Prugne Secche: Un Rimedio Naturale per la Stitichezza
Gli alimenti lassativi stimolano la peristalsi del colon, favorendo o accelerando di riflesso l'evacuazione delle feci. Il cibo lassativo per eccellenza è dato dalle prugne secche. In caso di stitichezza ostinata, si consiglia di immergerle la sera in un bicchiere d'acqua, consumandole poi al risveglio insieme al liquido residuo e ad un cucchiaio di miele.
Prugne Secche: Proprietà e Benefici
Un alleato per la nostra salute e per la salute degli sportivi, la prugna disidratata gode di molteplici proprietà. In commercio, le prugne si trovano sia fresche che disidratate; in quest’ultimo caso la concentrazione dei vari nutrienti risulta superiore, mentre l’acqua, ovviamente, diminuisce in maniera significativa.
Le prugne secche hanno quindi grandi proprietà lassative grazie all’alto contenuto di fibre, infatti, contengono acidi organici, ossifenisatina, sostanza utilizzata anche in passato come lassativo e zuccheri ad azione osmotica, tra cui il sorbitolo. Se volete ottenere l’effetto lassativo al meglio dovete lasciare le prugne secche in ammollo per una notte per poi mangiarle il mattino successivo insieme all’acqua in cui si sono ammorbidite. Il quantitativo consigliato è di 5/6 prugne al giorno.
Benefici Aggiuntivi
- Antiossidanti: Sono ricche di antiossidanti che aiutano la lotta contro i radicali liberi.
- Controllo di zuccheri e colesterolo: Le fibre delle prugne aiutano invece a tenere sotto controllo gli zuccheri e il colesterolo nel sangue e possono aiutare a mantenere il peso nella norma.
- Salute delle ossa: Infine, il consumo di prugne secche è stato associato a benefici per la salute delle ossa, soprattutto in termini di prevenzione dell’osteoporosi.
Composizione Nutrizionale
La prugna disidratata biologica contiene i fenoli e la vitamina C. Sono inoltre una ricca fonte di potassio, vitamina K e carotenoidi (retinolo equivalenti - provitamina A).
- Vitamina C: rinforza il sistema immunitario e aiuta l’assorbimento del ferro.
- Fenoli: combattono i radicali liberi, sostanze di scarto delle cellule che possono essere causa dell’insorgere di malattie cardiovascolari e degenerative, come osteoporosi e artrite reumatoide.
- Antocianine: può aiutare la prevenzione di disturbi cardiocircolatori grazie alla presenza di antocianine, da cui deriva il colore violaceo.
- Potassio, carotenoidi e vitamina K: contribuiscono a combattere l’invecchiamento cellulare e i segni dell’età.
La prugna disidratata biologica può aiutare a combattere l’invecchiamento cellulare. Una ricerca condotta da Bahram H. Arjmandi, professore presso l’Università della Florida, ha dimostrato che le prugne secche hanno anche effetti positivi sulle ossa. Sul campione di 100 donne in menopausa che hanno assunto per un anno 10 prugne secche al giorno si è riscontrata una diminuzione dell’osteoporosi nel giro di 12 mesi. La densità minerale ossea nelle donne testate è infatti aumentata in diverse parti dello scheletro, tra cui collo del femore e colonna vertebrale.
Un consumo regolare di prugne disidratate senza zucchero può aiutare a ridurre il rischio di diabete di tipo2. Uno studio pubblicato sul British Medical Journal, sostiene che la riduzione di tale rischio sarebbe intorno al 18% se si assume un quantitativo di 100 gr di prugne secche al giorno. Le fibre contenute nelle prugne secche aiutano non solo a migliorare la funzionalità dell’intestino, ma anche nel controllo dei livelli di zucchero nel sangue. Le prugne essiccate possono quindi diventare un ottimo sostituto naturale dello zucchero, controllando così il quantitativo di zucchero assunto nell’alimentazione quotidiana.
Come Utilizzare le Prugne Secche
Le prugne secche, o meglio disidratate, sono da sempre considerate un rimedio per chi ha problemi di stitichezza. La loro fortuna nel corso dei secoli come rimedio lassativo è legato alla loro composizione: sia le prugne fresche che quelle essiccate contengono fibre, acidi clorogenici, sorbitolo, minerali (potassio, calcio, sodio, fosforo, ferro), vitamine (A, C, E, K) e antiossidanti. Quelle fresche in più hanno grandi quantità di acqua, che ovviamente viene persa durante il processo di essiccamento.
Le fibre presenti nelle prugne agiscono in due diversi modi: quelle solubili, come la pectina, fungono da prebiotici, ossia vengono digerite dai batteri del microbiota contribuendo alla sua salute; quelle insolubili invece, aumentano la massa fecale favorendone il passaggio nell’intestino. Oltre alle fibre, anche sorbitolo e acido clorogenico contribuiscono all’effetto lassativo.
Il sorbitolo infatti è uno zucchero con effetto lassativo osmotico: significa che attrae acqua dall’intestino rendendo le feci più morbide e favorendo così il loro passaggio attraverso l’intestino. L’acido clorogenico invece, aumenta la motilità gastrica, cioè stimola i movimenti dei muscoli intestinali, la famosa peristalsi.
In effetti, diversi studi condotti sia in vitro, in vivo che sull’uomo, hanno riportato che l’assunzione di prugne secche, o anche succo di prugna o prugne fresche, aumenta la frequenza di defecazione, il peso e la consistenza delle feci. Tutto indicherebbe quindi un miglioramento della stitichezza.
Prugne Secche in Cucina
In cucina le prugne secche vengono utilizzate in svariati modi, anche se in molti pensano sia un alimento adatto solo alle preparazioni dolci. Si prestano bene ad essere abbinate a speck e pancetta per preparare sfiziosi antipasti o condimenti per la pasta, e pensate c’è anche chi le aggiunge alla pasta alla carbonara.
Sono buonissime ripiene di formaggio dai sapori forti, come il gorgonzola o i prodotti caprini, come pure in abbinata al baccalà o alle carni rosse: in Italia in molti le usano insieme al maiale mentre nei paesi del Nord Africa son soliti preparare una tajine con manzo e prugne secche. Per questo tipo di preparazioni, ci sono anche le prugne in sciroppo, capaci di assicurare un prodotto succoso e ricco di gusto, ideale abbinamento a queste tipologie di sapori.
Come anticipato, le prugne danno il meglio quando si tratta di dolci e torte: crostata di prugne, ciambelle di prugne, farcite con mandorle e cioccolato oppure utilizzate per preparare marmellate e confetture.
Stitichezza: Cause e Rimedi
La stitichezza è una condizione caratterizzata da movimenti intestinali difficili o poco frequenti. Le cause della stitichezza possono essere diverse e includono:
- Dieta povera di fibre
- Scarsa idratazione
- Mancanza di attività fisica
- Ignorare l'urgenza di defecare
- Cambiamenti nello stile di vita o nella routine
- Stress e ansia
- Effetti collaterali dei farmaci
- Condizioni mediche sottostanti
È importante identificare la causa della stitichezza per poter adottare il trattamento più appropriato.
Cosa Mangiare in Caso di Stitichezza
Quando si affronta la stitichezza, è importante includere nella propria dieta cibi che favoriscano il movimento intestinale e migliorino la regolarità. Ecco alcuni alimenti che possono essere utili:
- Frutta fresca
- Verdure
- Cereali integrali
- Legumi
- Noci e semi
- Acqua
- Yogurt e alimenti fermentati
- Olio d'oliva
Cosa Non Mangiare per la Stitichezza
Quando si soffre di stitichezza, è importante evitare alcuni alimenti che possono aggravare la situazione o rendere più difficile il transito intestinale. Ecco alcuni cibi da evitare:
- Alimenti ad alto contenuto di grassi saturi
- Cibi altamente processati
- Cibi ricchi di zuccheri raffinati
- Banane non mature
- Cibi ricchi di glutine
- Alcol
- Cibi piccanti
- Cibi che causano gonfiore
Come Combattere la Stitichezza in Modo Naturale
Ci sono diversi modi per combattere la stitichezza in modo naturale senza l'uso di farmaci. Ecco alcuni suggerimenti:
- Aumentare l'assunzione di fibre
- Bere più acqua
- Fare attività fisica
- Creare una routine
- Consumare probiotici
- Utilizzare olio di semi di lino
- Evitare lo stress
- Limitare l'uso di lassativi
- Consumare prugne secche
Aspetti nutrizionali delle prugne secche
La più nota tra le proprietà di questo frutto è l’effetto lassativo e, in effetti, la capacità di svolgere questo ruolo è documentata anche in letteratura scientifica. I composti che spiegano tale capacità sono essenzialmente la fibra e il sorbitolo, un polialcol che nella versione disidratata è contenuto fino a 5-10 volte in più rispetto al frutto fresco. Questo raggiunge indisturbato la parte finale dell’intestino e, grazie ad un processo fisico detto osmosi, è in grado di trattenere e richiamare acqua conferendo alle feci una consistenza più morbida che agevola l’evacuazione.
Se rispetto al frutto fresco hanno spiccate doti lassative, le prugne secche perdono in sostanze fenoliche e contengono molti più zuccheri. Per questo motivo occorre non esagerare con le quantità, mantenendosi intorno ai 30 grammi, e prediligere il consumo fresco del frutto quando questo è di stagione (da giugno ad ottobre).
Prugne secche possono causare crampi e flatulenza: controindicazioni
Questo effetto benefico non arriva però senza effetti collaterali, comuni in realtà a molti lassativi. Tra i più frequenti ci sono senza dubbio crampi addominali e flatulenza.
I crampi sono causati sia dall’azione dell’acido clorogenico sulla muscolatura intestinale, sia dal fatto che, se la stipsi è causata da un ingorgo importante, le prugne potrebbero ammorbidire solo una parte di feci. In questo modo, le feci ammorbidite, farebbero pressione sulla parte finale ancora dura, provocando i crampi.
La flatulenza e l’accumulo di gas possono invece essere causati dalla digestione delle fibre da parte dei batteri intestinali.
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