Rimedi efficaci per eliminare i moscerini dei bagni
Con l’arrivo della stagione calda, possiamo rischiare facilmente di ritrovarci i moscerini in casa. A volte sembrano spuntare dal nulla, altre volte invadono i nostri ambienti per motivi evidenti. Li vedi svolazzare soprattutto in cucina e in bagno. Non intervenendo in modo efficace, possiamo ritrovarci in casa uno sciame insopportabile di moscerini. Come allontanarli o eliminarli? Come risolvere un’infestazione di questi insetti? I rimedi naturali (casalinghi) bastano per tenerli lontani dalle nostre abitazioni? O bisogna ricorrere a metodi più drastici, in grado di eliminarli definitivamente? Scoprilo in questa guida.
I moscerini più comuni che ci entrano in casa
Questi insetti appartengono a diverse specie di Ditteri. Non si tratta di mosche neonate ma di insetti adulti di specie diversa con un proprio ciclo biologico e specifiche abitudini. Come suggerisce il nome, le loro dimensioni sono ridotte (non superano, di solito, i 3-4 mm), presentano zampe allungate e sottili, hanno una buona capacità di volo.
La specie più conosciuta è la Drosophila melanogaster, meglio nota come il moscerino della frutta. Questi moscerini possono svilupparsi in qualsiasi periodo dell’anno, ma compaiono soprattutto in autunno, quando i frutti caduti dagli alberi si decompongono. Se ne trovano in presenza massiccia nei siti industriali dove fermenta o viene trasformata la frutta come pure nelle cucine. Non pungono ma possono veicolare microrganismi patogeni dalle zone dove si accumula spazzatura verso i cibi.
Un’altra specie comune è il moscerino dei funghi (Sciaridi e Foridi) che si sviluppa dalla materia organica in terreni molto umidi come quelli dei giardini. I moscerini dei funghi si nutrono di funghi, muffe, radichette terminali delle piante. Spesso, le infestazioni di moscerini dei funghi sono causate da eccessiva innaffiatura di piante e giardini. Possono provocare danni e malattie alle piante.
Moscerini pungenti
Alcune specie di moscerini pungono come i Simulidi ed i Ceratopogonidi. I Ceratopogonidi hanno una livrea di colore bruno o nerastro, dimensioni di 1-5 mm, occhi grandi, zampe mediamente lunghe, antenne corte e torace carenato. Sono presenti in ambienti rurali, soprattutto stalle: il genere Culicoides punge persone e bestiame trasmettendo alcune patologie (come Blutongue degli ovini). Le femmine possono nutrirsi anche dell’emolinfa di alcuni insetti. È complicato controllare questi insetti negli allevamenti, tanto che questo delicato compito viene affidato ad esperti di disinfestazione.
I Simulidi hanno dimensioni di 2-6 mm, corpo tozzo, zampe ed antenne corte, torace con scudetto dorsale, larghe ali e sono ottimi volatori. Trasmettono malattie parassitarie all’uomo e agli animali domestici attaccando in sciami fino a provocare shock che può portare alla morte. Prediligono acque limpide, con scarsi detriti e poche sostanze organiche, pertanto è impossibile trovarli in aree rurali o urbane. Si trovano, invece, in ambienti più naturali come praterie, pascoli, corsi d’acqua. Per combatterli, sono necessari interventi antilarvali.
Le femmine dei moscerini Simulidi e Ceratopogonidi hanno bisogno di un pasto di sangue per completare il ciclo biologico. Trasmettono malattie infettive e parassitarie al bestiame (blue-tongue) ed all’uomo (oncocercosi).
Ambiente ideale e abitudini
I moscerini sono attratti dalla frutta matura o marcia, vegetali, sostanze organiche in fermentazione. Qui le femmine depongono le uova da cui si sviluppano le larve che, dopo varie mute, si trasformano in pupe e in adulti. Le uova possono essere deposte, a seconda della specie, in acqua o sul terreno.
Il loro ciclo vitale dura 2/3 settimane circa: si riproducono una sola volta nella vita ma il loro potenziale riproduttivo è notevole, quindi il loro numero può aumentare parecchio in breve tempo.
Vediamo svolazzare moscerini sulle finestre, in cucina o in bagno, ma possono infestare anche i giardini o compaiono attorno ai bidoni della spazzatura e si diffondono ovunque. In genere, sono le aree poco pulite ad attirare i moscerini, le bevande zuccherate, il cibo maturo. Per prevenire un’invasione di questi fastidiosi insetti, bisogna mantenere gli ambienti puliti.
Come altri insetti, è anche l’anidride carbonica e le secrezioni emesse da persone ed animali ad attirarli. Parlando di moscerini, piante presenti in casa e in giardino possono subire danni o malattie a causa di questi insetti.
Danni e malattie delle piante possono rappresentare un campanello di allarme ma il segno inequivocabile è l’avvistamento di molti moscerini che volano in casa, mentre è difficile notare le larve, che restano annidate nel terreno o in ambienti più nascosti dove possono nutrirsi.
Invasione moscerini: strategie di prevenzione
Ci sono alcune buone abitudini che possono aiutarci nel prevenire infestazioni di moscerini:
- Non accumulare spazzatura (soprattutto l’umido) e pulire con bicarbonato di sodio il secchio dopo averlo svuotato.
- Evitare l’acqua stagnante come quella nei sottovasi.
- Pulizia accurata in casa, soprattutto in cucina, versando acqua bollente ed aceto nelle tubature per evitare che i moscerini si annidino nei tubi di scarico.
- Evitare di tenere in bella mostra frutta matura sui mobili e in cucina che attirano i moscerini. È preferibile riporla in frigo.
Spesso, i rimedi casalinghi risultano inefficaci. È possibile però agire per contrastare questo fastidioso infestante con alcuni prodotti specifici, semplici da utilizzare. Ti consigliamo di agire prontamente con insetticidi e con lampade che li attirano e uccidono.
La mosca dei bagni (Clogmia albipunctata)
Tra gli insetti più comuni che possiamo trovare all’interno delle nostre case o attività commerciali si annovera sicuramente la mosca dei bagni o degli scarichi, nota nel mondo scientifico come Clogmia albipunctata. Questa specie di insetto è una delle più trattate, vista la sua grande diffusione. In questo articolo scopriamo insieme la biologia della mosca dei bagni e i danni che può causare agli ambienti umani.
Caratteristiche e biologia
La Clogmia albipunctata, nota comunemente come mosca dei bagni o degli scarichi, è una specie di dittero, e fa quindi parte dello stesso raggruppamento di insetti in cui sono incluse le mosche. A differenza di queste, però, non appare tozza e dotata di un grande capo con occhi rossi e non è in grado di compiere voli veloci ed acrobatici, caratteristiche queste ascrivibili alla mosca comune che tutti conosciamo. Sembra invece più simile ad una piccola falena. Questo perché la mosca dei bagni è appartenente alla famiglia Psychodidae, gruppo che consta di più di 2600 specie e che è imparentato, si, ma alla lontana, con le mosche propriamente dette. All’interno di questa famiglia sono compresi anche i flebotomi, anche detti pappataci, piccoli ditteri ematofagi che sono i principali vettori del protozoo Leishmania, agente eziologico della malattia zoonosica nota come leishmaniosi.
A differenza dei propri cugini flebotomi, però, la mosca dei bagni non è ematofaga e non costituisce un grande problema a livello sanitario.
Per quanto riguarda le caratteristiche morfologiche della mosca dei bangi, l’adulto di questa specie di insetto è piccolo, lungo dai 3 ai 5 mm, e ricoperto da una fitta peluria bruno-grigiastra, che la fa assomigliare, come detto prima, ad una piccola falena; per questo motivo questa specie di l’insetto è anche nota come mosca-falena. Le ali sono larghe, coperte anch’esse da peli e caratterizzate dalla presenza di puntini bianchi verso il margine esterno. Quest’ultima caratteristica è descritta nel nome specifico “albipunctata”, ovvero “dotata di punti bianchi”. La mosca dei bagni è dotata di antenne più lunghe dell’addome e da zampe lunghe. Gli adulti vivono circa 12 giorni e si nutrono di nettare e di acqua. Spendono la maggior parte della propria vita stando appoggiati sui muri, e sono cattivi volatori, in grado di planare solo per brevissime distanze. Sono prevalentemente notturni ma sembrano essere attratti dagli odori e soprattutto dalla luce; infatti durante le ore diurne possono essere osservati in prossimità di finestre, luci accese o pannelli illuminati.
Le femmine depongono le uova (in numero variabile da 30 a 100) in ambienti acquatici come gli scarichi dei bagni o dei condotti fognari, da cui si schiuderanno le larve. Queste sono lunghe dai 4 ai 10 mm, sono caratterizzate da corpo allungato e più o meno appiattito, con testa ben in evidenza rispetto al resto del corpo. Non sono dotate di zampe e per questo sono definite apode. Essendo acquatiche, sono dotate di due sifoni respiratori che utilizzano per respirare. Le larve si alimentano di sostanza organica in decomposizione e dopo 18 giorni di vita si trasformano in pupe. Come le larve, le pupe sono allungate e fornite di sifoni respiratori. A differenza delle larve, però, le pupe non si alimentano, e rimangono vicine alla superficie dell’acqua per respirare tramite il sifone. Le pupe di mosca dei bagni si trasformano in adulti dopo 5 giorni.
Metodi di prevenzione e controllo
Le larve della mosca dei bagni, come quelle di altri ditteri, necessitano di luoghi umidi e caratterizzati da materia organica per sopravvivere e completare con successo il proprio ciclo vitale. Possono vivere in qualsiasi sito in cui ci sia un accumulo di acqua, e quindi umidità, ed è per questo che generalmente esemplari della mosca dei bagni si rinvengono in luoghi quali bagni, cantine, garage e grondaie. All’interno degli accumuli di acqua, le larve sfruttano gli strati di materia organica che vi si trovano, e in alcuni rari casi possono essere notate mentre nuotano. Le larve della mosca dei bagni sono infatti piccole e di colore grigio e difficilmente riconoscibili ad occhio nudo, quindi le zone dove questi insetti si sviluppano possono essere facilmente trascurate. È invece più facile notare gli adulti, posati sui muri vicini ai locali infestati.
Se gli adulti di mosca dei bagni si rinvengono in casa, è probabile che il luogo dove si riproducono sia proprio all’interno delle mura domestiche; se invece si rinvengono all’esterno, significa che questi insetti possono sfruttare grondaie o condizionatori per il proprio sviluppo.
Le infestazioni di mosche dei bagni costituiscono generalmente un problema temporaneo: vista la capacità delle larve di sfruttare anche piccoli ristagni di acqua, si può trovare un’infestazione, per esempio, in seguito al ritorno da una vacanza. In questo caso, con la ripresa delle attività domestiche, gli eventuali ristagni di acqua e accumuli di materia organica verranno rimossi e le larve della mosca dei bagni non potranno completare il proprio sviluppo. Gli adulti della mosca dei bagni, invece, essendo cattivi volatori, possono essere facilmente rimossi utilizzando uno scacciamosche o un insetticida spray.
Se dopo l’attuazione di tali provvedimenti si dovessero ancora rinvenire adulti in casa o nel locale interessato, questo significa che la mosca dei bagni ha stabilito un luogo di riproduzione e quindi si può parlare di un’infestazione cronica.
Come detto in precedenza, le larve non sono facili da notare e quindi i siti dove la mosca dei bagni si sviluppa possono risultare difficili da individuare. Per capire dove la mosca dei bagni si riproduce, si possono posizionare delle trappole adesive sopra a luoghi dove possono essere presenti dei ristagni di acqua, come ad esempio sopra scoli di lavandini o vicino a condizionatori che possono avere perdite. Verranno così intercettati gli adulti che sfarfallano una volta maturi.
Sia gli adulti che le larve di mosca dei bagni sono caratterizzati dall’avere una fitta peluria repellente dall’acqua, quindi questi non sono suscettibili ad eventuali tentativi di rimozione mediante l’utilizzo di liquidi. Le uova hanno inoltre la capacità di resistere al disseccamento e alle alte temperature.
Il metodo di controllo più efficiente per quanto riguarda la mosca dei bagni consiste quindi nel pulire i tubi e in generale i locali umidi e con accumuli di acqua, avendo cura di rimuovere i sottili strati di sostanza organica eventualmente presenti. Per quanto riguarda i tubi, si possono utilizzare ad esempio dispositivi che generano getti di acqua ad alta pressione.
Queste pratiche hanno come obiettivo l’eliminazione dei luoghi che la mosca dei bagni può utilizzare per riprodursi. Una volta fatto questo, l’infestazione dovrebbe risolversi, tipicamente in tre settimane.
La mosca dei bagni è in grado di compiere il proprio ciclo vitale anche all’esterno nei mesi più caldi, ma di inverno può sopravvivere in locali di origine umana. Gli adulti sono in grado di penetrare all’interno delle nostre abitazioni sfruttando aperture o piccoli anfratti in porte e finestre. È quindi importantissimo assicurare la chiusura e la messa in sicurezza dei “punti deboli” delle nostre abitazioni e dei nostri locali per prevenire un’infestazione di mosca dei bagni. Vanno quindi attuate buone pratiche di pest proofing.
Importanza igienico-sanitaria
Gli adulti di mosca dei bagni non pungono ne mordono, e non sono in grado di trasmettere alcuna malattia come dei veri e propri vettori.
Gli adulti di mosca dei bagni sono però in grado di trasportare sul proprio corpo i batteri che vivono nei luoghi in cui vengono deposte le uova e dove si sviluppano le larve. Quindi, se una popolazione di mosca dei bagni si riproduce nelle fogne, gli adulti possono portare con se, spostandosi, i batteri che si trovano, appunto, negli scarichi che scorrono sotto i tombini!
Inoltre, sono stati segnalati casi in cui, in precarie condizioni di igiene, gli adulti di mosca dei bagni hanno deposto le proprie uova all’interno di ferite aperte di esseri umani, i cui tessuti sono stati utilizzati dalle larve per svilupparsi. Questa condizione medica, in cui larve di mosche si sviluppano sul corpo di umani ed animali, è nota come miasi.
Queste problematiche sono eccezioni e fortunatamente non rappresentano la norma per quanto riguarda la mosca dei bagni. In ogni caso, nell’eventualità che si verifichi un’infestazione di mosca dei bagni, è bene procedere subito al controllo per eliminare questo insetto il prima possibile.
Come eliminare le mosche dello scarico
Le mosche dello scarico sono insetti appartenenti all’ordine Diptera, famiglia Psychodidae. Di questi ditteri psychodidae la specie più diffusa è la Clogmia albipunctata, nota con altri nomi volgari quali mosca di fogna e mosca dei bagni. Questa nomenclatura ci suggerisce l’ambiente in cui vivono questi parassiti, ovvero gli scarichi domestici. Anche se l’insetto di per sé è innocuo, per nulla aggressivo, la sua presenza può essere problematica, in quanto è vettore di batteri. Il problema quindi è soprattutto igienico.
Vediamo quali sono le condizioni che favoriscono il proliferare delle mosche dello scarico, i rischi che si corrono incontrandole e, soprattutto, come eliminarle.
Descrizione della Clogmia albipunctata adulta
Le mosche dello scarico sono facilmente riconoscibili, pur essendo di piccole dimensioni. Gli adulti misurano pochi millimetri, tra 1 e 5, hanno ali di forma tondeggiante e ricoperte di peluria ben visibile se osservata da vicino. Il resto del corpo è ricoperto da squame e setole. Il colore della livrea varia dal bianco-grigiastro al bruno-nerastro. Pur trattandosi di ditteri psychodidae, l’aspetto ricorda quello di piccoli lepidotteri.
Larve e pupe
Le larve, a dispetto degli adulti, non sono visibili, in quanto nascono e si sviluppano negli scarichi domestici. Sono lunghe dai 4 ai 10 mm, apode ed eucefale. Hanno il corpo allungato e più o meno appiattito, con la testa ben marcata e in evidenza, sono inoltre dotate di sifoni respiratori. Le pupe sono anch’esse di forma allungata, fornite di due tubi respiratori dorsali nel cefalotorace.
Come si sviluppano le mosche nello scarico
L’ambiente di sviluppo e proliferazione di questi parassiti domestici sono, in maniera generica, gli scarichi. In particolare gli esemplari femminili depongono ammassi di uova (da 30 a 100) sulla superficie del biofilm presente in sifoni, scarichi, toilette, piatti doccia, wc. I luoghi umidi sono i preferiti dalla mosca per deporre le uova, quindi le condense delle tubature idrauliche, i pozzetti delle fognature, addirittura gli impianti d’irrigazione per l’orto. Le uova hanno un tempo d’incubazione che, a seconda dell’ambiente, varia da 1 a 4 settimane. Le alte temperature estive sono favorevoli al ciclo biologico dell’insetto. Le larve sono saprofaghe, vale a dire che si nutrono di materiale organico in decomposizione, tipico degli scarichi non perfettamente puliti. Visto che hanno dei sifoni respiratori, le mosche dello scarico sono in grado di vivere in ambienti totalmente acquatici, ad esempio in un pozzetto idraulico non perfettamente efficiente, che accumuli le acque reflue.
Il comportamento delle mosche dello scarico adulte
Una volta completato lo sviluppo, gli adulti fuoriescono in superficie risalendo lo scarico, per tale motivo troviamo queste piccolissime mosche nere in bagno o in cucina. La mosca dello scarico adulta vive circa 2 settimane. In ambiente domestico, ad esempio in un grande palazzo, le infestazioni si possono verificare durante tutto l’anno. Queste farfalline nere non sono brave volatrici, anzi, vivono per lo più attaccate ai muri del bagno o della cucina, compiendo voli di breve distanza e piuttosto goffi. Non pungono, e quando vengono disturbate, cercano di nascondersi dietro le scaffalature pensili dei muri. In generale, preferiscono le zone umide e poco illuminate.
Perché sono pericolose le mosche dello scarico?
La presenza delle mosche dei bagni è sicuramente il segnale di un problema igienico. Più alta è l’invasione dei moscerini, più dobbiamo preoccuparci. In primo luogo, perché le mosche sono vettori di numerosi batteri, quali, ad esempio: Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae ssp. pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa. In ambiente domestico, questi batteri possono venire in contatto con il cibo o, peggio ancora, con gli strumenti di igiene personale (spazzolini, spugne, asciugamani, ecc.). In ambienti con condizioni igieniche precarie sono stati inoltre segnalati problemi patologici (colite, miasi) in seguito all’ingestione accidentale delle larve attraverso bocca, naso o organi genitali. Altresì, l’inalazione di frammenti del corpo delle mosche adulte può provocare l’insorgenza di problemi respiratori. Infine, se le popolazioni larvali raggiungono densità estreme, gli scarichi stessi si possono ostruire.
Ripetiamo, le eventualità sopra riportate fanno riferimento ad ambienti con condizioni igieniche deprecabili. Tuttavia, è sempre bene stare allerta e adottare i dovuti provvedimenti.
Come eliminare le larve di mosca dagli scarichi
La prima azione da compiere per evitare le infestazioni delle mosche è la pulizia degli scarichi, dove, come detto, vengono deposte le uova e si sviluppano le larve. Una periodica ispezione degli scarichi e di eventuali pozzetti è dunque buona norma. La prima cosa da fare è utilizzare strumenti meccanici, come le serpentine flessibili, per rimuovere eventuali ostruzioni, in pratica la materia organica che alimenta le larve stesse. Ove ciò non bastasse, si può ricorrere ai prodotti disgorganti in gel, operazione che però sconsigliamo, poiché inquinante. Nei negozi specializzati è comunque facile trovare tutti i prodotti per la manutenzione ordinaria degli scarichi domestici. Un’altra azione pulente degli scarichi consiste semplicemente nel versare acqua portata allo stadio d’ebollizione. L’acqua bollente (100 °C) è infatti in grado di distruggere le uova.
Come individuare lo scarico da pulire
A volte vediamo questi piccolissimi insetti neri in bagno, ma non siamo sicuri della loro provenienza, ad esempio se provenienti dal bagno doccia, dal lavandino, dal bidè, ecc. Per capirlo con certezza si può fare il test del nastro adesivo. Di notte, dopo aver fatto asciugare l’ingresso dello scarico, lo possiamo chiudere parzialmente con del nastro adesivo bianco. In questo modo le mosche delle scarico presenti rimarranno intrappolate nel momento della risalita, e questo ci aiuta a capirne la provenienza. Questa operazione va ripetuta per qualche giorno, anche perché le larve non si sviluppano tutte allo stesso tempo.
Come eliminare le mosche adulte
Oltre a uova e larve, è pure importante eliminare le mosche adulte, in modo da interrompere il ciclo riproduttivo del parassita. Per l’eliminazione delle mosche dello scarico adulte in casa, si consiglia di usare le apposite trappole ad elettroluminescenza. In caso di forti infestazioni, però, potrebbe essere opportuno contattare delle ditte di disinfestazione specializzate.
Consigli aggiuntivi
- Chiudere fisicamente gli scarichi con appositi tappi quando non li si usa.
- Pulire regolarmente i vasi delle piante, le ventole di ventilazione meccanica controllata e gli split dell’aria condizionata.
- Pulire bene piatti e posate prima di metterli nel lavandino, eliminando il grosso dello sporco gettandolo nell’umido.
- Svuotare regolarmente e pulire il vassoio dello scolapiatti o lo scolaposate.
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