Le Opere Idrauliche dei Sumeri: Caratteristiche e Importanza

Quando, nella storia dell'uomo, si può iniziare a parlare propriamente di idraulica? Poter irrigare i campi ed evitare che gli stessi venissero sommersi dalle inondazioni, gli uomini del neolitico si trovarono di fronte a problemi nuovi, risolti con tecniche che hanno lasciato una traccia e sono riconoscibili ancora oggi. Più avanti, il crescere delle comunità e delle loro esigenze, pose alle antiche popolazioni problematiche idrauliche sempre più complesse.

La Civiltà Sumerica e il Controllo delle Acque

I Sumeri, come tutti sanno, svilupparono la loro civiltà tra il corso dell'Eufrate e quello del Tigri. Del resto, nel territorio semiarido in cui vivevano, il controllo delle acque doveva essere per i sumeri un problema primario. Tutti i cittadini, infatti, erano chiamati a svolgere lavori di manutenzione dei canali in determinati periodi dell'anno.

I canali erano essenziali non solo per l'agricoltura. Molti erano navigabili e fungevano da vere e proprie strade. Altri, invece, avevano lo scopo di segnare i confini. Dal momento che l'Eufrate scorre ad un'altezza maggiore rispetto al Tigri, per collegarli furono costruiti tre canali navigabili. In questo modo le merci potevano passare dall'Eufrate al Tigri e viceversa, nonostante gli oltre cento chilometri che li separavano.

Alcuni studiosi pensano che fu proprio la necessita di tramettere con precisione le informazioni per il governo dei canali a stimolare l'invenzione della scrittura sumera. Ai Sumeri si attribuisce l'idraulica che permise l'impiego di una complessa rete di canali per l'irrigazione dei campi.

Le Città Sumeriche

I Sumeri sono i fondatori delle prime grandi città della storia. La memoria leggendaria di Ur, Uruk, Làgash, Èridu, Umma, Nìppur, già ricorre nelle Sacre Scritture. Tra le antiche civiltà della Mesopotamia, in ordine di tempo, la prima a svilupparsi sembra essere la civiltà dei Sumeri, della quale fanno parte i più antichi reperti artistici, ritrovati nelle città di Uruk (odierna Warka) e Ur, nella bassa Mesopotamia, databili a partire del 4.000 a. C.

In queste città si concentra la più importante produzione artistica e architettonica dell'ovest asiatico. A quei primi centri urbani seguì la fioritura delle città di Agadè, Lagash e Mari. Già intorno al III millennio a. C. il loro sviluppo politico artistico e culturale raggiunse uno splendore superiore a qualsiasi altra popolazione contemporanea.

Le città sumeriche, come tutte le città mesopotamiche, avevano una struttura concentrica e la maggioranza degli edifici erano costruiti in mattoni. Cinte da potenti mura rafforzate da numerose torri, muri a scarpa e contrafforti, erano dotate di un solido sistema di difesa, sorvegliato da guardie e soldati. Generalmente, le città più grandi erano difese da almeno due cinte murarie, una più esterna, che divideva la città della campagna, e una più interna che divideva la periferia (dove si trovavano i quartieri popolari e si svolgono le attività quotidiane) dal centro politico e religioso rappresentato dalla cittadella.

All'interno della prima cerchia muraria si sviluppavano, strade, piazze, e sorgevano le abitazioni e le botteghe. Le abitazioni comuni erano costruzioni semplici, realizzate solitamente con materiali deperibili come argilla cruda, legno, ecc. Le botteghe erano simili alle abitazioni, per materiali e forme, ma dotate di spazi attrezzati per lo svolgimento delle attività produttive e commerciali. Di queste non è rimasto quasi nulla, tranne qualche traccia nel terreno.

Secondo l'antica concezione mesopotamica la città apparteneva a una divinità e soltanto al servizio del dio protettore e nella sua venerazione la comunità poteva prosperare. Per questo la città stessa era considerata sacra, e ospitava al suo interno una vasta area completamente dedicata alla divinità. Dentro la cerchia muraria più interna, infatti, sorgeva la cittadella: il quartiere sacro dotato di monumentali palazzi-tempio di proporzioni gigantesche: le ziggurat che per gli antichi Sumeri indica "montagne di dio".

Attorno alla ziggurat, sempre nel quartiere sacro, sorgevano palazzi ed edifici amministrativi, piazze, strade, zone attrezzate e predisposte al culto e cerimonie religiose, altri edifici religiosi. Costruito con materiali non deperibili, come il mattone, il quartiere sacro offre le testimonianze e i reperti meglio conservati oltre alla maggiore concentrazione di opere d'arte ritrovate dagli scavi archeologici.

L'Uso del Mattone

Il materiale da costruzione tipico di questa civiltà è il mattone, fondamentale invenzione che ha permesso la realizzazione di intere città. I Sumeri nei loro lavori di edilizia non usavano la pietra, scarsamente presente nel loro territorio. Presso i grandi fiumi era invece molto abbondante l'argilla, con la quale vennero realizzati i mattoni e altri prodotti.

Il mattone aveva molti vantaggi: era un elemento piuttosto leggero e di dimensioni modeste, era molto più facile da ottenere rispetto ai blocchi di pietra, consentiva una rapida produzione in serie. Si rivelò quindi molto pratico per le costruzioni, anche quelle di dimensioni notevoli, come le ziggurat o le mura difensive delle città.

I sumeri hanno inventato e utilizzato due tipi di mattone: il mattone crudo e il mattone cotto. Il mattone crudo era realizzato con argilla prima lavorata, mescolata a paglia, poi sagomata e compattata con i piedi e infine essiccato al sole. Il mattone cotto si otteneva cuocendo il mattone crudo nel forno. Il mattone cotto era più solido di quello crudo, più impermeabile e resistente.

I sumeri iniziarono a usare i mattoni molto presto, anche se nel periodo più antico, per la difficoltà di reperire la legna da ardere necessaria a cuocerli, facevano uso soprattutto di mattoni crudi, limitando quelli cotti nelle fondamenta e in alcune parti strutturali. Poi il mattone cotto venne impiegato con più frequenza, nelle costruzioni più importanti come i palazzi pubblici, le ziggurat, ecc.

Più tardi, per aumentare la resistenza e la compattezza delle strutture murarie, impararono ad incollare i mattoni con malta di calce e bitume. Introdussero anche nuovi tessuti murari con i mattoni posti a file alternate di piatto e file di taglio, ottenendo la tipica muratura con disegno a lisca di pesce.

L'impiego del mattone però imponeva alcune regole: ad esempio gli edifici potevano essere costruiti solo su un terreno perfettamente piano. Inoltre le costruzioni in mattoni potevano essere facilmente spazzate via ogni volta che avvenivano le inondazioni. Quindi prima di iniziare la costruzione si creavano dei basamenti o dei terrapieni.

Per ottenere costruzioni molto alte era necessario costruire forme molto stabili e solide: per questo la muratura aveva spessori molto grossi, limitando all'interno il numero delle stanze e la loro ampiezza. Il profilo dei muri esterni inoltre era 'a scarpa' cioè più largo in basso e più stretto in alto. Sempre per non compromettere la stabilità gli edifici avevano poche aperture verso l'esterno: quindi realizzavano porte e finestre erano poche e strette.

Per illuminare e arieggiare i locali interni, considerando anche il clima molto caldo, venivano creati dei cortili interni. Per le coperture di solito si usava un tetto piano, raramente veniva realizzato il tetto a spioventi. Negli edifici più importanti realizzarono in mattoni anche l'arco e la volta. Per le coperture degli ambienti piccoli, ad esempio le torri si usava anche la cupola. Gli archi e le volte a botte erano usati soprattutto per gli acquedotti e per i ponti.

Con l'argilla e i mattoni crudi i Sumeri realizzarono soprattutto le costruzioni dei quartieri popolari, sia per le abitazioni che per gli edifici produttivi e commerciali. Nelle abitazioni più comuni per le coperture utilizzarono la terra battuta su un fondo di stuoie e uno strato di sterpi.

Periodizzazione dell'Arte Sumerica

In base ai reperti archeologici la civiltà sumerica si divide in 5 periodi fondamentali:

  • Periodo Protostorico dal 3500 al 2900 a.C. ca.
  • Periodo Protodinastico dal 2900 al 2350 a.C. ca.
  • Periodo Akkadico dal 2350 al 2200 a.C. ca.
  • Dinastia di Lagash dal 2150 al 2120 a.C. ca.
  • Periodo Neosumerico dal 2120 al 2004 a.C. ca.

Periodo Protostorico

Durante il IV millennio a.C., superando la struttura del villaggio neolitico, nella Mesopotamia meridionale si svilupparono i primi centri urbani e si formarono le prime città-stato. In questo momento vennero attuati tre principali tipi di trasformazione: organizzativo, tecnologico, demografico:

  • Lo stato si organizzò con la gerarchizzazione del lavoro. Tutte le attività dello stato erano controllate dal tempio-palazzo in cui risiedeva il re-sacerdote.
  • Si sviluppò la tecnologia agricola con sistemi di canalizzazione e bonifica dei terreni, nuovi tipi di aratri e strumenti di lavoro. Di conseguenza si poteva ottenere un raccolto molto abbondante e le eccedenze alimentari venivano immagazzinate per essere ridistribuite alla popolazione secondo regole precise. Questo sistema garantì una certa ricchezza del popolo e incentivò lo sviluppo del commercio.
  • L'incremento demografico provocò la concentrazione di numerosi abitanti nei grandi centri urbani. Una delle città sumere più popolose era Uruk, odierna Warka, in Iraq.

Tale sviluppo fu sostenuto da uno straordinario incremento culturale rappresentato da un lato dall'invenzione della scrittura, dall'altro dallo sviluppo dell'arte. Fiorisce infatti l'arte figurativa nella scultura, nel rilievo, nella glittica (tecnica di intaglio delle pietre dure e preziose). Di quest'epoca sono anche i primi esempi di architettura monumentale religiosa. I complessi monumentali di Uruk (attuale Warka), testimoniano la grandiosità dell'architettura di questa fase.

Nell'arte di questo periodo si privilegiano temi legati ai cicli della natura, ai lavori agricoli e alle divinità protettrici della vita e della fertilità. Oltre a statue, rilievi, oreficeria e sigilli, appartengono a questo periodo importanti esempi di architettura monumentale.

Scultura Protostorica Sumera

Già in questa fase la scultura sumerica offre una produzione molto diversificata sia nella tipologia degli oggetti, che nelle tecniche e nei materiali. Accanto alle statue, si conservano rilievi in forma si lastre figurate, stele e vasi rituali, sigilli a cilindro. Tra i materiali utilizzati, vari tipi di pietra, conchiglie, pietre preziose, oro, argento, rame.

Statuaria Protostorica

La statua delle prime formazioni urbane della civiltà sumerica è espressione del rapporto tra il fedele e il dio. Le opere sono di stile naturalistico, ma hanno tratti generici. Rappresentano figure umane, atteggiate in pose convenzionali e ieratiche. Hanno volti inespressivi, tratti stilizzati e occhi sgranati in uno sguardo fisso, per evocare trascendenza e spiritualità. L'atteggiamento generale è quello di devozione e rispetto e evoca la preghiera.

Spesso queste figure rappresentano personaggi di rango elevato, come i re-sacerdoti, riconoscibili dalle acconciature e dagli abbigliamenti, ed hanno quindi una funzione sociale ed ideologica. Tra gli esempi più interessanti: il Busto di fedele proveniente da Uruk, e la Testa femminile rinvenuta a Warka, conservati al Museo di Bagdad. Ma nel periodo protostorico la pietra è lavorata ancora con una tecnica semplice e tra la fine del IV e l'inizio del III millennio questi oggetti mantengono sempre questo caratteristico atteggiamento umile e devoto del fedele di fronte alla divinità.

Glittica Protostorica

In corrispondenza all'invenzione della scrittura, in questo periodo vengono realizzati sigilli a cilindro lavorati a rilievo con scene sacre, di caccia, di guerra. Questi sigilli erano strumenti economici e servivano per riconoscere i proprietari e controllare le merci e le proprietà. Testimoniano quindi che i Sumeri erano una civiltà ricchissima, dedita al commercio. Venivano rotolati sull'argilla cruda, imprimendo l'impronta e poi facendola indurire per conservarla. La forma del cilindro permetteva di sigillare anche superfici molto ampie.

Rilievi Protostorici

Alla fine del periodo protostorico compare la tecnica del rilievo, eseguita su grandi vasi di pietra rituali o su lastre e stele. Le decorazioni sono di carattere sacro e celebrativo.

Busto di Fedele da Uruk

L'opera proviene da Uruk, odierna Warka ed è conservata al Museo di Bagdad. Secondo gli studiosi, è probabile che rappresenti un re-sacerdote, riconoscibile per alcuni dettagli: ha una specie di corona e i capelli legati dietro la nuca, una barba di forma ovale, scolpita in modo schematico con solchi orizzontali. Porta un gonnellino e una cintura. Ha le mani appoggiate sullo stomaco con i pugni chiusi e nell'insieme la posa è statica e rigida. Alcune parti dell'anatomia sono resi in maniera più naturalistica e conferiscono un certo vigore: le spalle e le braccia muscolose, il viso con le guance rotonde e le labbra carnose. Altri tratti invece sono molto stilizzati: gli occhi a mandorla cerchiati con bitume nero, le sopracciglia incise la barba rigata. Questi ultimi elementi aumentano il senso di immutabilità, eternità, staticità. Nell'insieme lo stile è rappresentato da una sintesi tra naturalismo e astrazione.

Testa Femminile da Uruk

Questa Testa Femminile, rinvenuta presso gli scavi archeologici dell'antica Uruk, attuale Warka, è conservata al Museo di Bagdad. È un'opera molto raffinata, e tra le più belle dell'arte sumerica protostorica. Si tratta di una scultura in gesso alabastrino, che probabilmente rappresenta la dea Inanna, madre degli dei.

Il gusto fortemente naturalistico e il sapiente trattamento nella lavorazione della pietra testimoniano che si tratta dell'opera di un grande maestro. Si può notare la resa sensibile nella modulazione delle superfici per rendere l'espressività della bocca e la morbidezza delle guance e del mento che danno al volto un insieme di dolcezza e severità. I solchi delle sopracciglia dovevano essere riempiti con bitume o lapislazzuli, nelle cavità degli occhi sarebbero state incastonate conchiglie, lapislazzuli e altre pietre. Sulla testa, due fori servivano probabilmente per fissare un fermaglio dell'acconciatura in lamina d'oro lavorata a incisione. Il risultato era di grande effetto anche per il colorismo dei materiali.

Architettura Protostorica Sumera

Nell'antica città di Uruk sono stati rinvenuti grandiosi complessi monumentali che costituiscono i quartieri sacri dedicati alle divinità sumeriche, come quello della dea Inanna e del dio Anu. Si tratta di numerosi edifici realizzati tra la fine del IV e l'inizio del III millennio a.C.

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