Protesi Peniena Idraulica Tricomponente: Funzionamento e Rischi
L’attività sessuale è una componente importante nella vita delle persone ed è una componente da cui pochi prescindono. Può capitare però negli uomini di avere un’attività sessuale minata da problemi di raggiungimento e mantenimento erettivo o avere un’assenza erettiva completa.
Cos'è la Disfunzione Erettile?
La Disfunzione Erettile (DE), comunemente detta impotenza, è il più comune disturbo sessuale maschile dopo l'eiaculazione precoce ed è definita come “l'incapacità del soggetto di sesso maschile a raggiungere e/o mantenere un'erezione sufficiente a condurre un rapporto sessuale soddisfacente”. Il termine disfunzione erettile è migliore del termine impotenza in quanto definisce più precisamente la natura di questa disfunzione sessuale.
Si tratta di una condizione che interessa milioni di uomini nel mondo e, nonostante non influenzi l'aspettativa di vita, ne altera sostanzialmente la qualità. In Italia recenti dati epidemiologici stimano che circa 3 milioni di uomini ne siano affetti, con una prevalenza globale del 13% (pari al 2% tra 18 e 34 anni e del 48% oltre i 70 anni).
Trattamento Terapeutico per la Disfunzione Erettile
La terapia di prima linea per la disfunzione erettile prevede l'utilizzo di farmaci orali come gli inibitori della PDE5. Gli uomini con disfunzione erettile sono tradizionalmente trattati con farmaci per via orale come sildenafil, vardenafil, tadalafi e avanafil. Questo approccio terapeutico funziona correttamente nell'80-85% degli uomini, almeno per un po'.
I farmaci possono essere resi meno efficaci o controindicati in particolare negli uomini con patologie associate come il diabete, le malattie cardiache, livelli elevati di colesterolo o l'ipertensione. Il trattamento di seconda linea è rappresentato dall'iniezione intracavernosa di prostaglandina (ICI), dal “vacuum device” o dalle supposte di alprostadil intrauretrali. La terapia medica ha nel tempo un alto tasso di abbandono fino ad arrivare al 80%.
Perché ricorrere alla Protesi Peniena?
Nello specifico i problemi di disfunzione erettile riguardano principalmente gli operati di tumore alla prostata, ma anche chi ha subito interventi del colon-retto. Il deficit erettile in questi pazienti può essere più o meno importante, a seconda delle microlesioni vascolari riportate. Una volta superato l'aspetto oncologico, ci si deve soffermare sull'aspetto psicologico e sulla vita sessuale del paziente.
In linea di massima gli operati di carcinoma alla prostata generalmente superano i 60 anni, anche se la diagnosi precoce grazie all'introduzione del PSA permette di individuare il tumore anche intorno ai 50 anni. Tutto questo non significa però che si debba, una volta superata la malattia, rinunciare a una vita sessuale attiva e soddisfacente, che dà benessere psico-fisico ed energia anche per gestire la malattia. Occorre accettare il problema.
Molti pazienti rinunciano a una vita sessuale attiva perché il pensiero di impiantare una protesi peniena è vissuto come un deficit e una menomazione. La riabilitazione post chirurgica prevede l'utilizzo di medicinali orali come il sildenafil e il tadalafil, che però non garantiscono una totale ripresa dell'attività sessuale. Anzi, il più delle volte si dimostrano inefficaci.
La patologia oncologica ruba giustamente del tempo allo specialista che nella stragrande maggioranza dei casi, dopo aver brillantemente risolto il problema di base, tralascia la qualità di vita sessuale creando nel paziente un profondo stato di depressione e frustrazione.
La Protesi Peniena: Una Soluzione Efficace
Oggi infatti grazie alle protesi peniene si può affermare che praticamente il 100% dei problemi di erezione può avere una soluzione, e brillante. In questi casi, l'unica soluzione terapeutica risulta essere l'impianto di un dispositivo endocavernoso che riporti al perfetto funzionamento l'organo sessuale.
Nell'immaginario comune si crede che il dispositivo endocavernoso sia un qualcosa di esterno all'organismo, con la famosa pompetta visibile a occhio nudo. Al contrario questo tipo di impianto è interno all'organismo e del tutto invisibile e consente di avere una turgidità del pene pari a quella di un ragazzo di 20 anni. Dovrebbe per questo motivo essere paragonato per l'utilità sulla qualità di vita a una protesi dell'anca o a una valvola cardiaca.
Purtroppo molti uomini non conoscono l'esistenza della protesi peniena e spesso anche medici non specialisti non ne parlano ai propri pazienti, privandoli della possibilità di un'opzione terapeutica, riconosciuta valida a livello mondiale.
Quando Ricorrere alla Protesi del Pene?
L'impianto di una protesi peniena viene indicato in tutte le forme di disfunzione erettile che non rispondono ad altri presidi terapeutici o nei casi in cui i trattamenti farmacologici siano controindicati o abbiano determinato la comparsa di importanti effetti collaterali. Il sangue non circola più così occorre sopperire a questa mancanza per far funzionare l'organo.
Come Sono Fatte le Protesi Peniene?
Le protesi peniene sono costituite da due cilindri che vengono inseriti nei due cilindri naturali del pene: i “corpi cavernosi”. Si distinguono due tipi di protesi: le non idrauliche e le idrauliche.
Le protesi non idrauliche sono le più semplici costituite da due cilindri di consistenza costante che producono un'erezione di rigidità sufficiente alla penetrazione, ma tale da permettere la flessione del pene per essere riposto negli slip.
Le protesi idrauliche sono invece costituite da due cilindri gonfiabili, un dispositivo di controllo internamente allo scroto e un serbatoio di liquido posizionato internamente (solitamente vicino la vescica). Si ha un sistema a circuito chiuso, dove il liquido viene trasferito ai due cilindri per ottenere l'erezione e, sempre a comando manuale, viene ritrasferito al serbatoio per ottenere la flaccidità.
La protesi idraulica permette di ottenere un'erezione di consistenza e aspetto non distinguibile da un'erezione naturale. I modelli idraulici quindi permettono, a comando, erezioni di ottima rigidità, con la stessa sensibilità di prima dell'intervento, e con la stessa capacità di eiaculazione ed orgasmo, il tutto non notando nulla dall'esterno, infatti tutti gli elementi della protesi sono all'interno del corpo.
L'indicazione al trattamento chirurgico, come terapia di terza linea, può essere posta in seguito al fallimento delle terapie mediche tradizionali. L'Impianto di protesi peniena, anche se invasivo, ha oramai raggiunto alti livelli di soddisfazione da parte del paziente ed è associata con una migliore funzione sessuale, e con un'alta gratificazione del partner.
Protesi Peniena Tricomponente: Dettagli e Vantaggi
La protesi peniena più diffusa ha 3 componenti, un reservoir, ovvero un pallone, che viene posizionato vicino alla vescica, due cilindri che si gonfiano con l'acqua e poi un piccolo meccanismo di attivazione denominato pompa, una specie di palloncino di 3 cm di diametro occultato nello scroto. Azionando questo meccanismo, l'acqua del reservoir riempie i cilindri, il pene si gonfia e va in erezione.
Il sistema di utilizzo è semplice sia per il paziente che per il partner. Basta schiacciare la pompa per ottenere l’erezione del pene ed è sufficiente premere la valvola di rilascio sopra la pompa per ottenere la detumescenza della protesi. Una pompa, se grande, risulta più morbida e rende l’attivazione semplice rispetto a un dispositivo bicomponente.
La protesi tricomponente è l’unica protesi che dà al pene un aspetto e una sensibilità naturali, sia nello stato di erezione che in quello di flaccidità. Molti pazienti riferiscono che il partner non si accorge nemmeno della presenza della protesi. Esercita una pressione minore sui tessuti penieni rispetto agli altri dispositivi quando è disattivata, per cui è meno probabile che le strutture peniene vadano in contro ad atrofia da pressione.
Come Avviene l'Impianto di Protesi Peniena?
La tecnica che si presenta in questo articolo è definita Minimally invasive penile prosthesis implant, ed è stata ideata negli Stati Uniti dal chirurgo americano Paul E. Perito del Coral Gables Hospital di Miami in Florida.
La tecnica chirurgica di impianto di protesi peniena in pazienti affetti da disfunzione erettile non responsiva alla terapia medica convenzionale o che presentavano effetti collaterali ad essa, si differenzia dalle altre tecniche perché ha la caratteristica di essere mini-invasiva e dunque rivoluzionaria. Viene utilizzata soprattutto nei pazienti operati per carcinoma della prostata e in quelli affetti da deformità del pene per una induratio penis plastica o malattia di La Peyronie.
Tutti i pazienti reclutati sono stati sottoposti ad impianto primario di protesi peniena ed ogni procedura è stata effettuata presso il Dipartimento di Scienze Urologiche e Ginecologiche dell'Università “Sapienza“ di Roma da un singolo chirurgo. Gli impianti di protesi sono stati eseguiti con una tecnica mini-invasiva; dopo la tricotomia effettuata rigorosamente in sala operatoria, la pelle viene detersa e disinfettata per 10 minuti con una soluzione di iodiopovidone e si somministra cefazolina per via endovenosa.
Il primo step è l'induzione di un'erezione idraulica artificiale iniettando all'interno dei corpi cavernosi soluzione fisiologica 0,9 %, ciò permette di identificare eventuali patologie che hanno bisogno di correzione (es. curvature o deformità “a clessidra” del pene), inoltre verifica il riempimento e la dilatazione dei corpi cavernosi e facilita l'identificazione del nervo dorsale ed il posizionamento lateralmente ad esso dei punti di sutura.
L'accesso avviene mediante un'incisione cutanea infrapubica di 2,5 centimetri seguita da una corporotomia minima bilaterale di 1,5 centimetri ciascuna. Utilizzando l'introduttore di Furlow, i corpi cavernosi vengono dilatati e misurati prossimalmente e distalmente. Utilizzando uno speculum nasale da 8 cm, creiamo lo spazio per il serbatoio piatto (Conceal riempito con 100 ml di soluzione fisiologica), posteriormente alla fascia trasversalis procedendo dall'alto verso il basso.
Vengono poi impiantati i cilindri protesici ed effettuata la prova Idraulica che ne dimostra il corretto funzionamento e posizionamento. Ancora una volta, lo speculum nasale viene utilizzato, questa volta, per sviluppare un “pouch subdartoico” in una porzione dello scroto per alloggiare la pompa.
Si procede alla chiusura delle corporotomie utilizzando i punti di sutura precedentemente posizionati. Si collegano i tubi del sistema protesico e si lascia a dimora un drenaggio di Jackson-Pratt, infine si richiude la cute con punti di sutura.
L'accesso è talmente mini invasivo nelle corporotomie e nell’impianto della pompa attivatrice che diminuisce drasticamente la comparsa di ematomi e raccolte di siero che, anche se presenti, vengono eliminate grazie all’aiuto del drenaggio lasciato nella borsa scrotale per circa 24/48 ore nel post operatorio.
La diminuzione del fastidio nel decorso post intervento e la possibilità di gestire lo scroto quasi subito permette al paziente di attivare il sistema idraulico già dopo 7 giorni dall’intervento e di riprendere l’attività sessuale a un mese di distanza. Infatti questo device permette al pene di guadagnare nel tempo almeno 2 cm in lunghezza e 2 cm in larghezza.
Più è tempestivo il tempo di attivazione meno possibilità ci sono di avere la formazione immediata della pseudocapsula dei corpi cavernosi che inibisca questo allungamento. Dopo l’intervento chirurgico viene somministrata una singola dose di gentamicina e dieci giorni di terapia con cefazolina.
I punti applicati devono essere rimossi da 7 a 10 giorni dopo la procedura. In quel momento ti verranno date le istruzioni successive.
Complicanze e Fase Post-Operatoria
Non sono state registrate complicanze intraoperatorie e il tempo medio per completare l'impianto è stato di 25 minuti contro i 50 minuti di quello tradizionale, a tutto beneficio del dolore post operatorio, che è quasi inesistente, e del rischio di infezioni che diminuisce considerevolmente ed è prossimo allo zero per cento.
Prima l'incisione chirurgica veniva effettuata tra il pene e lo scroto, con un fastidio post operatorio di gran lunga superiore e la possibilità del paziente di attivare il sistema soltanto dopo un mese. Ora con questo nuovo approccio i tempi si sono notevolmente abbreviati e già dopo 7 giorni dall'intervento si può attivare il sistema, e la ripresa dell'attività sessuale comincia a un mese di distanza.
Dopo l'intervento chirurgico viene somministrata una singola dose di gentamicina e dieci giorni di terapia con cefazolina. Tutti i trattamenti effettuati sono parte di protocolli standardizzati di cura e la tecnica chirurgica è stata condotta in linea con le “European Urology and Good Clinical Practice guidelines”, con i principi etici fissati dalla Dichiarazione di Helsinki. Ogni paziente è stato esaustivamente informato ed ha firmato il consenso all'intervento chirurgico.
In accordo con i dati della letteratura scientifica internazionale, la soddisfazione dei pazienti ed il QoL risultano essere migliori dopo l'impianto di una protesi tricomponente perché le protesi peniene gonfiabili sono caratterizzate da un miglioramento della flaccidità e della rigidità e di solito sono preferite in quanto capaci di fornire un'erezione "più naturale”.
L'impianto protesico non influisce direttamente sui livelli di desiderio né sull'intensità dell'orgasmo. Possono persistere, a breve distanza dall'intervento, difficoltà nel raggiungimento dell'orgasmo; in tal caso il Paziente va incoraggiato ad aumentare la frequenza dei rapporti e la durata dei preliminari erotici. Allo stesso modo l'uso della protesi non migliorerà automaticamente la propria capacità relazionale, pur giocando un ruolo determinante nel recupero della auto-stima, né risolverà situazioni conflittuali all'interno della coppia che si siano strutturate anche a causa della disfunzione erettile.
Aspettative e Risultati
L' intervento di impianto protesico in caso di disfunzione erettiva, non persegue altri scopi diversi che la correzione del deficit erettile. In particolare, non ci si deve attendere un incremento delle dimensioni del pene, nè un miglioramento del desiderio sessuale.
- La protesi normalmente dura 15 anni, in media, ma si registra una durata fino a 18-20 anni.
- La protesi include una garanzia di 5 anni per la sostituzione.
- La sensibilità rimane invariata. Dipende dalle condizioni generali del paziente.
Anestesia e Rischi
- La preferenza è sull’anestesia spinale dal momento che quest’ultima permette un sollievo prolungato dal dolore una volta terminata la procedura. È anche molto sicura e facile da eseguire per l’anestesista. Tuttavia, questa procedura può anche essere eseguita in anestesia totale o epidurale.
- Il corpo non rigetta il dispositivo a meno che non sia infetto.
- Il rischio di infezione è all’1%.
Nel caso in cui un’infezione dovesse insorgere dopo l’inserimento della protesi, il paziente dovrà essere ricoverato in ospedale e il dispositivo rimosso completamente. Una procedura di recupero con reinserimento simultaneo ed immediato di un altro dispositivo parallelamente alla rimozione del dispositivo infetto può essere possibile o meno.
Se non si riesce a identificare il tipo di batteri che causano l’infezione, il paziente avrà bisogno di 2-3 settimane di antibiotici per via intra-venosa. Se non si re-inserisce immediatamente un altro dispositivo, un secondo impianto può essere collocato in futuro.
Protesi Semi-Rigide: Alternative e Svantaggi
Gli impianti rigidi hanno raggiunto la massima diffusione negli anni ’70 prima dell’introduzione di dispositivi gonfiabili. Rimangono l’impianto preferito presso urologi che eseguono un numero molto limitato di protesi all’anno.
Le protesi semi-rigide presentano diversi inconvenienti che non riguardano invece le protesi gonfiabili. Gli impianti semi-rigidi possono dare luogo a erezioni meno che ottimali, e il pene tende a ruotare. Tali impianti inoltre comportano un pene difficilmente flaccido che può essere difficile da nascondere.
Poiché il dispositivo non è flessibile come una pompa gonfiabile, è necessario un taglio più ampio sul pene per inserirlo, e con esso la possibilità di emorragie, ematomi, infezioni, e l’area di intorpidimento è maggiore. Il dolore e il disagio provocati dall’intervento sono molto più pronunciati con un dispositivo rigido che con uno gonfiabile.
Il dolore dura molto più a lungo, da 4 a 6 settimane dopo la procedura. Infine, le protesi rigide hanno più probabilità di estrudere attraverso la pelle diversi anni più tardi, dal momento che sono sempre dure e pertanto esercitano una pressione costante sul glande. Col tempo, la carne del glande oltre la punta del dispositivo diventa più sottile e perde sensibilità.
Il prof. Antonini preferisce riservare l’utilizzo di questo dispositivo a pazienti che non sono in grado di azionare la pompa, sia per via di grave artrite o disturbi neurologici, o per chi si sottopone a revisione in caso di infezione, per fungere da stent temporaneo allo scopo di mantenere la lunghezza e circonferenza del pene.
Attività Fisica e Funzioni Sessuali Post-Impianto
In generale sarai in grado di svolgere qualunque attività fisica senza alcuna limitazione di sorta. Ovviamente si consigliano alcune precauzioni come con qualsiasi altra procedura. Se si tratta di ciclismo dovrai sostituire il sedile della bicicletta con uno più ampio con un incavo nel mezzo.
- Erezione, orgasmo ed eiaculazione sono tre funzioni indipendenti.
- Gli uomini che sono impotenti per cause vascolari continuano ad avere orgasmo ed eiaculazione a pene flaccido.
- Pertanto, il recupero dell’erezione con la protesi in tali individui permetterà ai suddetti pazienti di continuare ad avere orgasmo ed eiaculazione.
- I pazienti che soffrono di DE in seguito a prostatectomia radicale o radioterapia perdono la capacità di avere erezione ed eiaculazione.
Diabete e Protesi Peniena
I diabetici sono inclini alle infezioni e/o ad un lungo processo di guarigione. Gli uomini diabetici in cura presso di noi hanno meno infezioni dei non diabetici. La ragione di questo fatto è sconosciuta. Una spiegazione è forse che i diabetici hanno un flusso sanguigno ridotto al pene, dunque sanguinano meno durante un intervento.
Dopo l'Intervento: Cosa Aspettarsi
- La sostituzione in mani esperte è molto più facile e comporta un disagio molto minore.
- Il paziente si ripresenterà dopo una settimana dalla procedura per imparare come attivare il dispositivo.
- Gli verrà insegnato per prima cosa come sgonfiare il dispositivo. Una volta che sarà riuscito, imparerà come gonfiare il dispositivo.
- Una volta rimossi i punti, verranno consegnati un DVD e una brochure sull’utilizzo del dispositivo. Deve guardare il video e leggere la brochure prima della visita successiva.
- Non dovrà cercare di imparare a usare il dispositivo da solo prima di consultarsi con il medico.
- No. La dimensione dell’erezione con l’impianto è quella del pene flaccido preso per il glande e stirato più possibile.
- Dopo una prostatectomia radicale, un uomo potrà avere un orgasmo senza eiaculazione. Il liquido che normalmente fuoriesce dal pene durante l’orgasmo è prodotto nella prostata e nelle vescicole seminali, organi che sono completamente rimossi durante la prostatectomia radicale.
Morbo di Peyronie e Protesi Peniena
Il morbo di Peyronie è un termine utilizzato per descrivere la presenza di tessuto di cicatriziale nel pene. Il tessuto cicatriziale si forma a seguito di danni al tessuto erettile. La mancanza di flusso sanguigno, lesioni ai nervi erettili e traumi diretti al pene sono le più comuni cause di danneggiamento dei tessuti del pene. Questo disturbo è piuttosto comune come conseguenza del diabete.
La cicatrizzazione in questa situazione è sempre permanente e irreversibile a differenza della cicatrizzazione che segue a una frattura o trauma del pene (in pazienti con normale flusso sanguigno al pene). La cicatrizzazione del pene altera la funzionalità (elasticità) e l’anatomia del pene. La raccolta di sangue durante l’erezione dipende dalla funzionalità dei tessuti e da un’anatomia intatta del pene.
Costi delle Protesi Peniene
Il costo delle protesi peniene dipende dalla tipologia e dall’azienda produttrice ed è variabile dai 3000 ai 12000 euro. È importante che in fase preoperatoria i pazienti siano adeguatamente istruiti dal medico in merito ai rischi e ai benefici della procedura.
Tabella Riassuntiva: Tipi di Protesi Peniene
| Tipo di Protesi | Caratteristiche | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|---|
| Malleabili/Semi-rigide | Costituite da cilindri di consistenza costante. | Semplici, economiche, basso rischio di rottura. | Erezione costante, meno naturali. |
| Idrauliche (Bicomponenti e Tricomponenti) | Cilindri gonfiabili, pompa e serbatoio. | Erezione e flaccidità più naturali, elevata soddisfazione. | Più complesse, costo maggiore, rischio di rottura. |
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