Polizia Idraulica a Palermo: Compiti e Funzioni
La polizia idraulica a Palermo, come nel resto della Sicilia, è un servizio essenziale per la gestione delle acque pubbliche, il controllo degli interventi sul demanio idrico e la sorveglianza dei corsi d'acqua. L'obiettivo primario è mantenere e migliorare il regime idraulico, in conformità con la normativa vigente.
Quadro Normativo
Le attività di polizia idraulica sono regolate principalmente dal Regio Decreto 25 luglio 1904, n. 523, e dalla legislazione comunitaria, statale e regionale in materia di tutela delle risorse idriche e di difesa del suolo. In Sicilia, un ruolo fondamentale è svolto dall'Autorità di bacino del distretto idrografico, istituita con la Legge Regionale 8 maggio 2018, n. 8.
Riferimenti Normativi Chiave:
- Regio Decreto 25 luglio 1904, n. 523: Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie.
- Legge Regionale 8 maggio 2018, n. 8: Istituzione dell'Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia.
- Decreto Presidenziale 12 febbraio 2019, n. 4: Regolamento attuativo dell'articolo 3, commi 6 e 7, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8.
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152: Norme in materia ambientale.
Compiti e Funzioni dell'Autorità di Bacino
L'Autorità di bacino espleta le attività di polizia idraulica nel rispetto delle disposizioni del Regio decreto 25 luglio 1904, n. 523 e della vigente legislazione comunitaria, statale e regionale in materia di tutela delle risorse idriche e di difesa del suolo. Per attività di polizia idraulica si intende quel complesso di attività amministrative e tecniche dirette alla gestione delle acque pubbliche, al controllo degli interventi di gestione e trasformazione del demanio idrico nonché al controllo ed alla sorveglianza dei fiumi e dei torrenti al fine di mantenere e migliorare il regime idraulico secondo la vigente normativa di settore.
In particolare, l'Autorità di bacino svolge le seguenti funzioni:
- Gestione delle acque pubbliche.
- Controllo degli interventi di gestione e trasformazione del demanio idrico.
- Sorveglianza dei fiumi e dei torrenti.
- Verifica del rispetto delle concessioni ed autorizzazioni assentite ai sensi del Capo VII del Regio decreto n. 523/1904.
L'Autorità di bacino svolge l'attività di polizia idraulica tramite il proprio Servizio 4 - "Demanio idrico fluviale e Polizia idraulica" di cui all'Allegato A.
Organizzazione e Struttura
L'Autorità di bacino ha una struttura centrale con sede a Palermo presso la Presidenza della Regione e una struttura territoriale decentrata con sede a Catania presso la Presidenza della Regione. L'Autorità di bacino, in quanto Dipartimento regionale, si avvale di personale in servizio presso l'Amministrazione regionale, senza oneri economici aggiuntivi per la stessa Amministrazione, che sarà assegnato alla medesima secondo le ordinarie procedure disciplinate dai contratti collettivi regionali di lavoro del personale con qualifica dirigenziale e del personale del comparto non dirigenziale.
In fase di prima applicazione, per un periodo di 18 mesi, e comunque fino all'adozione della definitiva organizzazione del servizio di polizia idraulica ai sensi del comma 5 del presente articolo, a tutela del prevalente interesse pubblico e al fine di non recare pregiudizio al regolare svolgimento delle attività di cui al superiore articolo 7, l'Autorità di bacino si avvale del supporto di tutti gli uffici regionali che, a diverso titolo, sino alla data di entrata in vigore del presente regolamento, hanno esercitato competenze nel settore idrogeologico. L'Autorità di bacino, per l'espletamento delle superiori funzioni, si avvale, in particolare, degli Uffici del Genio civile territorialmente competenti, nonché dei competenti uffici periferici del Dipartimento regionale dell'ambiente, del Comando del Corpo forestale della Regione siciliana e del Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale.
Collaborazione con Altre Amministrazioni
L'Autorità di bacino può, altresì, stipulare convenzioni con altre Amministrazioni preposte alla tutela, al controllo e alla salvaguardia del territorio. Saranno Province e Comuni, limitatamente alle attività di polizia idraulica e pronto intervento, a occuparsi della gestione dei reticoli intercomunali e dei piccoli corsi d'acqua presenti nei rispettivi territori.
“La definizione delle competenze relative al reticolo idrografico - spiega l’assessore agli Enti locali, Roberto Santangelo - è il risultato di un percorso articolato, durante il quale i rappresentanti degli enti locali, nell’ambito dell’Osservatorio, hanno affrontato diverse questioni, a partire dalla ricognizione completa della consistenza e della georeferenziazione dell’intero reticolo regionale. In generale, il reticolo idrografico rimane sotto la gestione della Regione, mentre Province e Comuni saranno responsabili delle attività legate alla polizia idraulica e al pronto intervento. “A tal proposito - aggiunge Santangelo - la Regione si è impegnata a destinare risorse economiche per supportare le nuove funzioni attribuite alle Province, coprendo spese di manutenzione, funzionamento e personale.
Direttive Applicative e Linee Guida
L'Autorità di bacino, entro 60 giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento, provvede ad adottare, previa approvazione della Giunta regionale, apposite direttive applicative nonché apposite linee guida con le quali, con riferimento al servizio di polizia idraulica, individuare i criteri, gli indirizzi ed i principi generali che regolano l'espletamento della relativa attività, le tipologie di interventi ed opere soggetti al rilascio di concessioni di polizia idraulica, di autorizzazioni, di autorizzazioni provvisorie, di nulla osta idraulici e di pareri nonché le procedure per il rilascio degli stessi. Le medesime linee guida esplicano, altresì, le ipotesi di revoca e di decadenza.
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