Moscerini dei bagni: punture e rimedi efficaci
Gli amanti delle spiagge tropicali incontaminate e delle coste selvagge sanno che molti di questi paradisi del relax nascondono un’insidia ben più comune di meduse e squali assassini. I veri killer delle bianche sabbie tropicali sono sempre loro, le insidiose sand flies (mosche della sabbia), un vero incubo per chi ha la sfortuna di incappare nella loro ira.
Moscerini della sabbia o mosche della spiaggia: molti sono i nomi che identificano gli odiosi e micro insetti che infestano alcune delle spiagge tropicali più belle del mondo; ma qualsiasi appellativo gli venga dato non farà differenza, in un modo o nell’altro durante un viaggio in Thailandia, ai Caraibi, alle Seychelles o lungo le coste di molti paesi del Sud America troverete sicuramente una bellissima distesa di sabbia selvaggia dove tutto sembra perfetto… finché non sarete ricoperti di bolle rosse e urticanti.
Va detto che, come per le zanzare, ci sono persone che neanche si accorgono della loro presenza. Miracolo? Se pensate di essere in un paradiso tropicale, dove la sabbia bianca incontra una vegetazione lussureggiante di palme o mangrovie e il clima è caldo e umido probabilmente vi trovate anche in un paradiso per sand flies.
In natura esistono alcuni insetti che, o per nutrirsi di sangue o per difendersi, pungono animali e uomini. Alcuni di essi attaccano quasi esclusivamente durante il periodo estivo e il loro attacco può costituire un pericolo importante per alcuni soggetti allergici, i quali, in seguito a una puntura, possono avere reazioni allergiche molto serie. Per evitare questi problemi, ma anche il comunissimo e fastidioso prurito associato alle punture degli insetti bisogna prendere alcune precauzioni.
Come riconoscere le punture di sand flies?
Potrebbero essere confuse con quelle di zanzara, ma solitamente il vostro corpo ne sarà completamente ricoperto.
Le punture di insetto provocano un rigonfiamento pruriginoso sulla pelle di forma tondeggiante, che può arrossarsi o restare bianco, chiamato pomfo. Il pomfo si forma come reazione del nostro corpo alla saliva di questi insetti che la iniettano prima di iniziare a succhiare il sangue per anestetizzare la zona e impedire che il sangue si coaguli. In questa zona, che circonda il punto in cui è avvenuta la puntura, resta concentrato il gonfiore e il prurito per due o tre giorni.
Gli insetti, infatti, iniettano sostanze irritanti o veleno che provocano la comparsa di pomfi, prurito, arrossamenti e, nei casi più gravi, anche reazioni allergiche. L’intensità di questi effetti varia in base alla sensibilità personale e al tipo di insetto: in alcuni casi infatti, la zona colpita può estendersi oltre i cinque centimetri di diametro ed essere accompagnata anche da bruciore.
Le reazioni più intense (che comprendono difficoltà a deglutire e respirare, tachicardia, nausea e vertigini) invece, sono provocate da vespe, api e calabroni le cui punture possono generare pomfi di oltre dieci centimetri e provocare gonfiori anche oltre la zona colpita dalla puntura. Nei soggetti allergici al veleno di questi insetti, la prima puntura di ape o di vespa non provoca reazione poiché viene solo stimolata la produzione di alcuni tipi di anticorpi (immunoglobuline E) mentre la seconda volta, al contatto con il veleno dell’insetto, le immunoglobuline E (IgE), per proteggere l’organismo, liberano alcune sostanze che provocano la reazione allergica (anafilassi).
In caso di reazione lieve alle punture di insetti esistono dei rimedi naturali che combattono il prurito; i più efficaci sono gli oli essenziali di lavanda, menta e tea tree oil, ghiaccio, miele, cipolla e limone che, strofinati sul pomfo, aiutano a far sparire il prurito.
Come evitare di essere morsi dalle sand flies?
Quindi informatevi con i locali circa la presenza di sand flies e se è confermata ricorrete immediatamente all’unico rimedio efficace: cospargetevi da capo a piedi di olio. Sebbene in molti consiglino solo l’olio di cocco con citronella, abbiamo scoperto che in verità è efficace qualsiasi tipo di olio molto unto (non secco per intenderci) perché non è l’odore a tenere lontane le sand flies ma la patina di olio in cui annegheranno letteralmente quando si appoggeranno su di voi.
Come l’olio si asciugherà (o dopo un bagno ad esempio) dovrete ricominciare a ungervi daccapo.
Cosa fare in caso di puntura?
Una volta punti è essenziale anche cercare di non grattarsi poiché si rischia di aumentare le possibilità di infezione, molto alte per questo tipo di puntura. Per prevenirle potete disinfettare tamponando con un batuffolo imbevuto di soluzione disinfettante i ponfi diverse volte al giorno. Questo vi aiuterà anche a lenire il pizzicore e a guarire più in fretta.
Mosca dei bagni (Clogmia albipunctata): caratteristiche e biologia
Tra gli insetti più comuni che possiamo trovare all’interno delle nostre case o attività commerciali si annovera sicuramente la mosca dei bagni o degli scarichi, nota nel mondo scientifico come Clogmia albipunctata. Questa specie di insetto è una delle più trattate, vista la sua grande diffusione. In questo articolo scopriamo insieme la biologia della mosca dei bagni e i danni che può causare agli ambienti umani.
La Clogmia albipunctata, nota comunemente come mosca dei bagni o degli scarichi, è una specie di dittero, e fa quindi parte dello stesso raggruppamento di insetti in cui sono incluse le mosche. A differenza di queste, però, non appare tozza e dotata di un grande capo con occhi rossi e non è in grado di compiere voli veloci ed acrobatici, caratteristiche queste ascrivibili alla mosca comune che tutti conosciamo. Sembra invece più simile ad una piccola falena. Questo perché la mosca dei bagni è appartenente alla famiglia Psychodidae, gruppo che consta di più di 2600 specie e che è imparentato, si, ma alla lontana, con le mosche propriamente dette.
All’interno di questa famiglia sono compresi anche i flebotomi, anche detti pappataci, piccoli ditteri ematofagi che sono i principali vettori del protozoo Leishmania, agente eziologico della malattia zoonosica nota come leishmaniosi. A differenza dei propri cugini flebotomi, però, la mosca dei bagni non è ematofaga e non costituisce un grande problema a livello sanitario.
Per quanto riguarda le caratteristiche morfologiche della mosca dei bangi, l’adulto di questa specie di insetto è piccolo, lungo dai 3 ai 5 mm, e ricoperto da una fitta peluria bruno-grigiastra, che la fa assomigliare, come detto prima, ad una piccola falena; per questo motivo questa specie di l’insetto è anche nota come mosca-falena. Le ali sono larghe, coperte anch’esse da peli e caratterizzate dalla presenza di puntini bianchi verso il margine esterno. Quest’ultima caratteristica è descritta nel nome specifico “albipunctata”, ovvero “dotata di punti bianchi”. La mosca dei bagni è dotata di antenne più lunghe dell’addome e da zampe lunghe.
Gli adulti vivono circa 12 giorni e si nutrono di nettare e di acqua. Spendono la maggior parte della propria vita stando appoggiati sui muri, e sono cattivi volatori, in grado di planare solo per brevissime distanze. Sono prevalentemente notturni ma sembrano essere attratti dagli odori e soprattutto dalla luce; infatti durante le ore diurne possono essere osservati in prossimità di finestre, luci accese o pannelli illuminati. infatti Le femmine depongono le uova (in numero variabile da 30 a 100) in ambienti acquatici come gli scarichi dei bagni o dei condotti fognari, da cui si schiuderanno le larve.
Queste sono lunghe dai 4 ai 10 mm, sono caratterizzate da corpo allungato e più o meno appiattito, con testa ben in evidenza rispetto al resto del corpo. Non sono dotate di zampe e per questo sono definite apode. Essendo acquatiche, sono dotate di due sifoni respiratori che utilizzano per respirare. Le larve si alimentano di sostanza organica in decomposizione e dopo 18 giorni di vita si trasformano in pupe. Come le larve, le pupe sono allungate e fornite di sifoni respiratori. A differenza delle larve, però, le pupe non si alimentano, e rimangono vicine alla superficie dell’acqua per respirare tramite il sifone. Le pupe di mosca dei bagni si trasformano in adulti dopo 5 giorni.
Metodi di prevenzione e controllo della mosca dei bagni
Le larve della mosca dei bagni, come quelle di altri ditteri, necessitano di luoghi umidi e caratterizzati da materia organica per sopravvivere e completare con successo il proprio ciclo vitale. Possono vivere in qualsiasi sito in cui ci sia un accumulo di acqua, e quindi umidità, ed è per questo che generalmente esemplari della mosca dei bagni si rinvengono in luoghi quali bagni, cantine, garage e grondaie. All’interno degli accumuli di acqua, le larve sfruttano gli strati di materia organica che vi si trovano, e in alcuni rari casi possono essere notate mentre nuotano.
Le larve della mosca dei bagni sono infatti piccole e di colore grigio e difficilmente riconoscibili ad occhio nudo, quindi le zone dove questi insetti si sviluppano possono essere facilmente trascurate. È invece più facile notare gli adulti, posati sui muri vicini ai locali infestati.
Se gli adulti di mosca dei bagni si rinvengono in casa, è probabile che il luogo dove si riproducono sia proprio all’interno delle mura domestiche; se invece si rinvengono all’esterno, significa che questi insetti possono sfruttare grondaie o condizionatori per il proprio sviluppo. Le infestazioni di mosche dei bagni costituiscono generalmente un problema temporaneo: vista la capacità delle larve di sfruttare anche piccoli ristagni di acqua, si può trovare un’infestazione, per esempio, in seguito al ritorno da una vacanza. In questo caso, con la ripresa delle attività domestiche, gli eventuali ristagni di acqua e accumuli di materia organica verranno rimossi e le larve della mosca dei bagni non potranno completare il proprio sviluppo. Gli adulti della mosca dei bagni, invece, essendo cattivi volatori, possono essere facilmente rimossi utilizzando uno scacciamosche o un insetticida spray.
Se dopo l’attuazione di tali provvedimenti si dovessero ancora rinvenire adulti in casa o nel locale interessato, questo significa che la mosca dei bagni ha stabilito un luogo di riproduzione e quindi si può parlare di un’infestazione cronica. Come detto in precedenza, le larve non sono facili da notare e quindi i siti dove la mosca dei bagni si sviluppa possono risultare difficili da individuare. Per capire dove la mosca dei bagni si riproduce, si possono posizionare delle trappole adesive sopra a luoghi dove possono essere presenti dei ristagni di acqua, come ad esempio sopra scoli di lavandini o vicino a condizionatori che possono avere perdite. Verranno così intercettati gli adulti che sfarfallano una volta maturi.
Sia gli adulti che le larve di mosca dei bagni sono caratterizzati dall’avere una fitta peluria repellente dall’acqua, quindi questi non sono suscettibili ad eventuali tentativi di rimozione mediante l’utilizzo di liquidi. Le uova hanno inoltre la capacità di resistere al disseccamento e alle alte temperature.
Il metodo di controllo più efficiente per quanto riguarda la mosca dei bagni consiste quindi nel pulire i tubi e in generale i locali umidi e con accumuli di acqua, avendo cura di rimuovere i sottili strati di sostanza organica eventualmente presenti. Per quanto riguarda i tubi, si possono utilizzare ad esempio dispositivi che generano getti di acqua ad alta pressione. Queste pratiche hanno come obiettivo l’eliminazione dei luoghi che la mosca dei bagni può utilizzare per riprodursi. Una volta fatto questo, l’infestazione dovrebbe risolversi, tipicamente in tre settimane.
La mosca dei bagni è in grado di compiere il proprio ciclo vitale anche all’esterno nei mesi più caldi, ma di inverno può sopravvivere in locali di origine umana. Gli adulti sono in grado di penetrare all’interno delle nostre abitazioni sfruttando aperture o piccoli anfratti in porte e finestre. È quindi importantissimo assicurare la chiusura e la messa in sicurezza dei “punti deboli” delle nostre abitazioni e dei nostri locali per prevenire un’infestazione di mosca dei bagni. Vanno quindi attuate buone pratiche di pest proofing.
Importanza igienico-sanitaria
Gli adulti di mosca dei bagni non pungono ne mordono, e non sono in grado di trasmettere alcuna malattia come dei veri e propri vettori. Gli adulti di mosca dei bagni sono però in grado di trasportare sul proprio corpo i batteri che vivono nei luoghi in cui vengono deposte le uova e dove si sviluppano le larve.
Quindi, se una popolazione di mosca dei bagni si riproduce nelle fogne, gli adulti possono portare con se, spostandosi, i batteri che si trovano, appunto, negli scarichi che scorrono sotto i tombini! Inoltre, sono stati segnalati casi in cui, in precarie condizioni di igiene, gli adulti di mosca dei bagni hanno deposto le proprie uova all’interno di ferite aperte di esseri umani, i cui tessuti sono stati utilizzati dalle larve per svilupparsi. Questa condizione medica, in cui larve di mosche si sviluppano sul corpo di umani ed animali, è nota come miasi.
Queste problematiche sono eccezioni e fortunatamente non rappresentano la norma per quanto riguarda la mosca dei bagni. In ogni caso, nell’eventualità che si verifichi un’infestazione di mosca dei bagni, è bene procedere subito al controllo per eliminare questo insetto il prima possibile.
Moscerini pungenti: cosa sapere
I moscerini pungenti appartengono all’ordine dei Ditteri, ma a differenza di molte altre specie di mosche le femmine sono dotate di apparato boccale pungente-succhiante ed hanno un comportamento detto ematofago. Al fine di portare a maturazione le uova deposte, le femmine hanno la necessità di procurarsi un certo apporto proteico, nutrendosi del sangue degli ospiti animali, tra cui l’uomo.
A differenza delle zanzare, questi moscerini che pizzicano hanno dimensioni molto ridotte dai 2 ai 4 mm, a seconda delle specie, sono particolarmente attivi al crepuscolo e nelle ore serali, e soprattutto la schiusa delle uova necessita di livelli di umidità più ridotta. I fastidiosissimi adulti di questi insetti compaiono in primavera per dare vita a numerose generazioni fino a quasi tutta l’estate. Con andamento climatico caldo umido la loro presenza può divenire particolarmente insidiosa e diffusa, sia in ambiente urbano che rurale.
Le specie più diffuse in Italia in ambiente rurale o lungo i litorali appartengono alla famiglia dei Ceratopogonidi. Questi moscerini si spostano in veri e propri sciami particolarmente aggressivi. Altre specie dannose, anche in ambiente urbano, sono quelle appartenenti al genere Phlebotomus e comunemente note come pappataci o flebotomi (P. papatasi, P. perniciosus e P. perfiliewi), vettori di malattie molto pericolose sia per gli animali domestici che per l’uomo.
Le punture di questi insetti risultano particolarmente pruriginose e irritanti, inoltre, possono fare insorgere delle vere e proprie allergie in soggetti predisposti.
Malattie trasmesse dai pappataci
Le malattie comunemente trasmesse dai pappataci sono due. La prima, detta febbre da flebotomi, il cui agente patogeno è un virus appartenete alla famiglia Bunyaviridae. Questa malattia presenta una sintomatologia molto simile a quella influenzale, con aumento della temperatura corporea, dolori diffusi e cefalee. La febbre, comunque, scompare dopo tre o quattro giorni. Di gran lunga più pericolosa, invece, è la leishmaniosi, dovuta ad un protozoo appartenete al genere Leishmania. La forma meno dannosa è la leishmaniosi cutanea, che causa delle ulcere e lesioni nella pelle che, generalmente, regrediscono e scompaiono naturalmente. La forma più pericolosa, invece, è la leishmaniosi viscerale, in cui il patogeno aggredisce tessuti interni come fegato, milza e reni.
Interventi di disinfestazione
Nei casi in cui la disinfestazione si renda necessaria, la nostra azienda metterà a punto uno specifico protocollo d’intervento. In primo luogo, si opererà attraverso una preliminare visita ispettiva da parte di nostro personale specializzato al fine di individuare le specie di moscerini e dei possibili focolai di riproduzione. Accanto alle indispensabili misure di prevenzione, spesso si rende necessario intervenire con appositi insetticidi a basso impatto ambientale, aventi come scopo quello di controllare sia le larve dei moscerini pungenti che gli adulti.
Tabella riassuntiva: Moscerini Comuni in Casa
| Specie | Caratteristiche | Ambiente Ideale | Prevenzione |
|---|---|---|---|
| Drosophila melanogaster (Moscerino della frutta) | Non pungono, possono veicolare microrganismi patogeni. | Frutta matura o marcia, siti industriali di trasformazione della frutta. | Evitare di lasciare frutta matura scoperta, pulizia accurata. |
| Sciaridi e Foridi (Moscerino dei funghi) | Si nutrono di funghi, muffe, radichette delle piante, possono danneggiare le piante. | Terreni molto umidi, giardini, vasi di piante. | Evitare l'eccessiva innaffiatura di piante e giardini. |
| Simulidi e Ceratopogonidi (Moscerini pungenti) | Femmine pungono per nutrirsi di sangue, possono trasmettere patologie. | Ambienti rurali (stalle), corsi d'acqua. | Interventi antilarvali, controllo da parte di esperti. |
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