Il Pistone Terzo Punto Idraulico Usato: Funzionamento e Manutenzione
Nell'arco della loro vita, le trattrici lavorano con attrezzature trainate, portate o semi-portate. Il sollevatore è indispensabile per gestire le attrezzature portate e semi-portate poiché, usando l'energia accumulata sotto forma di pressione dall'olio e generata da una pompa idraulica, permette il loro sollevamento durante le svolte a bordo campo e nel passaggio al trasporto su strada.
Nella pratica, il sollevatore idraulico si occupa di trasmettere lo sforzo di trazione all'implement, alzarlo o abbassarlo per mantenere una determinata posizione e regolare gli sforzi trasmessi da esso al trattore.
La pompa eroga un flusso di olio con una pressione fino a 180-200 bar nel circuito. Se la pompa a ingranaggi fornisce una portata fissa, quella a pistoni a cilindrata variabile - più complessa e in genere installata sulle alte potenze - offre una portata regolabile in funzione delle esigenze del sistema.
Realizzato in acciaio, ogni cilindro idraulico ospita un pistone che scorre grazie al flusso d'olio in pressione e agisce su una leva calettata sull'albero per il comando dei bracci del sollevatore. L'attacco a 3 punti comprende due bracci inferiori, un terzo punto (regolabile in inclinazione e lunghezza), tiranti meccanici e catene registrabili per la riduzione dell'oscillazione laterale.
Solo un attacco a 3 punti con geometria ben definita consente un corretto accoppiamento degli attrezzi.
La prima modalità permette il mantenimento delle attrezzature in una posizione fissa rispetto alla superficie del terreno - come nel caso di spandiconcime, barre irroratrici, falciatrici a dischi - o a una determinata profondità nel suolo (attrezzi per la lavorazione).
Diversamente, con lo Sforzo controllato è possibile mantenere costante il tiro richiesto al trattore cambiando in automatico la profondità operativa degli attrezzi al variare delle condizioni del terreno. Infine, la modalità Flottante evita l'intervento del sollevatore durante il lavoro e consente alle attrezzature con ruote o slitte (trinciatrici, coltivatori, alcuni erpici a denti, sarchiatrici, rincalzatrici, alcune falciatrici) di appoggiarsi liberamente sul terreno, seguendone il profilo.
Se inizialmente i sollevatori erano controllabili solo per via meccanica, ora i modelli più recenti ed evoluti possono essere gestiti tramite elettronica. Il conducente controlla un sollevatore meccanico con una leva di posizione e una dello sforzo.
In modalità Sforzo controllato, si usa la leva dello sforzo per impostare l'ampiezza dell'intervallo in cui il tiro deve rimanere costante. Se l'ampiezza stabilita è elevata, il controllo dello sforzo manterrà costante il tiro del trattore per ampie variazioni della profondità.
Un sollevatore elettronico è gestibile con interruttori e potenziometri, raggruppati sul bracciolo a lato del posto guida, e dotato di sensori - detti estensimetri - per il controllo dello sforzo.
In alcuni casi i costruttori optano per la produzione interna di sollevatori, concentrando gli sforzi di sviluppo sul miglioramento della gestione e sull'aumento della capacità di sollevamento.
I nostri modelli posteriori, tutti dotati di cilindri a singolo effetto e funzionanti nelle 4 modalità previste, sono a comando elettronico sulle serie M, S e sugli MF3 in versione Efficient.
"New Holland monta sui propri trattori solo sollevatori posteriori progettati e costruiti da CNH Industrial, con bracci, tiranti e terzi punti prodotti da CBM, Aries e Walterscheid.
I nostri sollevatori posteriori sono a singolo effetto, meccanici sulle serie dalla Boomer alla T5 S o Powershuttle ed elettronici su quelle dalla T5 ElectroCommand alla T8. Entrambi i comandi sono disponibili sui T4 F/N/V e T4 LP cabinati, nonché sui T5 Utility.
"I nostri sollevatori hanno tutti cilindri a singolo effetto e 4 modalità d'uso. Il comando elettronico è di serie sui trattori M6001 Utility, M6002 e M7003, in opzione sugli specializzati M5002 Narrow con cabina e M5002 da campo aperto con cabina.
La scelta di BCS è di progettare e assemblare internamente tutti i sollevatori (del tipo a singolo effetto), integrando componenti di CBM, Ama e Lo Snodo.
"I nostri clienti possono scegliere sollevatori a comando meccanico o elettronico governati da joystick e modelli che funzionano a sforzo e posizione controllata o in modalità flottante - sostiene Andrea Negro, responsabile Immagine e Comunicazione di BCS.
Il sollevatore anteriore permette il lavoro con attrezzi frontali che - combinati con quelli posteriori - assicurano maggiore produttività oraria, minori costi di gestione e ridotto calpestio del terreno.
"I nostri sollevatori anteriori sono generalmente a doppio effetto e gestiti da distributori meccanici o elettronici a seconda del modello e dell'allestimento.
Possono lavorare in doppio effetto, semplice effetto, flottante oppure bloccati, attraverso selettori di tipo meccanico o elettronico - afferma Bogoni.
Non è previsto lo Sforzo controllato, ma la Serie S offre il controllo automatico della posizione degli implement tra 2 punti di minimo e di massimo.
New Holland propone sollevatori anteriori a singolo effetto, meccanici o elettronici, perfettamente integrati nel trattore in modo da limitare lo sporgere di tubazioni, connessioni elettriche, accumulatori e rendere l'installazione funzionale durante il lavoro, oltre che gradevole alla vista.
"I nostri sollevatori anteriori elettronici sono controllabili allo stesso modo dei posteriori tramite la nuova logica Front Hitch Managament, che prevede il comando a rotella/a mouse in cabina.
Anche i sollevatori anteriori Kubota sono semplici da gestire. BCS dedica grande attenzione alla progettazione dei sollevatori anteriori per gli isodiametrici con motore a sbalzo, poiché questi devono integrarsi bene sui mezzi senza penalizzare la lunghezza complessiva, lo sbalzo anteriore e l'angolo d'attacco.
In generale, è consigliabile scegliere un sollevatore anteriore montato di fabbrica per la precisione nell'assemblaggio da parte di personale qualificato.
A detta di Bogoni, "si ha la certezza di avere un accessorio perfettamente integrato con il trattore e gestibile in modo ottimale dalla cabina senza inconvenienti.
I sollevatori dei trattori da vigneto e frutteto si distinguono da quelli da campo aperto per il comando generalmente meccanico, la capacità di sollevamento inferiore e la maggiore compattezza.
L'esigenza di maggiore compattezza si riflette nel montaggio di un attacco a 3 punti di categoria più bassa: 1 o 2 per trattori fino a 100 cavalli. Non a caso, gli speciali MF 3 possiedono attacchi di categoria 2, mentre gli MF 5S, 6S, 7S e 8S vantano attacchi di categoria 3.
Sugli specializzati Kubota M5002 Narrow troviamo attacchi di categoria 2, che però sono presenti anche sugli altri modelli della gamma. Tutti i trattori BCS presentano sollevatori posteriori standard di categoria 1, a cui si aggiungono quelli di categoria 2 sui modelli dallo Spirit 70 al Volcan Sky Jump K90.
Il terzo punto idraulico è un componente essenziale per i trattori agricoli, specialmente quelli impiegati in vigneti e frutteti. In questo articolo, esploreremo le caratteristiche tecniche rilevanti per i trattori da 80 CV, con un focus sulle trince e sui trattori specializzati.
Trince per Trattori: Efficienza e Durata
La trincia AF/L è una soluzione ideale per gli agricoltori che necessitano di mantenere in ottime condizioni il proprio vigneto e frutteto. Grazie alla conformazione del rotore, consente di tagliare e sminuzzare erba e sarmenti fino a Ø 4-5 cm. Progettata per trattori da 40 a 80 cavalli, la trincia è dotata di doppia cassa, il che le consente di essere robusta e durevole, rendendo la manutenzione dell’attrezzatura meno frequente. La larghezza di lavoro della trinciatrice va dai 105 ai 200 cm di taglio effettivo.
Trattori Serie R: Tecnologia e Prestazioni
La Serie R rappresenta il top della gamma AC per prestazioni, contenuto tecnologico e dotazioni di bordo, con tante utili funzioni di serie. Grazie alla tecnologia CAN-bus, che mette istantaneamente in dialogo le varie unità di controllo (centraline), l’operatore può godere della gestione elettronica del motore con tutti i comandi utili situati sul cruscotto, comprese le memorie di lavoro e le curve di accelerazione. Tutti i modelli 8900 sono equipaggiati con il portentoso motore Kubota 4 cilindri.
La gamma è disponibile con cabina Air (unica eccezione TGF 10900 R che equipaggia la cabina Protector 100), super tecnologica e confortevole, con un grande spazio vivibile per l’operatore, nonostante una compattezza straordinaria funzionale al disimpegno del mezzo negli spazi angusti e tra la vegetazione. È pressurizzata e disponibile anche con certificazione in cat. Il mezzo risulta agile e maneggevole, adatto, oltre che per vigneti e frutteti, anche per lavorazioni “a campo aperto”, soprattutto di profondità (arature) e di traino (ambito forestale, edilizia).
Revisione del Sollevatore Idraulico: Un Caso Pratico
Di seguito, esaminiamo un caso pratico di revisione del sollevatore idraulico di un trattore Centauro, modello 9000.
Smontaggio e Analisi del Sollevatore
Appena passata la Pasqua ho deciso che era il momento di riaprire il sollevatore per diversi motivi. Il primo quello che scutnai mi ha suggerito, cioè quello di controllare la valvola a sfera che c'è nella testata, unica valvola che non avevo mai toccato.Circa ieri pomeriggio ho smontato il sollevatore e l'ho portato in officina, e successivamente mi sono dedicato al cambio (non mi dilungo troppo, per non andare OT). Posso solo dire che gli ingranaggi dopo 50 anni hanno circa 5mm di smusso, causato dalle "grattate" durante i cambi marcia; la coppia conica invece è ancora in uno stato accettabile.
Analisi dei Componenti
Nel pomeriggio invece ho fatto completamente a pezzi il sollevatore, compresi i bracci!!! Mentre i pezzi asciugavano sono andato a prendere i ricambi e mi sono dedicato a quella valvola con la sfera.
La Valvola a Sfera: Componenti e Manutenzione
Eccola ve la presento.... Il foro in basso è il porta valvola, mentre sopra si vede la sede della valvola e la sfera; il tutto viene chiuso da un "dado" particolare che spinge una molla, il quale sono riuscito ad aprire con una chiave da 8mm (purtroppo mi son dimenticato di fotografarlo).All'inizio pensavo che la sede valvola fosse ricavata direttamente nella testata ma siccome è di ghisa l'usura l'avrebbe danneggiata rapidamente, per questo credo che i costruttori hanno optato per una sede riportata e in materiale temprato. Infine tra il fondo valvola e la sede valvola c'è un Or che fa tenuta, appunto sul fondo!
Sostituzione e Rodaggio della Sfera
Ho acquistato 3 sfere (una di scorta). La prima l'ho saldata su un chiodo con il gambo da 4mm in modo tale da poterlo montare sulla pinza della cavatrice. Ora la sede appare molto scura per una lunghezza di 2-3mm significato quindi che la smerigliatura ha avuto buon risultato.
Rimontaggio e Ulteriori Controlli
Fatto questo in serata ho rimontato l'albero scanalato e i bracci con gli Or nuovi, ungendoli prima con dell'olio morbido. Come avevo già pensato tempo fa, vorrei far provare ad un meccanico le valvole di massima, per controllare che la taratura sia corretta.A questo punto in queste 3 volte che ho aperto il sollevatore ho smontato tutte le valvole della testa, sul pistone ho fatto la modifica delle fasce elastiche.....
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