Polizia Idraulica in Emilia-Romagna: Funzioni e Attività
La Polizia Idraulica in Emilia-Romagna svolge un ruolo cruciale nella gestione e tutela delle risorse idriche e delle opere idrauliche presenti sul territorio. Le sue attività sono regolate da normative storiche e moderne, che ne definiscono compiti e responsabilità.
Normativa di Riferimento
Le problematiche connesse con la stabilità arginale e la tutela delle opere idrauliche erano già note in tempi remoti. Gli interventi ed i servizi di tutela vennero sistematizzati su tutta l'asta praticamente dall'unità d'Italia con l'istituzione degli uffici provinciali del Genio Civile, ed in seguito con l'emanazione del R.D. 25 luglio 1904 n.523: "Testo Unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie", e del R.D. Tali disposizioni di legge, tuttora vigenti seppure con qualche integrazione e modifica, hanno regolato e regolano tuttora l'attività di Polizia Idraulica e Servizio di Piena. In particolare il R.D. 523/1904 all'art.
Risulta di particolare importanza la legge 183/89 sulla difesa del suolo, con la quale vennero istituite le Autorità di Bacino, grazie alla quale sono state emanate importanti normative quali il "Piano Stralcio delle Fasce Fluviali" (P.S.F.F., 1995), in cui per la prima volta è stata introdotta, a livello di bacino, la suddivisione delle pertinenze fluviali in fasce aventi diverso grado di interesse da parte dei fenomeni di deflusso: fascia A o di deflusso della piena ordinaria, fascia B o di esondazione per la piena di riferimento (Tr= 200 anni), fascia C o inondazione per piena catastrofica (Tr= 500 anni). Le attività iniziate col P.S.F.F.
Attività Principali
Le principali attività della Polizia Idraulica consistono nella progettazione ed esecuzione degli interventi sulle opere idrauliche di prima, seconda e terza categoria, di cui al Testo Unico n. 523/1904, sull'intero bacino del Po, nonché nei compiti Polizia Idraulica e Servizio di Piena sulle opere idrauliche di prima, seconda (R.D. 2669/1937) e terza categoria arginata (art.
Dal 2010, in base a una convenzione sottoscritta tra Regione Emilia-Romagna e AIPo sono state conferite a quest'ultima le competenze fino ad allora esercitate dall'ARNI, l'Azienda Regionale per la Navigazione Interna. Con l'approvazione di apposite norme (art. 37 della L.R. n. 9/2009 e l'art. 54 della L.R. n. 24/2009) l'Emilia-Romagna ha infatti stabilito la soppressione dell'ARNI (istituita nel 1989), riappropriandosi delle sue funzioni e assegnandole dal 1° febbraio 2010 all'AIPo.
Gestione delle Acque Pubbliche
Tutte le acque, sotterranee e superficiali, appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico, sono quindi un bene pubblico. Tale disposizione non si applica alle acque piovane non ancora convogliate in un corso d'acqua o non ancora raccolte in invasi o cisterne, il cui utilizzo è libero.
Le acque costituiscono una risorsa limitata che va tutelata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà; qualsiasi loro uso è effettuato salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale. L’uso e il prelievo delle acque pubbliche sono regolamentati da leggi dello Stato (Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque pubbliche e impianti elettrici e successive R.D. n.1775 del 11/12/1933 e s.m.i.) e della Regione Emilia-Romagna (Regolamento regionale n.41 del 20/11/2001, per la disciplina del procedimento di concessione di acqua pubblica).
Prelievo soggetto a concessione
Chiunque - persone fisiche, in forma singola o associata, e persone giuridiche di diritto pubblico o privato - abbia necessità di utilizzare acqua pubblica ad uso non domestico, acque superficiali (fiumi) e sotterranee (pozzi e sorgenti), deve presentare una domanda di concessione. A carico del richiedente rimangono gli adempimenti previsti dalla Legge 04/08/1984 n. 464, per le perforazioni che superano i 30 m di profondità, ovvero la comunicazione dell’inizio dei lavori di perforazione all’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - Via Vitaliano Brancati n. 48, 00144 Roma) nei trenta giorni antecedenti il loro inizio e dovrà far pervenire allo stesso Ufficio, entro trenta giorni dall'ultimazione dei lavori, una relazione sui risultati della ricerca, secondo quanto disposto dalla stessa legge, utilizzando esclusivamente gli appositi moduli scaricabili sempre sul sito web di Ispra.Il termine fissato dal Regolamento regionale per la conclusione del procedimento istruttorio avviato con la domanda di concessione è di 150 giorni nel caso di concessione ordinaria e di 60 giorni nel caso di concessione semplificata. I termini sono sospesi in caso di richiesta pareri e di richiesta di integrazioni, come indicato all’art. 24 comma 5 del RR n. 41/2001.
Arpae ha la facoltà di imporre prescrizioni ed anche di non dare il proprio assenso alla realizzazione delle opere e dei relativi prelievi in relazione ai risultati dell'istruttoria tecnica sulla compatibilità del prelievo richiesto. Ha anche facoltà di effettuare controlli, avvalendosi di agenti accertatori (polizia idraulica, polizia provinciale, polizia municipale, guardie forestali, carabinieri), sulla veridicità inerente l'uso dell'acqua, e sul rispetto delle prescrizioni e discipline dell'uso stesso.
Bonifica Idraulica di Pianura
Con la denominazione “bonifica idraulica di pianura” si intende l’attività di manutenzione, esercizio, tutela e vigilanza di opere di bonifica, svolta nell’ambito di pianura del comprensorio consortile. Nel comprensorio della Romagna Occidentale, l’ambito di pianura coincide con la vasta area in cui il sistema di scolo delle acque meteoriche è costituito esclusivamente da opere artificiali di bonifica in gestione al Consorzio, data la condizione di pensilità, rispetto al piano campagna, dei corsi d’acqua naturali che l’attraversano. Esso coincide quasi interamente con il bacino idrografico del collettore generale della rete scolante, denominato Canale di bonifica in destra di Reno. L’ambito di pianura si estende per circa 76.000 ettari dalla via Emilia al Reno, tra il Sillaro ed il Lamone.
Per questo motivo, uno dei primari obiettivi assegnati all’azione di bonifica nel territorio di pianura è la separazione della rete scolante di acque alte dalla rete di acque basse, assolutamente necessaria per garantire ai terreni a giacitura più depressa infrastrutture di scolo autonome, talora servite da impianti idrovori. E’ assolutamente fuorviante pensare che l’azione di bonifica si esaurisca con la costruzione delle infrastrutture di scolo, in parte risalente ai secoli precedenti. In realtà, il riscatto del territorio di pianura da croniche condizioni di deficienza di scolo e di rischio idraulico è una conquista quotidiana, resa possibile dalla continua attività di manutenzione, esercizio e vigilanza delle opere di bonifica esistenti.
Per adempiere alle funzioni di cui è titolare nel territorio di pianura, il Consorzio gestisce attualmente canali artificiali di scolo per uno sviluppo lineare di circa 963 Km, 20 impianti idrovori e più di 1.000 manufatti ed opere di regimazione idraulica quali chiaviche, botti a sifone, paratoie. All’interno della bonifica idraulica di pianura, è collocabile anche l’attività di vigilanza sulle opere di bonifica, finalizzata alla tutela del suolo ed alla sicurezza idraulica. Nell’esercizio di questa funzione, i consorzi sono tenuti ad applicare le disposizioni di polizia idraulica contenute nel R.D. Assume notevole rilevanza anche l’attività di partecipazione alla pianificazione territoriale, che costituisce lo strumento di collegamento tra il momento del governo, di competenza regionale, e quello della gestione, che caratterizza le funzioni dei consorzi. A tal riguardo, un principio fondamentale che ha già in parte trovato riconoscimento nelle prescrizioni dei piani di bacino è quello della garanzia dell’adeguamento degli strumenti urbanistici al regime idraulico.
I canali della rete scolante consortile hanno attualmente uno sviluppo lineare complessivo di circa 963 Km: 482 Km di canali di scolo + 481 Km di canali ad uso promiscuo (scolo ed irrigazione). Essi sono tenuti in manutenzione dal Consorzio che vi esegue i lavori di sfalcio nell’alveo e negli argini, i lavori di espurgo e, secondo necessità, i risezionamenti, le riprese di frane e le difese di sponda.
Si può ragionevolmente affermare che il Canale in destra di Reno è l’opera artificiale più importante della Provincia di Ravenna. Esso ha una lunghezza di circa 37 Km e serve un bacino scolante di circa 75.000 ettari. Ha origine al confine tra i Comuni di Argenta (provincia di Ferrara) e Conselice, allo sbocco del collettore Zaniolo, in corrispondenza del manufatto denominato “Botte Selice”, avente funzioni di opera di regimazione. Il Canale in destra di Reno svolge una funzione insostituibile per il riscatto del territorio della bassa pianura ravennate da condizioni di scolo che, prima della sua costruzione, erano assolutamente deficitarie. Il CBRO ha in esercizio 23 impianti idrovori, per un totale di n.
Funzioni di Polizia Idraulica
Per polizia idraulica si intende l’attività di vigilanza sulle opere di bonifica, finalizzata alla tutela del suolo ed alla sicurezza idraulica. Nell’esercizio delle funzioni di polizia idraulica, i consorzi sono tenuti ad applicare le disposizioni del R.D. 8 maggio 1904, n. Queste disposizioni, oltre a stabilire gli atti e fatti vietati in modo assoluto nelle pertinenze di bonifica (art. 133), individuano le opere che sono ammesse alla condizione che venga rilasciata una concessione od una licenza da parte del Consorzio (artt.
Tra i “lavori, atti, fatti vietati in modo assoluto” stabiliti dal R.D. 368/1904, si citano ad esempio le edificazioni di fabbricati nell’alveo dei cavi di bonifica ed in una fascia laterale agli stessi. L’attributo “assoluto” con cui viene qualificato il divieto sta a significare che la norma non è derogabile in alcun caso, neppure nell’ambito delle procedure di rilascio delle autorizzazioni in sanatoria, previste dalle norme sul condono edilizio. Altro divieto assoluto riguarda le lavorazioni agricole - quali arature, sarchiature ecc., o aperture di scoline - in una fascia della larghezza di 2 metri, misurata dalla stessa linea di riferimento da cui si determina la fascia di inedificabilità. È, infatti, intuitivo che questi interventi costituiscono una causa di progressivo indebolimento delle scarpate interne e dei corpi arginali. Le conseguenze più immediate sono rappresentate dalla perdita del franco di bonifica e dall’allungamento dei tempi di deflusso, per non parlare delle ripercussioni di carattere economico.
Accanto alle fattispecie di divieto assoluto, vi sono, come detto, le opere ammesse alla condizione che venga emanato dal Consorzio un apposito provvedimento di concessione. Si tratta di un provvedimento di natura precaria e temporanea, di competenza dell’organo deliberante del Consorzio, contenente un disciplinare in cui vengono specificate le prescrizioni esecutive e le altre condizioni imposte al concessionario. In particolare, l’art. 137 del R.D.
In questa materia, il Consorzio, nell’esercizio del proprio potere regolamentare derivante dal principio di autogoverno che lo contraddistingue, ha emanato un “Regolamento per le concessioni precarie e le licenze”. Esso è stato approvato dal Consiglio d’Amministrazione dell’Ente con provvedimento n. Altre fonti normative in materia sono il Piano Stralcio per il Bacino del Torrente Senio, emanato dall’Autorità di Bacino del Reno, pubblicato nel BUR dell’Emilia-Romagna n. 69 del 19 aprile 2000 ed il Piano Stralcio per l’assetto Idrogeologico, emanato dalla stessa Autorità, pubblicato nel BUR dell’Emilia Romagna n. 70 del 14 maggio 2003.
Nell’ambito dell’organizzazione consortile, vi è un apposito settore dedicato all’istruttoria delle domande di concessione/licenza/parere ed al controllo della corretta esecuzione delle opere autorizzate. Esso è il settore “Concessioni - Polizia Idraulica”, facente parte dell’area organizzativa tecnico-agraria.
I canali pubblici di scolo, dimensionati in origine per servire un territorio prevalentemente agricolo, devono, quindi, far fronte a crescenti valori di portata che, in taluni casi, superano la loro capacità di smaltimento. In queste condizioni, la soluzione per così dire canonica, rappresentata dal ridimensionamento dei cavi esistenti, non è spesso praticabile per evidenti ragioni tecnico-economiche.
Sulla base dello lo Statuto consortile vigente i provvedimenti di polizia idraulica si distinguono in casi di “non particolare rilevanza” ed in casi di “particolare rilevanza”.Nel primo caso l’istruttoria tecnica non coinvolge direttamente il Comitato Amministrativo, ma comunque nel corso dell’anno il Comitato Amministrativo viene informato su base trimestrale di tale attività con Delibere specifiche.Mentre l’istruttoria tecnica dei casi di “particolare rilevanza” coinvolge direttamente il Comitato Amministrativo che rilascia Delibere specifiche.
Qualora il provvedimento autorizzativo rilasciato riguardi interferenze dirette con il reticolo idraulico di bonifica, il Consorzio di Bonifica Piacenza verifica la conformità dell’esecuzione dei lavori interferenti con le opere consortili alle prescrizioni delle autorizzazioni rilasciate.Dopo il rilascio dei provvedimento autorizzativo segue l’emissione della relativa “spesa di istruttoria” con l’emissione della nota di addebito.
All’inizio di ogni anno con Delibera del Comitato Amministrativo vengono aggiornati i canoni di concessione relative alle varie tipologie di interferenze con le opre consortili.La riscossione annuale dei canoni di concessione avviene tramite l’emissione dei ruoli.
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