Si Può Guidare in Costume da Bagno? Normativa e Decoro Urbano in Italia
Contrariamente a quanto si legge su molti siti e forum in internet, camminare in costume da bagno o in bikini nel pieno del centro urbano non costituisce alcun reato, né esistono leggi statali che lo vietino. Sicché, se è vero che tutto ciò che non è espressamente vietato dal nostro ordinamento deve considerarsi lecito - specie nell’ambito del diritto penale dove ogni interpretazione analogica della legge non è consentita neanche al giudice - se ne trae una regola tanto chiara quando precisa: si può girare in città in costume da bagno.
Certo, esiste la contravvenzione di «atti contrari al pubblico decoro e alla decenza», comportamento che un tempo costituiva reato e che quindi faceva scattare un procedimento penale. Ma questa norma da un lato è stata depenalizzata, costituendo ora un semplice illecito amministrativo, dall’altro lato si è evoluta coi tempi. Sicché, laddove il bikini un tempo faceva scandalo anche sulla stessa spiaggia, ora non è più motivo di “rossore”.
Trovare una bella donna che fa jogging con un top stretto e un pantaloncino brasiliano non fa scalpore, salvo attirare l’attenzione dei maschietti più “sensibili”. Ma allora perché molti giornali scrivono che non si può girare in città in costume da bagno? La ragione è semplice e la spiegheremo qui di seguito.
Atti Contrari alla Pubblica Decenza
Un tempo esisteva il reato di «atti contrari alla pubblica decenza e pudore»: vi rientravano tutti quei comportamenti - posti in luogo pubblico o aperto al pubblico - che possono considerarsi scostumati o che creavano scalpore e offesa nel sentimento popolare. Si pensi a chi fa la pipì per strada o gira con il sedere completamente nudo.
Oggi, tale comportamento è ancora vietato ma, anziché essere punito da norme penali, viene sanzionato con una pena di carattere amministrativo che va da 5mila a 10mila euro. Dunque, nessun processo penale ma una sanzione di carattere pecuniario che non lascia strascichi sulla fedina penale. Sicuramente, la sanzione economica ha una funzione molto più deterrente di quella penale, come ha insegnato l’esperienza del Codice penale, anche perché arriva subito, non necessita di un processo e non è soggetta a prescrizione.
Dagli atti contrari alla pubblica decenza si distinguono gli atti osceni in luogo pubblico che invece hanno a che fare con comportamenti che coinvolgono la sfera sessuale (si pensi a un rapporto amoroso o a una masturbazione in pubblico).
Il fatto di camminare nudi per strada viene tutt’oggi fatto rientrare nell’illecito amministrativo degli atti contrari alla pubblica decenza e pudore e ciò vale anche quando avviene solo a fini propagandistici o di manifestazioni di carattere sociale.
Girare in Costume da Bagno è Reato?
L’indossare un costume da bagno, per quanto possa essere succinto, non rientra nell’illecito appena descritto, quello cioè degli atti contrari alla pubblica decenza. E questo perché i costumi sociali si sono evoluti e non accordano più a tale tipo di abbigliamento un significato provocatorio o scandalistico. Si pensi allo stesso topless che, almeno sulle spiagge, è largamente consentito.
Dunque, un uomo che viene beccato a fare una passeggiata sul lungomare in boxer o una donna in bikini non potrà mai essere fermata dalla polizia o dai carabinieri per essere condotta in questura o in caserma. La condotta, come detto, è pienamente lecita.
Le Eccezioni per Chi Cammina in Città in Costume da Bagno
Ciò nonostante possono esistere delle eccezioni e, anzi, a quanto ci risulta, sono piuttosto frequenti. Alcuni Comuni infatti, nell’ambito di politiche di valorizzazione di determinate zone urbane o di carattere turistico, possono vietare di camminare in costume fuori dalle spiagge imponendo abbigliamenti meno succinti. Il tutto nell’ottica di tutelare il cosiddetto decoro urbano.
Ma attenzione: gli enti locali non hanno alcun potere di creare nuove figure di reati, la cui competenza è riservata - dalla nostra Costituzione - unicamente alla legge. Dunque, i provvedimenti adottati dagli enti locali hanno solo carattere amministrativo ed equivalgono, in termini di gravità, alle comuni multe stradali. Esse, quindi, hanno carattere pecuniario e non implicano alcuna conseguenza sulla fedina penale. In tal caso, non potranno essere né i carabinieri, né la polizia di Stato ad infliggere le sanzioni, né tantomeno la Guardia di Finanza, ma solo gli agenti della polizia locale, quelli cioè che un tempo si chiamavano vigili urbani, in quanto garanti del territorio.
Dunque, per sapere se si può camminare in costume da bagno in città bisognerebbe innanzitutto informarsi presso l’ufficio del proprio Comune per verificare:
- se sono state emesse ordinanze di questo tipo (non è necessariamente detto che siano state adottate: nel qual caso, vale quanto abbiamo detto nell’articolo e nessuno potrà multarti per aver fatto una passeggiata in costume);
- quali sono i limiti geografici in cui operano tali ordinanze (ad esempio: solo le zone del centro storico, solo in prossimità di chiese e monumenti,ecc.);
- quali sono i limiti temporali di operatività di tali ordinanze (ad esempio, solo nelle ore pomeridiane e notturne);
- quali sono le sanzioni previste per chi viola l’ordinanza: di solito, sono sanzioni di alcune centinaia di euro.
Sanzioni in Diverse Località Italiane
Con le temperature elevate tipiche del periodo estivo non è inusuale, e non solamente nei luoghi di villeggiatura, imbattersi in turisti e turiste che girano per la città in costume da bagno: una pratica, questa, che ultimamente si sta diffondendo anche nei grandi centri abitati e che crea fastidio ai residenti.
Alcuni comuni hanno iniziato a non tollerare più questo genere di atteggiamento e sono corsi ai ripari per disincentivarlo, introducendo delle sanzioni con l'obiettivo di ristabilire un minimo di pubblico decoro.
Ad aver fatto una scelta del genere, solo per citare una delle mete più ambite dai turisti di tutto il mondo che si recano in Italia, è stato ad esempio il sindaco di Sorrento, il quale ha spiegato che i suoi cittadini hanno raggiunto il limite del livello di sopportazione nei riguardi di questa pratica: la multa che può essere comminata ai turisti cafoni può andare da un minimo di 25 fino a un massimo di 500 euro.
Come detto, ciò si verifica anche in grandi città come Cagliari, dove è fatto divieto di rimanere in costume da bagno o a torso nudo al di fuori degli stabilimenti balneari o nelle zone specifiche nelle quali ciò è consentito.
La lista dei centri che hanno messo fuori legge questa pratica irrispettosa è sempre più lunga, e si estende ad esempio anche a Caorle, in Veneto, a Giulianova (Teramo) e a Praia a Mare in provincia di Cosenza: qui, dove i turisti continuano a essere numerosi anche dopo agosto, il divieto è esteso fino al 15 del mese di ottobre.
Stessa situazione anche a Tropea, dove le sanzioni amministrative comminate ai trasgressori possono andare da un minimo di 125 a un massimo di 500 euro. A Favignana, il sindaco Francesco Forgione ha promesso battaglia ai turisti che gireranno a torso nudo o in costume da bagno per le vie del centro: dal 1° giugno fino al 30 settembre i trasgressori dovranno pagare una una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra 25 e 150 euro.
In diversi luoghi sono state emanate delle ordinanze che vietano ai turisti di stare a torso nudo.
Sono diversi le località che hanno indetto questo divieto per cercare di conservare il decoro della zona. Si tratta di diversi comuni italiani, spesso noti per essere anche luoghi particolarmente eleganti e esclusivi.
Ne è un esempio Sorrento: il sindaco della nota cittadina campana ha dichiarato che la popolazione locale è diventata piuttosto insofferente a questa pratica, in cui vede una mancanza di decoro e di rispetto nei confronti degli altri. Per questa ragione, sono stati posti degli obblighi con annesse sanzioni per i trasgressori, che vanno da 25 a 500 euro.
La stessa norma è stata attuata anche a Cagliari, dove il sindaco sta portando avanti la medesima battaglia, così come sta avvenendo anche a Caorle, in Veneto, e a Praia a mare, in provincia di Cosenza, dove questo divieto è in vigore già dal 2022 e prevede l’impossibilità di girare senza maglia fino agli inizi di ottobre.
Sempre in Calabria, il divieto è entrato in vigore anche a Tropea, dove però le multe partono da 125 euro fino a un massimo di 500.
Tabella Riassuntiva delle Sanzioni
| Comune | Sanzione | Note |
|---|---|---|
| Sorrento | Da 25 a 500 euro | Divieto di circolare a torso nudo e in costume da bagno lontano dalle spiagge |
| Cagliari | Non specificata | Divieto di rimanere in costume o a torso nudo fuori dagli stabilimenti balneari |
| Caorle | Non specificata | Multe per chi transita in deshabillé nell'antico borgo marinaro |
| Praia a Mare | Non specificata | Divieto di circolare indossando esclusivamente il costume da bagno fino al 15 ottobre |
| Tropea | Da 125 a 500 euro | Sanzioni per i vacanzieri indisciplinati |
| Favignana | Da 25 a 150 euro | Sanzioni per chi circola a torso nudo o in costume da bagno per le vie del centro (dal 1° giugno fino al 30 settembre) |
Si Può Girare in Costume in Altri Luoghi?
Ad oggi, il divieto di girare in costume è limitato ad alcune zone come quelle sopraccitate. In linea di massima, si può girare liberamente in costume in altri luoghi come le città. Non esiste, infatti, alcuna limitazione a riguardo.
Una volta, questo tipo di comportamento era considerato perseguibile in quanto contrario alla pubblica decenza ed era punito penalmente in quanto lesivo nei confronti del pudore popolare. Girare in costume non costituisce più reato penale, ma può essere punito solo a livello amministrativo e la multa parte da 5000 fino a 10000 euro.
Al contrario del girare in costume, che è stato depenalizzato, gli atti osceni in luogo pubblico sono ancora perseguibili penalmente. Camminare nudi per strada, invece, è stato depenalizzato e rientra nell’illecito amministrativo anche quando è simbolo di lotta politica e/o sociale.
Girare in Costume è Reato?
Ma quindi, si può girare in costume? Cosa succede se lo faccio? Se non c’è alcuna restrizione locale in vigore, tecnicamente girare con il solo costume non è un’azione perseguibile. Si può tranquillamente passeggiare in costume o bikini sia in città che in luoghi di villeggiatura senza rischiare di essere fermati da forze dell’ordine e multati.
Si Può Guidare in Costume da Bagno e in Ciabatte?
Come anticipato, girare in città e sui mezzi pubblici in costume da bagno può esporre al rischio di una multa salata. Che succede, invece, se si viene fermati alla guida senza maglia, quindi in costume, ad esempio al rientro dopo una giornata in spiaggia?
Questo dubbio molto comune non è disciplinato espressamente all’interno del Codice della strada, bisogna quindi rifarsi al principio generale “della libertà di movimento”. Se il conducente è in una situazione di agio e può guidare senza problemi, allora questa pratica non può essere vietata a priori.
Si rischia qualcosa a guidare con le infradito e in abiti da mare? Sì, anche se non è espressamente vietato dal codice della strada. Quindi, qualora, le calzature indossate ostacolino il controllo della vettura, il guidatore incorre in una sanzione.
Di che entità? La valutazione sta ovviamente alle forze dell’ordine che fermano l’automobilista, magari perché hanno notato una guida disattenta o una manovra azzardata, brusca, segnale di uno scarso controllo della vettura.
Chi Cammina in Costume Può Fare Ricorso Contro la Multa?
Come tutte le sanzioni amministrative, anche quelle che abbiamo appena visto - ossia contro l’eventuale contestazione dell’atto contrario alla pubblica decenza o contro l’ordinanza comunale - può essere oggetto di ricorso.
Il ricorso si presenta, entro 60 giorni, al prefetto.
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