Protesi Peniena Idraulica: Funzionamento e Tipologie
La protesi peniena è un dispositivo medico che viene impiantato chirurgicamente nei soggetti affetti da grave deficit erettile. Quest’operazione, infatti, viene considerata l’ultima soluzione in pazienti che non rispondono in modo soddisfacente a nessun’altra terapia. Le protesi peniene, come specificato nel paragrafo precedente, rappresentano una soluzione medica efficace per affrontare problemi di disfunzione erettile o altre condizioni che compromettono l’abilità di un uomo di raggiungere o mantenere un’erezione adeguata per l’attività sessuale. L’erezione peniena è un processo complesso che coinvolge la risposta del corpo a stimoli sessuali e richiede una circolazione sanguigna adeguata verso il pene. Tuttavia, alcune condizioni mediche, come l’aterosclerosi, il diabete, lesioni spinali o altre patologie, possono interferire con questo processo naturale.
Il progredire della tecnologia ha permesso la costruzione di modelli protesici sempre più perfezionati che forniscono ottimi risultati estetici e funzionali. Sono i dispositivi tecnologicamente più avanzati ed offrono i migliori risultati dal punto di vista estetico e funzionale. L’impianto non altera lo stato di turgore del glande né la sensibilità peniena e l’orgasmo, che pertanto rimangono immodificati.
Tipologie di Protesi Peniene
Esistono diversi tipi di protesi peniene, distinte in due categorie principali: malleabili e idrauliche. Nelle sezioni successive illustreremo i diversi tipi di protesi peniene disponibili, i loro vantaggi e svantaggi, nonché le considerazioni finanziarie legate alla loro installazione. Le protesi peniene sono disponibili in diverse varianti, ma i due tipi principali sono le protesi idrauliche e le protesi semirigide.
Protesi Malleabili
Le prime consistono in una coppia di cilindri di vario materiale che conferiscono al pene uno stato di rigidità parziale o permanente sufficiente ad avere un rapporto sessuale. Le prime sono le più semplici: costituite da due cilindri di consistenza costante che producono un’erezione di rigidità sufficiente alla penetrazione, ma tale da permettere la flessione del pene per essere riposto negli slip. A seconda della loro consistenza e rigidità, possono distinguersi in malleabili (caratterizzata da maggiore consistenza ma anche da uno scarso comfort per il paziente, in quanto il pene rimane in pratica sempre eretto) e soffici, realizzate cioè in silicone morbido che consente al pene di assumere a riposo una posizione più naturale.
La protesi malleabile è composta da due cilindri semirigidi che vengono inseriti all’interno del pene in ciascun corpo cavernoso e funziona senza l’ausilio di una pompa, a differenza delle protesi bicomponente e tricomponente. È una buona opzione per i soggetti con ridotta abilità e/o coordinazione. Le protesi non-idrauliche, anche dette semirigide, comprendono le malleabili e le meccaniche (ormai poco utilizzate). Le protesi malleabili e meccaniche sono entrambe costituite da un corpo siliconico con al proprio interno una struttura di sostegno modellabile, il paziente può posizionare il pene in qualsiasi direzione mediante una semplice flessione dell’impianto protesico, simulando così l’erezione e la detumescenza. Questi dispositivi trovano il loro utilizzo ideale nella chirurgia dell’induratio penis plastica associata a disfunzione erettile con asportazione di placche, e nei pazienti con ridotta abilità manuale non in grado quindi di attivare gli impianti idraulici. Il modello malleabile (sviluppato inizialmente da Jonas nel 1980) è realizzato con un’anima di fili in acciaio o argento intrecciati o disposti a spirale, estremamente duttile. Gli svantaggi sono la non perfetta simulazione della detumescenza e la mancata sensazione soggettiva dell’erezione.
Le protesi semirigide si compongono di un paio di “bacchette” cilindriche malleabili che si impiantano all’interno dei due corpi cavernosi. La funzione di questi impianti è di fornire un sostegno centrale ai corpi cavernosi per mantenerne la rigidità durante l’erezione; il loro impiego è vantaggioso poiché simulano bene la rigidità naturale, non necessitano di attivazione, è praticamente impossibile la loro rottura ed hanno costi relativamente bassi associati a tempi operatori estremamente ridotti.
Protesi Idrauliche
Le protesi idrauliche, invece, sono dei dispositivi più complessi. I modelli idraulici sono invece costituiti da due cilindri, un dispositivo di controllo internamente allo scroto e un serbatoio di liquido posizionato internamente (solitamente dietro l’osso pubico). Si ha un sistema a circuito chiuso, dove il liquido viene trasferito ai due cilindri per ottenere l’erezione e, sempre a comando manuale, viene ritrasferito al serbatoio per ottenere la flaccidità. I cilindri, in questo caso, sono cavi e collegati attraverso dei tubicini ad un serbatoio che contiene dell’acqua sterile e ad una pompa, posizionata all’interno dello scroto. Ogni volta che desidera avere un’erezione, il paziente può premere il tasto della pompa e azionare così il meccanismo: l’acqua passerà dal serbatoio ai cilindri, aumentando così il volume del pene. Una volta concluso l’atto sessuale, il pene può tornare a riposo facendo nuovamente defluire l’acqua nel serbatoio.
Per sopperire agli svantaggi delle protesi malleabili si preferisce impiantare le protesi idrauliche, di gran lunga le più usate. Questo tipo di protesi, conosciuto anche come pompetta peniena, si distinguono in bi e tricomponenti. Le protesi peniene idrauliche sono dispositivi sofisticati che consentono un maggiore controllo sull’erezione. Queste protesi sono costituite da due cilindri collocati all’interno dei corpi cavernosi del pene, una pompa inserita nello scroto e un serbatoio di liquido inserito nell’addome o nella pelvi. La pompa è facilmente attivabile dall’utente, che può pompare il liquido dal serbatoio ai cilindri per ottenere un’erezione. I vantaggi delle protesi idrauliche includono un’erezione più naturale, la capacità di mantenere un’erezione per il tempo desiderato e la possibilità di nascondere la protesi in modo discreto.
Protesi Bicomponenti
Quelle idrauliche sono suddivise in due tipologie: le bicomponenti e le tricomponenti. Queste protesi sono costituite da una piccola pompa posizionata nella sacca scrotale collegata ad un reservoir di liquido ed alla protesi vera e propria. Nelle bicomponenti il serbatoio di liquido forma un tutt’uno con la pompa di controllo. La protesi peniena idraulica è composta da due cilindri (da qui la definizione “bicomponente”) impiantati nel pene e da una pompa-reservoir posizionata nello scroto. Di semplice utilizzo sia per il paziente che per il partner. Basta schiacciare la pompa per ottenere un’erezione. È una buona opzione per i soggetti con ridotta abilità manuale. Potrebbe essere la soluzione adatta se soffre di artrite o ha difficoltà o ha difficoltà nei movimenti fini delle mani.
Protesi Tricomponenti
Le tricomponenti hanno in più un serbatoio più grande che si inserisce nell’addome, nello spazio pre-vescicale. Nelle tricomponenti invece il serbatoio di liquido è separato ed è posto in sede retropubica, tra la vescica e l’osso. Tra le due tipologie la tricomponente offre un un migliore controllo dell’erezione. Quelle tricomponenti sono da preferirsi poiché offrono il miglior risultato sia dal punto di vista estetico che funzionale, offrendo una perfetta dissimulazione sia a pene eretto che flaccido, anche in virtù del fatto che l’impianto avviene attraverso una piccola incisione scrotale o sovrapubica perfettamente mimetizzata. La protesi peniena tricomponente costituisce la linea di protesi gonfiabile più avanzata e popolare poiché è quella che imita meglio l’erezione naturale, fornisce rigidità quando viene gonfiata e un aspetto naturale e flaccido quando non è azionata. La protesi è costituita da due cilindri impiantati all’interno dei corpi cavernosi del pene, una pompa posta all’interno dello scroto e un serbatoio contenente soluzione salina alloggiato a livello dell’ addome. Schiacciando e rilasciando la pompetta, il paziente spingerà il liquido verso i cilindri nel pene, ottenendo una piena erezione. Il dispositivo si sgonfia premendo il pulsante sulla pompa. È l’unica protesi che dà al pene un aspetto e una sensibilità naturali sia nello stato di erezione che in quello di flaccidità.
Indicazioni Primarie per l'Impianto di una Protesi Peniena
Alcune patologie andrologiche, prima tra tutte la disfunzione erettile associata al recurvatum penieno da induratio penis plastica, costituiscono una indicazione primaria all’impianto protesico con restituzione sia della corretta forma del pene sia della forza penetrativa.
L'Intervento Chirurgico
L’intervento viene eseguite in anestesia generale e locale e consiste sostanzialmente nell’impianto dei cilindri all’interno dei corpi cavernosi (nel caso di protesi idrauliche l’intervento è molto più complesso, perché prevede di inserire tutte le componenti del macchinario nella sacca scrotale). L’intera procedura dura all’incirca un’ora e mezza - due ore. L’intervento chirurgico dura circa 1 ora a prescindere dal tipo di protesi utilizzata e può essere eseguito in anestesia loco-regionale con una degenza in clinica di 24 ore.
Le protesi idrauliche vengono posizionate tramite un piccolo accesso penoscrotale o sovrapubico (2-3 cm circa). Attraverso due corporotomie (incisione dei corpi cavernosi) si esegue l’alloggiamento dei cilindri protesici previa dilatazione non traumatica degli stessi. Successivamente si procede alla creazione di uno spazio nello scroto, sotto il dartos, per il posizionamento del sistema pompa/valvola. Si eseguono dunque le connessioni idrauliche dei vari componenti e si attiva la protesi per verificarne il buon funzionamento e il corretto posizionamento in erezione. A discrezione del chirurgo si posizionerà un drenaggio da mantenersi in aspirazione per 24-48 ore. L’intervento per la protesi peniena ha durata di circa 1 ora.
Le vie di accesso per gli impianti di protesi non idrauliche possono essere: sottocoronale (preferibile), penieno ventrale e penoscrotale. Si procede quindi alla preparazione dei corpi cavernosi che vengono esposti ed incisi attraverso una piccola corporotomia. In questa fase è estremamente importante la misura della lunghezza dei corpi cavernosi, in modo da inserire protesi delle giuste dimensioni. Successivamente si procede alla creazione di uno spazio retropubico al fine di alloggiare il serbatoio. Il posizionamento del resorvoir Ectopico, (intra addominale), è anteriore alla fascia trasversale e posteriore ai muscoli della parete addominale.
Le protesi idrauliche bicomponenti e tricomponenti possono essere invece posizionate tramite accesso penoscrotale con incisione lungo il rafe scrotale longitudinale o trasversale baso-peniena. Si espone la tunica albuginea, si eseguono due corporotomie a destra e sinistra con incisione dei corpi cavernosi per circa 2-3 cm. In una fase successiva si procede alla dilatazione dei corpi cavernosi con appositi dilatatori, distalmente verso il glande e prossimalmente verso le crura , per rendere possibile l’alloggiamento dei cilindri protesici. Si esegue misurazione con strumento specifico della lunghezza dello spazio cavernoso precedentemente dilatato. In base alla lunghezza del corpo cavernoso misurata, per ottenere un impianto di dimensioni perfette è possibile posizionare sul cilindro penile extenders per raggiungere la lunghezza necessaria ad un corretto dimensionamento.
Per l’impianto dei sistemi tricomponenti, è necessario alloggiare il serbatoio: si accede all’anello inguinale esterno attraverso l’incisione peno-scrotale dislocata in alto e, perforando la parete posteriore ossia la fascia Trasversalis del canale inguinale, creando in tal modo uno spazio in sede r prevescicale e vi si alloggia il serbatoio. Il posizionamento Ectopico è spesso necessario in pz. obesi o con lo spazio retro-peritoneale compromesso.
Post-Operatorio e Convalescenza
Una volta terminata l’operazione il pene viene bendato, in modo da ridurre i possibili edemi. Per quanto riguarda il periodo di convalescenza, dopo tre giorni di riposo, sarà possibile riprendere le quotidiane attività, evitando di eseguire sforzi di qualunque entità per almeno tre settimane. Il dolore post-operatorio è contenuto, e comunque ridotto dall’aiuto di farmaci ad azione antiflogistica e antalgica. Assenza di complicanze nel decorso post-operatorio. I controlli a 6 e 12 mesi di distanza hanno evidenziato un corretto e soddisfacente funzionamento dall’impianto protesico.
Come Funzionano le Protesi
Il funzionamento è molto semplice, cioè quando c’è la necessità si agisce sulla pompetta posta nello scroto fino al raggiungimento dell’erezione, alla stessa maniera la si riduce. L’erezione, con la protesi peniena, diventa meccanica. Non è più il cervello, con l’eccitazione sessuale, a far partire l’erezione a livello del pene, ma è l’impianto a governare la rigidità dello stesso. Gonfiare una protesi significa far passare un liquido dal serbatoio ai cilindri che vengono posizionati all’interno dei corpi cavernosi del pene. Una volta che il rapporto viene completato, lo stesso attivatore viene utilizzato per sgonfiare l’impianto, permettendo all’acqua di compiere il passaggio inverso dai cilindri al serbatoio. La protesi peniena gonfiabile riproduce uno stato di erezione ed uno stato di flaccidità grazie ad un dispositivo molto sofisticato fatto di tre componenti. Il liquido dal serbatoio passa ai tubi della protesi attraverso quella che in gergo viene definita pompetta.
Considerazioni Importanti
La protesi non modifica la sensibilità del pene (le vie nervose infatti non vengono interessate) né il piacere provato durante l’atto sessuale. Il raggiungimento di un risultato ottimale dipende dalla scelta del dispositivo/casa produttrice che si adattino al paziente. Il nostro obiettivo è cercare di combinare nel miglior modo possibile le variabili che determineranno la completa soddisfazione del paziente. La scelta si basa sulla conoscenza approfondita di queste variabili: l’anamnesi personale, le specifiche caratteristiche dei device. Deciderà insieme al chirurgo impiantatore la tipologia di protesi più adatta al suo caso in base alle considerazioni qui indicate nel corso della consultazione.
Non tutti i pazienti con disfunzione erettile sono candidati ideali per la chirurgia di impianto di protesi peniena. Come qualsiasi intervento chirurgico, la chirurgia di impianto di protesi peniena comporta alcuni rischi e complicanze potenziali. Questi possono includere infezioni, emorragie, reazioni allergiche all’anestesia o ai materiali della protesi, e insuccesso dell’impianto. Dopo l’intervento chirurgico, è necessario un periodo di recupero. Il paziente dovrebbe seguire le indicazioni del chirurgo per garantire una ripresa ottimale. Questo può includere restrizioni sull’attività fisica per alcune settimane e l’uso di farmaci per prevenire infezioni o altre complicanze.
Quando si tratta di scegliere la protesi peniena più adatta, è fondamentale prendere in considerazione una serie di fattori personali e medici. La scelta della protesi peniena non dovrebbe mai essere effettuata in modo affrettato o basata unicamente su preferenze personali. La consulenza di un medico specializzato in disfunzione erettile e impianti di protesi peniena è un passo essenziale. Durante la consulenza medica, il paziente discuterà delle sue esigenze, dello stile di vita, delle aspettative e delle condizioni mediche con il medico. Il Dott. Alessandro Izzo potrà fornire le informazioni più dettagliate sui benefici e gli svantaggi di ciascun tipo di protesi e risponderà a tutte le domande del paziente. Per molti pazienti, la decisione di sottoporsi a una chirurgia di impianto di protesi peniena è basata sulla speranza di ottenere risultati soddisfacenti che migliorino la loro qualità della vita sessuale. È utile esplorare testimonianze di pazienti che hanno già subito la procedura e sentire le loro esperienze. Prima di sottoporsi all’intervento, i pazienti spesso hanno molte domande e preoccupazioni.
Costi
Il costo delle protesi peniene dipende dalla tipologia e dall’azienda produttrice ed è variabile dai 3000 ai 12000 euro.
Durata
L’impianto protesico non gonfiabile ha una durata sostanzialmente indefinita, cioè non ha necessità di essere sostituito o sottoposto a manutenzione. In questo caso, il rischio di una rottura meccanica è quasi inesistente. L’impianto gonfiabile, essendo un impianto pluricomponente meccanico, ha invece un rischio di rottura: questo viene calcolato in un 5% nel periodo di 5 anni dall’intervento.
Benefici
La protesi peniena è, a tutti gli effetti, il rimedio definitivo alla disfunzione erettile. I benefici sono significativi. In particolare, ci occupiamo di chirurgia protesica dai primi anni ‘80.
Tabella Comparativa Protesi Peniene
| Tipo di Protesi | Componenti | Funzionamento | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|---|---|
| Malleabile | Due cilindri semirigidi | Flessione manuale per simulare erezione/detumescenza | Semplice, costo inferiore, rischio di rottura minimo | Non simula perfettamente la detumescenza, erezione costante |
| Idraulica Bicomponente | Due cilindri, pompa-reservoir nello scroto | Pompa per trasferire liquido ai cilindri | Facile da usare | Meno naturale nell'aspetto rispetto alle tricomponenti |
| Idraulica Tricomponente | Due cilindri, pompa nello scroto, serbatoio nell'addome | Pompa per trasferire liquido ai cilindri dal serbatoio | Erezione e flaccidità più naturali | Più complessa, costo maggiore, rischio di rottura leggermente superiore |
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