Requisiti Responsabile Tecnico Impianti Idraulici: Normativa e Certificazioni

Le imprese di installazione di impianti devono nominare come responsabile tecnico un soggetto in possesso di determinati requisiti tecnico professionali indicati nell’art.4 D.M. 37/2008.

Il testo a cui fare riferimento è, come sarà noto a molti, il DM 37/2008, che è andato a revisionare la disciplina già introdotta con la legge 46/90. Per prima cosa, il legislatore ha suddiviso (art.1, comma 1 e 2 del D.M. 37/2008) i settori di attività:

  • A. impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell'energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l'automazione di porte, cancelli e barriere;
  • B. impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere;
  • C. impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali;
  • D. impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie;
  • E. impianti per la distribuzione e l'utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali
  • F. impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili;
  • G. impianti di protezione antincendio.

Tutte le imprese che esercitano attività di impiantistica (ad eccezione della manutenzione ordinaria o degli uffici tecnici di imprese non installatrici che svolgono le loro attività internamente all’azienda) in uno, o più, dei settori appena citati, devono essere abilitate: a tale scopo, devono denunciare l'inizio attività che interessa alla Camera di Commercio - Ufficio Registro delle Imprese - della provincia nella quale hanno la sede legale, indicando l'indicazione della persona che svolgerà le funzioni di Responsabile Tecnico.

Requisiti Professionali Richiesti

I requisiti professionali di cui all’art. 4 del D.M. 37/2008 sono:

  • Diploma di laurea in materia tecnica specifica, conseguito presso un'Università statale o legalmente riconosciuta. Le lauree quinquiennali in Ingegneria, Fisica ed Architettura abilitano all’esercizio dell’attività di impiantistica con riferimento a tutte le tipologie di impianto (lettere a, b, c, d, e, f, g) indipendentemente dal piano di studi adottato.
  • Diploma o qualifica conseguita al termine di scuola secondaria del secondo ciclo con specializzazione relativa al settore delle attività che si intendono svolgere, seguiti da un periodo di inserimento di almeno due anni continuativi (1 anno per le attività di cui alla lettera D), alle dirette dipendenze di una impresa del settore. A titolo di esempio, sono considerati validi i diplomi di Perito industriale (tutte le lettere a seconda della specializzazione), Tecnico nautico (lettere C/D/G a seconda della specializzazione), Istituti professionali (tutte le lettere a seconda della specializzazione), ecc.
  • Titolo o attestato conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, previo un periodo di inserimento di almeno quattro anni consecutivi, alle dirette dipendenze di un'impresa del settore (2 anni per le attività di cui alla lettera D).
  • Prestazione lavorativa svolta alle dirette dipendenze di un'impresa abilitata nel ramo di attività cui si riferisce la prestazione dell’operaio installatore per un periodo non inferiore a tre anni -escluso quello computato ai fini dell’apprendistato e quello svolto come operaio qualificato- in qualità di operaio installatore con qualifica di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti di cui all’articolo 1.
  • il titolare, i soci e i collaboratori familiari che hanno svolta l'attività di collaborazione tecnica continuativa nell'ambito di impresa abilitate del settore per un periodo non inferiore a sei anni.

È possibile visionare la tabella "Valutazione idoneità dei titoli di studio" relativa ai diplomi di laurea in materia tecnica specifica previsti dal D.M. N. Ai fini della valutazione dell'idoneità dei titoli di studio rilasciati al termine di un ciclo di studio quinquennale o triennale di scuola secondaria, è possibile visionare la tabella "Valutazione diplomi".

Abilitazioni Limitate

Il DM 37/08 ammette infatti che le imprese di installazioni impianti possano o meno essere abilitate anziché per interi settori, anche per specifici ambiti di ciascun settore. Di fatto le “abilitazioni limitate” possono essere ottenute per:

  • le attività di cui alla lettera A, per cui, ad esempio, si può essere abilitati per i soli impianti “di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell'energia elettrica” o limitatamente per gli impianti “di protezione contro le scariche atmosferiche” o per quelli “per l'automazione di porte, cancelli e barriere”. E’ ovviamente possibile ottenere un’abilitazione parziale anche per sole 2 delle 3 tipologie di impianti;
  • le attività di cui alla lettera B;
  • le attività di cui alla lettera C.

Questo appena presentato è ovviamente solo un quadro generale della questione: per verificare il possesso dei requisiti bisogna valutare caso per caso, in modo da valutare anche la compresenza di più di un requisito.

Responsabilità del Responsabile Tecnico

Dal disposto di cui al comma 1 dell'art. 3 del D.M. 37/2008, pertanto, devono presentare alla Camera di Commercio della provincia presso la quale hanno sede legale la comunicazione di inizio dell’attività e la dichiarazione del possesso dei requisiti tecnico-professionali di cui all’art. 4 del D.M. 37/2008 del c.d. Responsabile Tecnico per la certificazione degli impianti.

Il comma 2 dell’art. 3 del D.M. 37/2008, dispone che il responsabile tecnico possa svolgere tale funzione per una sola impresa e la qualifica sia incompatibile con ogni altra attività continuativa. Ricordiamo, infine, l’art. Il Ministero dell’Industria (con Circolare n. 3342/C del 22.06.94) aveva già precisato a suo tempo che il termine “immedesimazione” va interpretato in senso stretto e cioè “riferito alla necessità dell’esistenza, oggettiva e biunivoca, di un rapporto diretto del responsabile tecnico con la struttura operativa dell’impresa”.

Mario Rossi è legale rappresentate e responsabile tecnico della società ALFA, ed è anche legale rappresentante di una società BETA. NON VA BENE. Mario Rossi è legale rappresentate e responsabile tecnico della società ALFA, e nella società BETA è socio, ma non legale rappresentante.

Certificazione Impianto Idraulico: Cos’è e Perché è Importante

La certificazione per impianto idraulico è un documento di fondamentale importanza nel campo dell’edilizia e delle installazioni idrauliche. È un documento che rappresenta una dichiarazione ufficiale, rilasciata da professionisti abilitati nel settore idraulico, che attesta la conformità e l’adeguatezza dell’impianto idraulico di un edificio.

La certificazione di un impianto idraulico è l’attestazione che lo stesso sia conforme alle norme in vigore. Da un punto di vista tecnico la conformità si riferisce al fatto che l’impianto idraulico dell’edificio è stato progettato, installato e manutenuto in modo tale da rispettare tutte le normative, le direttive e le specifiche tecniche stabilite dalle autorità competenti. Questo include il rispetto delle leggi locali e nazionali che regolano le installazioni idrauliche, nonché il rispetto di standard di sicurezza e funzionalità rigorosi.

La certificazione attesta che l’impianto idraulico è stato realizzato secondo le migliori pratiche del settore e che soddisfa tutti i requisiti legali e tecnici. Ciò garantisce un alto livello di sicurezza per gli utenti dell’edificio e previene potenziali problemi legati all’idraulica, come perdite d’acqua, malfunzionamenti o situazioni pericolose.

La certificazione per l’impianto idraulico è la testimonianza tangibile che l’impianto è stato realizzato con professionalità e competenza, riducendo al minimo i rischi di incidenti e danni. È anche una garanzia di qualità per chi acquista o affitta un immobile, poiché può essere certo che l’impianto idraulico è stato sottoposto a rigorosi controlli e verifiche.

Quando è richiesta la certificazione dell’impianto idraulico?

La certificazione dell’impianto idraulico è obbligatoria in diverse situazioni, tra cui:

  • installazione di un nuovo impianto: ogni volta che viene installato un nuovo impianto idraulico in un edificio, è necessaria una certificazione per garantire la conformità alle normative;
  • modifiche o ampliamenti: se si apportano modifiche significative a un impianto esistente o se si espande l’impianto, è richiesta una certificazione;
  • manutenzione straordinaria: anche gli interventi di manutenzione straordinaria richiedono una certificazione per assicurare che le riparazioni siano effettuate correttamente;
  • allacci di nuove utenze: quando si collegano nuove utenze all’impianto idraulico di un edificio, è necessaria una certificazione.

Come ottenere la certificazione impianto idraulico

Per ottenere la certificazione di un impianto idraulico è necessario seguire alcuni passaggi:

  • progetto dell’impianto: si inizia con un progetto dettagliato dell’impianto idraulico, garantendo che sia conforme alle normative locali;
  • materiali e documentazione: si stila un elenco dei materiali utilizzati, inclusi i certificati di autenticazione;
  • sopralluogo e verifica: il professionista abilitato effettua un sopralluogo e verifica che l’impianto sia stato realizzato a norma di legge;
  • certificazione: una volta completate tutte le verifiche, il professionista rilascia la certificazione per l’impianto idraulico.

Dichiarazione di Conformità e Rispondenza

Secondo il D.M. 37/08 l’impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità dell’impianto idraulico. La rilascia al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto. Gli impianti idrici devono essere realizzati dalle imprese secondo la regola dell’arte, in conformità alla normativa vigente e sono responsabili della corretta esecuzione degli stessi.

Della dichiarazione di conformità fanno parte integrante:

  • la relazione tipologica dei materiali utilizzati;
  • il progetto per l’installazione, trasformazione e ampliamento dell’impianto, redatto da un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche richieste, in alcuni casi specificati nell’art. 5 comma 2 del D.M. 37/08.

Nel caso in cui la dichiarazione di conformità prevista dalla normativa non sia stata prodotta o non sia più reperibile, viene sostituita da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno 5 anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilità, dopo sopralluogo ed accertamenti.

Normativa UNI per Impianto Idrico Sanitario

Le 3 principali normative che dettano i parametri e i criteri tecnici per il dimensionamento degli impianti idraulici sono:

  • UNI EN 806 “Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano”.
  • UNI 9182: “Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda - progettazione, installazione e collaudo”.
  • UNI 12056-5:2001: “Sistemi di scarico funzionanti a gravità all’interno degli edifici - Installazione e prove, istruzioni per l’esercizio, la manutenzione e l’uso”.

La tabella seguente riassume le principali normative UNI di riferimento per gli impianti idraulici sanitari:

Normativa Descrizione
UNI EN 806 Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano.
UNI 9182 Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda - progettazione, installazione e collaudo.
UNI 12056-5:2001 Sistemi di scarico funzionanti a gravità all’interno degli edifici - Installazione e prove, istruzioni per l’esercizio, la manutenzione e l’uso.

Rischi e Sanzioni per Assenza della Certificazione

L’assenza di una certificazione per l’impianto idraulico può comportare una serie di rischi e sanzioni di natura legale ed economica. È fondamentale comprendere queste implicazioni per apprezzare appieno l’importanza di ottenere la certificazione e rispettare le normative vigenti nell’ambito degli impianti idraulici.

I rischi maggiori sono:

  • Rischi per la sicurezza: la mancanza di una certificazione per l’impianto idraulico implica il rischio di malfunzionamenti, perdite d’acqua, danni strutturali e situazioni potenzialmente pericolose.
  • Sanzioni amministrative: le autorità competenti possono infliggere sanzioni amministrative in caso di mancanza di certificazione o di impianto non conforme alle normative.
  • Difficoltà nella vendita o locazione: se si intende vendere o affittare un immobile senza una certificazione per l’impianto idraulico, potrebbero esserci notevoli difficoltà.
  • Possibili contenziosi legali: l’assenza di una certificazione può generare contenziosi legali tra proprietari e acquirenti/inquilini in caso di problemi impiantistici.
  • Problemi con le assicurazioni: le compagnie di assicurazione potrebbero rifiutarsi di coprire danni o incidenti causati da un impianto idraulico non certificato o non conforme.

Per evitare sanzioni e problemi di qualsiasi genere, ti consiglio di utilizzare un software dichiarazione di conformità impianti che compila in automatico la documentazione che ti occorre senza errori e in maniera professionale.

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