Storia e Design dei Bagni: Dal Rito Giapponese allo Stile Retrò
Esistono tanti motivi per cui il Giappone è davvero un posto affascinante: la cultura millenaria, la modernità di Tokyo, i fiori di ciliegio, l’architettura che coinvolge addirittura i bagni pubblici e il cibo. L’ultima tendenza di stile proveniente dal Sol Levante, però, riguarda i bagni privati e si configura in minimalismo, eleganza e purezza dei materiali. Anche in Italia, sempre più persone desiderano portare queste caratteristiche all’interno delle proprie abitazioni: ecco allora la storia del rito e le linee guida da rispettare per ricreare un vero bagno giapponese in casa.
Il Rituale del Bagno Giapponese Ofuro
In Giappone, il rituale del bagno ha origini antichissime, prende il nome di Ofuro e ancora oggi è possibile praticarlo non solo tra le mura domestiche, ma anche nei bagni pubblici, nei ryokan e nei centri termali. Come tutto ciò che è legato all’acqua, anche l’Ofuro è una metafora della purificazione che, con occhi moderni, consiste nell’abbandono dello stress della vita lavorativa per concedersi attimi di rilassamento intenso. Solitamente viene eseguito la sera in tinozze di hinoki (cipresso) che vengono preparate durante il pomeriggio.
Prima di accedere alla vasca, però, il rito parte da piccoli catini di acqua calda: qui davanti, la persona deve sedersi su un piccolo sgabello e procedere al lavaggio di corpo e capelli. Solo dopo può entrare nell’acqua riscaldata tra i 38 e i 42 gradi. Questo passaggio, da noi occidentali considerato superfluo, ha in Giappone un enorme significato: tutta la famiglia utilizza infatti la stessa acqua, ragion per cui deve rimanere estremamente pulita. Qualora ci fossero ospiti, poi, proprio loro saranno i primi a immergersi per godere della temperatura più alta.
Ancora oggi l’essenza del rito rimane inalterata, anche se gli strumenti sono leggermente cambiati e all’hinoki si preferisce l’acrilico. La forma particolarmente corta della tinozza, però, è sempre la stessa in virtù del fatto che spesso le case orientali sono troppo piccole per ospitarne di più allungate.
Come Ricreare un Bagno Giapponese in Casa
Avendo più chiaro l’esatto svolgimento dell’intero rituale dell’Ofuro, ora è molto più semplice comprendere di quali elementi si ha bisogno per portare questo pezzo di Giappone in casa propria. Ad ogni modo, qui di seguito abbiamo raccolto in una breve checklist di tutto ciò che non può mancare.
Prevedere uno spazio per la furoba
In Oriente, con furoba si intende una stanza da bagno decisamente diversa da quelle più comuni in Europa. Infatti, questa non deve essere provvista dei sanitari che, per non intaccare la purezza del rito, dovrebbero essere collocati in un altro locale della casa. Solitamente, la furoba presenta dimensioni simili ai nostri bagni ed è interamente rivestita in legno. Al suo interno viene collocata sia la doccia (walk-in o aperta), sia la vasca freestanding in cui entrare dopo essersi lavati.
Il lavabo
La moderna trasposizione dei catini e degli sgabelli è il lavabo che, nella cultura giapponese, dovrebbe essere collocato in una zona diversa e separata rispetto allo spazio riservato alla vasca. Tuttavia, anche per questione di spazi, oggi non è insolito vederlo installato all’interno della furoba in un unico ambiente. Di solito è in un materiale naturale come il bambù.
I sanitari
La tecnologia ha fatto passi da gigante e, durante un viaggio in Giappone, basta anche solo una visita ai bagni per vederne tanti raccolti in un unico oggetto: i sanitari. Nel Paese del Sol Levante, infatti, al più classico WC si preferisce il washlet che, in un solo complemento autopulente, raccoglie più funzioni: WC appunto, bidet, diffusore di essenze e - spesso - anche stereo per la musica.
Stile minimale
Quando si arreda un bagno in stile giapponese, il mantra è mantenersi minimal: ogni linea, dunque, deve essere pulita, essenziale ed elegante. Allo stesso modo, anche i materiali utilizzati devono essere naturali: ottimi quindi i marmi, le pietre e i legni, ma anche l’acrilico può andare bene se si ricercano soluzioni a cavallo tra la tradizione e la funzionalità. Per quanto riguarda i colori, poi, i più utilizzati sono il bianco, il tortora, il beige, il nero e il marrone scuro venato.
Ciabatte da bagno
L’ultimo tocco per un bagno davvero giapponese è mettere a disposizione di chiunque ci entri delle ciabatte pulite con le quali sostituire le scarpe. Per i giapponesi, infatti, è estremamente importante mantenere separate le zone pulite interne, da quelle sporche esterne.
Il Fascino dei Bagni Retrò
I bagni retrò sono molto popolari al giorno d'oggi. Portano con sé il fascino dei tempi che furono, sono originali e dall‘aspetto lussuoso ed elegante. Il bagno in stile retrò suscita in noi nostalgia. Ci riporta a ricordi, radici e tradizioni. Allo stesso tempo, è per noi un simbolo di sicurezza e qualità, che durerà per diverse generazioni. Il bagno in questo stile si distingue per elementi distintivi e ricche decorazioni.
Sottili sfumature di colori pastello bilanciano i vistosi decori o gli elementi d‘arredo riccamente ornamentati. L‘uno non dovrebbe avere il sopravvento sull'altro! Ai bagni retrò sono adatti rubinetti a manopole, vasche da bagno freestanding, lavabi in ceramica, mobili da bagno in legno decorato e, naturalmente, accessori bagno e piastrelle in stile.
Elementi Chiave per un Bagno Retrò
- Vasca da bagno freestanding: Donate la nobiltà e lo splendore dei tempi prebellici al vostro bagno con una vasca da bagno freestanding! Nel caso dello stile retrò, questa dovrebbe essere arrotondata anziché squadrata e poggiare su gambe o piedistalli decorati.
- Rubinetti tradizionali: Nei bagni retrò, la chiave del successo é la scelta dei rubinetti giusti. Dite addio ai rubinetti a leva e sostituiteli con quelli più tradizionali.
- Sanitari in ceramica bianca: Le ceramiche bianche con decorazioni sono tipiche di questo stile.
- Mobili in legno decorato: Come per i sanitari, anche i mobili dovrebbero essere decorati.
- Accessori retrò: Mettete una pelliccia o un morbido tappeto davanti alla vasca da bagno. Sopra il lavabo, montate uno specchio decorato con un colore della cornice che si abbini ai mobili o al colore dei rubinetti.
Innovazione e Design Moderno: antoniolupi
Ogni vasca antoniolupi è in grado di portarci in un diverso universo, trasformando un particolare momento, quello del bagno, in differenti declinazioni e sensazioni.
- Ago: Semplice nella forma, dai profili sottili e compiuti Ago è una vasca che avvolge come un bozzolo.
- Dune: Una base circolare e un bordo sinusoidale si uniscono come a ricordare una duna del deserto. Dune è una vasca che trasforma la stanza da bagno in una home spa.
- Edonia: Edonia è una vasca freestanding dal forte richiamo alla vecchia concezione di vasca da bagno, ma nettamente rivisitata in chiave moderna.
- Amazzone: Una vasca freestanding imponente: tutte le attenzioni sono sulla materia, un blocco di pietra Amazzone.
- Biblio: La vasca Biblio non svolge la sola funzione di vasca da bagno, ma anche quella di spazio contenitore e mini libreria.
- Reflex: Reflex è una vasca freestanding dalla forma morbida, ma l’elemento forte è la trasparenza che permette di mettere in mostra il movimento dell’acqua in interazione con l’ospite e la luce.
- Mastello: Mastello è la vasca tinozza in Flumood di antoniolupi che occupa 135 cm di spazio ed è capace di ospitare comodamente al suo interno persone più alte di 195 cm.
Il Bagno nel 1900: Un’Evoluzione Storica
Com’era il bagno nel 1900? Questa domanda affascina storici, designer d’interni e semplici curiosi, attratti dall’evoluzione degli ambienti domestici nel tempo. All’inizio del XX secolo, il bagno non era ancora un ambiente diffuso come lo conosciamo oggi: si trattava di uno spazio in trasformazione, ancora fortemente influenzato da aspetti igienici, culturali e sociali.
All’inizio del XX secolo, il bagno era ancora un lusso riservato a pochi. I sanitari in ceramica smaltata bianca cominciarono a diffondersi grazie all’evoluzione dell’industria ceramica inglese e tedesca. Le stanze da bagno erano multifunzionali, spesso si trattava di spazi ibridi, che condividevano più funzioni. Linee curve e motivi floreali ornavano piastrelle, rubinetti e specchiere.
Verso la fine degli anni ’10, cominciò ad affermarsi un’idea più funzionale del bagno: l’accento si spostava dall’estetica al concetto di igiene, ordine e razionalizzazione dello spazio.
I bagni nel 1900 raccontano una storia di transizione, dove funzionalità ed estetica cominciano a fondersi. Da ambienti spartani e condivisi, i bagni si sono trasformati in spazi sempre più intimi, confortevoli e ricercati. Conoscere le radici storiche dell’ambiente bagno ci aiuta a comprendere meglio le scelte di design e funzionalità di oggi, e magari a ispirarci a elementi retrò per rendere unico il nostro bagno moderno.
Alvino Bagni: Un Pioniere dell'Arte Ceramica
Creativa, dinamica, sempre al passo con le novità. Alvino Bagni, nato nel 1919, si formò come artista e nel 1934 entrò come apprendista presso le Ceramiche Pugi, dove sperimentò tutte le fasi della lavorazione ceramica. Nel 1947 iniziò a lavorare in proprio.
Negli anni Cinquanta e Sessanta l’azienda consolidò collaborazioni con committenti americani. La prima committenza di rilievo internazionale riguardò la produzione di posacenere con la scritta “I like Ike” nel 1953. Il principale intermediario della Bagni Ceramiche fu l’americano Irving Richards, designer e fondatore della compagnia statunitense d’importazione e distribuzione Raymor.
Altri grandi committenti esteri furono Rosenthal e, dagli anni Settanta, Marks & Spencer. L’impossibilità di un’ulteriore espansione degli spazi portò Alvino a cercare un luogo dove poter costruire un’azienda più grande e moderna.
La nuova ditta di Bagni Ceramiche trovò la sua sede definitiva tra via Livornese e via Santa Maria a Castagnolo. Si trattava di un vasto edificio a uso industriale su un solo piano con annesso corpo di fabbrica a due piani adibiti a magazzini, servizi vari e uffici.
Nel 1968 la gestione di entrambe le aziende divenne troppo complessa e Alvino decise di chiudere la A. B. & F. Bagni Ceramiche Artistiche di Ponte a Signa liquidando gli azionisti della ditta.
Gli anni Novanta segnarono il punto d’arresto dell’esperienza della ceramica Bagni. La “scoperta” da parte dei committenti statunitensi dell’Oriente portò all’affermazione sui mercati di nuovi gusti estetici. Quando nel 1992 l’azienda chiuse, vi lavoravano ancora ottantacinque persone circa. Nel 1994 aprì Nuove Forme, tuttora attiva e diretta da Gianfranco Ghiretti, genero di Alvino, e Maria Chiara Ghiretti, nipote di Alvino.
L’azienda si è trasferita dal 2018 a Sesto Fiorentino e conta quattro addetti tra dipendenti e proprietari con una produzione caratterizzata da ceramiche artistiche di alto livello. È rimasta inoltre una delle poche ditte a continuare la creazione in proprio degli smalti e dei colori.
Soluzioni per il Bagno di Famiglia: Duravit e Christian Werner
Funzionalità e comfort sono determinanti. Duravit offre numerose soluzioni, in particolare per la zona lavabo, ben studiate per rispondere alle esigenze di grandi e piccoli. Con la serie di mobili Ketho.2 disegnata da Christian Werner, il bagno di famiglia diventa un luogo di design.
Nel bagno di famiglia, le colonne o le basi sottolavabo della serie Brioso garantiscono tanto spazio contenitivo per tutti gli accessori e i tessili, come spazzolini da denti, prodotti da make-up e asciugamani. Molto pratica è la versione consolle con due lavabi e due cassetti. Gli armadietti a specchio presentano molti più vantaggi rispetto al semplice specchio, infatti offrono maggior spazio e un’ulteriore fonte di luce.
La serie di mobili Ketho.2 disegnata da Christian Werner, si adatta perfettamente a qualsiasi bagno e soddisfa tutte le esigenze, da forme pulite e squadrate di particolare chiarezza.
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