Opere Idrauliche Provvisorie: Definizione e Tipologie

Il presente articolo definisce le opere idrauliche provvisorie e ne illustra le diverse tipologie, basandosi sul Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 14 aprile 2006 - Supplemento Ordinario n. 94.

Definizione e Ambiti di Applicazione

Il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, disciplina diversi aspetti relativi alla difesa del suolo e alla gestione delle risorse idriche, inclusa la realizzazione di opere idrauliche, anche di carattere provvisorio. Queste opere sono spesso necessarie per affrontare situazioni di emergenza o per garantire la sicurezza idrogeologica in attesa di interventi definitivi.

Attività Conoscitiva e Coordinamento

L'attività conoscitiva è svolta sulla base di criteri, metodi e standard di raccolta, elaborazione e consultazione, nonché modalità di coordinamento e di collaborazione tra i soggetti pubblici operanti nel settore. Questo garantisce un'omogenea elaborazione ed analisi e la costituzione e gestione ad opera del Servizio geologico d'Italia (APAT). L'Associazione nazionale Comuni italiani (ANCI) contribuisce allo svolgimento dell'attività conoscitiva, in particolare ai fini dell'attuazione delle iniziative e della diffusione dell'informazione ambientale.

Comitato dei Ministri

Il Comitato dei Ministri per gli interventi nel settore della difesa del suolo opera presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha funzioni di alta vigilanza ed adotta gli atti di indirizzo e di coordinamento delle attività. Il Comitato dei Ministri predispone la relazione sull'uso del suolo e sulle condizioni dell'assetto idrogeologico, da allegare alla relazione sullo stato dell'ambiente, nonche' la relazione sullo stato di attuazione dei programmi triennali di intervento per la difesa del suolo.

Conferenza Stato-Regioni

La Conferenza Stato-regioni formula pareri, proposte ed osservazioni, anche ai fini dell'esercizio delle funzioni di indirizzo e coordinamento, in ordine alle attività ed alle finalità di cui alla presente sezione, ed ogni qualvolta ne e' richiesta dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio.

Registro Italiano Dighe (RID)

Il Registro italiano dighe (RID) provvede in via esclusiva, anche nelle zone sismiche, alla identificazione e al controllo dei progetti delle opere di sbarramento, delle dighe di ritenuta o traverse che superano 15 metri di altezza o che determinano un volume di invaso superiore a 1.000.000 di metri cubi. Rientrano nella competenza delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano le attribuzioni per gli sbarramenti che non superano i 15 metri di altezza e che determinano un invaso non superiore a 1.000.000 di metri cubi.

Autorità di Bacino Distrettuale

Le Autorità di bacino sono soppresse a far data dal 30 aprile 2006 e le relative funzioni sono esercitate dalle Autorità di bacino distrettuale. Sono organi dell'Autorità di bacino: la Conferenza istituzionale permanente, il Segretario generale, la Segreteria tecnico-operativa e la Conferenza operativa di servizi.

Gli atti di indirizzo, coordinamento e pianificazione delle Autorità di bacino vengono adottati in sede di Conferenza istituzionale permanente presieduta e convocata dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. La Conferenza operativa di servizi e' composta dai rappresentanti dei Ministeri, delle regioni e delle province autonome interessate, nonche' da un rappresentante del Dipartimento della protezione civile. Le Autorità di bacino coordinano e sovraintendono le attività e le funzioni di titolarità dei consorzi di bonifica integrale.

Distretti Idrografici

I distretti idrografici italiani sono:

  • Alpi Orientali
  • Padano
  • Appennino Settentrionale
  • Appennino Centrale
  • Appennino Meridionale
  • Sardegna
  • Sicilia

Piani di Bacino e Misure di Salvaguardia

Il Piano di bacino e' redatto dall'Autorità di bacino in base agli indirizzi, metodi e criteri fissati.

Gestione del Demanio Idrico e Trasferimento di Competenze

La gestione del demanio idrico è stata trasferita alle Regioni e agli enti locali come previsto dal Decreto legislativo 31/03/1998, n. 112, art. 89. In particolare, sono stati trasferiti i compiti di polizia idraulica e di pronto intervento di cui al Regio Decreto 25/07/1904, n. 523 e al Regio Decreto 09/12/1937, n. Regione Lombardia ha delegato ai Comuni le funzioni per adottare provvedimenti di polizia idraulica riguardanti il reticolo idrico minore (Legge regionale 05/01/2000, n. 1, art. 3, com.

Riferimenti Normativi Chiave

Di seguito alcuni riferimenti normativi rilevanti:

  • Regolamento medesimo.
  • Circolare Min. LL.PP. 28 agosto 1986, n.
  • Circolare Min. LL.PP. 1987, n.
  • Legge 21 ottobre 1994, n.
  • P.C.M. 13 dicembre 1995, n.
  • Decreto Min. II.TT. Min. LL.PP. di legge sulla costruzione e sull’esercizio di dighe e traverse.

Tipologie di Opere Idrauliche

Le opere idrauliche comprendono:

  • Dighe
  • Traverse fluviali
  • Dighe di laminazione
  • Casse di espansione in linea
  • Serbatoi idrici artificiali fuori alveo
  • Briglie fluviali
  • Casse di espansione in derivazione
  • Invasi interrati
  • Serbatoi pensili
  • Opere per la navigazione
  • Serbatoi e depositi industriali
  • Bacini di decantazione

Definizioni importanti:

Dighe: siano dighe o traverse le briglie fluviali.Casse di espansione: casse di espansione in derivazione o invasi interrati o pensili. Argini linea” e gli argini che ne costituiscono le sponde. Dighe di laminazione:“laminazione” si verifica solo per portate elevate.

Ulteriori definizioni includono: i serbatoi e depositi industriali; i bacini di decantazione; le opere per la navigazione.

Normativa Tecnica e di Esercizio

Le normative regolamentano vari aspetti: esercizio degli sbarramenti di ritenuta; regolamentare delle dighe di ritenuta; criteri progettuali; le caratteristiche geometriche e quelle dell’invaso.

La Legge 21 ottobre 1994, n. definisce “le dighe di ritenuta o traverse il cui sbarramento sia superiore a 15 metri di altezza o che determinino un volume di invaso superiore a 1˙000˙000 di metri cubi” [c.d. individua le dighe di competenza statale. Regioni e Province autonome, la stessa Legge 21 ottobre 1994, n.

Altri riferimenti normativi includono:

  • Circolare P.C.M. 1995, n.
  • Decreto Min. II.TT.
  • Legge 21 ottobre 1994, n.
  • Decreto Min. LL.PP.
  • Decreto Min. LL.PP.

Adempimenti e Controlli

Il D.P.R. 1° novembre 1959, n. definisce i criteri per la classificazione delle dighe.

Ulteriori riferimenti normativi includono:

  • Decreto Min. II.TT. 2014.
  • Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, art.
  • D.P.R. 1° novembre 1959, n.
  • Min. LL.PP. 28 agosto 1986, n.
  • Circolare P.C.M. dicembre 1995, n.
  • Legge 21 ottobre 1994, n.
  • Circolare P.C.M. 13 dicembre 1995, n.

Altri adempimenti includono: predisporre il progetto di gestione dell’invaso (D.Lgs.

Riferimenti aggiuntivi:

  • D.Min.
  • D.Lgs. aprile 2006, n.
  • D.L. 6 dicembre 2011, n.

Direttiva Dighe e Gestione del Rischio Idraulico

La "Direttiva Dighe" (Direttiva P.C.M. rischio idraulico a valle degli invasi stessi. La Direttiva P.C.M. dei territori a valle.

Piani di Emergenza Diga (PED)

I piani di emergenza delle dighe (PED) e l’Autorità idraulica. Legge 21 ottobre 1994, n. dall’ipotetico collasso dello sbarramento”. territorio. derivante dalla propagazione della citata onda di piena”. della Regione. integrativa dei Piani di emergenza. pericolosità e di rischio cui fare riferimento.

Autorità Idraulica e Competenze

L’Autorità idraulica è definita dal R.D. 27 luglio 1904, n. 523 e dal R.D. 9 dicembre 1937, n. della pericolosità. D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112, art. 89. Direttiva medesima.

tag: #Idrauliche

Leggi anche: