Sanificazione degli impianti termo-idraulici: linee guida e buone pratiche

Gli impianti aeraulici svolgono un ruolo cruciale nella climatizzazione e nel mantenimento della qualità dell’aria negli ambienti interni. Sono sistemi progettati per il trattamento e il controllo dell’aria e comprendono una vasta gamma di dispositivi e componenti volti a garantire un comfort termo-igrometrico ottimale.

Cos’è un impianto aeraulico e come funziona?

Un impianto aeraulico è un sistema che mira a garantire un ambiente interno salubre attraverso la gestione e la purificazione dell’aria all’interno dei condotti di ventilazione. Gli impianti aeraulici sono sistemi meccanici che utilizzano aria compressa o altri gas come veicolo per il trasporto. Possono essere impiegati per riscaldare, raffreddare, ventilare, deumidificare o igienizzare qualsiasi tipo di ambiente, sia esso residenziale, commerciale o industriale.

Il loro obiettivo principale è trattare l’aria all’interno degli edifici, garantendo che sia pulita e priva di agenti inquinanti. L’aria che entra nell’edificio viene filtrata e trattata dall’impianto aeraulico, il quale si occupa di rimuovere eventuali agenti inquinanti attraverso le canalizzazioni che sono responsabili del trasporto dell’aria trattata e purificata nei diversi ambienti dell’edificio.

Quando il sistema di ricircolo dell’aria naturale non è sufficiente, è obbligatorio per legge dotare l’impianto di un sistema di ventilazione meccanica controllata (VMC), che assicura un adeguato ricambio d’aria negli ambienti interni, contribuendo ulteriormente al mantenimento della qualità dell’aria indoor. Una progettazione accurata e una corretta installazione degli impianti aeraulici sono fondamentali per garantire un funzionamento efficiente e affidabile nel lungo termine.

Tipologie di impianti aeraulici

Gli impianti aeraulici comprendono una vasta gamma di sistemi progettati per la distribuzione e il trattamento dell’aria all’interno degli edifici al fine di assicurare un ambiente confortevole, salubre e sicuro per gli occupanti. Esistono diverse tipologie di impianti aeraulici, ognuna con caratteristiche e funzioni specifiche.

Impianti di climatizzazione

Gli impianti di climatizzazione sono progettati per controllare la temperatura, l’umidità e la qualità dell’aria all’interno degli edifici. Essi possono essere utilizzati per riscaldare, raffrescare e ventilare un ambiente, a seconda delle esigenze.

Gli impianti di climatizzazione possono essere suddivisi in due categorie principali:

  • Sistemi di climatizzazione ad aria: questi sistemi comprendono impianti di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria, nonché sistemi di deumidificazione e filtrazione.
  • Climatizzazione ad acqua: questi sistemi utilizzano acqua come mezzo per il trasferimento di calore, raffreddando o riscaldando l’aria all’interno dell’ambiente.

Impianti di ventilazione

Gli impianti di ventilazione sono progettati per garantire una adeguata ventilazione degli ambienti, sia per motivi igienici che per il ricambio dell’aria all’interno dell’edificio. Le principali tipologie di impianti di ventilazione includono:

  • Ventilazione naturale e forzata: questi sistemi possono essere costituiti da aperture come finestre, porte, lucernari e aperture nel tetto, o da dispositivi meccanici come ventilatori, ventilatori centrifughi e turbine a gas.
  • Ventilazione meccanica controllata (VMC): questi apparati forniscono una ventilazione controllata che regola l’umidità e la temperatura all’interno dell’edificio, contribuendo al comfort degli occupanti.

Impianti di riscaldamento e raffrescamento

Gli impianti di riscaldamento sono utilizzati per riscaldare gli ambienti durante i mesi più freddi, mentre gli impianti di raffrescamento sono impiegati per raffrescare gli ambienti durante i mesi più caldi. Le principali tipologie di impianti di riscaldamento e raffrescamento includono:

  • Riscaldamento radiante: questo sistema utilizza superfici radianti, come pavimenti, pareti o soffitti, per irradiare calore negli ambienti.
  • Sistemi di raffrescamento ad aria: questi sistemi utilizzano condizionatori d’aria, ventilatori o pompe di calore per raffrescare gli ambienti.

Impianti di sanificazione dell’aria

Gli impianti di sanificazione sono progettati per garantire un ambiente salubre all’interno degli edifici, eliminando agenti patogeni e migliorando la qualità dell’aria. Le principali tecnologie di sanificazione includono:

  • Filtrazione dell’aria: utilizzo di filtri per catturare particelle in sospensione nell’aria.
  • Disinfezione tramite lampade UV-C: utilizzo di lampade UV-C per distruggere batteri, virus e altri agenti patogeni presenti nell’aria.
  • Tecnologie avanzate per il controllo degli agenti patogeni: utilizzo di tecnologie innovative per monitorare e controllare la presenza di agenti patogeni nell’aria, garantendo un ambiente sicuro e salubre per gli occupanti degli edifici.

Quali sono gli elementi di un impianto aeraulico

Gli elementi che costituiscono un impianto aeraulico variano in base alle specifiche esigenze dell’edificio e al tipo di funzionamento richiesto. Tuttavia, in generale, un impianto aeraulico comprende i seguenti elementi principali:

  • Unità di trattamento dell’aria (UTA): queste unità sono responsabili del trattamento dell’aria, che include il riscaldamento, il raffreddamento, la filtrazione e il controllo dell’umidità. Le UTA possono essere collocate all’interno o all’esterno dell’edificio, a seconda delle necessità di progettazione.
  • Ventilatori: i ventilatori sono utilizzati per spostare l’aria attraverso il sistema di distribuzione e per garantire un corretto ricambio d’aria negli ambienti.
  • Canalizzazioni: le canalizzazioni sono condotti che trasportano l’aria trattata dalle UTA e dai ventilatori verso gli ambienti da climatizzare o ventilare. Possono essere realizzate in diversi materiali, come lamiera zincata, PVC o alluminio, e devono essere dimensionate correttamente per garantire un flusso d’aria adeguato.
  • Griglie e diffusori: questi componenti sono posizionati all’estremità delle canalizzazioni e consentono la distribuzione dell’aria trattata negli ambienti. Le griglie possono essere fisse o regolabili per permettere un controllo preciso del flusso d’aria.
  • Regolatori di flusso: questi dispositivi sono utilizzati per regolare il flusso d’aria all’interno del sistema aeraulico, consentendo di bilanciare la distribuzione dell’aria in base alle esigenze specifiche di ogni ambiente.
  • Filtri dell’aria: i filtri sono installati all’interno delle UTA per rimuovere impurità e particelle presenti nell’aria, migliorando così la qualità dell’aria interna agli ambienti.
  • Dispositivi di controllo e automazione: questi dispositivi includono sensori, termostati, valvole e regolatori che consentono il controllo automatizzato del sistema aeraulico in base alle condizioni ambientali e alle impostazioni desiderate.
  • Unità di recupero del calore: in alcuni impianti aeraulici sono installate unità di recupero del calore dall’aria esausta al fine di riutilizzarlo per riscaldare l’aria fresca di ingresso, contribuendo così al risparmio energetico.

La progettazione di un sistema aeraulico efficace richiede una valutazione dettagliata delle esigenze specifiche dell’edificio e un’attenta selezione dei componenti appropriati.

Gestione della manutenzione degli impianti aeraulici

La gestione di un impianto aeraulico richiede una serie di attività mirate a garantire il suo corretto funzionamento, la massima efficienza energetica e la sicurezza degli occupanti dell’edificio.

Di seguito vengono integrati ulteriori dettagli riguardanti i controlli e le attività di manutenzione da effettuare su specifiche sezioni dell’impianto:

  • Filtri: i filtri dell’aria devono essere soggetti a un costante monitoraggio per garantirne l’efficienza. È fondamentale verificare periodicamente lo stato dei filtri attraverso misurazioni della pressione differenziale e l’ispezione visiva. Si consiglia la sostituzione regolare dei filtri secondo le indicazioni del produttore per mantenere la qualità dell’aria interna e ridurre il rischio di malfunzionamenti.
  • Batterie di scambio termico: le batterie di scambio termico devono essere sottoposte a pulizia e disinfezione periodica delle vasche di raccolta della condensa e delle superfici alettate. Questo assicura un’efficienza ottimale del sistema e previene il rischio di contaminazioni microbiologiche.
  • Umidificatori dell’aria ambiente e umidificatori adiabatici: è importante garantire che gli umidificatori dell’aria ambiente non causino la formazione di condensa durante il funzionamento. Le parti a contatto con l’acqua devono essere regolarmente pulite e, se necessario, disinfettate per prevenire la proliferazione di batteri. Per gli umidificatori adiabatici, è essenziale controllare la qualità dell’acqua utilizzata e sanificare regolarmente il circuito di umidificazione per evitare il rischio di contaminazione microbiologica.
  • Sanificazione dell’impianto: le unità di trattamento dell’aria devono essere soggette a pulizia periodica utilizzando metodi appropriati come lance ad aria ad alta pressione, sistemi a vapore, detergenti non aggressivi e disinfettanti. Questo assicura che l’aria trattata dall’impianto sia pulita e priva di contaminanti nocivi per la salute degli occupanti dell’edificio.

Linee guida per la prevenzione della legionellosi

È importante seguire rigorosamente le linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi durante le attività di gestione e manutenzione dell’impianto aeraulico. Ciò include la pulizia accurata della sezione filtrante, la sanificazione regolare degli umidificatori adiabatici e la disinfezione delle canalizzazioni degli impianti centralizzati per prevenire la diffusione di batteri patogeni.

Per ottimizzare il processo, si consiglia di utilizzare uno strumento per la gestione della manutenzione di impianti, così da poter:

  • Creare anagrafiche degli impianti in cloud, ricche di informazioni accessibili in ogni momento e da qualsiasi luogo grazie alla tecnologia cloud.
  • Geolocalizzare gli impianti con ticketing semplificato della richiesta di intervento e servizio di call center.
  • Pianificare la manutenzione per gestire al meglio gli impianti aziendali ed evitare tutti i costi di manutenzione dovuti ai guasti improvvisi.
  • Creare report automatici sulle prestazioni degli impianti per analizzare rapidamente le prestazioni degli impianti, degli asset, dei tecnici e aiutarti a prendere decisioni strategiche.

Sanificazione degli impianti idrici e Legionella

La Legionella rappresenta un serio pericolo per la salute umana, ma spesso non viene considerata con la giusta attenzione. Gli interventi di sanificazione che possono essere “shock” o “in continuo”, hanno l’obiettivo di abbattere la carica batterica negli impianti idrici, non eliminarla del tutto. In generale, come ci suggeriscono anche Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi, è consigliabile sanificare gli impianti idrici almeno una volta all’anno.

Per gli impianti idrici ne esistono diversi metodi di sanificazione, come ad esempio il trattamento con ozono, la clorazione, il perossido di idrogeno, la termo-disinfezione e altri ancora. La decisione di quale sia il più adatto va effettuata da personale specializzato, dopo un’analisi approfondita delle condizioni dell’impianto, delle esigenze della struttura e del grado di contaminazione.

Quando viene riscontrata la presenza di Legionella nell’impianto idrico, per prima cosa è necessario procedere ad attività di pulizia dell’impianto e di sue specifiche parti (es. serbatoi).

La sanificazione delle acque di un impianto può avvenire attraverso due tipologie di interventi, di tipo fisico (es. termo-disinfezione) o di tipo chimico (es. clorazione shock o continua).

Termo-disinfezione

Questa tipologia di trattamento è legata soprattutto alla temperatura, ed è impiegata principalmente nei sistemi di distribuzione dell’acqua ad uso civile perché meno invasiva e più facile da attuare. Misura più preventiva e sistemica che avviene in modo continuo, mantenendo sempre la temperatura dell’acqua di un impianto al di sopra dei 50°C.

Trattamento chimico

Il trattamento chimico prevede l’uso di vari tipi di disinfettanti. Consiste in una singola immissione della sostanza fino a una concentrazione di cloro libero di 30-50 mg/L in tutta la rete idrica. Ha il vantaggio di agire efficacemente sul biofilm, ma con dei limiti. Successivamente al trattamento shock è possibile installare un impianto supplementare collegandolo all’impianto idrico.

Sanificazione degli ambienti di lavoro e COVID-19

Il Protocollo di contrasto e contenimento del contagio da Covid-19 negli ambienti di lavoro del 24 aprile 2020 integra quello del 14 marzo 2020, alla luce dell’avvio della “Fase 2” di gestione dell’emergenza Covid-19 che prevede una graduale ripartenza delle attività produttive nel Paese. Il COVID-19 rappresenta un rischio biologico generico.

Stabilisce che nelle aree a maggior endemia (come ad es. la Regione Lombardia) e nelle realtà aziendali con casi sospetti di Covid-19, in aggiunta alle normali attività di pulizia è necessario provvedere prima della riapertura ad una sanificazione degli ambienti di lavoro con riferimento alla circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22 febbraio 2020, in base alla quale, dopo una fase di pulizia preventiva consistente nel lavare i locali con acqua e con i comuni saponi, si raccomanda l’uso di ipoclorito di sodio diluito allo 0,1% (candeggina).

Pulizia, sanificazione e disinfezione: definizioni

  • LA PULIZIA: È quell’operazione che consente di rimuovere lo “sporco” di qualunque tipo, dalla polvere alle sostanze untuose, dai liquidi alle sostanze organiche, ecc. La pulizia può essere effettuata mediante rimozione manuale, rimozione meccanica o, in alcuni casi, mediante l’azione dell’acqua e/o di prodotti detergenti.
  • LA SANIFICAZIONE: In linea generale, la sanificazione rappresenta qualcosa di più avanzato rispetto alla pulizia per quanto riguarda il livello di igiene ottenuto. La sanificazione, infatti, consente di rimuovere qualunque microrganismo (batteri, virus, muffe, ecc.) che la normale pulizia non è in grado di eliminare. Generalmente, la sanificazione si esegue sfruttando l’azione di agenti chimici detergenti che consentono di ridurre il carico microbiologico al di sotto degli standard igienici ottimali.
  • LA DISINFEZIONE: Si tratta di un trattamento che, sfruttando l’azione di agenti disinfettanti di tipo chimico o fisico (ad es. calore), ha l’obiettivo di distruggere i microrganismi patogeni, in modo da rendere gli ambienti sanificati sicuri per la salute.

Il protocollo dice che deve essere effettuata una pulizia giornaliera e una sanificazione periodica. A parte casi specifici già elencati nei protocolli (alla riapertura di aziende precedentemente ferme, il prima possibile in caso di positivi alla COVID-19, giornalmente per mensa e spogliatoi nei cantieri), non è facile dare un parametro temporale univoco, in quanto dipende molto dall’uso dei locali, dal passaggio di persone e da altri fattori.

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