Requisiti per l'installazione di impianti idraulici: sicurezza e normative

La sicurezza dei lavoratori nelle imprese installatrici di impianti elettrici e termoidraulici all’interno dei cantieri edili è un tema di fondamentale importanza. Questi lavoratori sono esposti sia ai rischi specifici della loro attività sia a quelli derivanti dal contesto del cantiere e dalla sovrapposizione di diverse attività.

Il progetto Impresa Sicura, un'iniziativa multimediale validata come buona prassi, si è occupato proprio della sicurezza di queste imprese installatrici. Il documento "ImpresaSicura_Impiantistica" si rivolge in particolare alle imprese installatrici di impianti elettrici e termoidraulici che operano all’interno dei cantieri edili e che sono chiamate a realizzare gli impianti asserviti all’edificio.

Fasi dell'attività impiantistica di cantiere

L’attività lavorativa del comparto impiantistico di cantiere, con riferimento all’impiantistica asservita all’opera finita, si può suddividere essenzialmente in tre fasi:

  1. Accantieramento: trasporto di materiale e attrezzature, individuazione aree di stoccaggio e verifica della viabilità.
  2. Posa in opera: predisposizione del materiale, utilizzo di attrezzature per la pre-lavorazione, posa in opera delle infrastrutture e realizzazione degli impianti.
  3. Collaudo: collaudo impianto, misure di pre-collaudo, eventuali adeguamenti e misure di collaudo finale.

Rischi per i lavoratori

I lavoratori delle imprese installatrici operano in un ambiente dove possono essere in corso altre lavorazioni, esponendosi a diverse situazioni di pericolo. È fondamentale considerare i rischi legati:

  • All’ambiente di lavoro: cantiere edile.
  • Alla propria attività: impiantistica.
  • All’attività di altre imprese presenti: lavori di finitura, ecc.

Questi rischi si possono suddividere in:

  • Rischi di natura organizzativa.
  • Rischi legati alla sicurezza di macchine, apparecchiature, opere provvisionali, ambiente e luoghi di lavoro.
  • Rischi di natura igienico-ambientale (fattori chimici, fisici).
  • Rischi di natura ergonomica (posizioni di lavoro, movimentazione manuale dei carichi).

Misure organizzative e procedurali

Nel Piano Operativo di Sicurezza (POS) sono indicate le misure di prevenzione e protezione da adottare, in riferimento ai rischi della propria attività svolta in cantiere conseguenti alla valutazione del rischio. A seguito della valutazione dei rischi del cantiere, in riferimento ai rischi interferenziali, si deve prendere in considerazione quanto previsto e prescritto dal Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), dove previsto dalla specifica normativa.

Alcune possibili misure organizzative e procedurali di prevenzione e protezione includono:

  • Organizzazione dell’impresa con organigramma e mansionari.
  • Procedure di lavoro stabilite dall’impresa, con l'obiettivo di migliorare il comportamento dei lavoratori e ridurre al minimo l’esposizione ai rischi.
  • Controllo giornaliero dell’ambiente di lavoro e manutenzione delle attrezzature.
  • Individuazione di personale addetto alla verifica e al controllo della corretta esecuzione delle lavorazioni.

Rischi legati alla sicurezza

Il rischio infortunistico non è legato solo ai rischi propri dell’attività (elettrico, gas infiammabili/ esplosivi), ma principalmente alle attrezzature/macchine utilizzate nel cantiere (PLE, macchine filettatrici, saldatrici, ecc.), agli impianti di cui ci si avvale (impianto elettrico di cantiere) e ai lavori in quota (ponteggi fissi o su ruote, scale, ecc.).

Rischi igienico-ambientali ed ergonomici

Tra i vari rischi di natura igienico-ambientale ed ergonomica si possono annoverare, a seconda delle fasi lavorative, rischi di esposizione a:

  • Rumore.
  • Vibrazioni meccaniche.
  • Movimentazione manuale dei carichi.
  • Sovraccarico biomeccanico degli arti superiori.
  • Polveri.

Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)

L'utilizzo dei DPI è fondamentale per la sicurezza dei lavoratori. Alcuni esempi di DPI includono:

  • Casco di protezione: per proteggere il capo da caduta di materiale o contatti con elementi pericolosi.
  • Scarpe antinfortunistiche: con puntale rinforzato contro schiacciamento/abrasioni/perforazione e suola antiscivolo.
  • Guanti di protezione: per la protezione delle mani.
  • Mascherina: per la protezione da polveri a media tossicità, fibre e aerosol.
  • Protettori dell'udito: per la protezione dal rumore.
  • Occhiali di protezione: con lente panoramica in policarbonato trattati anti graffio.
  • Indumenti di protezione.

Requisiti tecnico professionali

L’art. 3 del D.M. 37/2008 disciplina i requisiti tecnico professionali necessari per l’esercizio delle attività di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione degli impianti. Il responsabile tecnico deve possedere in alternativa uno dei requisiti tecnico professionali, elencati nell’art. 3, comma 1 del D.M. 37/2008.

Sono immediatamente abilitanti, senza necessità di effettuare un’esperienza professionale presso imprese abilitate, i Diplomi degli Istituti Tecnici Superiori I.T.S., rilasciati dalle Scuole ad alta Specializzazione Tecnologica.

Piano Operativo di Sicurezza (POS)

Il Piano Operativo di Sicurezza (POS) è un documento che tutte le imprese esecutrici devono redigere prima di iniziare le attività operative in un cantiere temporaneo o mobile, come previsto dal D.Lgs. 81/2008. È redatto dal datore di lavoro dell’impresa esecutrice, in riferimento al singolo cantiere interessato, e tratta i seguenti argomenti: valutazione dei rischi, misure di prevenzione e protezione, organizzazione della sicurezza dell’impresa.

Contenuti minimi del POS

Come stabilito dall’allegato XV del D.Lgs. 81/2008, i contenuti minimi del POS sono i seguenti:

  • Dati identificativi dell’impresa esecutrice.
  • Specifica attività e le singole lavorazioni svolte in cantiere.
  • Nominativi degli addetti al pronto soccorso, addetti antincendio ed evacuazione.
  • Nominativo del medico competente ove previsto.
  • Nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione.
  • Nominativi del direttore tecnico di cantiere e del capocantiere.
  • Numero e le relative qualifiche dei lavoratori dipendenti.
  • Specifiche mansioni, inerenti la sicurezza, svolte in cantiere da ogni figura nominata.
  • Descrizione dell’attività di cantiere, delle modalità organizzative e dei turni di lavoro.
  • Elenco dei ponteggi, dei ponti su ruote a torre e di altre opere provvisionali di notevole importanza, delle macchine e degli impianti utilizzati nel cantiere.
  • Elenco delle sostanze e miscele pericolose utilizzate nel cantiere con le relative schede di sicurezza.
  • Esito del rapporto di valutazione del rumore.
  • Individuazione delle misure preventive e protettive, integrative rispetto a quelle contenute nel Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) quando previsto.
  • Procedure complementari e di dettaglio, richieste dal Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) quando previsto.
  • Elenco dei dispositivi di protezione individuale forniti ai lavoratori occupati in cantiere.
  • Documentazione in merito all’informazione ed alla formazione fornite ai lavoratori occupati in cantiere.

Modello semplificato del POS

Il Piano Operativo di Sicurezza con modello semplificato è stato introdotto dal Decreto Interministeriale 9 settembre 2014; si tratta di un modello standardizzato nato con lo scopo di semplificare gli adempimenti formali senza ridurre la tutela del lavoro. La scelta di redigere il Piano Operativo di Sicurezza con modello semplificato o con metodologia classica è una facoltà del datore di lavoro dell’impresa esecutrice.

Il Modello semplificato di POS nasce con la finalità di essere il più possibile chiaro, facile da seguire e di aiuto nella corretta interpretazione di quanto previsto dal D.Lgs. n. 81/2008.

tag: #Idraulici

Leggi anche: