Il Santuario Ritrovato di San Casciano dei Bagni: Una Scoperta Archeologica Sensazionale

Il Santuario Ritrovato a San Casciano dei Bagni rappresenta una delle scoperte archeologiche più sensazionali degli ultimi anni. Questo sito ha rivelato il più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto nell’Italia antica, uno dei più significativi di tutto il Mediterraneo.

La Scoperta e i Reperti

Dalle acque fangose, nei pressi del Bagno Grande, è emerso un santuario di epoca augustea dedicato alle acque, con una vasca e un monumento risalenti alla stessa epoca. Ugualmente, i reperti riemersi dalle acque calde sono di grande importanza e interesse: basi e spezzoni di colonne, monete d’oro e d’argento, bronzetti votivi, iscrizioni dove sono citate Apollo, Fortuna, Iside, divinità associate alla salute, che lasciano intendere la sacralità di quelle acque.

Lo scavo ha riportato alla luce oltre venti statue che raffigurano le divinità venerate nel luogo sacro assieme agli antichi dedicanti in un eccezionale stato di conservazione. Le calde acque della sorgente termale hanno permesso di preservare meravigliose iscrizioni in etrusco e latino incise sulle statue.

È possibile datare la maggior parte delle statue tra il II e il I secolo a.C., un periodo storico molto particolare che vede il passaggio tra Etruschi e Romani. Un’epoca di conflitti fra Roma e le antiche città etrusche che pure sembrano fermarsi in questo Santuario.

Probabilmente le statue erano posizionate sul bordo esterno della grande vasca sacra e ancorate sugli eleganti blocchi in travertino e si pensa che le statue siano state deposte nell’acqua sacra in modo rituale. Gli atti votivi proseguirono poi per diversi secoli fino al IV secolo d.C. Solo agli inizi del V secolo d.C. il santuario venne smantellato e chiuso.

Il Contesto Storico e Culturale

La gran parte di questi capolavori dell’antichità si data tra il II e il I secolo a.C. Si tratta di un periodo storico di grandi trasformazioni nella Toscana antica, nel passaggio tra Etruschi e Romani. In quest’epoca di grandi conflitti tra Roma e le città etrusche, ma anche di lotte all’interno del tessuto sociale di Roma, nel santuario del Bagno Grande nobili famiglie etrusche e romane dedicarono assieme le statue all’acqua sacra.

Dalle iscrizioni sappiamo che i dedicanti giunsero da tutto il territorio di Chiusi e Perugia con molti nomi che ricorrono nel territorio di Siena. A più riprese - sicuramente nel corso del I secolo d.C. - le statue furono staccate dal bordo della vasca e depositate sul fondo. Dunque non si tratta di uno scarico di materiale sacro nell’acqua calda, ma piuttosto di una deposizione rituale, mediata con la divinità.

Il Team di Scavo e Restauro

Lo scavo è coordinato dal prof. Jacopo Tabolli dell’Università per Stranieri di Siena e diretto sul campo dal dott. Emanuele Mariotti per conto del Comune di San Casciano dei Bagni; la tutela è diretta dalla dr.ssa Ada Salvi della Soprintendenza di Siena Grosseto e Arezzo.

La conservazione e il restauro sono condotte dalla dott.ssa Wilma Basilissi dell’Istituto Centrale del Restauro in collaborazione con la dott.ssa Pozzi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo. Il Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze ha inoltre coadiuvato la direzione scientifica dello scavo nelle operazioni di sicurezza del cantiere di scavo e dei reperti.

Reazioni alla Scoperta

La Sindaca Agnese Carletti ha dichiarato: “Il sogno di ritrovare le antiche terme lega l’attività politico-amministrativa degli ultimi quindici anni e questa nuova grande scoperta ripaga in tutto e per tutto la nostra perseveranza. Ma soprattutto offre a San Casciano un’opportunità che non è solo culturale e turistica, ma è una vera e propria occasione di rinascita".

Il prof. Jacopo Tabolli ha dichiarato: “Con la conclusione di questa campagna di scavi L’Università per Stranieri di Siena conferma la vocazione per lo studio del multiculturalismo e plurilinguismo nell’antichità. Il santuario con le sue statue appare un laboratorio della diversità culturale, testimonianza unica della mobilità antica etrusca e romana".

Il Soprintendente Gabriele Nannetti ha dichiarato: “Le scoperte di Bagno Grande costituiscono un’eccellenza straordinaria nel pur ricchissimo patrimonio archeologico sul quale la Soprintendenza è chiamata ad esercitare le funzioni di tutela".

La dott.ssa Ada Salvi ha dichiarato: “Le scoperte di Bagno Grande rappresentano una sorprendente novità sotto molteplici aspetti e proprio la pluralità delle informazioni che ci stanno giungendo dallo scavo e dallo studio dei reperti ha dato impulso a un modello di collaborazione tra Direzione Scientifica dello scavo, Concessionario e Soprintendenza".

Il direttore di scavo Emanuele Mariotti ha dichiarato: “La campagna di scavo che ho avuto l’onore e il piacere di dirigere sul campo per 14 settimane tra giugno e ottobre, ha ottenuto risultati stupefacenti e in parte inaspettati".

Visitare San Casciano dei Bagni e le Scoperte Archeologiche

Le visite al sensazionale ritrovamento archeologico a San Casciano dei Bagni sono organizzate dal Gruppo Archeologico Eutyche Avidiena. Per rimanere aggiornati sugli appuntamenti guidati si consiglia di consultare i canali social ufficiali del gruppo archeologico.

Una volta terminata la visita, l’itinerario tra le acque sacre di San Casciano dei Bagni continua a Fonteverde, una volta struttura termale privata voluta dai Medici, oggi lussuosa spa. All’interno della villa sono tuttora esposti pezzi legati ai reperti rinvenuti duranti il recente scavo nello spirito antiquario del 1600.

Oltre al sito degli scavi, è possibile visitare:

  • Museo Civico Archeologico di Chiusi: La civiltà etrusca rivive in sezione tematiche, che illustrano tutti gli aspetti della vita e della morte degli antichi abitanti della Toscana.
  • Le Stanze Etrusche di Sinalunga: Un esposizione che raccoglie i reperti etruschi provenienti dalla necropoli di San Giustino e dal vicino insediamento etrusco de Le Carceri.
  • Collezione Archeologica G. Pallavicini (Trequanda): Una splendida raccolta privata donata al Comune di Trequanda da Giancarlo Pallavicini.
Siti di interesse archeologico nei dintorni di San Casciano dei Bagni
Sito Descrizione
Museo Civico Archeologico di Chiusi Illustra la vita e la morte degli Etruschi con sarcofagi, canopi e bronzi.
Stanze Etrusche di Sinalunga Esposizione di reperti provenienti dalla necropoli di San Giustino.
Collezione Archeologica G. Pallavicini (Trequanda) Raccolta privata di manufatti fittili, vitrei e metallici.

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