Normativa sui Bagni per Disabili: Accessibilità e Dignità

Oggi si dà sempre più attenzione a quelle che sono le norme che rispettino la dignità delle persone, soprattutto per chi è nella condizione di disabilità motoria, facendo quindi attenzione alla realizzazione di un bagno disabili a norma, con ausili adatti a determinati stati di difficoltà fisica. In Italia, la normativa sui bagni per disabili è un tema di fondamentale importanza per garantire l'accessibilità e l'inclusione. Tale normativa è costituita principalmente dalla Legge n. 13/1989, dal Decreto Ministeriale n. 236/1989, e dalla Circolare Ministeriale n. 1669/1989.

Queste disposizioni mirano a eliminare le barriere architettoniche e a rendere gli ambienti fruibili da tutti, con particolare attenzione alle persone con disabilità motoria.

Aggiornamenti Normativi e Innovazioni

Attualmente non risultano modifiche sostanziali alla normativa sui bagni per disabili tra il 2024 e il 2025. Le linee guida principali, che riguardano dimensioni minime, tipologia di sanitari, posizionamento di maniglioni e altri elementi, rimangono sostanzialmente le stesse.

Gli aggiornamenti del 2024 prevedono un range più specifico per l'altezza di lavabi, specchi e accessori, compreso tra 85 e 95 cm dal pavimento.

Un altro cambiamento significativo riguarda la formazione del personale e la manutenzione dei bagni disabili. Le normative del 2024 stabiliscono che il personale addetto alla pulizia e alla manutenzione dei bagni deve ricevere una formazione specifica sull'uso e la manutenzione delle attrezzature per disabili.

Tecnologia Assistita

Una delle innovazioni più rilevanti è l'integrazione della tecnologia assistita. Le nuove normative richiedono l'installazione di sistemi di chiamata di emergenza facilmente raggiungibili da qualsiasi punto del bagno, migliorando significativamente la sicurezza degli utenti.

Nel 2024, le normative includono requisiti per migliorare l'accessibilità sensoriale.

Le nuove normative rafforzano l'obbligo di utilizzare materiali antiscivolo per pavimenti e superfici, con specifiche più stringenti riguardo alla loro resistenza e durata nel tempo.

Requisiti di Progettazione e Dimensioni

Le nuove normative richiedono uno spazio minimo di 200x200 cm per i bagni destinati alle persone con disabilità.

La normativa vigente prevede che il bagno per i disabili abbia una dimensione minima di 180×180 centimetri. Il problema principale relativo alle dimensioni del locale bagno riguarda le manovre della carrozzina e l’utilizzo di apparecchi e ausili per chi soffre di una capacità motoria ridotta.

I corridoi dovrebbero essere larghi almeno 90 cm e lo spazio di manovra - per una persona su sedia a rotelle - dovrebbe essere di 150 cm x 150 cm.

Sanitari e Ausili

Oggi si dà sempre più attenzione a quelle che sono le norme che rispettino la dignità delle persone, soprattutto per chi è nella condizione di disabilità motoria, scegliendo sanitari idonei per disabili e ausili adatti a determinati stati di difficoltà fisica. I sanitari bagno per disabili devono essere preferibilmente del tipo sospeso.

Ad esempio, per quanto riguarda il wc, è ovviamente strutturato in modo che sia facilitato alla persona il passaggio dalla carrozzina al sanitario, senza soffrire la difficoltà di alzarsi e risedersi.

  • Il wc deve avere un’altezza della seduta piuttosto elevata, a circa 45-50 cm.
  • È consigliabile adottare un modello di tipo sospeso che, in caso, deve sporgere dal muro per circa 80 cm, così da permettere l’accostamento della carrozzina.
  • Come già indicato, in fase di progettazione bisogna tener conto del posizionamento dei due corrimano o maniglioni laterali, che aiutano a usufruire del bagno in autonomia.
  • Il pulsante di scarico e il porta-rotolo devono essere posizionati in modo da essere comodi e ben raggiungibili.
  • Il bordo anteriore deve essere posto a cm 75/180 dalla parete posteriore.

Deve essere garantito lo spazio necessario per l'accostamento frontale al lavabo che deve essere del tipo a mensola. Il lavabo per il bagno disabile deve essere a mensola e deve prevedere uno spazio libero sottostante di 70 cm. Il bordo anteriore deve essere posto a 80 cm dal pavimento e deve possedere almeno 80 cm frontali.

Sarebbe bene che fosse presente uno specchio, posizionato tra i 90 e i 170 cm da terra, meglio se reclinabile.

Nel caso di adeguamento è consentita la eliminazione del bidet e la sostituzione della vasca con una doccia a pavimento al fine di ottenere anche senza modifiche sostanziali del locale, uno spazio laterale di accostamento alla tazza w.c.

Doccia o Vasca per Disabili?

La doccia, per essere adatta a chi ha una disabilità motoria, deve avere un’apertura esterna a 180°, un anta da 70 ad 85 cm, altezza sedile 53 cm, flessibile con doccino estraibile. Se nel bagno per disabili è presente una doccia, il piatto deve essere a filo con il pavimento.

Nel caso di vasca, deve essere dotata di sportello apribile verso l’esterno fino a 180° e largo tra i 70 e gli 85 cm.

Pavimenti e Porte

Nel progettare un bagno per disabili bisogna innanzitutto considerare i pavimenti. Devono essere costruiti in un materiale antiscivolo e antisdrucciolo, per evitare le cadute. Inoltre, la superficie deve essere il più possibile liscia, priva di gradini, dislivelli, impedimenti o fughe spesse e pronunciate.

Sarebbe bene posizionare i bagni per disabili al piano terra. Di conseguenza, l’anta deve essere leggera e facile da aprire e chiudere (meglio se con apertura verso l’esterno). Nella maggior parte dei casi è bene optare per una porta scorrevole che finisce dentro la parete: si tratta senza dubbio della soluzione più pratica.

L’importante è che la porta abbia una maniglia posta a un’altezza accessibile (circa 90 cm), preferibilmente verticale e facile da impugnare. È fondamentale, infine, prestare attenzione alla larghezza, che in base al decreto 236/89 deve essere di almeno 75 cm.

Barriere Architettoniche e Dislivelli

I gradini interni sono presenti in moltissime abitazioni. In alcuni casi, la loro presenza risponde a scelte funzionali. Per esempio, il gradino che a volte si trova all’interno dei bagni è una soluzione tecnica adottata per creare una pendenza adeguata agli scarichi, ma aumenta la pericolosità e l’agibilità di questo ambiente. In altri, invece, la scelta segue valutazioni prettamente estetiche.

Il gradino o dislivello, in un primo momento, può sembrare pratico ed economico, ma può trasformarsi in una barriera architettonica insormontabile con il passare degli anni o quando in casa vive una persona con disabilità. Eliminare i gradini che si trovano all’esterno o all’interno dell’abitazione non è sempre possibile, senza prevedere un intervento di ristrutturazione importante.

Si può però valutare l’installazione di una rampa, che può essere fissa, se i gradini sono 4 o 6, e mobile se sono solo 2, oppure, ancora meglio, si può valutare l’installazione di un miniascensore o un montascale per esterni o per interni.

Rampa o Gradino?

Il DM 236/89 attuativo della legge 13/1989 “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati” è molto preciso e all’articolo 8, punto 8.1.2, specifica che “qualora i pavimenti presentino un dislivello, questo non deve superare 2,5 cm”.

Se però nell’abitazione non è presente una persona con disabilità o con difficoltà motorie e si sceglie di realizzare in ogni caso un gradino, vale la pena considerare che una casa andrebbe progettata per assecondare tutte le fasi della vita di una famiglia o di una singola persona.

In presenza di dislivelli complessi, come nelle case su più piani con scale interne o scale di accesso all’abitazione privata o in condominio, il DM 236/89 contempla l’utilizzo di “servoscala e piattaforme elevatrici” delle quali indica categorie e caratteristiche (dimensioni, portata, velocità, ecc.). I miniascensori per interni ed esterni come Armonico Elettrico di KONE Motus sono l’ideale per superare questi dislivelli e rappresentano una soluzione semplice, funzionale e rapida da mettere in pratica.

Agevolazioni Fiscali e Superbonus

La Legge di Bilancio 2021 ha esteso la possibilità di usufruire del Superbonus al 110% anche per gli interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, effettuati per favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione alle persone portatrici di handicap in situazione di gravità.

UNI/PdR 24:2016: Prassi di Riferimento per l'Accessibilità

Allo scopo di dare maggiori strumenti atti a favorire l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’UNI (Ente Italiano di Normazione) ha pubblicato delle prassi di riferimento con indicazioni tecniche per la riprogettazione dell’ambiente secondo i principi dell’universal design. Le UNI/PdR 24:2016 sono delle indicazioni relative a prassi condivise all’interno di gruppi del Consiglio Nazionale dei Geometri e dei Geometri Laureati (CNGeGl) e Fiaba Onlus (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche).

Step del Processo di Accessibilità (UNI/PdR 24:2016)

  1. Analisi del contesto
  2. Metodica per il rilevamento delle criticità
  3. Analisi delle scelte progettuali

Riferimenti Normativi Chiave

  • Legge n. 13 del 9 gennaio 1989
  • Decreto ministeriale n. 236 del 14 giugno 1989
  • Circolare ministeriale n. 1669 del 22/06/1989

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