Reggia di Caserta: Storia e Splendore dei Bagni Reali
La Reggia di Caserta, il palazzo reale più grande del mondo, era la fastosa residenza dei Borbone di Napoli ed è oggi uno dei siti nazionali più visitati. Il palazzo reale di Caserta, infatti, insieme all'acquedotto vanvitelliano e al complesso di San Leucio, è stato dichiarato patrimonio dell'umanità UNESCO. Visitare la Reggia di Caserta è come tornare in un passato meraviglioso, tra stanze e interni di straordinario valore, un parco infinito e un giardino inglese di rara bellezza.
La Reggia di Caserta era il Palazzo Reale dei Borboni di Napoli e il suo giardino inglese è così bello che farebbe invidia anche a Maria Antonietta. È la Versailles italiana, il palazzo reale più grande, bello, maestoso, sfavillante al mondo.
Il Complesso di Bagno e Boudoir della Regina Maria Carolina
Nella Reggia di Caserta, il complesso di Bagno e Boudoir della regina Maria Carolina d’Asburgo, moglie di Ferdinando IV di Borbone, situato vicino alla Stanza da Letto, è uno scrigno dell’arte Rococò e Neoclassica. Realizzato a inizio Ottocento dall'architetto Carlo Vanvitelli per l’igiene intima della regina, il Real Bagno era composto da diversi ambienti: per lavorare e studiare, per un'immersione nella vasca, per la vestizione e la toletta, fino al Gabinetto.
Il Bagno della Regina fu decorato da Fedele Fischetti in stile Rocaille con festoni di frutta e fiori e alle pareti, affreschi dedicati a Venere e alle tre Grazie. La Vasca in marmo bianco, scolpita da Gaetano Salomone è foderata di rame e dotata di due rubinetti per l'acqua calda e fredda. Accanto, è presente un piccolo Bidet in mogano con la vasca interna in bronzo dorato. Lo spazio che ospita il Gabinetto vero e proprio, presenta un buco con un coperchio in bronzo dorato e all’interno, un funzionale sifone per lo scarico; alle pareti sono posti i lavamani in marmo sorretti da imitazioni di ali d'aquila.
La stanza è interamente decorata con dodici pilastri nei cui capitelli appare la testa di donna bendata, un chiaro simbolo di privacy moderna che i Borbone iniziavano ora a praticare. Daverio fa notare che in questi anni, il medesimo e nuovo “diritto alla riservatezza” lo troviamo alle corti del Granduca di Toscana Leopoldo II d'Asburgo e di Maria Antonietta a Parigi.
Il Bagno Reale: Un'oasi di lusso e riservatezza
Il Bagno ed il Boudoir sono composti da Stanza da Lavoro, Bagno, Guardaroba e Stanza da Toletta. Sono uno scrigno dell'arte rococò.
Descrizione del Boudoir Il bagno ed il Boudoir della Regina Maria Carolina, situati accanto la Stanza da Letto furono voluti dalla Regina Maria Carolina d’Austria, e realizzati dall’architetto Carlo Vanvitelli. Sono composti da cinque stanze:
- stanza da lavoro;
- stanza della vasca da bagno;
- stanza del wc;
- stanza da toletta (detta Stanza degli Stucchi);
- guardaroba.
Queste sale non erano solo usate per la toletta ed il bagno, ma anche per il ricamo, il disegno, lo studio della musica, etc., e sono un trionfo dello stile Rococò, e gli arredi sono di diverso stile Rococò e Neoclassico. Gli specchi di Murano, di enormi dimensioni e perciò costosissimi all’epoca (erano uno status symbol) furono acquistati dal maestro Briati di Venezia attraverso la collaborazione tra il Maggiordomo Maggiore il Principe di Francavilla e l’ambasciatore a Venezia, Conte Giuseppe Finocchietti.
Tali Sale volute dalla Regina Maria Carolina, esprimono tutto il gusto Rococò per la cura delle bellezza femminile e, probabilmente, nacquero ispirandosi al famoso Salottino di Porcellana in Portici (ora nel Museo di Capodimonte), creato da Giuseppe Gricci e voluto dalla precedente Regina, Maria Amalia di Sassonia.
Stanza da Lavoro della Regina
La Stanza da Lavoro della Regina è un trionfo di specchi di Murano. Ha, infatti, le pareti rivestite di seta gialla con cornici di specchi ed applicazioni dorate eseguite da Gennaro Fiore. Perfino il soffitto è dotato di specchi. L'affresco Il soffitto fu affrescato da Fedele Fischetti ed è corredato da applicazioni dorate e specchi di Murano. L’affresco delle divinità classiche Decorazioni ed arredi La Stanza da Lavoro della Regina ha le pareti rivestite di seta gialla con cornici di specchi ed applicazioni dorate eseguite da Gennaro Fiore. Anticamente le pareti erano rivestite in seta a fiori su fondo bianco, in modo da creare una sorta di capsula di porcellana (Ricordiamo il famoso Salotto di Porcellana di Capodimonte). Dalla Stanza da Lavoro si intravede la vasca da bagno
Il Bagno della Regina
Il bagno non è attualmente aperto al pubblico per motivi di salvaguardia dello stesso. Il Bagno nel Boudoir della Regina Maria Carolina si compone di due stanze principali: la Sala della Vasca da Bagno e la Sala del WC. Il progetto è di Carlo Vanvitelli, compresi gli arredi, le applicazioni sono in piombo dorato ad opera di Gennaro Fiore, mentre le dorature sono di Bartolomeo di Natale.
La Regina Maria Carolina, così come la Regina Maria Antonietta di Francia, erano figlie di Maria Teresa D’Austria, ed entrambe vollero avere un bagno completo nel loro palazzo con acqua corrente, bidet e wc con scarico fognario, una vera e propria eccezione all’epoca. Durante la Seconda Guerra Mondiale la Reggia di Caserta fu occupata prima dai tedeschi e dopo dalle truppe americane che ne fecero il loro quartier generale. Decorazioni ed Arredi Gli affreschi di questa sala sono tutti opera di Fedele Fischetti (1732-1792). L’affresco del soffitto ha come tema “L’Aurora”, mentre quelli sulle pareti, incorniciati da elementi vegetali in piombo dorato, rappresentano “Le tre Grazie”, “Diana e Atteone” e “La Nascita di Venere”. Le pareti sono decorate con decorazioni vegetali e festoni di derivazione ercolanense, realizzate da Gennaro Fiore e dorate da Bartolomeo di Natale. Sono corredate da enormi e costosissime specchiere, e vi è un oculo che serviva per illuminare la sala.
La base marmorea della vasca da bagno fu creata da Lorenzo e Francesco Marescalchi, mentre la parte scultorea è opera di Gaetano Salomone con la collaborazione di Paolo Persico e Tommaso Bucciano. Matteo Zecchino creò la vasca in rame, battendo un foglio di rame fino a ricavarne la forma. Ha rubinetti per l’acqua calda e fredda.
Il bidet, al tempo, era addirittura dotato di rubinetto e scarico, e fu il primo bidet in assoluto presente in Italia. Gaetano Salomone - Puttini che reggono un ‘anfora. Le soprapporte sono opera di Gaetano Salomone e consistono in due putti che reggono un vaso a forma di anfora. La vasca da bagno della Regina è realizzata in marmo di Carrara e rame dorato. Gennaro Fiore - Console in legno bianco ed oro con applicazioni di piombo dorato. Decorazioni ed Arredi L’affresco del soffitto di questa sala è opera di Fedele Fischetti (1732-1792), ed ha come tema “La Meridiana”. Gli affreschi sulle pareti sono, invece, opera di Filippo di Pasquale, ed hanno figure su fondo oro tratte da repertori decorativi da Pompei ed Ercolano in cui danzatrici e ninfe, attorniate da volute e corone di alloro e ben si addicono, con la loro grazia si addicono ad un ambiente di destinazione femminile come il bagno.
Nella nicchia con la toilette attualmente vi è solo un rifacimento, in quanto il gabinetto fu distrutto dagli Alleati durante l’occupazione nella Seconda Guerra Mondiale. In origine era costituito da un sedile in legno intarsiato con piano apribile, coperchio di ottone e maniglia per lo scarico dell’acqua. Dalla sala della toilette si accede alla stanza domestiche al servizio del Guardaroba della Regina e delle Principesse, dove vi erano anche gli assi da stiro, e che comunicava con due stanze, una con letti per le domestiche, l’altra con una piccola cucina per preparare il caffè e la cioccolata.
Il Gabinetto degli Stucchi
Si tratta della Sala da Toletta della Regina (detta Sala degli Stucchi), il luogo in cui, assistita dalle dame di compagnia, soleva farsi bella. L'affresco L’affresco è opera di Fedele Fischetti, rappresenta “Le Tre Grazie che adornano Venere” ed ha ha dorature a rilievo. Fedele Fischetti - “Le Tre Grazie che adornano Venere” Decorazioni ed arredi Il talento di Carlo Vanvitelli progettò una sala che, pur mantenendo una leggiadria Rococò, la stempera all’interno di riquadri e fasce decorative che alludono ad un’estetica di tipo classico. Di notevole livello sono le console e le angoliere (design di Carlo Vanvitelli), di grande modernità le poltroncine. L’orologio musicale di Jacques Pierre Drotz regalo della Regina Maria Antonietta di Francia alla sorella Maria Carolina.
Il Bidet: Un'Innovazione con Storia
Il famoso bidet di cui gli italiani non possono fare a meno è in realtà, come suggerisce il nome, originario della Francia! Perché allora è così popolare in Italia ma quasi del tutto scomparso in Francia? Il bidet è stato inventato dai francesi nel XVIII secolo. Si trovava soprattutto nelle camere da letto degli aristocratici, che lo utilizzavano per l’igiene personale quotidiana. In origine era fatto di legno e montato su gambe: a Versailles veniva anche chiamato “chaise de propreté” (sedia di pulizia). È proprio grazie ai piedi che il bidet ha preso il suo nome: la parola bidet è stata presa in prestito dal francese antico e si riferiva a un piccolo cavallo. Infatti il bidet viene “cavalcato” come se fosse un cavallo. Uno dei primi bidet arrivato in Italia si trovava alla Reggia di Caserta, portato dalla principessa Caroline, sorella di Marie-Antoinette.
A partire dagli anni Sessanta, il bidet ha iniziato a perdere popolarità in Francia, pian piano scomparendo dal panorama dei bagni. Prima del 1960, solo il 4% delle case in campagna aveva una doccia o una vasca da bagno, e il 15% in città. Ma quando la doccia è stata democratizzata, il bidet ha perso gran parte della sua utilità. Inoltre è importante menzionare che anche l’evoluzione delle metodologie contraccettive moderne ha contribuito all’obsolescenza del bidet. In passato, le donne utilizzavano il bidet come mezzo per prevenire gravidanze indesiderate. Dotato di un tubo, consentiva l’esecuzione di un bagno vaginale.
Infine, va considerato anche che il declino del bidet può essere attribuito alla crescente limitatezza degli spazi all’interno dei bagni.
Il Bagno nella Stanza da Letto di Re Francesco II
Dal piccolo salottino si accede alla grande Stanza da Letto di Re Francesco II. Ha un grande affresco in stile Impero che ricorda una tenda da campo, ed è dotato di arredi di varie epoche, ma prettamente di stile Impero. Fu decorata durante il regno di Gioacchino Murat.
Il bagno della Stanza da letto di Re Francesco II si compone di una sala centrale e due attigue. Al centro vi è una straordinaria toilette in marmo di carrara, a sinistra una nicchia grande vasca di granito rosso con teste leonine. Gli arredi sono di varie epoche, dall’Impero al Noebarocco. Questo ambiente fu decorato a partire dal 1807. Affresco a fondo azzurro con stelle in oro ed al bordo decorazioni vegetali e maschere.
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