Cos'è la Nuova Idraulica: Innovazione e Conformità
La Nuova Idraulica rappresenta un settore in continua evoluzione, che spazia dalla realizzazione di impianti idrici civili e industriali all'utilizzo di tecnologie avanzate per la produzione di energia e la gestione delle risorse idriche. Questo articolo esplora le diverse sfaccettature della nuova idraulica, dalle normative di riferimento alle applicazioni pratiche, offrendo una panoramica completa e dettagliata.
La Nuova Idraulica: Un Approccio Moderno
La Nuova Idraulica 73 di Mantoan Maurizio, situata ad Arona, è un esempio di azienda che opera con serietà ed efficienza nella realizzazione, installazione e manutenzione di impianti idrici, civili, industriali e tecnologici. L'azienda si occupa di installazione impianti di riscaldamento, impianti idrotermosanitari, impianti di trattamento acque in generale e impianti termici con pompe di calore sia in geotermia che in sistema aria-acqua.
Da numerosi anni e sempre con la stessa professionalità e passione, l'azienda porta avanti una promettente e affidabile attività imprenditoriale. I tecnici sono qualificati nell’assistenza tecnica, manutenzione ordinaria e straordinaria, adeguamento normativo, sostituzione urgente di caldaie di ogni tipo e dimensione e impianti di riscaldamento comuni.
La Nuova Idraulica 73 è una ditta specializzata in progettazione, installazione e manutenzione di impianti che opera ad Arona in provincia di Novara. La Nuova Idraulica opera con successo nel settore della termoidraulica grazie all'esperienza e professionalità del personale qualificato e competente che opera all'interno dell'attività.
Rivolge la propria attività a clienti privati e professionisti garantendo in ogni occasione servizi di alto livello, in tempi contenuti e dall'ottimo rapporto qualità prezzo. Sempre attenta a soddisfare ogni specifica esigenza della clientela. La Nuova Idraulica si occupa del commercio di tutto quel che concerne il mondo della Termoidraulica, la climatizzazione, Il Riscaldamento ed il Gas,gli impianti radiante a pavimento,sistemi ibridi e impianti solari termici, tra questi anche ricambi per rubinetti, vendita al dettaglio e all'ingrosso di Caldaie, Climatizzatori, Pompe per sollevamento acqua, Pompe per fogna, Vasche raccolta acqua, Vasche Imhoff, accessori idraulici per autoclavi, ricambi cassette wc, articoli per idraulica, tubazioni di ogni tipologia, arredo bagno, sanitari, ricambi per caldaie, rubinetteria, attrezzature idrauliche, ricambi per rubinetterie.
Siamo all'avanguardia con tutte le normative vigenti del settore, per agevolazioni fiscali e ristrutturazioni edilizie con iva agevolata e sgravi fiscali fino al 65% con il nuovo CONTO TERMICO.
Invarianza Idraulica e Idrologica
L'invarianza idraulica e idrologica sono due principi fondamentali introdotti da normative regionali, in linea con la Direttiva Europea 2007/60, per mitigare l'impatto degli interventi di urbanizzazione sul territorio e garantire la sicurezza dei cittadini. L'invarianza idraulica mira a mantenere inalterate le portate di deflusso delle acque meteoriche, mentre l'invarianza idrologica si concentra sui volumi di deflusso.
L'obiettivo comune è prevenire allagamenti, erosioni e frane, tutelando così la popolazione e le infrastrutture. Se infatti una superficie naturale viene urbanizzata e se, in tutto o in parte, il terreno viene impermeabilizzato, se ne riduce la superficie permeabile e di conseguenza si viene a ridurre la quantità d’acqua che viene assorbita dal terreno, si riducono i volumi naturali d’invaso e si riduce il tempo di corrivazione, ovvero il tempo che impiega l’acqua a ruscellare verso il recapito finale.
Come si applicano l'invarianza idraulica e l’invarianza idrologica?
Per prevenire esondazioni e tutelare l'ambiente, la legislazione impone l'invarianza idraulica e idrologica nelle trasformazioni del territorio. Ciò significa gestire le acque meteoriche localmente, a monte dei ricettori finali, per ridurre i deflussi, riequilibrare il regime idrogeologico e mitigare il rischio idraulico.
Normative e legislazioni vigenti sull'invarianza idraulica e idrologica
Le Legislazioni Comunitarie, Nazionali e Regionali recepiscono il principio dell’invarianza idraulica a tutela dell’ambiente e dei cittadini con l’emanazione di Direttive e Norme che impongono una maggiore attenzione per la difesa del suolo. Vengono, per esempio, definiti i volumi di stoccaggio che devono essere mantenuti, prima e dopo l’intervento di urbanizzazione - volumi che dipendono dal corso d’acqua dove vanno a defluire le acque meteoriche.
La Cerniera Idraulica
Il settore della refrigerazione commerciale si sta sempre più spostando verso l’utilizzo della cerniera idraulica. La cerniera idraulica è un sistema tecnico di chiusura della porta che deve il suo funzionamento all’energia trasmessa mediante fluidi in pressione.
Il fluido idraulico passa da un contenitore all’altro attraverso degli spazi definiti. Nata per esigenze funzionali del settore della refrigerazione commerciale, la cerniera idraulica ha registrato le sue prime applicazioni sui banchi frigoriferi verticali. La funzione tipica di una cerniera è ovviamente quella di occuparsi della chiusura ed apertura dell’anta.
Componenti e Funzionamento
Quello che differenzia una cerniera idraulica dalle altre è proprio il sistema idraulico. A quest’ultimo viene imputata la gestione della forza, della velocità e del movimento, che in una cerniera idraulica appare fluido e costante. Una semplice apertura dell’anta genera pressione, mediante meccanismi interni, sul liquido idraulico.
Una cerniera idraulica è pertanto un sistema complesso di moduli e componenti che ne influenzano significativamente il funzionamento. Il liquido idraulico è il componente che interagisce con tutto il sistema cerniera. Questo viene scelto in base alle sue caratteristiche chimiche ed in base alla sua viscosità. Il cilindro di una cerniera idraulica non è nient’altro che il contenitore del liquido idraulico.
Lo spostamento del liquido idraulico da una parte all’altra è dovuto al movimento del pistone. La valvola è il componente che apre e chiude il passaggio del liquido nel circuito. Ha il compito di regolare il flusso del liquido affinché la cerniera funzioni correttamente. Come sono essenziali le valvole nell’apparato cardiovascolare, così è essenziale la valvola in un sistema idraulico.
Il circuito idraulico è il percorso eseguito dall’olio nel passaggio da una parte all’altra. Come altri componenti della cerniera, anche il circuito idraulico può essere paragonato a parti dell’apparato circolatorio. I vasi sanguigni potrebbero essere un paragone appropriato. Analizzandola più nello specifico ci rendiamo sempre più conto di quanto il sistema idraulico sia incredibilmente simile al sistema di funzionamento del cuore umano.
Energia Idroelettrica
L’energia idroelettrica si produce sfruttando l’energia legata al movimento (cioè l'energia cinetica) di una massa d’acqua che cade da un’altezza più o meno grande. L’energia idroelettrica, anche detta idraulica, rientra tra i tipi di energia rinnovabile, dato che come abbiamo detto si crea grazie allo spostamento di masse d’acqua, e di energia alternativa, dato che non utilizza fonti fossili.
Come fonte di energia è molto antica e molto utilizzata: rappresenta la prima fonte di energia rinnovabile in assoluto, con il 6,4% dell’energia primaria consumata nel mondo (Fonte BP - Statistical Review of World Energy- 2020); in Italia circa il 16% di energia elettrica deriva proprio dall’idroelettrico.
Come si produce l'energia idroelettrica?
Come riportato nell'illustrazione sottostante, a sinistra è presente il bacino artificiale - creato in questo caso grazie a una diga - mentre alla sua destra è presente una condotta forzata (in inglese "penstock") che sfrutta la gravità per far arrivare l'acqua alla centrale. Una volta giunta a valle, l'acqua è in grado di far ruotare una turbina (la cui tipologia varia a seconda dell'altezza del salto), generando corrente elettrica.
In realtà, esistono due tipologie di centrale idroelettrica:
- centrali a salto
- centrali ad acqua fluente
Nelle centrali a salto si sfruttano grandi altezze di caduta e sono caratterizzate da un bacino idrico più o meno grande - quello che tutti associamo al classico termine "diga", per intenderci. Il vantaggio di avere un bacino è quello di poter gestire la quantità di acqua da mandare alla centrale e, di conseguenza, la quantità di energia prodotta.
Nelle centrali ad acqua fluente non si utilizzano invece grandi salti ma piccoli dislivelli. Di solito questo tipo di impianto viene costruito direttamente lungo il corso di fiumi e per questo motivo la sua capacità di produrre energia è piuttosto stagionale. Se infatti il fiume è in magra o con una portata troppo bassa, la produzione di energia può ridursi o arrestarsi.
Questo tipo di impianto ha sicuramente dei limiti legati proprio alla stagionalità ma, d'altra parte, costa tendenzialmente meno e ha un impatto ambientale potenzialmente minore rispetto alle centrali a salto.
Pro e contro dell'energia idroelettrica
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi legati all'uso dell'energia idroelettrica? L’energia idroelettrica è rinnovabile e relativamente green: i suoi vantaggi in termini di contrasto al riscaldamento globale e all’inquinamento sono enormi. I costi di manutenzione sono relativamente bassi, e la tecnologia è affidabile e collaudata.
Tra gli svantaggi ci sono gli elevati costi di investimento e, soprattutto il possibile impatto ambientale anche grave. I danni ambientali, anche se controllati, non possono mai essere del tutto eliminati: creare un bacino lì dove non ce n’era uno porta come prima cosa una modifica degli ecosistemi locali.
Secondariamente, deviano i corsi d’acqua da zone molto ampie a canali e invasi circoscritti, sottraendo in alcuni casi l’acqua a intere popolazioni, piante e animali degli ambienti circostanti. Nel mondo ci sono circa 58 mila dighe che intercettano un sesto dell’acqua dei fiumi prima che vada in mare, e il numero delle dighe e degli impianti idroelettrici non fa che salire.
Un esempio impressionante è la Diga delle Tre Gole cinese, che rappresenta una di circa 50mila sul fiume Yangtze (Yang et al., 2010). Possono anche esserci grosse conseguenze se non si realizzano studi adeguati del contesto idrogeologico in cui si creano le dighe, come nel caso del Vajont.
L'utilizzo dell'energia idroelettrica in Italia e nel mondo
L’acqua è una delle fonti di energia più antiche. Gli egizi, i greci e i romani usavano già l’energia cinetica dell’acqua per macinare il grano grazie a dei mulini, ma è solo con la calata degli arabi durante il Medioevo che in Europa si iniziò a utilizzare l’energia idroelettrica con più consapevolezza: grazie alla ruota idraulica si potevano irrigare i campi e bonificare le paludi.
La prima centrale idroelettrica al mondo è quella realizzata nel 1882 negli Stati Uniti, lungo il corso del Fox River nel Wisconsin. L’Italia non fu da meno: la prima centrale è stata inaugurata nel 1895 a Paderno d'Adda, in provincia di Lecco.
La centrale più grande del mondo è, dal 2012, quella della diga delle Tre Gole in Cina: ha una capacità di generazione elettrica di 22.500 megawatt, è alta circa 180 metri e lunga circa 2mila, e il bacino che crea copre una superficie di oltre mille chilometri quadrati.
Per quanto riguarda l’Italia, vista la presenza di numerosi fiumi, laghi e alture, la costruzione di impianti idroelettrici è molto favorita: non a caso le nostre centrali sono per la maggior parte sull’arco alpino e su quello appenninico. Stando a un rapporto Althesys del 2019 ne abbiamo in tutto il Paese circa 4.300.
La centrale idroelettrica più grande d’Italia è la Luigi Einaudi, nel comune piemontese di Entracque (provincia di Cuneo), di proprietà dell’Enel: è il più grande impianto italiano e uno delle più grandi in Europa. La centrale sfrutta due salti, Chiotas-Piastra e Rovina-Piastra.
In Italia è in crescita anche il “mini” idroelettrico, rappresentato da impianti di potenza ridotta, che comporta l'utilizzo di strutture molto più piccole di una diga normale, più sicure e che hanno un basso impatto ambientale e paesaggistico.
Certificazione Impianto Idraulico
La certificazione dell’impianto idraulico è un documento fondamentale: si tratta infatti di una dichiarazione ufficiale, rilasciata ai sensi di legge, che testimonia la conformità e la sicurezza dell’impianto presente all’interno del proprio immobile.
Nota più propriamente come Dichiarazione di Conformità dell’Impianto Idraulico, è simile all’analoga documentazione rilasciata per certificare l’impianto elettrico. Ma quando si rende necessario ottenere questa certificazione e, soprattutto, tramite quali modalità?
Cos’è la certificazione dell’impianto idraulico
Regolata dal Decreto Ministeriale 37/2008, la certificazione dell’impianto idraulico è un documento obbligatorio, compilato da un professionista di settore abilitato, che attesta:
- la conformità dell’impianto alle norme vigenti;
- la sicurezza dello stesso impianto;
- il corretto funzionamento dei sistemi idraulici installati presso l’immobile.
In altre parole, con la Dichiarazione di Conformità si attesta che l’edificio presenta un impianto idraulico realizzato secondo i più elevati standard di sicurezza, rispettando le predisposizioni di legge, allo scopo di minimizzare malfunzionamenti, perdite o, ancora, situazioni potenzialmente pericolose per i residenti dello stabile.
Quando è obbligatoria la certificazione degli impianti idraulici?
È sempre il sopracitato Decreto Ministeriale 37/2008 a specificarlo. In linea generale, la Dichiarazione di Conformità è necessaria quando:
- viene installato un nuovo impianto idraulico in un edificio, sia esso di nuova o vecchia costruzione, per attestare il rispetto delle normative vigenti;
- si modifica o si amplia un impianto idraulico già esistente, purché le modifiche apportate siano significative;
- si conducono interventi di manutenzione straordinaria, affinché si possa certificare che riparazioni e restauri apportati rispettino le norme in vigore;
- in caso di allacci di nuove utenze, con il rilascio di una specifica attestazione.
È inoltre utile sapere che una copia della certificazione dell’impianto idraulico potrebbe essere richiesta anche quando:
- si richiede l’allacciamento dell’edificio alla rete idrica pubblica, come nel caso delle nuove costruzioni;
- si ha necessità di ottenere il rilascio o il rinnovo del certificato di agibilità dell’immobile;
- si procede alla compravendita dell’immobile, per dimostrare che tutta l’impiantistica è a norma. In questo caso, consegnare una copia della Dichiarazione di Conformità non è obbligatorio, ma di certo utile per agevolare la compravendita stessa.
Ancora, è necessario sapere che la Dichiarazione di Conformità può essere rilasciata unicamente per gli impianti realizzati o ampliati dopo l’entrata in vigore del già citato Decreto Ministeriale 37/2008. Per le strutture antecedenti al DM, invece, è richiesta la Dichiarazione di Rispondenza, che comunque attesta la conformità degli stessi impianti alle relative normative. La mancata presentazione della Dichiarazione di Conformità, quando obbligatoria, comporta sanzioni da 100 a 1.000 euro.
Chi rilascia la Dichiarazione di Conformità dell’Impianto Idraulico
La certificazione non può essere prodotta da qualsiasi professionista idraulico, poiché il Decreto Ministeriale 37/2008 prevede che:
- l’azienda che ha condotto i lavori sia regolarmente registrata alla Camera di Commercio;
- la stessa azienda sia stata abilitata al rilascio delle Dichiarazioni di Conformità.
Cosa ci vuole per far certificare un impianto idraulico
Quale procedimento è necessario per ottenere la certificazione di un impianto idraulico? Dopo aver trovato il professionista abilitato al rilascio della Dichiarazione di Conformità, verrà verificata:
- la conformità dei materiali, poiché tutti gli strumenti utilizzati - tubi, accessori, apparecchiature per la produzione di acqua calda sanitaria - devono rispondere ai requisiti di legge;
- la conformità del progetto, che deve essere realizzato sempre rispettando la legge, con particolare riguardo alla sicurezza e alla corretta gestione sia delle acque sanitarie che di quelle reflue. Inoltre, è necessario che la realizzazione dell’impianto rifletta lo stesso progetto;
- il corretto funzionamento dell’impianto, per verificare che non vi siano perdite, malfunzionamenti o altre problematiche che potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza.
Dal punto di vista pratico, il professionista si occuperà:
- dell’analisi del progetto e della sua effettiva implementazione;
- della raccolta della documentazione relativa ai materiali, comprese le relative certificazioni, se necessarie;
- del sopralluogo per verificare la corretta realizzazione dell’impianto, nonché la sua piena funzionalità;
- del rilascio della Dichiarazione di Conformità debitamente compilata.
Quanto costa la certificazione di un impianto idraulico?
I costi della certificazione di un impianto idraulico possono variare notevolmente, a seconda della complessità del progetto da realizzare - o già realizzato - nonché di variabili locali, come il Comune di residenza e molto altro ancora. Inoltre, le tariffe possono essere molto differenti a seconda della società a cui ci si affida.
In linea generale, per gli immobili a uso residenziale, la spesa può essere compresa tra i 150 e i 500 euro. Per immobili a destinazione commerciale, invece, si possono superare anche i 1.000 euro. È necessario sapere che, in caso di mancata conformità, la dichiarazione non verrà rilasciata: vi saranno quindi altri costi di adeguamento dell’impianto, a cui si aggiungerà la spesa per una nuova certificazione.
Come capire se l’impianto idraulico è a norma?
Ad esempio, è una domanda frequente quando si cerca una nuova abitazione: il dubbio di acquistare un immobile che dovrà essere sottoposto a gravosi interventi di adeguamento, infatti, genera una più che comprensibile preoccupazione.
In linea generale, se è disponibile una Dichiarazione di Conformità recente - o, come già visto, dell’alternativa Dichiarazione di Rispondenza - si può essere relativamente certi dell’adeguatezza dell’impianto. Se questi documenti non fossero disponibili, è possibile chiedere l’aiuto di professionisti per valutare:
- la buona conservazione dell’impianto, che non dovrà presentare perdite, danni causati dall’usura, malfunzionamenti e ostruzioni;
- l’utilizzo di materiali secondo i requisiti di legge, dalle tubature alle rubinetterie, passando per gli scarichi e i sistemi per la produzione di acqua calda sanitaria;
- la corretta separazione tra il sistema di trasporto dell’acqua potabile e quello di smaltimento delle acque reflue, per evitare contaminazioni;
- la corretta pressione e portata idrica delle tubature.
Se questi controlli dovessero avere esito positivo, si può chiedere al professionista - se abilitato - di rilasciare contestualmente la Dichiarazione di Conformità.
Normativa UNI per impianto idrico sanitario
Le 3 principali normative che dettano i parametri e i criteri tecnici per il dimensionamento degli impianti idraulici sono:
- UNI EN 806 “Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano”
- UNI 9182: “Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda - progettazione, installazione e collaudo”
- UNI 12056-5:2001: “Sistemi di scarico funzionanti a gravità all’interno degli edifici - Installazione e prove, istruzioni per l’esercizio, la manutenzione e l’uso”
Rischi e sanzioni per assenza della certificazione
L’assenza di una certificazione per l’impianto idraulico può comportare una serie di rischi e sanzioni di natura legale ed economica. È fondamentale comprendere queste implicazioni per apprezzare appieno l’importanza di ottenere la certificazione e rispettare le normative vigenti nell’ambito degli impianti idraulici. I rischi maggiori sono:
- rischi per la sicurezza
- sanzioni amministrative
- difficoltà nella vendita o locazione
- possibili contenziosi legali
- problemi con le assicurazioni
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