre il torrente è un insieme di storia, cultura e natura.

Il Percorso del Fiume Enza

L’Enza scorre per 112 km, dalla sua sorgente a 1425 m slm sul Monte Palerà, vicino all’Alpe di Succiso, attraverso fitte faggete. Ancora in territorio toscano si immette nel lago Paduli e in seguito, dopo lo sbarramento artificiale del lago, il torrente Enza entra in Emilia-Romagna. È qui che il corso d’acqua arricchisce la sua portata: sono infatti molti i rii minori che sia da destra sia da sinistra si immettono nell’Enza. Dopo la confluenza del Liocca, il suo letto diventa più ciottoloso e ampio, per poi giungere al suo affluente principale, il Cedra, a cui sarà dedicato il prossimo articolo. In seguito, dal reggiano, l’Enza viene arricchito dalla Lonza, per proseguire verso valle bagnando Ciano, San Polo d’Enza, Tortiano, fino a Montecchio, in piena pianura. In territorio parmense, all’altezza proprio di Montecchio, sono state costruite e casse di espansione dell’Enza per contenerne la portata. Infine, in completa pianura Padana, giunge a Bocca d’Enza, in provincia di Parma, e raggiunge il luogo dove fino al 1870 il torrente Parma si univa all’Enza: entrando poi nel reggiano, arriva a Brescello per sfociare nel Po. Il fiume Enza, lo abbiamo più volte ripetuto, segna il confine naturale tra le province di Parma e Reggio Emilia, abbandonandosi al territorio reggiano in prossimità della sua immissione nel Po.

C’è un sentiero in particolare che tocca i luoghi più suggestivi: si tratta del Sentiero dei Ducati, che segue le orme dell’antico confine tra il Ducato Estense e il Ducato di Parma. Seguendo questo percorso si possono toccare i tratti lungo-fiume più belli, e si può anche decidere di deviare il percorso percorrendolo comodamente in mountain bike.

Località Balneabili e Punti di Interesse

Lido di Vetto: Un'Oasi di Relax sull'Appennino Reggiano

Una delle tappe più godibili del sentiero CAI è certamente Vetto. Questo comune conta circa 1780 abitanti ed è il meno popolato della provincia di Reggio Emilia. Nel periodo estivo uno dei punti di ritrovo più amati dai reggiani è il Lido di Vetto, nel comune omonimo, una quarantina di chilometri da Reggio Emilia sull’Appennino Reggiano e affacciato sul fiume Enza. Da qui passa l’Enza, con acque basse, chiare e talvolta anche cristalline: si trova in prossimità del borgo infatti il cosiddetto “Lido Vetto“, un punto balneabile del torrente Enza che regala la possibilità di rinfrescarsi dopo una passeggiata nel territorio. Si può stare al sole, fare pranzi al sacco con gli amici. C’è un bar e anche la sera Lido di Vetto è aperto. Di sicuro la parte alta e media del fiume - che nasce in Toscana ed entra in Emilia dal Passo del Lagastrello - oggi viene riscoperta come la "spiaggia dei reggiani". "Dopo il lockdown le persone hanno voglia di stare all’aria aperta e qui è l’ideale", spiegano Jonathan e Sila, baristi del locale del Lido di Vetto: "Qui c’è sempre stato un bel giro, specialmente nei weekend, ma quest’anno sicuramente notiamo più visitatori che fanno brevi gite fuori porta: apprezzano la tranquillità e il paesaggio mozzafiato".

Ciano d'Enza

La possibilità di una gita fuoriporta che congiunge alle rive del corso d’acqua è presente anche a Ciano, più verso valle. Anche in questo caso le acque risultano spesso chiare e non è raro che ci si dia appuntamento sulle sponde del fiume per passare una giornata in compagnia in modo alternativo.

Itinerario Dettagliato

Il nostro itinerario prevede l'avvicinamento alla valle lungo la strada classica Reggio Emilia-Rivalta-Montecavolo-Quattro Castella-S.Polo-Ciano, dove si arriva dopo 25 Km di piacevole viaggio, costeggiando, sulla sinistra (verso il Km 16) gli scenografici quattro colli fortificati da Matilde su cui rimane intatto il castello (ora pubblico) di Bianello, che aderisce al circuito dei Castelli Matildici e delle Corti Reggiane. Passato Ciano da un Km o due, il fiume si fa finalmente vedere sulla destra di chi viaggia, presso la presa del canale che qui si diparte e dove un ristorante con parcheggio costituisce il punto di inizio della lunga "spiaggia" fluviale. Ma la visione dura poco, perchè si suggerisce di svoltare a sinistra al bivio di Cerezzola (dopo 6,5 Km da Ciano) prendendo rapida quota lungo la strada provinciale 79 in direzione di Trinità (questo itinerario snobba volutamente il fiume per proporre percorsi interni più insoliti).

Tempietto del Petrarca

Dopo alcuni tornanti un piccolo parcheggio, una bacheca e un vistoso monumento in marmo bianco segnalano la vicinanza del Tempietto del Petrarca. Per raggiungere il monumento occorre lasciare l'auto nel parcheggio e percorrere alcune centinaia di metri nel bel sentiero tra i boschi. E' uno dei "pezzi forti" paesaggistici dell'itinerario, che prosegue lambendo Selvapiana, che però richiederebbe una breve deviazione. Dopo Trinità ci si imbatte in un incrocio a tre: prendere la strada centrale per Vedriano-Pietranera, adeguando la velocità allo stato non ottimale del fondo stradale. Prima di Vedriano si apre un secondo squarcio paesaggistico con la visione della Pietra di Bismantova, che si ammira da una prospettiva poco nota. L'anello si chiude con il ritorno sulla strada dell'Enza poco prima di Compiano (a Roncovetro prendere la direzione Borzano). Si prosegue sulla ex strada statale per poco, si passa il ponte sul Tassobio e a Buvolo si volta a sinistra per il secondo anello proposto da questo itinerario, quello che ci condurrà a Vetto dopo un giro, non breve, intorno al monte Pineto.

Avvisi Importanti e Consigli Utili

Diversi fiumi hanno comunque alcuni tratti balneabili, fra i boschi s’incontrano piscine naturali, cascate e torrenti freschissimi. Tuttavia, è fondamentale prestare attenzione alla sicurezza e rispettare l'ambiente. Si ricorda che le acque dolci dell'Emilia-Romagna (fiumi, torrenti, laghi e rii) non sono destinate alla balneazione, pertanto non sono soggette ad alcune monitoraggio per la tutela della salute e della sicurezza dei bagnanti, così come ribadito dalla delibera della Giunta regionale 504/2024. A seguito dei recenti annegamenti nel Po e nell'Enza, si ricorda che le acque dolci della nostra regione non sono destinate alla balneazione. Oltre al rischio di piene improvvise, per le quali prima di avvicinarsi all’alveo occorre sempre informarsi sulle eventuali allerte meteo in corso.

Ecco alcuni consigli utili per una gita sicura e piacevole:

  • Equipaggiamento: Portare sempre ciabattine o scarpette da scoglio per proteggere i piedi.
  • Precauzioni: Evitare di tuffarsi dall'alto e prestare attenzione alle correnti.
  • Rispetto per l'ambiente: Non lasciare rifiuti e rispettare la flora e la fauna locali.
  • L’importante è seguire le regole: mai a piedi nudi, indossare scarpette da scoglio e cappellino, portare acqua, merenda e crema solare, non tuffarsi dall’alto, non lasciare rifiuti in giro. Un’altra avvertenza è di muoversi sempre in compagnia e non da soli.

Alternative al Mare: Fiumi, Laghi e Piscine Naturali in Emilia-Romagna

Invece della tradizionale spiaggia, perché non esplorare le alternative che questa regione ha da offrire? Tra fiumi, laghi e piscine naturali, l’Emilia Romagna è il luogo perfetto in cui trascorrere le vacanze estive. L'Emilia Romagna, con i suoi fiumi, laghi e piscine naturali, si rivela una destinazione ideale per trascorrere le vacanze estive.

Alcuni suggerimenti includono:

  • Il fiume Marano sul Panaro, con il suo parco fluviale attrezzato per pic-nic e grigliate.
  • Le piscine di Pietrapazza, nei dintorni di Bagno di Romagna.
  • I punti spettacolari lungo il fiume Bidente.
  • Il fiume Marecchia, con la possibilità di immergersi nelle sue acque.
  • Il Lago di Suviana, in provincia di Bologna.
  • La Cascata del Lavane.

Spiagge nascoste, acque fresche e torrenti circondati dai boschi ideali per una giornata alternativa al mare in Emilia-Romagna

Angoli di Paradiso: Fiumi e Cascate dell'Emilia-Romagna

La natura in Emilia-Romagna è ricca di angoli incantevoli, con tratti di fiumi balneabili e torrenti che formano piscine naturali e cascate. Ecco alcuni indirizzi per un bagno “into the wild”.

Piacenza

  • Fiume Trebbia: Case Marchesi a Rivergaro, il greto del fiume a Cisiano e le spiaggette alla destra e sinistra del ponte di Travo sulla sponda del paese.
  • Bobbio: Sotto il Ponte Gobbo.
  • Cascate del Carlone: Partendo da Bobbio, un sentiero a piedi di circa 20 minuti conduce alle Cascate termali del Carlone, dove il salto ha creato un laghetto di acqua termale.
  • Spiaggia Berlina Beach.

Parma

  • Fornovo: Alla confluenza del Ceno con il Taro.
  • Varsi: Acque azzurre e cristalline di una piscina naturale di roccia nel verde.
  • Cascate Masanti: Dette anche le Cascate di Smeraldo, in Alta Val Ceno (non adatte per fare il bagno).
  • Bardi: Tratti del Ceno più adatto alla balneazione con fondali piatti e un castello dell’anno Mille.
  • Fiume Taro: Da Fornovo in su, Lido del Groppo, a Tornolo. Tra Borgo Val di Taro e Albareto si trova l'antica diga di Gotra.

Reggio Emilia

  • Lido di Vetto: Uno dei punti di ritrovo più amati dai reggiani per il periodo estivo è il Lido di Vetto, nel comune omonimo, una quarantina di chilometri da Reggio Emilia sull’Appennino Reggiano e affacciato sul fiume Enza.
  • Cascata del Golfarone: Nella frazione Calizzo di Villa Minozzo.

Modena

  • Ponte Casona: Spiaggia naturale fluviale vicino alla casa di Vasco.
  • Cascate del Bucamante: In un bosco attraversato da un torrente che forma vari salti d’acqua.
  • Parco fluviale di Fanano: Un'area attrezzata con un laghetto da pesca, Lido Fanano, con spiaggia, ombrelloni, sdraio, bar e beach volley.

Bologna

  • Cascata di Moraduccio: Fuori Castel del Rio, sul confine tosco-emiliano.
  • Castel Del Rio: Fiume Santerno sotto il Ponte Alidosi.
  • Lago di Suviana: Balneazione è vietata, ma ci sono alcune spiaggette attrezzate e un centro velico, dove ci si può rinfrescare a riva.

Forlì

  • Cascata Acquacheta: La valle della Cascata Acquacheta è costellata di piscine naturali di acqua freddissima.
  • Grotta urlante: Fiume Rabbi crea un gorgo rumoroso che forma una cascata che si tuffa sotto un bel ponte medievale a schiena d’asino.
  • Piscine naturali e cascatelle di Fiumicello: Nel territorio di Poggio alla Lastra, non lontano da Santa Sofia.
  • Cascata di Civorio: Sarsina.
  • Pozza delle Gualchiere: Bagno di Romagna.

L'Emilia-Romagna, oltre alla rinomata Riviera, offre un'ampia varietà di angoli incantevoli per chi cerca quiete e refrigerio lontano dalla folla. Tra questi, spiccano fiumi di montagna, piscine naturali di acqua dolce e cascate, circondati da boschi e foreste.

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